Musica, Riflessioni

» Speciale… come il sole a mezzanotte: Ermal Meta allo Sferisterio di Macerata.

Chi non muore si rivede.
Pensavo di aver più tempo per scrivere in estate e, invece, questi mesi sono volati via così velocemente che rimane un po’ di tristezza nello scoprire che pian piano ci stiamo avvicinando all’autunno.
Ho pensato spesso al mio povero blog lasciato deserto, ma solo ora trovo il tempo per tornare e lo faccio, parlando di musica. E che Musica!

Quest’anno tra i vari artisti del panorama musicale italiano sicuramente spicca Ermal Meta. 
Mi aveva incuriosita molto all’ultimo Sanremo con un testo tanto bello e profondo come “Vietato Morire”, e poi sorpresa ed emozionata con la sua cover di “Amara Terra Mia”. Così ho iniziato a far ricerche e ho scoperto un mondo! Un mondo fatto di musica e parole che si intrecciano sinuosamente tra di loro, regalando emozioni molto forti. Un passato, in un gruppo (La Fame di Camilla) che ha regalato pezzi davvero splendidi (i miei preferiti? “Come il sole a mezzanotte”, “Niente che ti assomigli”, “Due Lacrime”, “L’Altra metà” e “Buio e Luce”), e poi un presente in cui la sua luce è finalmente emersa. Un tour estivo lunghissimo che ha toccato quasi tutta l’Italia (auguro ai sardi di poterlo avere presto anche nella loro splendida isola!), e che a Novembre si sposterà in Europa e anche oltreoceano. Tappe che hanno riscontrato più volte soldout. Amicizie nate, permettendo a persone di varie città di conoscersi e vivere insieme le emozioni. Affetto, tanto. E Musica e Parole che arrivano al cuore. Di tutti.

Avrei voluto scrivere qualcosa tempo fa, quando ho avuto la possibilità di vederlo all’In store di Ascoli Piceno, la mia città. Ero andata lì per pura curiosità e comprendere se potesse realmente piacermi. E lì avevo già confermato la mia opinione. Ermal non è solo un cantautore che regala emozioni con la sua musica, ma anche una di quelle rare persone che avrebbero tanto da insegnare. Mi sono persa ad ascoltare molte delle sue interviste e più di una volta sono rimasta totalmente incantata dalle sue parole. Ha non solo un gran cuore ma è anche molto intelligente e schietto, tanto che a volte si ha quasi “paura” di essere asfaltate. Ma non perché sia cattivo o antipatico, anzi! Perché, almeno per me, quando mi trovo davanti a persone di gran cultura e pensiero, mi sento sempre un po’ piccola. Non ho visto falsità in lui, né voglia di apparire e di montarsi grazie al successo. Lui fa musica e vive di musica. Scrive perle che poi regala a tutti noi, creando un’alchimia magica, una sorta di incantesimo che lo lega al suo pubblico.
È questo quel che amo di lui e di altri artisti di cui ho parlato nel mio blog (vedi La Rua e Dardust): lavorare sodo per quello che si ama veramente, trasmettere a quante più persone possibili la propria passione, non per arrivare a un semplice successo e ai soldi, bensì per vivere il proprio sogno, il proprio amore, quello per la Musica e le Parole. Mantenendo ovviamente l’umiltà. Cosa che purtroppo molti presunti artisti perdono ben presto. E soprattutto tenendo sempre presente che… il successo si ha anche grazie a un pubblico che ti segue e ti sostiene e che va quindi rispettato (perché senza di noi, loro non sarebbero un cazzo!)

Nel corso di questi mesi ho visto dirette, ascoltato interviste, seguito in tv e alla radio. Ho acquistato i vari cd e cercato di far mie le canzoni.
E su questo punto mi fermo un attimo.
Perché la sua musica è riuscita a rubarmi l’anima?
Perché le sue canzoni non sono banali. Non sono come quei motivetti estivi che ti entrano rapidamente in testa e che ti ritrovi a cantare ma che non ti donano niente. Sono brani che profumano di vita e sentimenti, spesso di un passato non facile dal cui buio, però, puoi trovare una nuova luce di speranza. Perché le tue stelle le puoi cambiare, se veramente lo vuoi. Perché è l’amore quello che ci permette di andare avanti, che ci cambia, che ci insegna la lezione più grande, che ci tiene in vita.
Sono brani che, almeno per me, non impari subito a memoria. Che soltanto dopo vari ascolti riesci a comprendere, o meglio, che si insinuano dentro di te lentamente ma più profondamente e a volte possono aiutarti a cambiare.
Ci sono frasi in cui ti ritrovi. Altre che scavano nella tua anima, una goccia dopo l’altra, facendo affiorare emozioni diverse. Ce ne sono alcune che sembrano parlare alla mia anima. Più lo ascolto e più diventa una voce “amica” che cerca di dirmi qualcosa. Che mi scuote dentro, che infrange le barriere che ho costruito, che mi spinge a riflettere.
La prima che mi ha colpito e che sento mia è sicuramente “Piccola Anima”, un gioiellino speciale – che nel cd è in duetto con la magica voce di Elisa – che sembra parlarmi… Perché molto spesso cerco di fuggire come un passero spaventato, sentendomi un’anima tanto piccola e sola… alla ricerca di qualcuno che sia lì per me, pronto a sentirmi forte anche quando parlo piano.
L’altra – che dà il titolo anche a questo mio post – è “Come il Sole a Mezzanotte”, brano – in verità – de La Fame di Camilla, la “vecchia” band di cui Meta era frontman, ma che canta tuttora ai suoi concerti. Una meraviglia di canzone che sento mia così come il gioiellino di cui prima. Canzoni che possano dare voce ai momenti in cui non riesco a parlare, a gridare… che mi possano mentire quando il letto è troppo grande, che mi facciano pensare di essere speciale… come il sole a mezzanotte…



Così come speciale è stato il concerto nella magica – seppur gelida – atmosfera dello Sferisterio di Macerata! Che luogo magico di notte! Incantevole… una vera perla delle mie amatissime Marche. Io vi consiglio davvero di vedere almeno uno spettacolo lì. Copritevi bene, ma… poi ne resterete incantati!

Ebbene sì. Finalmente anche io ho avuto la possibilità di vederlo dal vivo e… è stato tutto così splendido, che quasi non so descriverlo a parole. Ma ci provo. Voglio provarci, per condividere con più persone le mie emozioni, perché chi ha così tanto talento e passione merita di andare avanti, di volare, fino al paradiso e un po’ più su! Perché sono stanca di vedere persone senza talento avere successo.

Torniamo al concerto.
Le premesse non erano per nulla favorevoli. C’era il rischio pioggia e concerto annullato, io non stavo per niente in forma, e… avevo tantissima ansia, anche perché ero sola. Eh sì, a differenza di tutti gli altri lì con fidanzati, famiglia, amici, io ero sola. La mia prima esperienza completamente in solitaria in una città che, per quanto piccola, ho visto solo una volta. E dopo quel che si sente ai tg, ammetto che avevo paura.
Ma poi… poi è andato tutto benissimo! I treni stranamente non hanno fatto ritardo, l’appartamento che avevo preso era splendido e in linea con i miei gusti (c’erano quadri con ali, angeli, farfalle, riviste di libri… e una vista stupenda! Che potevo volere di più?) e il cielo che mi aveva accolta con la pioggia, pian piano si è schiarito, regalandoci anche un bellissimo sorriso pieno di colore: un arcobaleno meraviglioso. Come se “il vento di montagna” fosse davvero riuscito a cacciare via le nuvole, potendo così regalarci la sua arte.

Quando sono arrivata allo Sferisterio, la sera, il cielo era pieno di stelle e la luce della luna brillava. Era splendido.
Restava solo il freddo. Pungente. Ma… a forza di saltare e di provare emozioni, sono riuscita a non diventare un pezzo di ghiaccio.
Ero sola sì, ma appena iniziato il concerto si è accesa la magia, e mi sono ritrovata a saltare e condividere emozioni con tutti.
Anche il concerto di Ermal Meta è uno spettacolo non solo sul palco ma anche sotto. Non è uno di quegli artisti che ha un unico target di riferimento. Ma… intorno a me – come avevo potuto notare anche all’instore – c’erano bambini, ragazze, persone più adulte e altre più anziane. Tutti lì, insieme, a cantare, saltare, ballare, alzare cartelli con frasi o palloncini. Fanaction come regali per un Artista che si dona completamente per il suo pubblico e per la musica che sembra far parte della sua essenza, che lo avvolge e rapisce, una musica sfuggente e libera che sa come stringerlo senza incatenare, che non è mai stata sua, ma che ritrova in sé senza chiamare.




Ermal che sembra quasi sospeso nel suo sogno fatto di note e parole, che accarezza i tasti di un piano per poi lasciarsi totalmente rapire, e continuare a suonare anche nell’aria, come mosso da un filo invisibile, da quella Musica che lo guida e che ha sempre trovato nei libri.
Ermal che si trasforma in una sorta di direttore d’orchestra guidando le nostre voci, in un coro che sale fino al cielo.
Ermal da solo con la sua voce, nel buio e nel silenzio, nel suo omaggio incantevole e commovente a Modugno, con Amara Terra Mia.
Ermal circondato da stelle, quelle stelle che non si vedono a New York, ma che brillavano intorno e sopra di lui, di noi.
Ermal e i suoi errori per cui deve pagare pegno e cantare qualcosa di più. Piccoli regali che dona al suo pubblico. E ci ha regalato davvero qualcosa di incantevole. I suoi omaggi a Cohen e Thom Yorke, con Hallelujah e Harrowdown sono stati talmente emozionanti che avevo gli occhi gonfi di lacrime (cosa successa anche per altri brani già citati. Quelli che sento più miei).
E poi le sue interpretazioni di brani scritti per altri artisti: “Era una vita che ti stavo aspettando” per Renga, e “Straordinario” per Chiara, dove ci ha fatto saltare come matti. Ed è stato bello lasciarsi andare nonostante la solitudine, nonostante la mia timidezza. Mi sono sentita viva.
La musica è davvero un balsamo per le ferite dell’anima. 
La mia anima spenta si è accesa di una nuova luce.
E io spero davvero di riuscire a cambiare le mie stelle, di dare una svolta a questa vita ormai senza senso, e di stare bene. Veramente bene.

Ermal e la sua straordinaria band (Dino Rubini, Marco Montanari, Roberto Pace, Andrea Vigentini e Emiliano Bassi sono davvero pazzeschi!), ci hanno regalato due ore di emozioni, energia, amore. Di sorrisi, di vita. Di bellezza.
Un Artista da seguire. Assolutamente.
Per me va ad aggiungersi ai miei artisti preferiti, insieme ai miei adorati folli, La Rua e Dardust.
Spero tantissimo di poter vivere di nuovo un’emozione sotto un suo palco. Magari questa volta non più da sola.

Due giovani hanno aperto il suo concerto: Katres e Cordio. Ammetto che mi ha colpita di più quest’ultimo. Ha davvero una bellissima voce e sono curiosa di saperne di più!

Grazie, Ermal.
Credo che un unico, immenso, Grazie racchiuda davvero tutto.

Se non lo avete ancora fatto, andate ad ascoltare le sue canzoni… più volte. Lasciatele entrare lentamente nella vostra anima, sapranno riempirla davvero di luce.

 

 

 

 

 

© foto e pensieri di Marta Peroni.

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