Fotografia, Musica

» La Rua: sogni, musica, amore, libertà ed emozioni.

Drogatevi d’amore, drogatevi di passione, drogatevi di amicizia, drogatevi di serate con la vostra famiglia, di giornate in montagna, drogatevi di sogni fino a sembrare stupidi, lasciate stare le stronzate che girano nei locali notturni, baciatevi, fate l’amore, abbracciatevi e stringendovi pronunciate più spesso “ti voglio bene” che è la droga più potente che esista.
Dan.

Volevo iniziare questo nuovo articolo sul mio blog con le parole meravigliose di Daniele Incicco, cantante e frontman dei La Rua, un gruppo che personalmente adoro. Di loro avevo già parlato in un mio precedente blog – che però, ho deciso di chiudere per aprire questo in cui spaziare tra differenti argomenti – ma il loro percorso è andato avanti, sono cresciuti e hanno realizzato i loro sogni. Quei sogni per cui hanno fatto tanti sacrifici, quei sogni che profumano di musica e parole, concerti e sorrisi, e una passione grande che arriva al pubblico.

I ragazzi dei La Rua fanno musica da diversi anni, ma personalmente ho avuto il piacere e la possibilità di conoscerli solo nel giugno dello scorso anno, e ne sono rimasta subito ammaliata. Non conoscevo la loro musica, non conoscevo le loro canzoni, ma alla fine del primo concerto ho subito acquistato il primo cd, che pian piano è diventato la colonna sonora della scorsa estate.

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Nacor Fischetti e Daniele Incicco (Foto ©Marta Peroni)

 

Spesso però la sola passione non basta, e così ad ottobre hanno deciso di provare a compiere un passo più lungo, per farsi conoscere a un pubblico più vasto di quello locale. E sì, molti di voi forse li avranno visti nella trasmissione “Amici”, e da lì hanno potuto apprezzarli, anche umanamente. In un primo momento non sono stata entusiasta della loro partecipazione a un simile programma: mi sembrava ben lontano da loro, dal loro modo di fare musica, e anche per il fatto che sono nati per il palco e non per un contesto televisivo, ma… ammetto che questo percorso li ha aiutati parecchio. Sono migliorati tantissimo, grazie ai consigli dei professori e soprattutto, a mio avviso, di Elisa, e sono arrivati a più persone. Vedere i concerti dello scorso anno e quelli attuali, mi fa capire che è stato un passo difficile, ma importante. Anche perché sono riusciti a realizzare il loro sogno: fare della loro passione un lavoro e soprattutto riuscire ad avere finalmente un contratto discografico con la Universal! Il programma televisivo mi ha permesso anche di conoscere forse un po’ meglio i ragazzi, in particolar modo Daniele, scoprendone ancora di più la forte sensibilità, l’alto grado di follia che lo rende non positivo alla normalità, ma anche – sebbene lo sapessi già – la sua voglia di fare musica, di vivere di musica, di poter scrivere (del resto, quante volte lo vedevo chino a scrivere sul taccuino frasi che profumavano di poesia?).
Non hanno vinto, e forse, seppur ci sperassi, lo immaginavo (ma non spenderò parole a riguardo, avendo una visione ormai negativa di “Amici”); tuttavia sono riusciti a centrare il loro obiettivo e questo è importante!
Da parte mia, comunque, non saranno mai etichettati come i “La Rua di Amici”, come si è soliti fare. Loro sono i La Rua, e basta.

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Alessandro Charlie Mariani (Foto ©Marta Peroni)

Aspettavo con ansia l’estate e, anche se non sono riuscita a seguirli così tanto come lo scorso anno, ho avuto la possibilità di partecipare a quattro concerti e le emozioni provate sono state ancora più forti, così come la gioia per loro. Perché a questi ragazzi non puoi non affezionarti.

Partecipare a un loro concerto equivale a riportare a casa non solo tante emozioni positive, ma anche a fare un nuovo carico di energia, sorrisi, e positività. Quando la vita non ti regala momenti facili, i loro concerti aiutano tanto. Loro sono l’esempio perfetto di chi vuole vivere realmente di musica, di chi ama stare su un palco, suonare, cantare e dare tutta l’anima per far star bene il proprio pubblico. Non sono mossi solo dalla voglia di aver successo, ma dalla voglia di vivere di sogni.
Durante i loro concerti non ti ritrovi solo a gridare, saltare, cantare a squarciagola le loro canzoni, ad avere gli occhi lucidi, ma anche a osservarli: vedi la complicità, l’amicizia e il rispetto che li legano, e quando noti quei sorrisi pieni di gratitudine, quegli occhi farsi di colpo più luminosi o spalancarsi per la sorpresa di vedere un pubblico immenso che canta tutte le loro canzoni, inizi a provare emozioni grandi, talmente forti da non riuscire a trovare le parole giuste per esprimerle.
Sarò forse molto sentimentale, ma… a questi ragazzi finisci davvero per voler bene, e speri insieme a loro che il futuro sia costellato di nuovi traguardi, di nuovi sogni realizzati, di successi, pur mantendendo i piedi per terra e quell’umiltà che li rende grandi. Il ringraziare costantemente il pubblico per l’aiuto, dare tutti se stessi anche quando non si è in forma, per me sono delle forme di rispetto infinito per chi fa km per andare a vederli, nonostante tutti i problemi, i lavori o magari proprio la mancanza di un lavoro, e altro ancora. È come se si creasse un legame magico tra il gruppo e il pubblico. E spero che questo rispetto e questa umiltà restino sempre sia da parte loro, che da parte di chi li va ad ascoltare.

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Davide Fioravanti (Foto ©Marta Peroni)

Ma chi sono i La Rua?
Sono sei ragazzi del Piceno, terra a cui hanno voluto dedicare il nome (ad Ascoli Piceno – la mia città – le piccole vie sono chiamate “Rue”), e che vivono e regalano sogni.
Daniele Incicco, William D’Angelo, Davide Fioravanti, Alessandro “Charlie” Mariani, Matteo Grandoni e Nacor Fischetti, questi i nomi di un gruppo da scoprire, da conoscere e, infine, amare.
Il loro progetto nasce grazie anche a un sodalizio magico con Dario Faini (di cui vi parlerò un’altra volta, perché anche lui merita tantissimo di essere conosciuto insieme agli altri componenti del gruppo Dardust), loro amico, produttore, ma anche co-autore insieme a Daniele dei brani. Inutile dire che unendosi creano davvero poesie.
Il nuovo album, uscito a giugno, grazie al contratto con Universal Music Italia è intitolato “Sotto Effetto di Felicità” e racchiude al suo interno 9 brani che spaziano da quelli più energici, a quelli più intimi. Ma è l’amore e la libertà che spiccano ancora – come nell’album precedente  – come temi principali.
Anche in questa occasione è difficile, a mio avviso, trovare la canzone migliore. Tutte, in un modo o nell’altro, ti restano dentro, e provocano emozioni, anche se io ho sempre una piccola predilezione per quelli più intimisti (e, in effetti, “Ti Aspetterò” è quella che amo di più).

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Matteo Grandoni (Foto ©Marta Peroni)

Durante i loro concerti non ci regalano solo le canzoni del nuovo album, ovviamente, ma c’è anche qualcosa del vecchio, brani indimenticabili che restano impressi nella mente e nel cuore, ma anche cover che hanno potuto rendere proprie durante la trasmissione televisiva, e che dal vivo hanno migliorato ancor di più, a mio parere. Tra i tanti brani italiani e stranieri, quelli che per me spiccano maggiormente soprattutto dal punto di vista delle emozioni sono gli omaggi a Dalla, con “La Sera dei Miracoli” e a Battisti con “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi”; brani che vengono presentati da William D’Angelo che colpisce per la bella voce e anche, ovviamente, da Daniele. Cover speciali che provocano emozioni talmente forti da farmi arrivare alle lacrime.

L’unico mio rammarico è il provare un po’ di nostalgia per due brani che ho tanto amato lo scorso anno, brani d’amore che mi avevano colpita e che mi sono rimasti impressi nell’anima: “Ti farò ridere” e “Detriti”.

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William D’Angelo e Daniele Incicco (Foto ©Marta Peroni)

Insomma, perchè sostenere i La Rua e partecipare ai loro concerti? Io vi do alcuni consigli, ma sicuramente i motivi ne sono molti di più!

1. Perché sono giovani ragazzi pieni di talento e passione, che amano la musica in maniera totale, vivono di musica, e cercano di regalarla a noi con grinta, energia, e tanto tanto amore.

2. Perché sono umili e rispettosi verso il proprio pubblico. Perché non cercano il semplice successo, ma vogliono realmente far arrivare il loro talento a più persone possibili.

3. Perché con la loro musica (suonata splendidamente!) e le parole scritte da Daniele (e Dario!) arrivano al cuore, ma non solo attraverso le emozioni, bensì anche attraverso l’energia, la passione, la forza e la grinta, coinvolgendoti totalmente durante i loro concerti.

4. Perché sono completamente folli, e non puoi non ridere di fronte alle battute di Daniele, ai loro scherzi, alla splendida complicità e amicizia che li lega profondamente.

5. Perché con loro non puoi avere la tristezza (almeno quando li ascolti o partecipi ai loro concerti) ma ti ritrovi in un posto speciale dove stai… sotto effetto di felicità!

6. Perché parlano non solo d’amore, ma anche di libertà. Perché l’amore è unico, perché ognuno ha il diritto di amare come vuole e chi vuole. Perché ognuno ha anche il diritto di essere se stesso, e non tutte copie come ci vuole la società.

Vi invito a conoscerli… finirete di certo per amarli!

E a loro auguro tutto il successo possibile, nella speranza che conservino la loro splendida umiltà, e restino con i piedi per terra, non dimenticando mai chi li ha sostenuti anche prima di diventare famosi.

Nel mio canale Youtube potete trovare alcuni video fatti da me in occasione di alcuni live di quest’anno e dello scorso.

Mentre QUI troverete alcune mie foto fatte durante il live a Ripaberarda. Vi invito a non prenderle o modificarle senza permesso (e senza una dovuta menzione).

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  1.  Sotto Effetto di Felicità
  2. Il sabato fa così
  3. I miei rimedi
  4. Mai come mi vuoi tu
  5. Il futuro era ieri con te
  6. Non sono positivo alla normalità (2016 remastered)
  7. Ti aspetterò
  8. Il passato migliore che ho
  9. Non ho la tristezza (2016 remastered)

 

 

 

» Marta.

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4 thoughts on “» La Rua: sogni, musica, amore, libertà ed emozioni.”

  1. Io ho visto soltanto 3 concerti in tutta la mia vita, tutti e 3 di Franco Battiato. Gli piace farli in mezzo ai prati, e questo talvolta causa degli inconvenienti non da poco.
    Ad esempio, al primo dei 3 concerti aveva piovuto a dirotto dalla mattina fino a un’ ora prima dell’ inizio, e quindi per raggiungere il mio posto a sedere dovetti avanzare nel fango che mi arrivava fino alle caviglie.
    Tuttavia, fare i concerti in un contesto agreste ha anche dei lati positivi: ad esempio, al secondo e al terzo concerto eravamo in piena Primavera, e quindi l’ aria era carica di tutti gli odori naturali della terra, sembrava di essere nel giardino dell’ Eden.
    Al primo concerto Battiato fece un’ entrata in scena spettacolare: arrivò in macchina, fece fermare l’ autista a poca distanza dagli ultimi posti a sedere e poi percorse a piedi il tragitto da lì al palco. Anche lui si sarà riempito le scarpe di fango, ora che ci penso.
    Il pubblico fu molto disciplinato: invece di sporgersi in avanti per toccarlo, si alzò in piedi e lo applaudì a scena aperta. Lo facemmo perché avevamo capito il senso profondo di quella scelta: Battiato voleva esprimere vicinanza al suo pubblico non con un sorriso finto, non con un ringraziamento stereotipato, ma con il gesto simbolico di camminare in mezzo a noi. Ci commosse senza bisogno di dire una parola.
    Il terzo concerto fu il più bello in assoluto, perché lui nell’ ultima mezz’ora ci chiamò tutti sotto il palco e fece canzoni a richiesta finché non gli andò via la voce.
    Quella sera stessa capii che non l’avrei più visto in concerto, perché era meglio chiudere così, avevo già toccato l’apice. Cosa ne pensi della mia esperienza?

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    1. Penso che sia un’esperienza stupenda, da conservare come un ricordo prezioso. Magari tutti gli Artisti possano far questo! Sentirsi liberi di instaurare un rapporto vero con i fan, senza il pericolo di essere tormentati da chi si reputa tanto amante della musica e dell’arte, ma spesso è preda degli ormoni e del bisogno di farsi diecimila foto ricordo da mettere non so dove (inizio a credere che certe persone abbiano un album di figurine, altrimenti non mi spiego perché a OGNI singolo evento od occasione in cui vedono determinati artisti, debbano SEMPRE farsi la foto insieme. Mah.)

      Comunque quella che hai riportato è un’esperienza che tutti dovrebbero fare, se solo il pubblico fosse sempre disciplinato… e posso anche capire il motivo per cui hai deciso di chiudere. Quando l’emozione è così forte, e la condivisione è tanta, forse si ha paura che la volta successiva possa esserci una qualche delusione.

      Per quanto riguarda me, non ho partecipato a moltissimi concerti… ho seguito di più i La Rua, perché sono ragazzi delle mie zone e li ho conosciuti quando ancora la tv non ha dato loro una maggior “notorietà”. Mi hanno subito colpita, perché davvero, anche rimanendo sul palco riescono sempre a instaurare un rapporto con il pubblico, loro riconoscono la nostra importanza e, alla fine dei concerti, cercano di dedicare un po’ di tempo a tutti… E forse non so spiegarlo bene, ma se vado ai loro concerti è anche perché sono una delle poche cose che mi fanno star bene, negli ultimi mesi…

      Ora, secondo me i La Rua e Battiato non si possono paragonare. Così come il pubblico che li segue.
      Sfortunatamente i La Rua sono seguiti anche da molte ragazzine (e non solo! Anche molte persone in là con gli anni mi hanno sempre sorpresa negativamente – anche nel mondo del teatro, purtroppo -), che a mio avviso si lasciano prendere troppo dagli ormoni – come dicevo prima – e anche da un bisogno – che non comprendo – di apparire, di farsi vedere, di dimostrare a loro e al mondo di essere più Fan di altri. Ed è una cosa che spesso mi fa innervosire. Perché per me essere “fan” o comunque seguire un artista che ci dà emozioni non è una lotta. Tutti a proprio modo vivono la propria emozione, e tutti hanno il diritto di poter instaurare anche il minimo rapporto sia sul palco sia fuori con gli artisti, sempre con il dovuto rispetto e attenzione.

      Non so se sono andata troppo aldilà di quello che volevi dirmi. Se l’ho fatto, perdonami.

      Comunque in un certo senso ti posso capire. Se confronto i concerti di quando non erano famosi a quelli di ora ci sono pro e contro. Da un lato ora sono molto migliorati, dall’altro però hanno lasciato andare alcune canzoni che tanto amavo. Da un lato prima c’era un rapporto “più intimo” con i fan. Loro erano con noi, prima e dopo, senza persone “pronte a difenderli” da fan. Ora invece è forse più difficile… (anche se per ora si è ancora fortunati) e purtroppo temo che lo sarà anche in futuro. Sempre peggio. Anche se in cuor mio spero che mantengano l’umiltà che hanno, e la voglia di condividere davvero tutto con chi si fa anche i km per andarli a seguire e li sostiene sempre nel proprio piccolo.

      Ho scritto troppo, come al solito.

      Ti ringrazio per aver condiviso la tua magica esperienza!

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      1. Figurati, è per me un piacere scambiare idee e pensieri, e rispondere a chi è così gentile da commentare e leggere il mio blog! 🙂 Non li conosco i due film che hai citato, ma li segno, così appena riesco magari li vedo! 😉 Grazie mille, e buon anno anche a te!

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