Arte, Fotografia, Viaggi

» Castignano, il paese dei Templari

 

 

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Veduta da Castignano ©Marta Peroni

Ho voluto attendere di proposito prima di scrivere un nuovo post. L’intenzione era quella di partecipare al mio primo Photo Walk per poi aver tutti gli elementi utili per parlarne qui.
Di cosa si tratta?

Ho scoperto per caso, e purtroppo solo quest’anno, un’interessante iniziativa proposta dalla Regione Marche, da Social Media Team Marche, Vodafone Italia e i Comuni interessati e ho deciso di partecipare.
Si tratta di un “Photo Walk”, una passeggiata fotografica che permette di conoscere di volta in volta un paese diverso della nostra splendida regione, le Marche, e non soltanto scoprire le bellezze storiche, artistiche, culturali e paesaggistiche, ma anche degustazioni di prodotti tipici, e mettere in gioco se stessi e la passione per la fotografia!

Ho voluto partecipare con mia madre, una mia amica e i suoi genitori, e l’esperienza – pioggia a parte – è stata davvero fantastica! Sicuramente da ripetere. Infatti, il 26 Giugno sono molto propensa a visitare San Benedetto del Tronto, guardandola con nuovi occhi, e buttandomi totalmente nella mia grande passione: immortalare luoghi, eventi e persone con il mio occhio fotografico (che è ancora tutto da migliorare, ovviamente, essendo io alle prime basi e imparando tutto da sola).

Oggi vi narrerò un po’ questa esperienza, nella speranza di donarvi curiosità e magari spingervi a visitare un bellissimo borgo denso di storia e di arte: Castignano, e la frazione di Ripaberarda.

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Chiesa SS. Pietro e Paolo

Il #Castignanophotowalk si è tenuto il 12 Giugno ed è iniziato presso Piazza S. Pietro dello splendido borgo marchigiano, arrocato sulla sommità di un colle e circondato da un paesaggio suggestivo e intatto, caratterizzato dal fenomeno erosivo dei calanchi.
Dopo esserci registrati, abbiamo già iniziato a guardarci intorno, cercando di immortalare ciò che il paese e il paesaggio ci donavano. Siamo subito stati accolti dall’arrivo di due meravigliosi Trampolieri, e due Templari che non hanno smesso di accompagnarci durante il percorso. Dovete sapere, infatti, che Castignano è conosciuto come il Paese dei Templari, per la loro presenza accertata in loco, grazie anche alla scoperta di numerosi simboli presenti tra le rue e i palazzi del borgo. Qui, inoltre, ogni anno ad agosto si tiene il Templaria Festival, una sorta di rievocazione medievale, una manifestazione storico-artistica che permette di rivivere la storia di questi cavalieri.
Ad accoglierci è stata anche la banda cittadina, un vero e proprio saluto a tutti i turisti presenti.

12062016-DSC_0027 Purtroppo la pioggia è arrivata minacciosa, ma il percorso non è stato bloccato. Dopo una colazione a base di Tisana all’anice verde con biscotti all’anice e alla canapa sativa, e una bella foto di rito, siamo stati divisi in due gruppi, pronti a scoprire, attraverso due percorsi, le bellezze del luogo.

Il nostro percorso è iniziato nel Museo delle Arti e Tradizioni popolari: un vero e proprio viaggio tra utensili della vita quotidiana degli anni passati. È stato curioso ed interessante vedere come i nostri nonni, e bisnonni vivevano e di quali oggetti facevano uso. Tra le altre cose, alcune conosciute, altre nuove ai miei occhi, sono rimasta incantata nello scorgere lo strumento per rilegare i libri, le vecchie pellicole cinematografiche e la radio. Strumenti che richiamano,  del resto, i temi più importanti per i quali questo blog è nato.
C’era anche una carrozza al piano terra, e un pezzo di coccio spezzato su cui le guide si sono soffermate per far comprendere la natura “testarda” dei Castignanesi: la leggenda, infatti, narra di come un grosso coccio cadde sulla testa di un abitante del luogo e si ruppe. Il Castignanese guardando verso l’alto disse “ma chi è che sputa?”. Tutto ciò sta a testimoniare il carattere deciso e tenace degli abitanti del borgo.

12062016-DSC_0034 Ci siamo spostati poi sulla via dei Templari, cercando di percorrere – come già detto – la loro storia che permea ogni pietra del luogo, fino ad addentrarci nella chiesa di Santa Maria al Borgo, detta dei Templari. La chiesa è così definita perché c’è la presenza di alcuni simboli che potrebbero accreditare la presenza dei cavalieri nel borgo: l’esistenza di un ospedale di fianco alla Chiesa, una struttura sempre presente nelle chiese appartenenti ai cavalieri del Tempio; e la formella con il Tau al di sopra del portale di ingresso di sinistra, simbolo della croce in uso nel medioevo e assunto da quest’Ordine.

Sapete che?
A Castignano è presente uno dei vicoli più stretti d’Italia! Si chiama “Rua della Pace” Il più stretto in assoluto si trova, però, a Ripatransone sempre nel territorio Piceno.

Per gli appassionati di archeologia non può non essere menzionata la Stele di Castignano, il più antico documento epigrafico dei piceni: un ceppo d’arenaria alto circa un metro del VII – VI sec. a.C.

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Stele di Castignano

Con il nostro gruppo, siamo poi tornati nella piazza principale, per poter vedere meglio la Cripta dell’Addolorata che racchiude al suo interno preziosi dipinti di Carlo Crivelli e Vincenzo Pagani; e la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo. Degni di nota, in questo luogo sacro, sono gli affreschi trecenteschi del Giudizio Universale e all’interno della sagrestia nel museo Diocesano Intercomunale di Arte Sacra è possibile ammirare il Reliquiario – Ostensorio della Croce Santa d’argento dorato, donata a Castignano nel 1289 da papa Nicolò IV.

Come ho già menzionato, ci è stato proposto anche un esempio di quello che si svolgerà a Castignano per quattro giorni ad Agosto (dal 16 al 20): il Templaria Festival, una manifestazione che farà tornare il paese al medioevo, con spettacoli itineranti che faranno sprofondare i presenti in un’epoca oscura, con sputafuoco, giullari, trampolieri, ma anche cavalieri templari ed altri personaggi. Ci è stata data la possibilità di vedere una sorta di piccolo spettacolo all’interno delle carceri, dove alcuni condannati venivano torturati dal boia, che infliggeva loro le peggio condanne. Dall’impiccato che ci accoglieva appena entrati, in un’immagine alquanto inquietante, a diversi ragazzi che venivano frustati e picchiati senza pietà, mentre il vecchio boia beveva vino e sorrideva con sadismo. Ci son state anche risate e il pensiero che fosse realmente tutto finto, ma devo ammettere di essere rimasta stupita nel vedere in realtà segni rossi sul busto dei “condannati”. E pensare che ad agosto lo fanno per ben 4 giorni! Però, l’ho trovato davvero interessante. Uno spaccato di vita medievale, che non si può perdere. Suggestione e inquietudine insieme. Io poi resto sempre affascinata da queste rievocazioni di epoche passate!

12062016-DSC_0107Tornando alla “vita reale”, ci hanno accompagnati in un altro museo davvero degno di nota: il Museo delle Arti Sacre e delle Icone, frutto dell’appassionato collezionismo di Mons. Vincenzo Catani. Qui sono conservati in una grande Biblioteca  circa 6.000 volumi a stampa, con opere soprattutto di carattere storico e artistico delle Marche.

Nei piani superiori sono conservati Arti Sacre e Icone Russe, opere preziose ed uniche datate tra il XIII e il XIX secolo. Spiccano soprattutto due Porte Regali, con rappresentate ai lati la Madonna e Gesù, e in alto immagini dell’Ultima Cena; e un’icona rappresentante un calendario. Ad accompagnarci è stato un simpatico signore che a me ha suscitato sorrisi e anche una sorta di tenerezza!

Sfortunatamente il tempo era concluso, quindi non abbiamo potuto analizzare ed ascoltare con cura e precisione le sue osservazioni, e quindi è arrivata l’ora del pranzo: ci hanno proposto due piatti tipici e “poveri” della loro cultura e storia. Taccù con sugo all’anice verde, la pizza onta farcita con prosciutto, e diversi vini tipici. Un momento di ristoro, accompagnato da immagini video del Templaria Festival e del caratteristico Carnevale di Castignano che va sicuramente visitato, soprattutto per i “Moccoli”.

[…] lampioncini multicolori costruiti con grande perizia da artigiani locali, su una canna ancora verde che termina a forma di rombi a più facce (possono essere con 4, 5 o 6 facce e di tutte le grandezze) rivestiti da carta velina di colori diversi. All’interno di questo ricettacolo, che da un lato resta aperto, viene inserita una candela che si accende prima di partire per la processione dei Moccoli.

Al suono della “Catubba”, i primi moccoli si ritrovano per le vie del borgo medievale  e invitano tutti ad uscire di casa per accodarsi alla sfilata al richiamo “Fora fora li moccule!”

Un rito magico e misterioso che affonda le radici nella notte dei tempi.

La processione avviene a luci spente, senza illuminazione pubblica: l’affascinante e variopinto fiume di lumini colorati diventa un torrente di voci, luce e allegria che proietta tutti in un mondo antico e fantastico (a esorcizzare i malanni dell’anno passato e a propiziare fortuna per il futuro) e in un crescendo suggestivo,  culmina in Piazza San Pietro per la tradizionale battaglia, da cui scaturisce il falò purificatore.

Lo spegnersi del fuoco e la spettacolarità dei fuochi d’artificio segnano la fine del carnevale e l’inizio della Quaresima.

[Fonte: http://www.prolococastignano.it/carnevale-storico-di-castignano ]

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Campanile di Antonio da Lodi. Ripaberarda.

Dopo pranzo, per chi aveva tempo e modo, è stato proposto di proseguire per la piccola frazione di Ripaberarda. Un paesino che ho avuto modo di visitare spesso in passato, ma non con l’attuale cura e curiosità. In particolare ci sono stati mostrati il Campanile cinquecentesco attribuito ad Antonio da Lodi, decorato con cuspide, archetti, piani maiolicati in blu, un piccolo museo di arte sacra, e la Chiesa di S. Maria/ Sant’Egidio Abate che conserva in un’apposita teca posta sotto all’altare maggiore la Croce Santa, da secoli ritenuto il simulacro più venerato dagli abitanti del paese. Importante sia dal punto di vista religioso, poiché al suo interno è contenuto un frammento di legno avvolto in un pezzo di tessuto, che secondo la tradizione è parte della Croce di Cristo, sia dal punto di vista artistico.

Da Ripaberarda è poi possibile avere una perfetta visione dei Calanchi, con panorami bellissimi per gli amanti della fotografia. La pioggia e i nuvoloni neri non hanno aiutato molto, ma in fondo è stata un’esperienza unica da ripetere sicuramente!

 

Spero di avervi un po’ incuriosito. Alcune nozioni le ho trovate in giro per il web, altre sono frutto dei ricordi rimasti grazie alle preziose guide che ci hanno accompagnato in questa fantastica passeggiata, che ricorderò con molta gioia!

Prossima tappa, San Benedetto del Tronto! Spero di riuscire a partecipare e condividere con tutti voi la mia esperienza!

Vi lascio alcune foto fatte da me. Le altre le trovate nei miei account Facebook e Instagram!

OVVIAMENTE: Tutte le foto appartengono a me. Non è permesso prenderle o modificarle senza il mio permesso!

Questo slideshow richiede JavaScript.

~ Marta

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