Libri

» Il giardino segreto, di Frances Hodgson Burnett – Recensione

Recensione

 

 

Di questo libro non ho potuto parlare prima, perché è un regalo.
Quando questo articolo sarà pubblicato lo avrò già consegnato nelle mani della mia adorata nipotina, certa che potrà emozionarla, come ha emozionato me. In verità, ne avevo comprato una copia al Salone del Libro destinata a lei. Mi ero ripromessa di leggerlo e poi incartarlo, ma… me ne sono talmente innamorata che alla fine quella copia l’ho tenuta per me e sono subito andata a cercarne un’altra per lei.

Perché l’Ippocampo ha portato nelle librerie qualcosa di veramente unico e prezioso. Una nuova edizione di un classico intramontabile che appare ai nostri occhi come un vero e proprio gioiellino, grazie alle illustrazioni di MinaLima Design, i graphic designer di tutti i film ispirati al mondo di Harry Potter e Animali Fantastici, ma anche lavori per Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street e The Imitation Game.
Ed è così che aprendo questo libro ci si addentra in un mondo meraviglioso, fatto di pop art, lettere, illustrazioni interattive, che ti fanno sprofondare nella magica storia di Mary, Colin, Dickon e del loro incantevole Giardino Segreto. Un libro per bambini sicuramente, ma anche per grandi che non smettono mai di sognare e di cercare le cose belle.

Io di questa opera d’arte mi sono innamorata e spero tanto che possano portare in Italia anche le altre edizioni di classici per l’infanzia (Peter Pan, Il libro della giungla, la Bella e la Bestia, la Sirenetta… Quanto li vorrei collezionare tutti!).

 

 

 

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Libri

» È ora di riaccendere le stelle, di Virginie Grimaldi – Recensione

Recensione (2)

 

È da questa notte che piove e ancora non sembra voler placarsi. Da un lato però sono contenta: finalmente si respira un po’, ed è meglio godersi di un po’ di fresco – nella speranza che però, da giovedì alla fine della prossima settimana ci sia bel tempo, visto che partiamo per la nostra “vacanza” (dita incrociatissime!) -. Quale occasione migliore, quindi, per mettersi al pc e recuperare le ultime recensioni prima della partenza?

 

Quando mi è stato proposto questo libro da Fabbri Editori/Rizzoli sono subito rimasta colpita dalla trama e ho trovato anche la copertina deliziosa. Una madre, le sue figlie, due sorelle, e un rapporto da ricostruire. Una vita con i suoi alti e bassi, una famiglia con i suoi problemi, persone che sembrano reali, con le proprie luci e ombre, e i difetti. Perché, siamo onesti, spesso nei libri si tendono a trovare personaggi troppo perfetti, molto distanti dalla realtà.
Non è questo il caso.

Ho subito accettato, e ho fatto benissimo! Ho trovato una lettura davvero bella che in molte occasioni mi ha molto emozionata e alla conclusione mi ha lasciata con un bel sorriso. Un libro semplice e scorrevole, molto attuale per temi, e con tre protagoniste che possono benissimo essere reali. 

 

È ora di riaccendere le stelle di Virginie Grimaldi è la storia di una donna e madre, Anna, e delle sue due figlie: l’adolescente Chloé e la piccola dodicenne Lily. L’intero libro vede l’alternarsi dei punti di vista delle tre. È come se leggessimo dei diari, virtuali o cartacei, dove le tre figure femminili parlano degli eventi della loro vita, delle proprie emozioni, e anche dei rapporti tra di loro.

 

Tutto scorre, tesoro. Le rabbie, le delusioni, le seccature, le gioie, la fatica. Tutto ciò che resta fino all’ultimo istante sono le persone che amiamo, che siano ancora di questo mondo o no.

 

 

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Libri

» Blu Stanzessere, di Roberta Zanzonico – Recensione

Recensione (1)

 

Mancano pochi giorni e poi tornerò un po’ nelle mie amate Marche.
Il mio tentativo è quello di riuscire a scrivere tutte le recensioni, in modo da programmarle e non lasciare del tutto il blog per circa dieci giorni.
Ci riuscirò? Lo spero.

 

Oggi vi parlo di un libro che mi è stato proposto dalla casa editrice Ensemble. Una lettura breve, ma allo stesso tempo intensa. A mio modesto parere è uno di quei libri che all’apparenza sembrano di facile e veloce lettura, ma in verità richiedono una dovuta attenzione, e forse anche una rilettura.

 

Blu Stanzessere è il romanzo di esordio di Roberta Zanzonico. Un romanzo breve sulla memoria, il viaggio in una storia d’amore. Un racconto onirico, un’esperienza sensoriale. Un libro che forse non ti aspetti e che alla fine ti lascia con molte riflessioni, e a me anche con piccoli dubbi, ma che ho trovato molto bello e originale.
Trovo qualche difficoltà a parlarne, ma ci proverò.

Il libro si apre con un uomo senza memoria – e di cui per tutto il romanzo non sappiamo neanche nome e fattezze fisiche – che si risveglia in un luogo strano, potrebbe essere una barca cullata costantemente dalle onde del mare. Una porta con un piccolo oblò si apre e il protagonista fa la conoscenza del Guardiano, un uomo burbero, dal viso di pietra e dagli occhi di una luce opaca, che lo invita a seguirlo senza troppe domande lungo un corridoio che dà su moltissimi altri corridoi di uguale grandezza e di indefinibile lunghezza e collegati tra loro.
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Libri

» Il buio oltre la siepe, Harper Lee – Graphic Novel di Fred Fordham – Recensione

Recensione

 

 

Coraggioso non è un uomo con un fucile in mano.
Avere coraggio significa sapere che prenderai una batosta ancora prima di cominciare, eppure vai avanti per la tua strada.
Di rado arrivi alla vittoria, ma a volte ci riesci.

 

mdeIl buio oltre la siepe di Harper Lee è uno dei miei libri preferiti.
L’ho letto anni fa e mi è rimasto impresso nel cuore, come un tatuaggio indelebile sulla pelle. (Qui potete trovare la mia recensione). Ho poi visto il film, innamorandomi ancora di più di Atticus grazie alla splendida interpretazione di Gregory Peck e non ho mai, mai, smesso di pensare alle parole usate con i suoi figli. Alle sue piccole lezioni di vita. Al suo coraggio, al suo perseguire una causa per un forte senso di giustizia, anche se tutti e tutto remavano contro di lui.
Sì, Atticus Finch è il mio personaggio preferito della letteratura. Un uomo meraviglioso. Un padre severo ma giusto con i suoi due figli. Un avvocato ligio al dovere e alla giustizia. Una persona che va contro i pregiudizi per amor della verità, in un’America dove il razzismo e le differenze di classe sono ancora molto, molto, forti.

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Riflessioni, Una Marchigiana a Torino

» #UnaMarchigianaaTorino: i miei (quasi) 9 mesi qui

Dal diario di una Sognatrice

È da un po’ che non racconto più delle mie avventure a Torino.
Non so bene perché. Forse perché avevo altre cose da scrivere, forse perché rimandavo sempre. Oggi, però, volevo lasciare un attimo da parte i libri e concedermi uno spazio forse più personale. Chi ama scrivere, a volte, ha voglia anche di raccontarsi, o semplicemente far fluire i troppi pensieri che affaticano la mente.

Sono quasi 9 mesi che sono arrivata qui e avevo voglia di riflettere un po’.
Come vanno le cose? Mi sto integrando con questo “profondo e lontano” nord? Provo meno nostalgia?

E soprattutto, sono felice?

 

Domande complicate, in verità. Perché nella vita non è tutto bianco o tutto nero. Ci sono varie sfumature. Momenti sì e momenti no.
Ieri, ad esempio, è stato uno di quegli attimi di profonda difficoltà che mi hanno spinta a chiedermi: ma ho fatto davvero la scelta giusta?
È una questione che può far star male chi mi è vicino, lo so. Ma seppur io stia dimostrando una grande forza, mi sento molto molto fragile.

 

Ci si può ammalare di ricordi?

 

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Libri

» Il diario di Bridget Jones, Helen Fielding – Recensione

Copia di Recensione

 

 

Il weekend cerco di prendermelo sempre un po’ per me e il mio ragazzo, quindi mi tengo lontana da blog e social. Ieri non ero in forma, e oggi la giornata è ancora peggio, ma voglio ugualmente parlare dell’ultimo libro che ho concluso nel mese di giugno (poi, sul mio instagram trovate tutto il recap del mese!).
È stato un altro mese di letture interessanti, eccetto l’ultima, che è stata una vera delusione per me, ma voglio parlarne lo stesso.

Il Diario di Bridget Jones l’ho conosciuto – e amato – come film. L’ho visto più volte, innamorandomi sempre del caro Mark Darcy (del resto adoro alla follia Colin Firth, il mio Mr. Darcy preferito in assoluto!). Quando ho visto il libro di Helen Fielding in una bancarella dell’usato ho deciso di prenderlo, nutrendo aspettative alte, pur sapendo di trovarmi davanti a una di quelle letture semplici e spensierate, adatte anche alla stagione.

 

Eppure, alla fine, mi sono ritrovata a pensare che questo sia uno di quei casi in cui il film batte di gran lunga il libro. Quest’ultimo mi ha lasciato ben poco: ho provato spesso noia – soprattutto nel ripetersi delle note segnate a ogni pagina del diario -, a tratti perplessità, e il non aver ritrovato il medesimo finale del film che tanto avevo amato mi ha messo tristezza. Inoltre, in questa versione che ho io della Sonzogno ho riscontrato anche degli errori di ortografia molto gravi.

 

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Libri

» Carrie, di Stephen King – Recensione

Copia di Recensione

 

Quella fiamma rende bene il calore percepito in questi giorni a Torino. Volevo uscire a fare un giro per negozi, ma francamente il pensiero di affrontare l’afa e di provare vestiti mi uccide. Quindi, si resta in casa cercando di non morire.
Giuro che non voglio essere l’ennesima persona che sa solo lamentarsi, anche perché fino a poco fa io ero una di quelle che riusciva a sopportarlo in qualche modo. Quest’anno, complice anche il fatto che ora vivo in città, mi sento soffocare e ho una costante sensazione di stanchezza, anche se dormo, anche se non faccio poi chissà cosa.

Ma andiamo avanti e sfidiamo tutto ciò, scrivendo un’altra recensione!

 

Mi sono per troppo tempo tenuta distante dai libri di Stephen King, un po’ perché da bambina ero rimasta traumatizzata dal film IT, un po’ perché l’horror non è tra i miei generi preferiti. Ma da quando ho iniziato a concedergli una possibilità, sono rimasta così attratta dal suo stile diretto, a tratti volgare, ma allo stesso tempo in un certo modo divertente; capace anche di farti provare molta molta ansia, o comunque delle emozioni vere. Be’, ora non ho alcuna intenzione di smettere. E presto o tardi riuscirò ad affrontare quel librone che è IT.

Qualche giorno fa ho concluso “Carrie” di cui abbiamo una splendida prima edizione di Sonzogno e mi è piaciuto moltissimo. L’ho divorato. Più che provare orrore, ho avvertito tanta tristezza e anche rabbia. E francamente non sono riuscita a condannare il gesto di Carrie, seppur orrendo. O meglio, diciamo che in un certo senso l’ho compresa. Anche se passa ben presto dal ruolo di vittima a quello di carnefice.

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