Riflessioni

» Sulla mancanza di rispetto e altre riflessioni (attenzione: è lungo, e mi sfogo un po’)

Oggi ritorno sul blog per lasciare una delle mie tante riflessioni, non so se con un senso o meno, ma a volte si ha voglia di esprimere un po’ quello che si prova, lasciando fluire i pensieri nel modo più chiaro possibile. O almeno ci provo.

Sono una persona curiosa, forse troppo.
Mi piace osservare le persone, leggere commenti e storie sui vari social, scoprire di più sui personaggi noti o anche meno noti, come nel tentativo di farmi una mia idea, ma anche saziare la mia curiosità.

Ma sempre più spesso mi accorgo di quanto i social, se usati in maniera errata, diventino un riflesso negativo del genere umano.

Mi spiego meglio. Tutti hanno la libertà di esprimere la propria opinione, ma… sempre nel pieno rispetto del pensiero altrui, delle altre persone. I social, però, hanno dato voce a troppa gente che spesso dovrebbe imparare a tacere prima di digitare assurdità tramite i propri smartphone o pc, e magari fare anche un bel corso della nostra bella lingua italiana. Vi giuro, io non voglio fare la maestrina, perché può capitare di scrivere male, di sbagliare qualche verbo, qualche congiuntivo. Ci può stare. Capita anche a me. Inutile negarlo. Ma spesso leggo cose che mi danno un fastidio tremendo. Vorrei cavarmi gli occhi. Davvero. Ma un po’ di italiano corretto? Un po’ di punteggiatura messa anche al posto giusto? Ma un po’ di dignità?

Ultimamente poi, seguendo i presunti fan di un Artista che pian piano con la sua musica (e la personalità che lascia emergere dai social, dai video, ma anche dal vivo) si è insinuato pian piano nella mia anima, resto un po’ sconvolta. Anche se so che certe cose non accadono solo ai suoi concerti, solo con lui. Ma con tanti altri artisti, e molti atteggiamenti a mio avviso sbagliati e irritanti li ho visti anche dal vivo, ai concerti di persone che seguo da tempo e che adoro.

Personalmente cerco sempre di respirare, contare fino a mille, e cercare di non dar peso a certe cose, perché so che nel momento in cui me la prenderò molto e butterò giù stati o tweet potrei rischiare di litigare, e di farmi il sangue amaro per persone con la mente chiusa, e quindi taccio. Uno spreco di tempo.

Però, nel mio blog faccio quello che voglio. Non cito nessuno in particolare, ma mi piacerebbe fare un discorso generale. Attraverso cinque punti vi spiego cosa non sopporto delle persone che vanno ai concerti o anche spettacoli teatrali o simili.

 

 

  1. Mancanza di rispetto verso l’artista e verso il pubblico.
    La mancanza di rispetto in generale è qualcosa che non sopporto e mi fa vomitare. Questo primo punto racchiude un po’ tutti gli altri.
    Credo che ognuno di noi dovrebbe cercare di indossare i panni dell’altro, di comprendere un po’ la sua situazione, e poi, SOLO POI, dire la propria opinione (se proprio non riesce a stare zitto).
    In modo particolare io non sopporto chi, nel momento in cui conosce e dice di amare un artista, non capisce che davanti a sé c’è una persona, con i suoi momenti no, con i suoi malesseri e la sua stanchezza. C’è chi pensa che una persona, quando diventa famosa, DEVE per forza fermarsi con TUTTI per lasciare foto, autografi, abbracci, e chissà che altro. Ma, per quanto sia bellissimo poter avere qualche minuto con l’artista che adoriamo, bisogna sempre ricordarsi che è umano, e non può accontentare sempre tutti… Anzi, il suo lavoro finisce alla fine del concerto o di un instore, poi può anche andare via. Ma se resta, lo fa perché ha a cuore le persone che sono lì per lui, e che lo hanno aiutato a fare del proprio sogno una realtà.
    Magari un giorno non si sente bene, magari correndo in tutta Italia e avendo il giorno seguente un lungo viaggio da fare, non ha la forza di andare incontro a fan spesso esaltati e irrispettosi. Se poi il successo è sempre più grande, vi invito a indossare i suoi panni, e chiedervi: io riuscirei a sostenere tutto? Dopo due ore di concerto o recita, dopo aver donato tutto me stesso a un pubblico che è lì per me… Riuscirei a fermarmi fino a tardi per donare anche quei minuti in più alle persone? A volte sì, ma forse in dei momenti vorresti solo andar via, buttarti su un letto, e recuperare quell’energia che hai speso completamente per loro…

    Altra mancanza di rispetto io la vedo nel pretendere cose assurde e, non appena non si fa quello che vogliamo, attaccare gratuitamente e pubblicamente una PERSONA, un ESSERE UMANO, portando alla luce anche il suo passato o elementi della sua vita che ha deciso di donare al pubblico attraverso le sue canzoni, ad esempio.
    Ma chi diamine siete voi per permettervi di psicoanalizzare una persona? O di dire che siccome non fa quello che volete voi, o si incazza per certi atteggiamenti assurdi (per i quali io manderei a fanculo e ciao a tutti), lo accusate delle peggio cose. Be’, ve lo dico. Lo schifo lo fate voi.

    Ma questo punto tocca anche il resto del pubblico, per me.
    Io vedo una mancanza di rispetto quando non fai passare avanti persone disabili perché “cavoli, io sono qui da ore e ore!” (L’ho sentito davvero!).
    Vedo una mancanza di rispetto anche quando si organizzano sorprese – spesso assurde e non in linea con il vero significato delle canzoni – e così facendo, o si dà fastidio all’artista o a chi sta dietro che non vede più un cavolo se si alzano mille palloncini o striscioni per tutto il tempo. Ma una bella sorpresa con UN SENSO tutti insieme? O magari delle semplici luci? No, troppo banale, vero? Che poi certe cose le capisco in una canzone, ma non mille sorprese – spesso, ripeto, prive di senso – in tutte le canzoni. Allora avanti, non fateci godere più della musica! E qui mi fermo, se no divento cattiva. Sì, ho avuto esperienze irritanti.

    La mancanza di rispetto la riverso anche nei prossimi punti, che analizzerò meglio.

  2. Questa Ossessione che sviluppano per l’Artista. La voglia di controllarlo, di ricevere per forza attenzione, di rompergli le palle con mille tag anche per post senza senso solo per poter gridare al mondo “Ah, tizio mi ha letta!”.

    Ecco. Io odio immensamente chi tagga in maniera continua e ossessiva una persona. Io stessa mi diletto a fare foto a concerti e spettacoli teatrali, ma ho sempre paura di taggare gli artisti per non disturbare troppo con mille notifiche. Poi alle volte sono loro a richiedere il tag, e la cosa mi rende sinceramente felice. Perché vuol dire che hanno visto il mio “lavoro”, e la mia passione è apprezzata. E non c’è niente di più bello di un grazie con il cuore ricevuto da persone che tanto stimo.
    Però, poi, vedo che in ogni contesto partono i mille tag… anche in commenti o post senza senso.
    Si compra un biglietto, si pubblica la foto, e si tagga.
    Si formula un pensiero scemo, e si tagga.
    Si tagga per ogni MINIMA cosa, senza valutare che quel povero umano si ritrova mille notifiche ogni giorno, e a mio avviso diventa difficile sostenere tutto. Per quanto mi riguarda quando arrivano troppe notifiche tutte insieme, io do di matto. Mi sale il nervoso.
    Ma non lo si può taggare per cose importanti e basta? No eh, perché se poi non ti retweetta o non condivide i tuoi pensieri, poveri voi.

    Perché ormai in questo mondo conta solo l’apparenza, la voglia di sentirsi più fighi, di mettersi in mostra. Dove è finita la vera essenza?

  3. Le foto chieste OGNI SANTA VOLTA. Ma che dovete creare l’album delle figurine?!

    Su questo punto magari non tutti la penseranno come me, ma io la trovo comunque una cosa assurda.
    Io credo che chiedere una foto ogni volta che si vede la persona che stimi, è troppo. Troppo sia per lui, che comunque si ritrova a dover fare mille foto (e secondo me alla lunga è davvero una noia!), sia per chi magari non ha neanche una foto ricordo, e deve sempre attendere che le “superfan” finiscano il giro.
    Qui l’ho visto con i miei occhi, e vi giuro che ho provato tanta pena.

    Parlando per me, credo che avere qualche foto ricordo sia bello. Ma non per vantarsi in giro, come a far vedere al mondo che ci siete a ogni concerto, che siete sempre presenti, che siete le fan migliori del mondo. Bensì per conservare un ricordo magico, quell’istante in cui ci sei tu, magari abbracciata perché no, alla persona che ti ha dato tanto grazie alla sua arte, e ogni volta puoi andare a vederla, provando le stesse emozioni di quel giorno.
    Io non ne ho tante con gli artisti che seguo. Cerco sempre di farne una, almeno, ma poi la volta successiva preferisco scambiarci due parole, complimenti, e magari ricevere un abbraccio sincero e un sorriso. Sono le cose che più mi scaldano l’animo.
    Mi è anche successo che l’artista stesso, rivedendomi e conoscendomi, mi abbia chiesto lui di farci una foto insieme. E non è tanto più bello questo che rompere le palle ogni volta?
    C’è un gruppo che seguo da tempo e che adoro… con loro quante foto ho? Tre. Una con tutta la band al completo. Altre due con il cantante. Ma la seconda, appunto, me l’ha chiesta lui. Ed è un ricordo prezioso che conserverò sempre nel cuore.
    A me poi, se non ho fretta di andare via, piace attendere che le persone che magari non hanno una foto, la possano fare… non mi piace sempre mettermi davanti, come a dire: io lo seguo sempre, quindi ho il diritto di passare avanti. Ma chi siete voi?

    Dare a tutti almeno una possibilità di vivere quell’incontro, per me è rispettare.
    Che poi, capisco fare un’altra foto a distanza di mesi o ancor meglio anni, ma ogni dannata volta che lo incontrate, che senso ha? Dovete riempire davvero un album di figurine? Chi ne ha di più vince il premio per la miglior fan della terra?
    Boh, io non vi capisco.

    Mi potete anche dire che all’artista fa piacere. E potrebbe anche essere vero – anche se spesso ne dubito. Sapete, se stai lì, devi anche essere gentile o perdi fan – ma io continuerò a pensarla a mio modo.

  4. La voglia continua di ostentare tutto. In maniera particolare questa gara a chi va a più concerti, come se seguirlo ovunque equivale ad essere più fan di altri.

    Questo punto è simile al precedente. Accanto a quelle che chiedono continuamente una foto, ci sono quelle che fanno un elenco di tutti i concerti a cui sono andate. Cavoli, siete una forza! Le fan migliori del mondo! Vi dovrebbero dare un premio gigantesco!

    Ma fatemi il piacere!
    Non per forza essere fan vuol dire andare a tutti i concerti possibili.
    Magari c’è chi non ha disponibilità sia di mezzi che di soldi per andare, ma non è meno fan.
    Magari c’è chi ha più passioni, ed è costretta per forza di cose a fare delle rinunce, delle selezioni per star dietro a tutto.

    Per me, si può anche fare un unico concerto, e sostenere l’artista da casa, ascoltando la sua musica, facendolo conoscere a più persone, semplicemente esserci. E non sei meno fan di altre.

    Per quanto riguarda me, non riesco a seguire tutti ovunque. Ma quel poco, cerco di vivere totalmente il concerto, e se riesco a settembre ne vivrò un nuovo. Forse sarà l’unico che farò, ma voglio vivere tutte le emozioni, senza filtri.

    E con questo passo all’ultimo punto.

  5. Il filtrare TUTTO il concerto attraverso un cellulare, anziché vivere totalmente le emozioni che la musica e un artista può darti.

    C’è questo artista che ultimamente ha rapito il mio cuore con le sue canzoni, che lo ripete spesso. Non bisogna filtrare tutto attraverso uno schermo, pensare a fare mille fotografie e video, perché perdi sicuramente le emozioni più grandi.
    Fotografa con gli occhi, vivi il momento! Lascia che le emozioni ti rapiscano totalmente e tutto quello che vedi rimarrà nel tuo cuore per tutta la vita.

    Io lo ammetto. Mi è capitato di fare video e dirette con il cellulare. Ma qualcuno, non per tutto il concerto. In altre occasioni ho avuto la fortuna di poter scattare foto con la reflex, perché è una mia grande passione. Per il resto ho cercato di vivere tutto con lo sguardo e vi assicuro che i momenti che ricordo di più, sono appunto quelli non filtrati da uno schermo.
    Ricordo i sorrisi, quegli scambi di sguardi di fronte a parole di canzoni. Mi piace tantissimo osservare i musicisti o gli attori, per carpire qualcosa che va oltre all’apparenza, per comprendere quello che hanno dentro, per condividere un’emozione. Ed è quello che farò se riuscirò ad andare al concerto di questo grande Artista, dal quale c’è tanto da imparare.
    Fare qualche foto ci sta, all’inizio, alla fine, o in qualche momento particolare. Però, ammettiamolo dai, se dovete tirare fuori foto mosse o orrende con il cellulare, non è meglio posarlo in borsa e guardare nitidamente la persona che hai davanti? Anche qualche video. Ma non restate sempre attaccati al cellulare, soprattutto quando hai la fortuna di avere l’Artista a pochi centimetri dal tuo volto.
    Ragazzi, sul serio! Lo avete lì, potete guardarlo negli occhi, magari per l’imbarazzo resterete bloccati o vi ritroverete a saltare e cantare con lui. Ma cosa c’è di più bello di avere un contatto simile? Ci pensate mai che senza quel dannato cellulare davanti, magari riuscite a beccarvi anche un bel sorriso e un gesto d’affetto che conserverete per tutta la vita?

    Be’, pensateci la prossima volta.
    E imparate due cose:
    – Cosa sia il RISPETTO.
    – A Vivere ogni singola Emozione, perché sono queste sensazioni stupende a rendere la vita meravigliosa.

 

 

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