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» “Figlie Sagge” di Angela Carter

Finalmente eccomi di ritorno sul blog!
Avevo così tanti progetti e idee, ma la vita all’improvviso ti frena, un po’ perché la tecnologia a un certo punto ti va contro (ma ora ho di nuovo il mio bel pc!), un po’ per problemi importanti che non ti danno neanche un attimo di respiro o che comunque non ti permettono di avere tempo e modo di creare un articolo che abbia senso, valore.
Però, l’importante è aver pazienza e così eccomi di nuovo qui per parlarvi oggi di libri, ma nei prossimi giorni anche del Natale!

In queste ultime settimane ho concluso due libri: “Figlie Sagge” di Angela Carter e “La Spia del Mare” di Virginia de Winter. Due letture completamente diverse, che però mi sono molto piaciute e vi consiglio. Dell’opera della De Winter vi parlerò in un altro momento, perché oggi voglio concentrarmi su un libro che mi ha colpita e stupita, tanto che davvero non immaginavo di trovarmi di fronte a una lettura simile. Pensavo di leggere altro, e in dei momenti mi sono ritrovata sia a sorridere sia a spalancare gli occhi per l’incredulità di alcuni avvenimenti ma, tutto sommato, alla fine l’ho trovata una lettura deliziosa, frizzante, briosa, particolare e originale!
Ringrazio la casa editrice Fazi per l’opportunità di leggerlo e recensirlo!

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Le luci si spensero, da sotto il sipario brillò qualcosa. L’ho amato ancora e lo avrei amato sempre più di tutti gli altri quel momento, quando le luci si spengono, il palcoscenico si accende e sai che sta per compiersi un prodigio.

Ho sempre amato il mondo del teatro e dello spettacolo e, quando ho letto la trama e visto la deliziosa copertina pubblicata da Fazi Editore, sono rimasta subito colpita da questo libro. Non sapevo bene cosa aspettarmi ma, come già detto, sono stata presa per mano da Dora e catapultata nel suo mondo, nella sua vita e in quella della sua sempre presente gemella Nora; e alla conclusione l’ho trovata davvero una bella lettura. Diversa dal solito, originale e piena di ironia, ma soprattutto penso che la parola chiave per racchiudere il tutto sia “spensieratezza”, anche nei momenti non facili.
Il libro si apre il giorno del settantacinquesimo compleanno delle due gemelle Chance, attrici e ballerine di seconda categoria, che sono nate proprio il medesimo giorno di William Shakespeare e… del loro padre: il grande attore shakespeariano, Melchior Hazard, che nonostante per tutta la vita non le abbia riconosciute, le invita alla festa per i suoi cento anni.

Mentre sono alla ricerca di un abito da indossare, e di come presentarsi a un simile evento, però accade qualcosa: Tristram Hazard, fratellastro delle gemelle, annuncia la scomparsa della loro figlioccia, Tiffany. Ben presto si apprende come la ragazza sia rimasta incinta, e di come il giovane Hazard non abbia voluto prendersi le sue responsabilità. Verrà trovato poi un corpo, che si ritiene appartenere a Tiffany, come un’Ofelia ripudiata dal suo Amleto.

Da questo esordio, Dora inizia a parlare al lettore, trasportandolo attraverso il suo racconto nel passato, facendo conoscere un passo dopo l’altro tutta la storia della grande famiglia Hazard.  Attraverso i suoi ricordi, noi conosciamo la storia di suo padre, del suo fratello gemello che per tutta la vita le ha prese come figlie sue, non facendo loro mancare nulla, e di Nonna Chance che di loro si è occupata sin dalla loro nascita. La loro madre, infatti, messa incinta da Melchior e poi lasciata sola, è morta dandole alla luce. La loro infanzia è assai particolare: c’è molta libertà, e vivono accanto a una donna forte, ma allo stesso tempo  un po’ bizzarra. Naturalista, vegetariana, pacifista, femminista, Nonna Chance ama sentirsi libera di vagare nuda per la casa, e di spingere le due bambine a vivere una vita senza regole (beh, a parte il mangiar carne o raccogliere fiori per non dare loro sofferenza!), una vita piena di spensieratezza e allegria, lontane dai pregiudizi inculcati dalla società.

Sperate nel meglio e aspettatevi il peggio!

Sin dalla più tenera età si innamorano del mondo dello spettacolo, del palco, delle luci, e di tutti i misteri e i prodigi che si possono compiere una volta che le luci della sala si spengono e il palcoscenico si accende.
Il loro mondo è lontano da quello fastoso e legittimo del loro padre e delle figlie riconosciute. Loro vivono nella sponda bastarda del Tamigi, e svolgono spettacoli minori come ballerine e comparse di seconda fila. Tra incontri e amori, tra “prestiti” di fidanzati, scambi di identità ed episodi d’incesto, tra padri assenti e desideri di maternità, si snodano le vicende di Dora e Nora e della loro speranza sempre accesa di essere un giorno riconosciute dal loro vero padre.

Dora, parlando a noi come se ci trovassimo accanto a lei, ci porta nel mondo del teatro e dello spettacolo, tra feste che si concludono con incendi, ma anche nella Hollywood e i suoi film, dove partecipano alla produzione della versione cinematografica del Sogno di una notte di mezza estate. E ci fa conoscere la loro famiglia allargata: tra un padre che non le riconosce, uno zio prestigiatore che si comporta come un padre per loro, sorellastre invidiose e senza cuore, donne amate e poi ripudiate per altre – spesso più giovani e belle -.

Ma il tutto, anche gli episodi più tristi e difficili, è raccontato con ironia, umorismo, e quella spensieratezza che permea tutte le pagine di questo bellissimo libro. Una lettura che va fatta, però, attenuando i propri pregiudizi, le regole che la società o la famiglia ci hanno imposto. Bisogna lasciarsi guidare dal cuore leggero delle due gemelle, dalla loro voglia di vivere, ballare, ed essere semplicemente felici. Ci sono alcuni avvenimenti, infatti, che potrebbero turbare il lettore, altri che sembrano realmente assurdi, anche se in questo caso è perché si può parlare di una sorta di realismo magico che alla fine ti fa accettare anche le cose più impensabili.

Da giovane volevo essere effimera, volevo cogliere l’attimo, vivere solo l’istante della gloria, dell’estasi, dell’applauso. Carpe Diem. Mangia la pesca. Il domani non viene mai. E invece sì che viene il domani, e quando arriva sembra non finire più, ve lo giuro.

Le donne rappresentate dalla Carter sono perlopiù donne forti, che cercano di affrontare la vita anche quando questa non è facile. Dora e Nora hanno sogni e speranze, forse vivono una vita assurda, facendo esperienze un po’ forti e bizzarre per chi segue le regole e certi “valori”, aspirano sempre al desiderio di essere finalmente riconosciute da un uomo che non le accetta, ma sanno cavarsela anche da sole. Così come Nonna Chance, una donna fortissima, che resta facilmente impressa. O anche la giovane Tiffany, di cui però non voglio svelarvi troppo. Dall’altro canto, invece, gli uomini non appaiono sempre bene. Sembrano deboli, incapaci di rendersi conto del male che fanno, o non sanno prendere atto delle proprie azioni, delle proprie responsabilità. I personaggi descritti sono numerosi: per alcuni proverai emozioni positive, per altri – come le sorellastre legittime – si può provare una certa repulsione e disprezzo (almeno così la penso io); ma anche per gli uomini vale lo stesso discorso. Se Melchior e Tristram appaiono nella loro bassezza, almeno dal punto di vista del “cuore” e delle responsabilità, dall’altro non puoi non affezionarti un po’ all’eccentrico Peregrine.

Anche se… la Carter gioca tutto su un confine tra ciò che è veramente legittimo e ciò che non lo è. Spesso quello che viene considerato “legittimo” si rivela essere qfiglie-sagge-light-674x1024ualcosa di sbagliato, qualcosa di misero da leggere e guardare. E chi è relegato sullo sfondo, nel dimenticatoio, compie, invece, gesti degni di lode.

Un gioco di equivoci che finirà per sorprendere.

E un ultimo, ma importante aspetto è sicuramente Shakespeare. Si nota l’amore che quest’autrice ha per il bardo: sia nella divisione in cinque capitoli, come i cinque atti usati da Shakespeare, che nei continui riferimenti a molte delle sue opere. Troveremo riferimenti all’Otello, a Re Lear e le sue figlie, al Sogno di una notte di mezza estate, al Macbeth e le streghe, ad Amleto e altro ancora.

Sembra davvero di assistere a una serie di spettacoli shakespeariani. E come dice lo stesso bardo:

Tutto il mondo è una palcoscenico, e gli uomini e le donne sono soltanto attori. Hanno le loro uscite come le loro entrate, e nella vita ognuno recita molte parti.

I vari personaggi si muovono sul palcoscenico, come attori pronti a recitare la loro parte, non solo a teatro o nelle sale da ballo, ma anche nella stessa vita.

Insomma, è un libro che consiglio di leggere. A me ha colpito per la sua originalità, per i continui rimandi a Shakespeare (ti viene voglia di leggere o rileggere tutte le sue opere!) e al mondo teatrale, e perché Dora e Nora ti insegnano a vivere la vita con più leggerezza, aspetto che non sempre riusciamo a seguire e a scorgere in una società fondata su regole e pregiudizi.


“Figlie Sagge” di Angela Carter (link per acquistarlo su Amazon)
Editore: Fazi
Pagine: 336
Prezzo: 18 euro cartaceo / 4,99 euro ebook

Voto: ♥♥♥♥/5

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