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» Amiche di Penna, di Marosella Di Francia e Daniela Mastrocinque

Buon 2017 a tutti!
Allora, come avete iniziato questo nuovo anno? Concerto in piazza, cenone e ballo, o semplicemente a casa, al caldo e al tepore degli affetti?
Io quest’anno sono riuscita finalmente a fare di nuovo un capodanno come piace a me: pur dovendo affrontare il freddo – che io non sopporto! – mi sono buttata in piazza, più precisamente a San Benedetto del Tronto per andare ad assistere al concerto dei La Rua. Lo so, ne parlo anche troppo in questo blog, ma quando un gruppo, degli artisti, sono capaci di donarti tanto, ti aggrappi con forza alla loro musica, ai loro sorrisi, alla loro follia, energia, passione, per ritrovare il sorriso che purtroppo troppo spesso svanisce.
Ho passato una bella serata/nottata con una delle mie amiche più care, e con la loro musica. Posso solo dire loro grazie. Un grazie immenso.
Se poi un solo “Ciao Marta” scalda così tanto il cuore…

Tuttavia questo nuovo anno ancora fa fatica a iniziare bene per me. Mi sono posta l’obiettivo di non programmare troppo – visto gli ultimi eventi, che mi hanno portata a vedere svanire tutti i miei progetti – ma a vivere il momento, con un pizzico di avventura e speranze. Però non so trovare ancora felicità. Nè quella spinta giusta per prendere la vita e renderla un capolavoro. Mi manca il coraggio di fare, la voglia, dovrei eliminare la pigrizia e la tristezza, l’insicurezza e la rabbia, e far qualcosa di buono… per me…

Comunque, iniziamo il nuovo anno con una nuova recensione, o meglio, come dico sempre, una semplice chiacchierata, espressione dei miei pensieri sui libri letti.

Un’amica è quella persona che ci aiuta a guardare le cose con lucidità, come un chirurgo che estragga un dente dalla carne. Fa male, ma poi lo ringraziamo.

Tra gli ultimi c’è “Amiche di Penna” un libro scritto a quattro mani da due autrici italiane, Marosella Di Francia e Daniela Mastrocinque, che vede come protagoniste Emma Bovary e Anna Karenina, intervallate da alcune lettere scritte da una frizzante Rossella O’Hara e da Odette de Crécy.
Si tratta di una raccolta epistolare che si instaura quasi per caso tra Anna ed Emma.

All’inizio troviamo Anna Karénina a Venezia, scappata con il suo amante, Vronskij, e la loro bimba, dopo aver abbandonato suo marito e il loro figlio. In Italia Anna sembra aver trovato la sua felicità, sempre accompagnata però da un velo di malinconia che mai la lascia. Decide di scrivere una lettera, che finisce tra le mani di una dama francese, Emma Bovary e da quel momento inizia un intenso scambio di pensieri che mettono in luce le loro personalità, le loro vicende, i loro sentimenti, i loro sogni e problemi.
Emma, sognatrice e amante della letteratura, in modo particolare delle storie d’amore nelle quali si perde totalmente e alle quali aspira, le consiglia la lettura dell’Epistolario di Abelardo e Eloisa, storia che l’ha totalmente conquistata. Da questa passione in comune, le due donne continuano a scriversi con assiduità, instaurando una sorta di amicizia. Anna racconta delle sue avventure con il suo amante tra l’Italia e Parigi, delle feste a cui partecipa, degli abiti che indossa, della sua idea di amore e felicità; Emma, chiusa nel suo mondo ristretto e bigotto, sogna amori pieni di passioni e racconta anche delle sue avventure “amorose” al di fuori del suo matrimonio con Charles, uomo fin troppo noioso per i suoi gusti, e sogna di poter vivere una vita migliore lontana da quel paese in cui non è compresa, capita.

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… non affidate mai ad altri la possibilità di essere felice.

Nelle loro vite però subentrano altri due personaggi nettamente differenti da loro: a Parigi, infatti, Anna conosce Charles Swann che la introduce in ambienti pieni di fascino della città dell’epoca, tra artisti come Degas, e soprattutto la porta al cimitero di Père-Lachaise per poter vedere con i suoi occhi la tomba di Abelardo ed Eloisa, causandole una forte emozione. Inoltre le fa conoscere la sua amante, la cocotte Odette De Crécy.
A Rouen, invece, Emma ha la possibilità di conoscere due individui piuttosto eccentrici e strani rispetto alla sua realtà, due americani giunti in Francia per affari: la bella e scaltra Rossella O’Hara e suo marito Rhett Butler. La vitalità, la forza e l’intraprendenza di Rossella, spingono Emma a voler lasciare per sempre il suo paese e compiere un viaggio importante verso l’America, in modo da allontanarsi da quel mondo ottuso che la soffoca e non le permette di realizzare i suoi sogni.
Intrecciando lettere e pensieri, le loro personali visioni della vita e dell’amore, aprendo il cuore l’una con l’altra, Emma e Anna rendono vivide le loro anime a loro e a noi lettori. I loro sogni, le loro aspirazioni, i loro problemi, la loro tristezza e malinconia, la gelosia che sboccia, l’incomprensione, la vergogna, tanti piccoli tasselli che vengono posizionati abilmente dalle due autrici, regalandoci un ritratto credo abbastanza fedele delle due protagoniste.

Spero di essere ancora in tempo per salvarvi, per dirvi che noi donne spesso per inseguire un sogno perdiamo di vista la realtà, e più spesso imputiamo ad altri la colpa della nostra infelicità, che invece risiede in noi stesse, nella nostra ostinazione a inseguire pericolose illusioni. Ci costruiamo fantocci o magari eroi immaginari e quando incontriamo un uomo che ci piace gli facciamo indossare quegli abiti, che gli vadano bene o no. E poi continuiamo ad amare il fantoccio, non lui, e magari lo incolpiamo anche di non corrispondere al nostro modello.

Personalmente ho letto Via Col Vento e Madame Bovary, quindi conosco le due protagoniste, mentre per Anna Karénina mi sono ancora solo soffermata sul film con Keira Knightley, quindi non ho analizzato con attenzione la sua figura; eppure nonostante alle vere storie siano affiancati eventi romanzati, come appunto questi incontri con altre figure letterarie, l’ho trovato uno “spin-off” sicuramente ben riuscito e una lettura molto piacevole.

Emma non l’ho mai veramente amata, sebbene per alcuni versi io possa comprenderla. Sognatrice, romantica, si sente chiusa in un mondo che non la comprende, troppo ottuso e bigotto e spesso non si sente compresa; ma appare anche come una donna abbastanza superficiale,frivola, a mio parere, che non sa ben comprendere lei stessa il marito e non sembra neanche nutrire un rapporto così profondo con la sua piccola.
Anna crede di aver trovato il vero amore in Vronskij ed è disposta ad andare contro tutto e tutti pur di vivere questa sensazione di apparente felicità, anche se lotta anche con un forte sentimento di vergogna. Con lui, in Italia e a Parigi si sente bene, nonostante quella patina di malinconia che risulta sempre presente. Ma il loro ritorno a San Pietroburgo segna un periodo sempre più difficile, che darà luogo a incertezze, problemi, paure e gelosie.

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Tomba di Abelardo ed Eloisa. Fonte: wikipedia.

Entrambe le protagoniste, a differenza di Odette e Rossella, sono alla ricerca continua di questa felicità che in realtà non sanno trovare realmente. E questo le porta allo stesso esito tragico…

È una lettura sicuramente piacevole, e mi ha fatto piacere ritrovare anche la mia amata/odiata Rossella e il suo Rhett. Anche Rossella capisce troppo tardi che il vero amore era proprio l’uomo che ormai ha perso. Interessante anche l’ultima parte dove, in un certo senso, si dà parola agli uomini e ancora una volta ti ritrovi ad avere compassione per il povero Charles.

Io lo consiglio a tutti gli amanti di queste figure femminili, Emma, Anna, Rossella e Odette; a chi ama la bellezza delle lettere, romanzi epistolari che tratteggiano non solo le vicende ma soprattutto la personalità e i sentimenti interiori dei personaggi; e a chi ha voglia di riscoprire questi classici amati.
Personalmente non vedo l’ora di poter leggere finalmente Anna Karénina, uno dei classici che ancora attende ma che presto sicuramente recupererò!


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Amiche di Penna
, di Marosella Di Francia e Daniela Mastrocinque
Editore: Mondadori
Pagine:
Prezzo:

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Voto: ♥♥♥½ /5

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