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» Gilgi, una di noi • Irmgard Keun

Giorni di neve che viene e va.
Giorni di freddo, ma di un’insolita magia.
Le mani si fanno gelate, e la voglia di uscire lascia il posto a quella di restare comodi, sotto coperte ben calde e vicini al calore di un camino, magari in compagnia di un bel libro e di un tazza di qualche buon té o cioccolata.

Qualche settimana fa ho concluso una nuova lettura di cui avrei voluto parlare prima, ma si sa, ogni volta che la sottoscritta si organizza, salta tutto. Spero di riuscire ancora a poter parlare con cura di questo libro.

Oggi ho voglia di farvi conoscere la piccola Gilgi, una ragazza normale, che è un po’ simile a tutti noi, o forse no. C’è chi si riconosce in lei in un primo momento, chi in seguito, ma appare come una sorta di vita ordinaria, fatta di lavoro e  divertimento, in cui accadono cose che stravolgono un po’ i progetti e voleri originari.
Il libro di cui vi parlo, per cui voglio esprimere i miei pensieri è: Gilgi, una di noi, di Irmgard Keun, edito da L’Orma Editore.

 

 

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Questo l’incipit che ci apre al mondo e al personaggio principale della trama: Gilgi, una ragazza di ventun anni, della Germania degli anni 30, poco prima dell’avvento di un Nazismo che mise proprio al rogo questo libro della Keun.

Gilgi ci viene presentata sin dalle prime righe come una ragazza piccolina, ma molto determinata e sicura. Indipendente e precisa, cresciuta in una famiglia borghese ancora con idee antiquate, cerca di vivere la sua vita seguendo una sorta di preciso rituale. Doccia fredda la mattina, esercizi, colazione e lavoro, per poi rifugiarsi nella sua casa, o trascorrere del tempo con i suoi più cari amici: Pit, sempre preso con le sue idee politiche, e Olga, donna affascinante che sa di esserlo, senza remore.

Gilgi attraversa il suo cammino, attorniata da una Germania sempre più grigia, dove le persone si abbandonano a una crisi che si respira in ogni spazio. La disoccupazione gravita pesante sulle vite di molti, così come un senso di decadenza e malinconia. Le persone tirano avanti, spesso facendo cose che non vorrebbero fare, costretti ad essere quello che non si è veramente. E in mezzo a questi toni di grigio, di una società ancora Patriarcale e antiquata, c’è lei: una giovane ragazza che sa quello che vuole, che organizza le sue giornate, cercando di far collimare il suo lavoro, e il suo guadagnarsi la vita, e il divertimento, andando anche contro diversi principi dell’epoca.

Miseria e povertà forse non sono neanche il peggio. Il peggio è che a questa gente è stato sottratto ogni senso di responsabilità. Il peggio è che alcuni di loro si sentono quasi a proprio agio nell’«io non posso farci niente», si adagiano nell’idea che la loro miseria sia soltanto colpa di altri come fossero chiusi in una bara. Assassinano la virtuosa consapevolezza della loro pigrizia e imperfezione, lasciano che la voglia di vivere e la forza di desiderare muoiano lentamente dentro di loro – non possono certo farci nulla. E se l’effettiva colpa altrui copre un minuscolo granello della loro colpa… forse quello è il peggio, quella è la fine, quello vuol dire essere morti…

Gilgi sembra essere capace di gestire la sua vita, di tenere le redini del gioco, di andare avanti, con precisione e con determinati sogni. Ma la vita, si sa, spesso si diverte a giocare e scombinare tutti i piani. Il giorno del suo ventunesimo compleanno, infatti, sua madre le rivela di essere stata adottata. Non è la loro figlia. Qui scatta il primo meccanismo che mette in moto un processo di cambiamento nella ragazza e nella sua vita.

In un primo momento non ne è troppo turbata, ma pian piano cerca di trovare informazioni sul suo passato, scoprendo trame ed intrighi che sembrano destabilizzarla un attimo, ma… pur scoprendo di aver avuto “tre” madri, non si lega a nessuna, forte della sua indipendenza, della sua ricerca di libertà e di felicità.

Il cambiamento principale, però, che la fa deragliare da quella strada dritta e sicura che si era costruita, da quella forte autodisciplina che le faceva avere tutto sotto controllo, avviene quando incontra e si innamora di Martin Bruck, uno scrittore bohémien, totalmente diverso da lei: nullatenente, senza un vero e proprio lavoro, capace di prendere la vita come viene, senza nessun controllo o organizzazione. Il mondo sicuro di Gilgi sembra come crollare di fronte all’amore, quel forte sentimento che la prende totalmente, spingendola anche in un certo senso a cambiare, a darsi così tanto all’uomo amato e desiderato, da non vedere altro. Da qui parte una serie di eventi, non facili, che porteranno la ragazza di fronte a scelte importanti che non riguardano solo se stessa e la sua vita, ma anche altre persone. Amici, parenti, ma anche una nuova luce che rischia però di oscurare quella felicità in cui crede di vivere.

Eppure, Gilgi riuscirà sempre a sorprendere il lettore con le sue scelte. Lotta per quello che desidera, si oppone a quella società che ancora non riesce a vedere di buon occhio “la donna nuova” e moderna che si sta creando. Gilgi si oppone a ciò e va a convivere con un uomo senza prima essersi sposata, Gilgi lavora per la sua indipendenza, Gilgi è chiamata anche a rispondere a temi importanti e forti, come l’aborto. E soprattutto, Gilgi non ha mai paura di rischiare per l’amore e per la sua felicità, per ritrovare poi anche la sua vera essenza. Fino ad arrivare a un finale che colpisce al cuore, per un evento che accade e per una grande scelta, che ti spinge anche ad ammirare una ragazza così giovane, ma che non crolla di fronte alle avversità di un mondo in decadenza, ma pronta a lottare e a ricominciare, per avere la vita che desidera.

È una lettura che mischia la malinconia a un tono più frizzante e diretto. È molto moderno come temi, come linguaggio e pensiero. Nonostante siamo comunque ancora in una società bigotta e chiusa, vediamo pian piano una forte emancipazione della donna.
C’è anche il tema dell’amore che, a mio avviso, spesso ti porta davvero a non vedere oltre… a dimenticare se stessi in funzione dell’altro, non comprendendo che bisogna imparare ad amare in primo luogo se stessi e a creare un io forte, prima di pensare al noi e di amare veramente. Gilgi ama, sì, ma finisce quasi per annullarsi per Martin, per diventare come lui.

Mi sono piaciute molto anche queste frasi, che forse fanno un po’ comprendere quello che voglio dire, quello che più mi ha colpito.

Ascolta, Gilgi, ti dico una cosa: adesso è un buon momento per te ma, anche se ora va tutto bene, creati la tua autonomia e la tua indipendenza, solo allora potrai amare un uomo e tenere vivo l’amore.

Essere una persona – che cosa significa? Che non ci si può più nascondere nella collettività, che si è soli. Questo bisogna imparare: bisogna imparare a essere una persona, bisogna imparare a sapere che una risata costa mille lacrime, sapere che un’ora di felicità va pagata con mille ore di dolore.

Personalmente mi sono ritrovata molto in lei quando la sua vita deraglia con l’arrivo di quel forte amore per Martin. Quando Gilgi, da piccola donna precisa e ordinata, si trova in balia di sentimenti che non sa gestire, scissa tra ciò che vuole essere e ciò che si aspetta la società e in un certo senso anche il suo amato.
Gilgi, così lontana, finisce per essere ancora attuale. Perché sebbene si siano fatti molti passi avanti per il ruolo della donna, ancora oggi molte donne provano sentimenti e problemi affini, ancora oggi certi pensieri non sono cambiati, e ancora nel mondo attuale, tante piccole donne, tante piccole Gilgi, devono trovare la forza di andare avanti, di sorgere di nuovo dalle ceneri, per ritrovare se stesse, il loro posto nel mondo, la loro felicità.

Insomma, è un libro che consiglio sicuramente, di un’autrice che non conoscevo ma di cui mi sono un po’ informata e che non si discosta per nulla dalla sua piccola creatura, anzi. La Keun si è dimostrata molto forte e coraggiosa – vivere durante il Nazismo e andare contro Hitler non è da tutti! – e con la sua scrittura è riuscita a comunicare temi forti e molto attuali.


gilgi

 

Gilgi, una di noi. di Irmgard Keun
Casa Editrice: L’Orma editore
Pagine: 240
Prezzo: 16 euro (sul sito c’è lo sconto del 10%)
traduzione di Annalisa Pelizzola

Voto: ♥♥♥♥/5

 

Link per chi volesse acquistarlo su Amazon.

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