Fotografia, Teatro

» Titanic, The Musical @Teatro Comunale di Bologna

In un mondo in cui siamo circondati da tanto odio, violenza, e dolore, io mi rifugio nei miei viaggi alla ricerca di quella bellezza per la quale si può ancora vivere, e andare avanti senza crollare nella disperazione più cupa.
Tra le mie tante passioni c’è il Teatro e in modo particolare il Musical, una forma d’arte che racchiude la danza, la recitazione e il canto, e che sa scatenare nel cuore dello spettatore intense emozioni, trasportandoti per qualche ora nella storia che viene narrata e vissuta sul palco. L’ultimo che ho avuto occasione di vedere, è stato “Titanic, The Musical”, nato dalla collaborazione tra la BSMT e il Teatro Comunale di Bologna. Un musical meraviglioso che ha saputo colpirmi ed emozionarmi.

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Titanic è un musical corale firmato da Maury Yeston e Peter Stone che portarono a Broadway nell’aprile del 1997, vincendo nello stesso anno ben cinque Tony Awards, tra cui Miglior Musical. Si discosta dal film che tutti conosciamo con Di Caprio e la Winslet, puntando in maniera più approfondita sulle relazioni tra passeggeri, le differenze di classi, e portando in scena le storie dei personaggi che hanno realmente vissuto quel tragico evento.

I ragazzi e professionisti della BSMT di Bologna, accompagnati dalla splendida orchestra sinfonica del Teatro Comunale di Bologna sotto la guida di Stefano Squarzina, hanno portato in scena il dramma del naufragio per diverse repliche dal 13 al 16 luglio, ed è proprio in quest’ultima data che ho potuto assaporare la bellezza del teatro e di chi fa di questa passione un lavoro, regalando sensazioni splendide al pubblico.

La trama si svolge nell’arco di cinque giorni, dal 10 al 15 aprile del 1912, seguendo il viaggio dalla sua partenza alla collisione con un iceberg e il conseguente affondamento che causò la morte di più di 1500 persone. Solo in 700 riuscirono a salvarsi, e quasi tutti della prima classe.

Interessante nel foyer è stata la presenza di alcuni oggetti del periodo storico contemporaneo al naufragio, concessi dalla Fondazione Guglielmo Marconi di Sasso Marconi; proprio perché questo tragico avvenimento è in parte legato all’Italia: grazie alla radio inventata da Marconi fu possibile inviare l’SOS alle navi vicine che intervennero per salvare parte dei passeggeri.

Ma veniamo alle mie emozioni. Non essendo una critica teatrale né tanto meno un’esperta dal punto di vista tecnico, posso basare le mie impressioni solo su ciò che ho visto e su ciò che ho provato, sulle sensazioni dettate dal cuore.

Ho adorato questo musical, per vari aspetti. Innanzitutto gli artisti. C’erano più di 80 persone su quel palco, tra allievi e professionisti della Scuola, ma erano tutti coesi nel portare in scena uno spettacolo straziante ma allo stesso tempo con delle punte di ilarità. Tutti con ottime voci e grandi doti interpretative, ma si sa, in ogni opera c’è sempre qualcuno che per ruolo particolare o per evidente talento e bravura spicca più sugli altri.

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In particolare ho ammirato tantissimo Alice Beane, interpretata da una notevole Ileana Pipitone, che è stata colei che più ci ha permesso di ridere, nonostante la tragedia. Una rappresentante della seconda classe che però punta lo sguardo e le speranze verso la prima, un mondo a cui vorrebbe appartenere, e per far ciò cerca di intrufolarsi sempre sul ponte o nelle loro sale, ritrovandosi a danzare tra la gente ricca; e seguita da un povero marito (Edgar Beane, Riccardo Sarti) disilluso e quasi disperato nel non riuscire a frenarla.
Ma altre due coppie saltano all’occhio e raggiungono i cuori. Nella prima classe non si possono non citare Ida e Isidor Strauss (Barbara Corradini e Andrea Spina), una coppia che ha vissuto tutta la vita insieme, e che non è disposta a separarsi neanche nella morte. Ida potrebbe salvarsi, ma ha scelto e sceglie sempre di rimanere con l’uomo che ama e con la quale ha condiviso ogni istante. Il loro brano (Still), non nego, che mi abbia fatta quasi commuovere.
Dall’altra una coppia più giovane della terza classe, Kate McGowen (Federica Laganà) e Jim Farrell (Stefano Limerutti), con i loro problemi, le loro difficoltà, e una simpatia che ben presto su quella “nave dei sogni” si tramuta in altro. In un amore che potrà coronarsi una volta raggiunta l’America.

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Ma ci sono stati anche altri momenti che restano facilmente impressi nella mente e nel cuore, più di ogni altri.
Nel brano The Proposal/ The Night Was Alive (ma ovviamente non solo lì) ho particolarmente apprezzato Filippo Strocchi e Renato Crudo nei ruoli di Barrett, fuochista, e Bride, il telegrafista. Renato è riuscito a scaturire anche più di una risata.

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O ancora, una scena molto importante e a mio avviso più suggestiva e intensa è stata quella della scialuppa: con dei gesti precisi, lenti e poi più violenti, con cori di voci, e poi assoli, tutti hanno rappresentato al meglio una miriade di emozioni in un momento di estrema tragicità. Le donne e i bambini venivano separati dai mariti e padri per essere portati in salvo. La tragedia nel doversi separare per sempre, nel sapere che chi fosse rimasto sulla nave avrebbe trovato la morte, veniva perfettamente espressa in gesti ed espressioni che straziavano il cuore. Un momento molto forte, che ho particolarmente amato nella sua rappresentazione. Amiche che si separavano da amiche, mogli da mariti, e tra le scene più strazianti una madre che affida il proprio neonato a una donna di prima classe pur di vederlo vivere, di salvarlo. E ovviamente, insieme a tanto strazio, anche rabbia nei confronti dell’unico vero colpevole, che pur di farsi vanto della velocità del Titanic, ha spinto il Comandante ad andare sempre più rapidi…

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E poi ancora, uno scambio di colpe per ciò che è accaduto tra il Comandante Smith (Alessandro Arcodia), Ismay (Sandro di Lucia) e il progettista Mr. Andrews (Brian Boccuni), per poi passare a un intenso e straziante atto in cui proprio quest’ultimo si sente colpevole per una tragedia di simile portata. Vedere i morti “aleggiare” proprio sopra di lui, e lui piegato nel profondo senso di colpa, e nella morte, fa davvero un certo effetto.

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Permettetemi di fare una menzione d’onore proprio a lui, Brian Boccuni, un Artista che seguo quasi sin dal suo esordio e che pian piano, un musical dopo l’altro, ho imparato ad apprezzare molto non solo dal punto di vista artistico ma anche umano. Giovane e determinato, con una gran passione e amore per questa arte, e con tutte le carte giuste per volare sempre più in alto.

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Le uniche “pecche” a mio modesto avviso sono due: da un lato mi aspettavo forse qualcosa di più particolare al momento dello scontro con l’iceberg. Qualcosa di più sconvolgente, scenografico, forse… non so bene come dire. Che colpisse magari molto di più il pubblico, nonostante conoscesse già la storia. Dall’altro, e non c’entrano nulla la produzione e gli artisti sul palco, dalla mia visuale (la prima fila!) era un po’ complicato leggere i sottotitoli e vedere il palco. Dovevi sollevare lo sguardo verso l’alto, ma poi perdevi gli artisti, e quindi non essendo esperta di inglese, non ho compreso ogni singola parola. Ma, la bravura degli artisti, nella recitazione, nella danza e nel canto mi hanno permesso ugualmente di comprendere ed essere totalmente rapita da ciò che accadeva, pur conoscendo la storia.

Inoltre i miei complimenti vanno ai costumi, trucco e parrucco, e alle scenografie. Tutto era stupendo e ciò che ho anche ammirato è che è stata resa una particolare attenzione in ogni piccolo dettaglio, non solo dal punto di vista artistico, ma anche appunto nei costumi, nelle scenografie, nel trucco facendoti tornare a quel periodo storico.
Bella anche la rappresentazione delle tre classi: da un lato la terza, i più poveri, che sognano e sperano di arrivare in America per avere una vita diversa, nuove possibilità per essere felici e realizzare i propri sogni; dall’altro la seconda, che guarda con una sorta di invidia ed ammirazione i ricchi, ai quali vogliono arrivare; e infine, la prima, che si concentra perlopiù sulle frivolezze, su cene sontuose e balli, e anche nel momento di paura, non fanno che pensare ai soldi, alla propria fortuna. Tre classi separate, tenute distanti per gran parte dello spettacolo, ma che al momento della tragedia, del dolore, della morte, non conoscono più separazione, differenza. Tutti vanno incontro a un destino fatale, molto più grande dei sogni, di quella nave che per molti di loro rappresentava la speranza per una vita migliore.

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Insomma, un musical che sono stata felicissima di vedere e che mi ha donato davvero tante belle emozioni.

E dove ho trovato la bellezza di cui parlavo all’inizio di questo post? Ma proprio in quei ragazzi e non che vivono i loro sogni, le loro passioni, con determinazione e impegno, con un luce magica negli occhi, con la voglia di emozionare ed emozionarsi, e non solo di far successo. Proprio osservando loro, capisci che c’è ancora tanta bellezza in questo mondo malato.

Direttore – Stefano Squarzina
Regia – Gianni Marras
Direzione musicale – Shawna Farrell
Coreografie – Gillian Bruce
Scenografie – Giada Abiendi
Costumi – Massimo Carlotto
Disegno luci – Daniele Naldi
Maestro collaboratore – Maria Galatino

Orchestra e tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Personaggi e interpreti:

Andrews – Brian Boccuni
Ismay – Sandro Di Lucia
Smith – Alessandro Arcodia
Murdoch – Andrea Giovanni Busato
Lightoller  – Daniel Favento
Barrett – Filippo Strocchi
Bride –  Renato Giuseppe Crudo
Fleet – Manuel Mario
Etches – Roberto Serafini
Isidor Strauss –  Andrea Spina
Ida Strauss – Barbara Corradini
Madeleine Astor –  Giuls Bellanzoni
George Widener – Pietro Mattarelli
Eleanor Widener – Silvia Riccò
Mr. Thayer – Nicola Vivaldi
Mrs. Thayer – Lara Billie Moretto
B.Guggenheim – Francesco Bertoni
Mme Aubert – Martina Neviani De March
Mme Cardoza – Camilla Bribani
Edith Evans – Chiara Giordano
The Major – Alessandro Calonaci
J.H.Rogers – Francesco Galuppi
Edgar Beane – Riccardo Sarti
Alice Beane – Ileana Pipitone
Charles Clarke – Andrea Giovanni Busato
Caroline Neville – Rossella Prignano
Kate McGowen – Federica Laganà
Kate Mullins – Rosalba Veniero
Kate Murphy – Priscilla Bellino
Jim Farrell – Stefano Limerutti

 

Le foto presenti sono di mia proprietà. Non si possono prendere o modificare senza il mio permesso, e senza nessuna menzione. Grazie.
Le altre potete trovarle qui.

~ Marta

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