Libri, Una Marchigiana a Torino

» Il mio Salone del Libro di Torino – Terzo e ultimo giorno.

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13.05.2019
Terzo e ultimo giorno.

 

 

Dopo due giorni di pausa, trascorsi con la famiglia del mio ragazzo per il compleanno delle due nipotine, sono tornata al Salone.
In questo ultimo giorno avvertivo sin da subito la malinconia. Quella che provi quando ti accorgi che una cosa bella sta per concludersi.
Ho partecipato ad alcuni eventi, che in realtà non mi hanno entusiasmata – sempre perché mi ero fatta certe aspettative e in certi casi non ho ascoltato nulla di nuovo – ma è stato interessante scoprire che hanno riproposto un libro a fumetti su Leopardi. Sarebbe interessante, soprattutto per far avvicinare i ragazzi alla sua vita e poetica.
Mi è dispiaciuto tanto, invece, che abbiano annullano un evento intitolato “Alda Merini e le altre”, a cui tenevo molto. Perché mi piacerebbe sapere di più su di lei. Peccato.

Per il resto mi sono dedicata agli stand, cercando di sforzarmi di più, anche se frenata sempre dalla mia assurda timidezza…

 

 

 

 

Sono riuscita però a parlare con i ragazzi di ABEditore, una realtà che mi ha molto sorpresa, soprattutto per l’originalità dei loro prodotti. Sono stati così gentili da omaggiarmi di uno sconto-blogger, e ho portato così a casa con me un pacchetto che comprendeva tre libri: “L’altra metà delle fiabe”, “Piccola Guida tascabile agli animali pericolosi in letteratura”, L’imbustastorie – foglie d’autore – “Il Sogno”.
Gentili e giovani. Sicuramente comprerò altro da loro!

 

 

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Libri, Una Marchigiana a Torino

» Il mio Salone del Libro di Torino – Secondo Giorno

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Eccomi qui, con una nuova puntata del mio Salone del Libro.
Oggi vi racconto un po’ come è andata il secondo giorno!

 

 

10.05.2019
Secondo Giorno

 

 

In Italia non siamo riusciti a fare i conti con il nostro passato. È una cosa che mi fa male.

– Tatiana Bucci –

 

 

Il secondo giorno è stata la volta di un tema molto più forte, più duro, ma necessario. Come anticipato, ho assistito alla presentazione del libro “Noi, bambine ad Auschwitz” di Tatiana e Andra Bucci, anche se era presente solo la prima. Non mi dilungo molto qui, giacché ne ho già parlato nel precedente post. Aggiungo solo che sono contenta che alla fine le polemiche siano servite a far rinsavire gli organizzatori e cacciare quella casa editrice di tendenze fasciste (di cui non faccio neanche il nome perché ha già ricevuto troppa pubblicità) – e a riguardo, trovo ASSURDO che esista una realtà simile, anziché bloccarla. La Costituzione quando la applichiamo in Italia? Ma qui mi fermo o scriverei troppo andando fuori strada -.
E sono anche contenta che si siano affrontati temi tanto importanti. La memoria non dovrebbe mai essere persa, perché altrimenti c’è il rischio che la Storia nella sua parte più nera si ripresenti – e purtroppo ultimamente ho una gran paura -.

 

 

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Altro autore di cui ho ascoltato la presentazione è stato Björn Larsson, con il libro “La lettera di Gertrud” pubblicato in Italia dalla casa editrice Iperborea (che adoro! – avrei comprato tutto in quello stand! -). L’autore era già presente allo stand, e quindi ho colto l’occasione per farmi firmare subito il libro. Non so ancora dirvi nulla di preciso, dovendo leggerlo, ma mi ha trasmesso molto interesse e una certa simpatia! Ne hanno parlato come una sorta di romanzo-saggio, che trascende i generi. Un romanzo di finzione, ma con parti quasi saggistiche, dalla filosofia alla scienza, alla storia. Un romanzo che parla del mondo e che affronta i problemi di oggi e come costruiamo la nostra identità. Ve ne parlerò, appena possibile!

 

 

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Ho concluso la giornata, poi, con un intervento sul mondo dei Simpson, con discussioni di Francesco Pacifico, Gary Shteyngart, e Chiara Valerio. Simpatico e divertente, un modo anche per rilassarsi un po’, grazie a un cartone che sicuramente non tramonterà mai.

Questa volta non ero più da sola, ma ho girato un po’ anche con il mio amore. In mattinata, infatti, siamo stati “fermati” da un piccolissimo stand, dove un autore –Graziano Guiotto – ci ha parlato dei suoi libri. Letture che almeno dalla trama sembrano molto interessanti, e aiutano a conoscere un personaggio, come Albert Göring, di cui io francamente non sapevo l’esistenza. Sarà interessante conoscerlo.

In questo caso abbiamo portato a casa diversi libri:

 

 

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“Noi, bambine ad Auschwitz” di Tatiana e Andra Bucci, pubblicato da Mondadori. Un libro necessario, anche se farà sicuramente molto male. È stato bello vedere Tatiana, ascoltare la sua testimonianza, commuoversi per la sua storia, per la sua emotività e la voce a volte incrinata. Non è facile. Non lo è per niente.

– “La lettera di Gertrud” di Björn Larsson, pubblicato da Iperborea. Come ormai avrete capito amo questa casa editrice e avrei acquistato di tutto – avessi i soldi! – e complice la presenza dell’autore quel giorno, ho deciso di prenderlo. Dopo la sua presentazione, ha aumentato la mia curiosità!
Con la scoperta della vera identità della madre, ebrea triestina esule sotto falso nome, il protagonista di questo romanzo deve fare i conti con un passato che gli consegna radici diverse da quelle che pensava di avere.

“Il Göring antinazista” e “Scampata al Lager” sono due libri di un autore che abbiamo incontrato in un piccolissimo stand, io e il mio ragazzo. Ci ha narrato la storia che ha deciso di raccontare in questi libri, quella di Albert Göring, fratello del più conosciuto Hermann Göring (capo della Luftwaffe e dirigente del partito nazista). Un uomo che, a differenza del fratello, è andato contro il regime nazista, e che ha contribuito a salvare molti ebrei. L’autore – Graziano Guiotto – ci ha detto che ne vogliono trarre un film, e il suo tentativo è quello di farlo onorare come Giusto tra le Nazioni.
Ha solleticato molto la nostra curiosità. Ve ne parlerò.

“Atlante delle ceneri” di Blake Butler pubblicato da Pidgin edizioni. Altra piccola casa editrice che ci ha molto colpiti per l’originalità soprattutto nella veste grafica dei suoi libri. Abbiamo scelto questo perché ci siamo “innamorati” di quelle pagine nere, come delle cornici fatte di cenere, e molto altro. Ve lo mostrerò non appena lo avrò letto, per comprendere le mie parole. Un romanzo a racconti, che mescola stili narrativi differenti, e racconta il sentimento della perdita, la voglia di evadere e la disperata necessità di speranza e fertilità in un mondo arido e tetro in cui è rimasto poco a cui aggrapparsi.

 

 

 

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~• Sto vivendo un'esperienza davvero bellissima, e sono grata alla vita per questo. Sono esausta. E ho fatto solo due giorni sui tre che posso permettermi. Ma felice. Forse sto anche spendendo oltre. Ma per una volta, perché no. Poi per i prossimi mesi farò la brava. Stare in mezzo a tutti quei libri è meraviglioso. Mi sento a casa. Ed è ancor più meraviglioso poter realizzare un sogno. Ieri ho riso e mi sono concessa spensieratezza con la Littizzetto, ho assistito a incontri con redazioni. Ho vagato tra gli stand – innamorandomi soprattutto di quelli stupendi di @ippocampoedizioni e @iperborea – e acquistato i primi due libri. Oggi ho avuto lacrime e brividi con la testimonianza forte ma necessaria di Tatiana Bucci. Ho vagato di nuovo tra gli stand in compagnia del mio amore. Abbiamo preso altri libri. E stasera mi aspettano ancora altri due eventi/presentazioni prima di tornare a casa e morire sul letto 😂 E mentre tutti hanno fatto la loro foto davanti alla torre dei libri, io mi sono seduta accanto al mio Giacomino, sentendomi a casa, nelle mie Marche. ❤️ Attimo di relax e si riprende il giro! Ma quanto fa caldo a Torino?😅 . . . . #salonedellibroditorino #salTo2019 #esperienzedivita #eventi #bookstagram #booklover #bookbloggeritalia #unavaligiariccadisogni

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Al prossimo articolo sul Salone del Libro, con uno sguardo maggiore sugli stand che mi hanno colpita di più!

Libri, Una Marchigiana a Torino

» Il mio Salone del Libro di Torino – Primo giorno

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A volte i sogni si avverano e riesci a vivere esperienze così belle che si trascinano ancora, anche dopo una settimana.
Dopo anni in cui vedevo gli altri andare al Salone del Libro di Torino ed io restare a casa, invidiosa e triste, finalmente sono riuscita a partecipare anche io. E quanto stavo bene?
Certo, ti ritrovi a fine serata a pezzi – se come me ci vai sin dal mattino – ma passeggiare circondata da tutti quei mondi di carta e inchiostro è meraviglioso.

L’unico mio rammarico è che forse non l’ho vissuto come si dovrebbe. Sono una persona molto timida, e faccio anche un po’ fatica a parlare con gli altri – soprattutto chi non conosco -. Questo è un grosso difetto del mio carattere – uno dei tanti – e quindi non mi sono soffermata per bene tra gli stand, a parlare con uffici stampa e altri addetti delle rispettive case editrici. Ho seguito più il mio pensiero, che va bene, ovviamente, ma sarebbe stato bello essere capace di parlare di più, e mostrar loro che anche io ho un blog in cui tento da anni – sì, non sono nuova avendo avuto un precedente blog simile (anzi, li ho praticamente visti nascere…) – di parlare e diffondere nel mio piccolo questa grande passione per libri e letture.
Ho letto di tanti abbracci, di amicizie, di omaggi… e io purtroppo mi sento sempre un pesce fuor d’acqua, la pecora nera, la persona che lotta sempre un po’ di più per farsi vedere, ma che allo stesso tempo resta chiusa nel suo guscio. E magari sembro quasi fredda e snob, quando sono solo terribilmente timida e insicura.
Il mio obiettivo per il prossimo anno sarà quello di superare un po’ questo grande scoglio e farmi conoscere. Perché io non leggo i libri solo per farmi vedere e ricevere copie gratuite – che poi magari neanche leggo bene – ma perché amo davvero la lettura, è un po’ uno dei modi che ho per respirare, per riuscire a vivere. E, ogni volta che scrivo, ci metto anche ore per cercare di proporre un contenuto adeguato, non limitandomi a due frasette così, o a far una foto bellissima ma poi senza veri contenuti.

 

Comunque, vi racconto un po’ del mio Salone.
Lo dividerò in più giorni, per non appesantire troppo la lettura in un unico articolo.

 

Ho avuto modo di recarmi al Salone per tre giorni su cinque. Purtroppo ho perso molti degli incontri a cui tenevo di più – concentrati proprio sabato e domenica – ma al primo posto per me verranno sempre la Famiglia e gli affetti. Però sono felice, perché ho avuto modo di fare una bellissima esperienza. Da migliorare, ma mi ha lasciato davvero tanto dentro.
Certo, il mio portafoglio ora piange, ma c’erano troppi titoli che mi stuzzicavano – e troppi ce ne sono ancora – e complici anche incontri, o nell’ultimo giorno sconti veramente interessanti, ho portato a casa – insieme anche ad alcuni acquisti del mio ragazzo – questo bel bottino!

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Libri

» Doppio vetro, di Halldóra Thoroddsen – Recensione

Copia di Recensione

 

 

 

La passione richiede sacrificio. Sempre la stessa storia, eterni sacrifici.
Ma la vecchiaia non deve bruciare tra le fiamme, semmai tenere vive le braci.
Prendersene cura, badare alla continuità.
«I desideri non si avverano in un animo pavido».

 

 

 

 

Quando decido di leggere un libro devo imparare a non nutrire troppe aspettative, o immaginare di trovare una certa trama, perché potrei rischiare di rimanere delusa.
Fatta questa premessa, però, devo dire che il libro di cui vi parlerò oggi mi è piaciuto.
Diverso da come immaginavo, anche per stile – molto, molto particolare e poetico (l’autrice, infatti, è anche poetessa) – ma mi ha colpita.
Si legge davvero velocemente, avendo circa un centinaio di pagine, però è anche vero che non sempre “poco” vuole dire semplicità. Anzi, spesso sono i testi più brevi ad avere bisogno di una maggiore attenzione nella lettura.

Come si evince dal titolo, oggi vi parlo di “Doppio Vetro” di Halldóra Thoroddsen, pubblicato da Iperborea, che ringrazio per l’omaggio di una copia cartacea!

 

 

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Libri

» Una volta è abbastanza, di Giulia Ciarapica

Recensione

 

 

Perché resta solo quel che conta, e conta soltanto ciò che resta.
Al di là di tutto.
Nonostante tutto.

 

 

 

 

Giulia Ciarapica la seguo da un bel po’, sia sul suo blog che soprattutto su Instagram. È una di quelle persone che ama davvero parlare e vivere in mezzo ai libri e lo sa fare molto, ma molto bene. Di lei adoro e ammiro anche la capacità di trasmettere sempre una grande gioia per la vita e il suo lavoro. Spesso l’ho seguita in maniera silenziosa, ma quando ho scoperto che aveva scritto un libro – anzi, il primo di una trilogia – ambientato nelle nostre amate Marche non ho saputo resistere.
Dovevo averlo, leggerlo, e scoprire la storia di queste due sorelle. Respirare l’aria di casa, ora che vivo distante. Sprofondare almeno nelle pagine in quella terra che mi ha custodito per più di trent’anni e che conservo sempre nel cuore, oltre a tornarci ogni volta che posso.

E non sono rimasta delusa. Anzi, questo libro l’ho davvero amato e lo consiglio con tutto il cuore.

 

 

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Film

» Cinema: Dumbo e Una giusta causa

Parlando_di_Film

 

Oggi voglio parlarvi degli ultimi due film che ho visto al cinema. Due film che ho molto apprezzato e che vi consiglio, anche se ormai non so se li trovate ancora al cinema. Arrivo tardi, lo so. E ripeto ancora una volta che sono solo miei pensieri personali, non dettati da competenze tecniche. Le mie emozioni, le mie impressioni, su quanto vedo al cinema o in tv.

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Libri

» La cena segreta, Javier Sierra – Recensione

 

Recensione

 

 

 

[…] tutto nella natura custodisce qualche mistero. Gli uccelli ci nascondono i segreti del loro volo, l’acqua tiene al sicuro il perché della sua straordinaria forza… E se considerassimo la pittura come un riflesso della natura, non sarebbe giusto attribuirle quella stessa grandiosa capacità di custodire informazioni? Ogni volta che ammiri un quadro, ricorda che ti avventuri nella più sublime delle arti. Non fermarti mai alla superficie: penetra nella scena, muoviti tra i suoi elementi, scopri gli angoli inediti, curiosa nel retrobottega… In questo modo raggiungerai il suo vero significato. Però ti avverto: ci vuole coraggio. Non poche volte quello che troviamo in un dipinto come questo è molto diverso da ciò che ci aspettavamo di scoprire. Tienilo a mente.

 

 

 

 

Quando ho visto la trama di questo libro, ne sono subito rimasta attratta. Devo ringraziare la DeAPlaneta per avermi concesso di leggerlo. È un libro che un po’ può ricordarne altri, sì, ma che in realtà ci mostra una diversa interpretazione di quella che è l’arte di un genio del rinascimento italiano: Leonardo Da Vinci. 
Il Da Vinci è uno degli artisti che più amo. La particolarità delle sue opere, oltre alla bellezza evidente, sta nel fatto – a mio parere – che racchiudono tutte un po’ un mistero: basti pensare al sorriso enigmatico della Gioconda, al Giovanni dell’ultima cena che assomiglia moltissimo a una figura femminile che in molti – e anche qui – hanno interpretato come la Maddalena, e via dicendo. E, personalmente, scoprire nuovi messaggi in un dipinto o comunque in qualsiasi opera d’arte, mi affascina moltissimo.
È anche per questo motivo che ho molto apprezzato questa lettura e ve la consiglio.

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