Fotografia, Musica

» Dardust: la musica che nutre l’anima.

parliamo-di

 


 

 

Oggi voglio iniziare da un video, uscito proprio oggi (o meglio, ieri in anteprima per La Stampa).
Prima di iniziare a leggere questo articolo, vi invito a cliccare play, a chiudere gli occhi e lasciarvi trasportare dalla musica di Dardust. Una musica priva di parole, che però racchiude profondi significati, che arriva leggera a sfiorare con tocco delicato la nostra anima.
Poi, se volete, tornate qui e ditemi cosa avete provato.

Io ho sentito un’emozione molto intensa. Così forte, da avvertire gli occhi pieni di lacrime. Come se quelle note, i suoni del pianoforte e degli archi, avessero smosso qualcosa in me, superando le barriere, infiltrandosi in piccoli spiragli e inondando la mia anima di luce.
Troppo poetica?
Sì, forse. Ma la Musica di Dardust è talmente meravigliosa, che va ascoltata e vissuta.

10403343_10206278252784624_3341659562177942461_nSpesso cerchiamo nelle canzoni quelle frasi o quelle parole che possono rispondere alle nostre domande, o che sentiamo affini, perché sono cose che abbiamo affrontato in passato o che proviamo attualmente, frutto di ricordi preziosi, o argomenti su cui riflettere. Però, non ci accorgiamo, magari, che a volte basta anche solo la musica a farci provare le emozioni più intense. La musica ha una forza eccezionale. È capace di farci ridere di gioia, di spingerci a danzare, ci dona grinta e nuovo coraggio, o anche qualche lacrima. La musica la vedo simile alla pittura. Il pittore posa il pennello sulla tela, la sfiora con rapidi o più lenti gesti, dal nulla dà vita a un messaggio, a un’emozione, rende viva quella tela, regala gioia o dolore, stupisce. I musicisti dipingono le nostre anime in silenzio. Archi, pianoforte, tamburi si uniscono, creando armonie che colpiscono i sensi. E ti spingono altrove. Su nel cielo, tra le nuvole bianche e soffici, o in luoghi lontani. O magari dentro di te, ad analizzare te stesso, i tuoi sentimenti, la tua vita.

11745934_10207251610797966_7104181574099440595_nBe’, credo che l’opera di Dardust riesca a donarti tutto questo e forse anche di più.
Le loro musiche, i loro brani, sono un tripudio di emozioni. Sono pura arte che profuma di poesia. Suoni che fanno sognare o che magari ti rilassano, altri che ti fanno venir voglia di alzarti, ballare, armarti di coraggio e lasciarti andare.
Sono brani che per la loro bellezza vedrei adatti alle colonne sonore di splendidi film da Oscar. Non sono esagerata. Provate ad ascoltarli. Cercate Dardust su iTunes, Spotify, o video su Youtube, e poi tornate qui e ditemi se non è un lavoro eccezionale.
Conosco Dario Faini e i “suoi ragazzi” e so con quanta cura e attenzione realizzino i loro progetti. So – o almeno si avverte – tutto l’impegno che ci mettono, la precisione assoluta in ogni piccolo dettaglio. Il loro è un talento che merita di essere conosciuto, di spiccare il salto e arrivare a quante più persone possibili. Ed io vorrei davvero, con tutto il cuore, che vengano presi in considerazione per qualche bel film. Arte che completa altra Arte. Emozioni pure e splendenti.

13096313_10209394236802277_1188062396783891583_nIn un mio precedente blog vi avevo già parlato di loro. QUI potete trovare i miei pensieri su una delle bellissime esperienze vissute grazie e con la loro musica. Parlavo di 7, il primo emozionante brano realizzato a Berlino.

Ricordo ancora con piacere il momento in cui sono arrivata in quella saletta della Miniera delle Arti, luogo ormai a me molto caro, e dopo essermi seduta su uno di quei cuscini posati a terra, per abbattere i confini tra artista e pubblico e coinvolgere ancora di più quest’ultimo, mi sono totalmente persa nella loro musica, in quel gioco di luci e colori, ad assaporare ogni singolo istante di un’esperienza da non dimenticare. Da quel giorno mi sono innamorata della loro musica e non ho smesso di seguirli. Presentazioni, concerti, cd… sorrisi, abbracci, e tante emozioni.

E poi è arrivato Birth, il secondo album. Una nuova magica città. Reykjavik, Islanda. La terra del fuoco e del ghiaccio che tanto desidero vedere un giorno. Nuovi suoni, nuovo mix di musica classica ed elettronica. Nuovi viaggi. Un nuovo concentrato di bellezza, di meraviglia, di stupore. Altri segni di fuoco nell’anima. Altri battiti del cuore.
Comprai subito i biglietti per l’evento al Teatro Ventidio Basso, perla della mia città, Ascoli Piceno. Ricordo con un sorriso che fui tra i primi in assoluto a farlo. Ero certa, assolutamente convinta che avrei affrontato un altro viaggio stupendo, che non mi avrebbe deluso. E così è stato. Luci e colori, note. Ancora archi che si fondevano con il piano, che si alternava ad altri strumenti elettronici, e poi i tamburi portando in scena una battaglia pronta a coinvolgerti in prima linea. A metà del concerto era ormai impossibile rimanere seduti su quelle poltroncine rosse. Tutti in piedi a muoversi a tempo. Incuranti di imbarazzo o altri freni. Tutti coinvolti dalla musica, persi in quel viaggio sonoro e incantevole.

13891972_10210111100843430_5098271663372533752_nPoi, proprio ieri, è arrivata un’emozione, se possibile, ancora più forte. Un nuovo album. Una nuova magica creazione che presto potremo avere. Che sicuramente comprerò appena possibile. Un nuovo progetto, anticipato da questo inedito meraviglioso, che ha toccato in maniera così forte la mia anima da farmi affiorare lacrime ed entrare dritto dritto nel mio podio personale, accanto ad Angoli di Ieri e Slow is the new loud...

Lost and Found.
Un titolo più che adatto al momento che sto vivendo. Così vicino ai miei pensieri e stati d’animo.
Sentirsi persa, smarrita. Ma pronta a ritrovarsi. Questo è quello che provo, attualmente. Voglio ritrovare me stessa, voglio sollevarmi da terra e riprendere a camminare, fino a quando non troverò davvero la via giusta, la pace, il mio vero io. Forse è anche per questo che mi ha colpito con una tale intensità.

Questo singolo fa parte dell’album “Slow is (ballads for piano and string quintet lost in space)”, che racchiude i migliori brani di “7” e “Birth” portandoli a una nuova luce, più due inediti! Il disco uscirà  il 17 marzo ed è caratterizzato da un abbandono della ricerca elettronica, a favore di un arrangiamento totalmente classico, grazie anche alla collaborazione con Davide Rossi (collaboratore storico di Coldplay, Röyksopp, Goldfrapp, ecc..).

13902763_10210111104683526_7178849574630470401_nGrazie Dario, grazie Vanni, e a tutti coloro che hanno collaborato a questi progetti. A tutti voi musicisti che date vita alla musica con i vostri strumenti; ai tecnici, a chi sa creare preziosa arte con luci e video. Grazie, perché mi permettete di sognare, di emozionarmi, di cercare e trovare la bellezza che può rendere la vita veramente meravigliosa e degna di essere vissuta.

E a voi, lettori, consiglio davvero di cuore di seguire il mio consiglio, e ascoltare i loro cd. I loro brani sapranno sfiorarvi l’anima. Sono ripetitiva, lo so, ma è così.

A presto,

Marta.


Per prenotare il nuovo album (Slow is) e acquistare il singolo: http://apple.co/2mjsfN7

Birth, cd audio su Amazon: http://amzn.to/2m3zExI
Birth, su iTunes: http://apple.co/2mmp0Vg

7, album digitale su Amazon: http://amzn.to/2m3DG9r
7, su iTunes: http://apple.co/2mUB2C5

Per ascoltare tutta la musica di Dardust su Spotify.

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