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» La Spia del Mare, di Virginia de Winter

Ieri avevo scritto un articolo ma, con la mia solita fortuna, la mia connessione ha avuto problemi e ho perso tutto.
Non ricordo esattamente ciò che avevo buttato giù, ma spero di riuscire a scrivere di nuovo e in maniera sensata i miei pensieri su una della mie recenti letture.
Queste ultime settimane sono state dense di problemi e impegni, per non parlare anche dell’influenza che dopo anni ha deciso di colpirmi, ma ho letto, e difatti ho alcuni libri su cui vorrei esprimere i miei pensieri e condividerli con voi. Oggi, in particolare, voglio parlarvi di un’autrice italiana – Virginia de Winter – che mi ha molto colpita per la sua saga “Black Friars” – le cui recensioni potete trovare QUI, QUI, QUI e QUI -, soprattutto per la capacità che ha di mischiare insieme più elementi e donarci storie piene di azione ed emozione. In particolare, però, quello che ho sempre apprezzato nei suoi romanzi e anche ne “La spia del mare” pubblicato da Mondadori, è la sua cura nelle descrizioni, la sua attenzione per la storia, i luoghi, e le leggende che è capace di rielaborare in modo adeguato alle sue trame. E il suo stile, raffinato, elegante, a tratti lirico.

La Spia del Mare mi ha colpito leggermente meno della saga di Black Friars, forse perché ho trovato delle somiglianze soprattutto tra i personaggi, con questa “eroina” forte e coraggiosa, circondata da un gruppo di affascinanti uomini, verso i quali è impossibile non provare attrazione. Però mi è piaciuto, e ve lo consiglio per una serie di motivi che via via esporrò.

 

 

laspiadelmare

Era possibile vederla soltanto nelle notti più limpide, quando la luna era alta in cielo e le correnti della laguna si combinavano in una magica armonia trasformando l’acqua in vetro. Allora si mostravano dal fondo del mare rovine di palazzi e resti di statue candide tra le incrostature di conchiglie e le chiome delle alghe. I riverberi della luna correvano lungo catene alle quali era assicurata una bara di cristallo e, tra i fregi e le nervature d’oro, appariva un volto di fanciulla che pareva immersa nel sonno.

Alcuni giuravano che fosse viva, di averne sorpreso impercettibili movimenti nelle ore trascorse a contemplarla o di averla scorta in una posa diversa, vedendola la volta successiva. Altri invece erano sicuri che fosse morta, una creatura antica che riposava, intatta, tra le rovine delle isole inabissate della laguna.

La Spia del Mare racchiude al suo interno un mix di generi, a mio avviso, che possono colpire differenti lettori. C’è storia, quella della Venezia del 1700 e di alcuni personaggi ben conosciuti; c’è la componente soprannaturale e a tratti magica, o forse più alchemica, con morti che sembrano tornare in vita, lasciando una scia di mistero e dubbi tra le calli veneziane. Ci sono azione, intrighi, maschere e un gioco di spie che si muovono silenziose e letali tra i canali della laguna, tra le piccole stradine, tra un ricevimento e l’altro. Ma c’è anche amore, per le anime più romantiche e un pizzico di passione che non è mai volgare, e che anzi, anche solo nella descrizione di un tocco fugace, o di un bacio, sa far palpitare il cuore.

Venezia è il cuore pulsante dell’azione e, a mio avviso, diviene essa stessa una sorta di protagonista, di personaggio. È descritta con particolare attenzione e cura nei dettagli, ma nelle sue tinte più dark, più misteriose. La De Winter ti conduce tra palazzi nobiliari, feste in maschera, ma anche nei bassifondi, nelle carceri, o nei cimiteri. Una città che sa rapire i cuori ed emozionare, anche nei suoi aspetti più foschi, più oscuri.

E poi c’è una protagonista che resta ben impressa, per la sua forza, tenacia, determinazione, e coraggio. Cordelia è una spia inglese, al servizio di suo padre, Enrico Giustinian con il quale non ha un rapporto affettuoso. Lui dà ordini, lei deve eseguirli, e scopriamo subito che non si lascerà mai intimidire o impaurire, anche a costo di dover spezzare vite, fermare i cuori. Cordelia è costretta anche a prendere il ruolo di sua sorella gemella Cassandra, colpita da una malattia che la debilita, ma legata a un uomo, Cassian D’Armer, con i suoi fantasmi di un passato che non sembra abbandonarlo, ma che ancora lo ferisce nel profondo. Uno scambio di ruoli, di persone, che non è però destinato a durare a lungo, che rischia di minare i rapporti, soprattutto quando entrano in gioco sentimenti che non si possono gestire. Cordelia inizia ad avere una sorta di debolezza: amare un uomo che non può essere suo e che con i suoi occhi sembra indagare troppo a fondo, scoprire una verità che è difficile da celare.

Accanto a loro ci sono poi un gruppo di nobili che riescono ad affascinare il lettore, a farlo ridere o sorridere. Troviamo Giacomo Casanova, giovane abate libertino, che compare tra un letto e l’altro, e conquista tutte con il suo modo di fare. Un personaggio a mio avviso descritto perfettamente, e che più di una volta è riuscito a strappare anche a me un sorriso. E due nobili diversi ma ugualmente interessanti: Alain, Monsieur, un aristocratico francese scappato da Versailles, e Don Manuel, nobile spagnolo. Ognuno con le sue caratteristiche, ognuno con il suo modo di fare, ma uniti insieme rappresentano un bellissimo gruppo da amare e stimare.
E poi c’è James, grande amico di Cordelia, abile spia inglese, che riuscirà sempre ad essere la sua spalla destra in ogni azione.

Tra giochi di spie, intrighi, misteri, alchimia e veleni, maschere della Commedia dell’Arte, bare di cristallo nascoste sotto le acque in cui riposano fanciulle, e il pericolo sempre evidente di individui che vogliono riportare la Morte Nera a Venezia, si snodano le avventure di Cordelia, della sua famiglia, e di questi giovani. Tra maschere e balli, inquisitori e spadaccini, spie e fantasmi, misteri e alchimia, un passato che torna a galla, la De Winter è riuscita a dar vita di nuovo a una storia davvero ricca ed emozionante. Io, come già detto, amo il suo stile, molto elegante e raffinato (anche se ho notato che si è molto affinato, soprattutto non ci sono più così tante metafore, che comunque apprezzavo), a tratti poetico, ma anche per le sue descrizioni, e un mix di leggende e storia che riescono sempre a coinvolgermi.

Purtroppo l’ho letto in un periodo un po’ difficile, non riuscendo a sprofondare totalmente nella storia, avendo altri pensieri e preoccupazioni, ma lo consiglio.

Lasciatevi condurre in questa Venezia Settecentesca, tra maschere, intrighi, spie, balli e musica, ma anche pericoli notturni, alchimia e misteri. La De Winter non vi deluderà.


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La Spia del Mare, di Virginia de Winter
Editore: Mondadori
Pagine: 404
Prezzo: 19 euro cartaceo – 9,99 euro ebook
Link per acquistarlo su Amazon.

Voto: ♥♥♥♥/5

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