Riflessioni

« Esisti, Resisti, Insisti… Finché il cuore batte si combatte! »

Lucy

Con il titolo del post avrei potuto parlare del nuovo EP dei La Rua, ma lo farò più avanti, perché voglio sviscerare meglio tutti i miei pensieri ed emozioni a riguardo. Ma ho estrapolato due frasi da una delle canzoni che più ho preferito: “Esisti, Resisti, Insisti” e “Finché il cuore batte si combatte”, perché vorrei farne un mio mantra per andare avanti, per non cedere al buio, per non crollare.
Sapete quando trovate quelle frasi che vi colpiscono e fanno aprire gli occhi? Quelle frasi a cui vi aggrappate, come se potessero essere la soluzione ai problemi, o la forza che vi manca, o pensate di non avere. Daniele e gli altri sono riusciti ancora una volta quasi a “comprendermi” pur parlando di cose loro. Ma si sa, il bello delle canzoni è che puoi farle tue.

Comunque di loro vi parlerò in un prossimo post, perché questo EP merita tantissimo. Loro meritano davvero di essere ascoltati e amati.

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Libri

» Il Mago di Oz, di L. Frank Baum

Recensione (10)

 

 

– E che mi dici del mio coraggio? – intervenne il Leone.
– Sono certo che ne hai da vendere, – replicò Oz.  – Ti serve solo un po’ di fiducia in te stesso. Non esiste creatura vivente che non abbia paura di fronte al pericolo; il vero coraggio sta proprio nell’affrontarlo pur essendone spaventato, e di questo genere di coraggio ne hai in abbondanza.

 

 

 

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© Una valigia ricca di Sogni

Penso che l’essenza di questo libro stia tutta qui. Nelle parole che il Mago di Oz riserva a ogni membro della “compagnia” di Dorothy, in modo particolare al Leone: bisogna avere fiducia in se stessi, credere nelle proprie capacità, perché sono solo la paura e la sfiducia a farci credere di non avere cuore, cervello, e coraggio.
Siamo spesso alla ricerca di qualcosa che ci manca, di quello che potrebbe renderci più felici di quanto siamo, ma che in realtà non ci accorgiamo di avere già. Proprio vicino a noi, dentro di noi.

Non mi va di analizzare questo libro andando a cercare i possibili riferimenti politici che potrebbe avere. Se volete scoprire qualcosa di più, capire cosa l’autore volesse inserire tra quelle righe, avete il web a disposizione e persone con molta più conoscenza di me a riguardo.
Voglio prenderlo come una semplice fiaba, come un racconto per bambini, ma che allo stesso tempo può essere importante anche per gli adulti.

È uno di quei libri che volevo leggere da sempre. Stava lì, nella libreria del mio ragazzo, e non ho resistito. Volevo andare in quel mondo al di là dell’arcobaleno, volevo seguire la piccola Dorothy e i suoi amici lungo il percorso – spesso non facile – che li avrebbe portati dal grande e potente – quanto ciarlatano – Mago di Oz per ottenere quelle quattro cose che potessero renderli veramente felici.
Un cervello per lo Spaventapasseri.
Un cuore per il Taglialegna di Latta.
Il coraggio per il Leone Codardo.
E il ritorno a casa, nel Kansas per Dorothy.

 

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Libri

» Follia, di Patrick McGrath!

Recensione (9)

 

Ma scusa, provai a dirle, in cosa credi che consista il tradimento? Nell’andare a letto con qualcuno, o nella possibilità di distruggere, andandoci, la felicità di qualcun altro? Non è mai il fatto nudo e crudo, sono le conseguenze che avrebbe se si venisse a sapere: l’atto in sé è insignificante.

 

Chi può stabilire cosa sia la follia? Chi sia folle o meno?
Cosa si intende per follia
Domande, riflessioni, turbamenti.
Tutto ciò scaturisce dalla lettura di questo bellissimo quanto perturbante romanzo di Patrick McGrath.
Cresciuto durante l’infanzia nel manicomio criminale dove lavorava suo padre, il tema della follia non può non essere di suo interesse. Ed è perfettamente analizzato in questo libro, il cui narratore è proprio uno psichiatra, Peter Cleave, che guarda e descrive la storia con occhio clinico, apparentemente distaccato. Ma dobbiamo tenere gli occhi ben aperti su questo personaggio!

Ho notato diverse volte questo libro, ho sentito molte persone consigliarlo e, infine, complice un mercatino dell’usato ho deciso di portarlo a casa con me. L’ho letto qualche settimana fa e sono stata totalmente coinvolta dalla storia, tanto da non riuscire davvero ad abbandonarla. Lo stile di McGrath infatti ti trascina totalmente nella psiche dei personaggi, e ti spinge a indagare, a comprendere, e cercare di trovare la risposta a molti quesiti, a immaginare la soluzione di certe scelte, come piccoli detective curiosi.

Follia è caratterizzato da una forte tensione narrativa, da una sorta di senso di soffocamento, e di ansia. Almeno per me.

 

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Libri

» Efemeridi, storie, amori e ossessioni di 27 grandi scrittori, di Cesare Catà

Recensione (8)

 

«Sono promessa, John, non possiamo più vederci. Mi sposo tra sei mesi con un altro»;
«Allora perché sei qui?»;
«Perché ero troppo curiosa di sapere come finisce la storia».
«Quando Beren morì, Lúthien cantò per notti innumerevoli il suo dolore, con un canto talmente triste e sublime da commuovere persino Manwë, il signore della morte. Il quale concesse a Lúthien due vie per smettere di soffrire: rimanere un’elfa, dimenticando per sempre Beren e quanto sofferto finora, in un oblio di pace; oppure scegliere una vita con Beren, ma una vita mortale, senza certezza né di gioia né di dolore. La principessa degli Elfi scelse la seconda possibilità, e visse con il suo amore molti anni felici, sino a che entrambi morirono, l’uno al fianco dell’altra. Come si erano promessi tanto tempo prima, nel bosco, la prima volta che si videro».

Nel cimitero di Wolvercote, poco fuori Oxford, timidamente si mostra la lapide sobria e raffinatamente ornata di fiori di una donna chiamata Edith Bratt Tolkien Lúthien, morta nel 1971; e, a fianco ad essa, una seconda lapide, di un uomo deceduto appena diciannove mesi più tardi, chiamato John Ronald Reuel Tolkien Beren – professore, scrittore, geniale cantore, inventore di mondi.

 

 

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Libri, Riflessioni

» Sfumature di Sogni, i miei pensieri su più libri!

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Il tempo scorre veloce, come sabbia che scivola tra le mani. 
Impossibile da trattenere. Impossibile da conservare, fermare, bloccare. 
Ed io non ho trovato il modo di tornare prima qui, accumulando post su post, idee varie, e diversi libri che ho letto in questi ultimi mesi e di cui vorrei parlare. Ho attraversato un periodo non facile, e non voglio giustificarmi sempre. Ma tra malesseri fisici, emotivi, foto da sistemare, nipotina meravigliosa a cui donare il mio tempo, non ho avuto proprio la testa di mettermi al pc e aggiornare con costanza questo spazio.

Ma questi, forse, sono giorni di tranquillità dove posso quantomeno sperare di recuperare un po’!

Voglio iniziare con una sorta di nuova rubrica, o meglio, non avendo il tempo materiale di creare diversi post su ogni libro letto, ne creo uno con delle “pillole” di pensieri su diverse letture che mi hanno tenuto compagnia negli ultimi mesi. Poche chiacchiere, pensiamo ai libri!

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Riflessioni

» Di Sensibilità e Artisti

La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia.

{Alda Merini}

Oggi solo due pensieri veloci.
Prossimamente – appena trovo un attimo di pace – vi parlo di un libro e di una vacanza. Non temete, non scompaio del tutto.

In questi ultimi giorni ho potuto vedere due uomini in lacrime. Due grandi Artisti musicali che hanno semplicemente mostrato quella che è la loro anima alle persone, senza maschere, senza freni, senza filtri. Ah, in realtà se torno indietro a qualche mese fa potrei aggiungerne un terzo.
Tre Artisti che seguo. Tre uomini dotati di una sensibilità rara che mi porta ancora di più ad “amarli” e seguirli.
Mi sono ritrovata a riflettere. Sì. Una breve riflessione che riporto qui.

Ma quanto è bella la sensibilità?
Sì, essendo io stessa molto – troppo! – sensibile, so perfettamente che è anche un gran peso da portare. Non è facile gestirla, e forse a volte vorresti non averla così intensa. Perché senti molto di più, perché non riesci a fingere, perché quando le emozioni forti arrivano, devono sgorgare in qualche modo e spesso attraverso le lacrime. Lacrime di pura gioia, ma anche lacrime di tristezza, quello sfogo che ti permette di buttare tutto fuori e tornare a star bene. Perché quel peso che sentivi nell’anima svanisce, almeno per un po’.

Io penso che non ci sia nulla di male nel piangere. Non ho mai concepito soprattutto gli uomini che dicono di non piangere, perché se sei uomo non devi farlo. Non siete fighi. Non siete forti. Le lacrime non sono sempre un male. Anzi, sono la manifestazione della bella anima che hai dentro e che attraverso quelle gocce d’acqua si palesa.

Non si è dei coglioni se si piange. Anzi, io ci vedo davvero una sorta di poesia, come diceva la grande Alda Merini nella frase con cui ho esordito.

Quindi, uomini se vi sfuggono le lacrime, non nascondetele. È così bello emozionarsi, è così bello sfogarsi, è così bello quando scorgi quegli occhi ancora più luminosi, ancora più sorridenti.
Perché spesso quando il mondo ti ha sempre schiacciato per quasi tutta la vita, e ti ritrovi a realizzare un sogno nel quale non hai mai smesso di crederci, è normale emozionarsi.
Perché quando hai al tuo fianco un bambino con il coraggio di cantare su un palco circondato da tantissime persone, e rivedi in lui il bimbo che eri, è normale emozionarsi.
Perché quando la vita ti ha tolto troppo presto persone importanti, e ti ha chiuso molte volte le porte in faccia, mentre vedi la merda (scusate la volgarità, ma è quello che penso) andare avanti e far successo è normale sfogarsi.

E non c’è nulla di male.

Anzi. Io amo questo genere di uomini.
Amo tutto ciò. Amo la verità. Amo l’emozione pura, reale, tangibile.

Quella che arriva fino a noi, e ti permette di amare anche di più quella persona meravigliosa che segui.

Ma chi è l’Artista per voi?
Perché mi capita spesso di leggere persone dare dell’Artista a qualcuno così facilmente… Basta che uno faccia una canzone, scriva un libro, condivida una fotografia (spesso fatta al cellulare – quindi fa quasi tutto il cellulare e l’app usata -), o un disegno e … Sbam! È un artista.
Per me così non è.
Ci vuole impegno. Tanto impegno. Ci vuole anima. Ci vuole originalità. Ci vuole gavetta. Ci vogliono cadute e risalite. Ci vuole qualcosa che emoziona, qualcosa quasi del tutto creata con le proprie mani. Non lo so, forse ho un visione sbagliata. Ma prima di usare certe parole io rifletterei… si usano certi termini con troppa leggerezza, superficialità e a volte anche esagerazione.
Ho definito anche io diverse persone Artisti, ma perché ho avuto modo di vedere effettivamente le loro opere, perché conosco l’impegno messo, la passione vera, l’amore per la propria arte che non si traduce in una voglia di apparire, ma quanto di condividere e donare agli altri, traducendola in emozioni molto forti, e… a quel punto scatta in automatico tale definizione.

Mani, cervello, cuore e tanta umiltà, fanno per me un Artista.
E spesso sono anche persone che sono messe un po’ in disparte, e che vivono e amano realmente la loro arte, senza il continuo bisogno di avere approvazioni da altri. Di arrivare rapidamente al successo, ricercando continuamente complimenti da parte degli altri.

Una volta mi hanno definita Artista. Ma io non mi ci sento. Perché ho tanto da imparare, non ho forse ancora un mio stile né con la scrittura – che spero di poter continuare presto – né con la fotografia.
Non lo so, forse qui il pensiero è più confuso, ma ammetto che quando vedo persone essere definite Artiste facendo ben poco, o perché hanno raggiunto il successo con facilità e senza sforzo, resto tanto perplessa.

Poi, ovvio, è solo un mio modesto pensiero. So che è un argomento molto più complesso, e forse non si può davvero dare un’unica definizione di Artista. Anche perché subentra poi la soggettività. Anche se… a volte basterebbe essere un po’ più oggettivi e scegliere i termini più adatti.

Bene, ho finito con le mie riflessioni!
Torno alla mia coinvolgente lettura: sono totalmente persa con Follia di Patrick McGrath! Non sono ancora a metà, ma lo sto adorando!

Fotografia, Viaggi

» Tra le luci di… Roma!

 

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“Io mi ricorderò di te, tra le luci di Roma…”

 

 

Canta uno dei miei cantautori preferiti. Certo, lui però parlava di una storia finita, io, invece, tra quelle luci ho fatto un passo avanti in una relazione che mi sta donando davvero tanto.

Voi cosa ne pensate delle storie d’amore a distanza?
Io ci ho provato una volta, poi ho detto il famoso “MAI PIU'” e ora… ne sto vivendo un’altra. Sono coerente, vero?
Ve lo dico con tutta sincerità (in realtà lo sto ripetendo in questo blog, lo so), non dite “MAI” nella vostra vita, che non sempre quel mai resta immobile, soprattutto se finite per scontrarvi con l’amore. Quel sentimento che arriva all’improvviso, quando meno te lo aspetti, spesso per la persona a cui non pensavi, e ti abbatte tutti i muri.
Che cosa ne penso io?
Che non è per niente facile. Perché i giorni passati insieme sono splendidi. Stai così bene che non vorresti mai separarti. Poi torni a casa, e ci sono giornate cupe in cui vorresti mollare tutto, perché la persona che ami non è lì con te e tu non sei con lui. E vorresti un abbraccio, uno di quelli che scacciano via tutte le paure e le incertezze. E ti chiedi se sei veramente pronta ad affrontare di nuovo certi momenti. Se poi siete persone insicure, con un passato amoroso per nulla facile, le paure si moltiplicano.

Però. Ebbene sì, c’è un però. Anche qui conta molto l’altro. Se quella persona riesce a tranquillizzarti, a infonderti sicurezze anche a distanza, se è pronta a non nasconderti un bel nulla, a parlarti il più possibile, allora… può tornare il sereno. E sì, le difficoltà restano sempre, ma… è anche una prova. Una prova per capire la solidità dei tuoi sentimenti e per… migliorare. Sì.
È questo in realtà quello che voglio fare.

Ma in tutto ciò, cosa c’entra Roma?
Torniamo nella diritta via e veniamo al post!

Ho da recuperare un po’ di viaggi, pensieri, emozioni. Nella mia valigia sempre più ricca di sogni – realizzati – oggi vi parlo di ricordi preziosi e bellissimi: del mio ritorno nella Città Eterna, una delle città che amo di più al mondo. Roma, nonostante nel corso degli anni non sia più così curata, resta uno degli angoli più belli del nostro Paese. O forse potrei azzardare con un bel… del Mondo! Purtroppo, però, io il mondo l’ho visto poco… quindi non ho grandi termini di paragone. Ma Roma è Roma, insomma!

Tornare è stato magico. Camminare per le strade, tra quei monumenti ricchi di storia, di bellezza, è stato sì faticoso (tre giorni tuttiii a piedi!), ma non sapete la gioia che ho provato dentro. Soprattutto se al mio fianco c’era colui che ormai ha rubato il mio cuore.

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