Fotografia, Viaggi

» Macerata: tra cultura e scorrere del tempo.

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Dopo delle battute d’arresto questa estate, non avendo avuto il piacere e la possibilità di partecipare ai photowalk di Cingoli e Fossombrone, mi sono buttata sull’ultima tappa proposta da Regione Marche, Social Media Team Marche, Vodafone Italia e i comuni presi in esame e sono andata alla scoperta di Macerata.

In verità è una città che non ho mai avuto il piacere di conoscere, e quale occasione migliore per farlo?
Come sempre vi porterò un po’ con me grazie a foto e qualche breve spiegazione di ciò che vedrete. Volete seguirmi nel mio piccolo viaggio?

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La prima tappa è lo splendido Sferisterio, verso il quale ammetto di aver avuto grandi aspettative. È stato un sogno che si è realizzato dopo tanti anni.
Son sincera, ritrovarmi in un tempio dell’opera lirica – prevalentemente, anche se qui ospitano anche spettacoli di altra natura, dai musical ai concerti – è stato emozionante, ma forse di giorno non rende la medesima magia che può creare di notte. Chiaramente è solo un mio pensiero, ma… c’è sempre da dire che ogni volta che mi ritrovo in un centro di cultura, che sia un teatro – in diverse forme – una biblioteca o una libreria io mi sento realmente a casa.

Dopo i consueti saluti e presentazioni, siamo stati divisi in vari gruppi, e le guide hanno iniziato a presentarci la storia del luogo.

Lo Sferisterio è una delle opere più significative del Neoclassicismo europeo. Costruito tra il 1820 e il 1829 grazie all’iniziativa dei cittadini maceratesi benestanti, su progetto di Ireneo Aleandri.
Inizialmente il suo scopo era diverso. Era, infatti, un campo per il gioco della palla col bracciale, molto in voga all’epoca. Ha ospitato anche spettacoli pubblici di diversa natura: celebrazioni di feste, parate equestri, manifestazioni politiche e sportive, e la cosiddetta Tauromachia, la caccia al toro, molto popolare nello Stato Pontificio.
Nel ‘900 la sua funzione cambia quando si comprende che può essere una cornice perfetta per spettacoli di opera lirica. Questo sia per la forma, ma anche e soprattutto per l’ottima visuale e l’acustica naturale: gli artisti, infatti, possono cantare anche senza microfono e si sentono benissimo!
Consta di circa 2500 posti, 104 palchi e possiede un palcoscenico di dimensioni enormi!

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Dopo aver superato l’ingresso della città, la nostra guida ci ha condotti verso il Palazzo Buonaccorsi, sede dei musei. Qui è raccolta l’arte antica (allestita cronologicamente lungo 13 sale, contiene tra gli altri dipinti anche “La madonna con bambino” di Carlo Crivelli), l’arte italiana moderna, e anche il museo della carrozza (che, non ho compreso il motivo, purtroppo non ci è stato mostrato, a differenza di altri gruppi… lo ammetto, ci sono rimasta abbastanza male perché ero curiosa, ma conto di tornarci appena possibile magari in compagnia della mia amata nipotina!).
Io vi consiglio di visitarlo questo palazzo, perché oltre alla bellezza dei grandi saloni riccamente decorati con motivi mitologici di epoca barocca e rococò, raccoglie arte che desta meraviglia (soprattutto la bellissima galleria dell’Eneide sulla cui volta sono raffigurate le Nozze di Bacco e Arianna), e – dalle foto viste e dai racconti – il museo della carrozza è davvero interessante!
Nel cortile interno del Palazzo, su una balaustra sono presenti tre bellissime statue di Ercole Vincitore.

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Cortile del Palazzo Buonaccorsi
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Salone dell’Eneide
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Colori d’Autunno, dal Cortile del Palazzo Buonaccorsi

Siamo poi tornati indietro, per andare a curiosare la bellissima Basilica della Madonna delle Misericordia. Questa chiesa venne eretta su un’edicola votiva del’400, costruita in onore della Madonna per allontanare il pericolo della peste. Successivamente, nel ‘700 vi operò Luigi Vanvitelli, con decorazioni di Francesco Mancini e Sebastiano Conca. All’interno c’è una vera e propria profusione di marmi pregiati e stucchi dorati. Una chiesa raccolta, ma molto molto bella da vedere, a mio modesto parere.
Una curiosità? La prima domenica di settembre diventa protagonista della “Festa delle Canestrelle” , una sorta di offerta del grano come ringraziamento alla Madonna per il raccolto dell’anno.

Proseguendo con il nostro percorso siamo arrivati in Piazza della Libertà, dominata dalla Torre Civica (o Torre dei tempi) e il suo meraviglioso e interessante Orologio Planetario. La Torre, alta 64 metri, è stata iniziata nel 1492 da Matteo D’Ancona, e fu continuata a metà del 1500 sui disegni di Galasso Alghisi da Carpi e ultimata nel 1653.
Di particolare interesse è sicuramente l’orologio planetario, una riproduzione fedele all’originale creato nella metà del 500 dai Fratelli Ranieri di Reggio Emilia. L’opera è stata realizzata da Alberto Gorla, e all’interno della torre si possono vedere anche i marchingegni che lo fanno funzionare. Sono rimasta molto affascinata dalla spiegazione che ci è stata data e, ammetto, che non è sicuramente facile riportarla sul mio blog. Questo orologio, infatti, non si limita ovviamente a mostrare solo l’ora, ma racchiude molti altri elementi: dal segno zodiacale/costellazione, al mese, a una corona con numeri da uno a 29 e mezzo rappresentanti l’età della luna. C’è anche una finestrella rotonda che ci permette di capire la fase lunare. E altri aspetti molto interessanti che permettono di scoprire la posizione della luna rispetto al sole, o quella dei pianeti rispetto ai segni zodiacali. Ovviamente i pianeti rappresentati sono quelli che si conoscevano all’epoca. Si  riescono anche a prevedere le eclissi di luna e di sole!

Al di sopra dell’orologio c’è una sorta di Nicchia che racchiude la Madonna con il bambino, e un corvo che batte il becco sulla campana, come a voler scandire lo scorrere inesorabile del tempo.
Ogni giorno alle 12 e alle 18 si attende il carosello dei Magi. Da una delle porticine esce, infatti, un angelo che suona, seguito dai tre magi che rendono omaggio e adorazione alla Madonna.

Dopo aver atteso il carosello dei magi, ritrovandoci tutti insieme a scattar foto o video, i gruppi si sono di nuovo divisi per completare il percorso. Sfortunatamente non abbiamo avuto modo di poter vedere il Teatro Lauro Rossi, poiché stavano facendo delle prove luci per uno spettacolo (altro punto negativo della giornata, visto il mio grande amore per i teatri!), ma che vi consiglio di andare a vedere perché è – da quel che ho visto da foto online – un vero gioiellino del Teatro all’italiana.

Ci siamo allora diretti verso un’altra chiesa, molto molto ricca di decorazioni e dettagli: la Chiesa di San Filippo Neri, opera di Giovanni Battista Contini. All’esterno caratteristiche sono le due torri gemelle terminanti con due guglie a cipolla/bulbo. All’interno, invece, presenta quattro cappelle riccamente decorate. Molto, ma molto bella per tutti gli amanti di arte e architettura religiosa.

Ultima tappa della nostra passeggiata fotografica è stata la meravigliosa Biblioteca Comunale Mozzi – Borgetti che mi ha lasciata davvero senza fiato. Come già detto, Teatro, Biblioteche e Librerie sono quei luoghi ricchi di cultura che riescono a colpirmi nel profondo, ad emozionarmi e incantarmi, a farmi sentire a casa. La Biblioteca di Macerata è un vero gioiellino d’arte e cultura. Possiede più di 350.000 volumi ed è considerata una delle maggiori delle Marche. I libri sono raccolti all’interno di sontuose sale, ti sembra quasi di perderti in un bellissimo sogno, se come me ami antichi tomi, o comunque luoghi in cui la cultura è “viva” e sembra accoglierti nel suo guscio. Sorta nel ‘700 nei locali dell’antica sede del Collegio della Compagnia di Gesù, ha ereditato molti volumi della biblioteca gesuitica ma anche di altri lasciti. Perdersi in questi spazi è veramente qualcosa di unico. Io sono rimasta a bocca e occhi aperti, mentre il cuore batteva forte. Forse sono esagerata, ma… con le mie foto forse potrete capire il motivo di tanta emozione. All’interno di questo edificio potete trovare anche un altro orologio con ore in cinese, in riferimento a un personaggio storico maceratese, che però ha molta importanza per l’Italia intera: Padre Matteo Ricci.
Si tratta di un gesuita riconosciuto come uno dei maggiori evangelizzatori della Cina. Qui cercò di entrare in completo contatto con le popolazioni e le loro credenze e costumi. Adottò infatti i costumi tipici dei luoghi, e riuscì ad accedere anche alla corte dell’Imperatore. Il suo scopo fu quello di portare “l’occidente in oriente”, facendo conoscere ai dotti cinesi la geografia e la geometria euclidea e gli strumenti occidentali della misurazione del tempo. Scrisse anche numerosi tomi, tra cui il trattato “Dell’amicizia”, il primo dizionario portoghese-cinese, e creò un mappamondo in cinese, oltre a far costruire diverse chiese in Cina. Fu anche il primo non cinese ad essere seppellito nella città proibita.

A passeggiata conclusa, ovviamente si mangia! Grazie a un buffet offerto da Doppio Zero Lab con alcuni dei prodotti tipici locali: vincisgrassi, focaccia con grasselli, focaccia agli spinaci, panino con formaggio e ciauscolo, tortino di pecorino con erbette saltate, maritozzini di mosto con nutella e ciambelline al vino rosso.

Anche questa passeggiata fotografica è finita, lasciandomi nel cuore bellissimi ricordi che ho cercato di catturare con la mia reflex. Ci sono stati alcuni punti negativi (vedi l’impossibilità di vedere il teatro e le carrozze), ma per il resto è stata  un’altra giornata che mi ha davvero regalato tanto!

Venite a conoscere le mie amate Marche, sapranno regalarvi emozioni, panorami unici, borghi meravigliosi e tante altre cose da scoprire e ammirare!

{ Le foto sono di mia proprietà. Altre le potete trovare sui miei social: cliccate sulla barra a sinistra e li trovate facilmente
!
Le informazioni sono ricavate da alcuni ricordi della guida, ma anche dai siti del comune e del turismo di Macerata. Vi lascio alcuni link per meglio conoscere ciò che vi ho presentato, e magari spingervi ancor di più a visitare questa città!

http://www.macerataguideturistichemarche.com

http://www.maceratamusei.it

http://www.sferisterio.it/

turismomacerata.it

http://www.destinazionemarche.it/ }

» Marta

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http://picasion.com/
Gif creata con picasion.com partendo alle mie foto.
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4 thoughts on “» Macerata: tra cultura e scorrere del tempo.”

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