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» Diari di donne in panchina, Fiorella Carcereri

Mi vergogno un po’, lo ammetto.
Lasciare il blog per così tanto tempo mi fa sentire sempre un po’ in colpa. E non starò a giustificarmi troppo. Ognuno ha i suoi tempi, i suoi problemi, ma giuro che vorrei riuscire a donare più spazio a questa mia passione, a questa mia voglia di condividere pensieri e parole con altri.
Eppure di argomenti ne avrei tanti, ma mi manca il tempo e spesso l’ispirazione giusta, così come sovente arrivano problemi vari a bloccarmi, o gente a disturbarmi mentre scrivo facendomi poi perdere il filo del discorso!

 

Recensione (1)

 

Comunque eccomi di nuovo qui per parlare di libri. In particolare di una lettura conclusa nel giro di poche ore e che mi è stata gentilmente inviata dall’autrice stessa, che ringrazio. Sto parlando di una raccolta di racconti intitolata “Diari di donne in panchina” di Fiorella Carcereri edita da Arpeggio Libero.


Vengono descritte cinque storie, o meglio cinque stralci di diari intimi di donne che si sentono spesso “in panchina” che cercano, spesso in modo puramente masochistico, un amore in uomini che non possono donarne.

 

 

Ma quando vivi da troppi anni in una sorta di limbo, quando sei “la donna in panchina”, beh in tal caso cambiano le regole. A furia di non giocare la partita i tuoi muscoli si atrofizzano, mentre te ne stai semisdraiata sullo zerbino di casa sua, sempre più logoro e scomodo.

 

 

Cinque donne. Cinque uomini.
Figure apparentemente diverse per storie, età e contesti in cui vivono, ma accomunate da alcune caratteristiche ben specifiche.

Da un lato ci sono donne che vanno alla ricerca di un amore, perché si sentono sole, stanche, vuote. Donne che vogliono trovare un uomo capace di amarle dopo una delusione, dopo un matrimonio disastroso. Spesso si tratta di figure femminili che cercano la favola, che sognano, che si lasciano trasportare da sentimenti che, a mio avviso, le portano a non ragionare con la testa, ma solo con il cuore. Un cuore che spesso è offuscato dalle emozioni e, diciamolo, a volte ti fa compiere la scelta errata.
Donne che credono di amare un uomo, pur sapendo di sbagliare (perché magari costui è sposato, o le tratta come burattine, come giocattoli da manovrare liberamente). Questo le porta ad avere atteggiamenti di puro masochismo.

 

 

 

Nonostante le tonnellate di bugie e malgrado abbia visto la moglie, quest’uomo mi piace troppo e sono disposta a farmi dell’altro male pur di conoscerlo meglio.

 

 

Dall’altro lato ci sono uomini dipinti secondo un aspetto più primitivo e istintivo. Uomini che all’apparenza sembrano innocui e dolci, ma che poi si rivelano per la loro vera natura: fatta di bugie, desideri di vendetta verso l’universo femminile, o voglia di manipolare la “verginella” di turno al fine di portarla semplicemente a letto. Oppure uomini che sono troppo legati alla propria famiglia tanto da apparire molto bambinoni o “mammoni” e che non sono capaci di avere un atteggiamento maturo di fronte alla donna che dicono di volere. O che vivono la loro vita amando due donne, incapaci di lasciare la propria moglie e la vita che hanno costruito ma che, allo stesso tempo, non vogliono neanche lasciare andare l’altra donna, quella in panchina.

 

 

 

 

Paradossalmente, la donna in panchina non va mai in ferie. Non gioca mai la partita con la maglia da titolare ma, allo stesso tempo, non può permettersi assenze o distrazioni perché, anche tra le riserve, la concorrenza è spietata.

 

 

Paola e Arturo – Lo Scapolo. Una figura maschile molto attaccata alla famiglia, apparentemente buona, ma che in realtà non dimostra quella maturità e rispetto per la donna che dice di volere.

Ilaria e Fabio – Il Divorziato. Così pieno di odio e mosso da un desiderio di vendetta. Una storia nata sul web, che dà adito a dubbi, malintesi, e che si svela pian piano in una figura maschile capace di infliggere dolore alle donne, pur di vendicarsi. Ma quanto puoi dirti innamorata di una persona che conosci solo sul web?

Antonella e Gianluca. – Il Vedovo. Falso, bugiardo, manipolatore. Ammetto che ho “amato” Antonella e la sua vendetta. Ma ho provato molta tristezza per un’altra donna che dovrà fare i conti con una verità straziante.

Claudia e Stefano – Lo sposato farfallone. Uno schifo di persona davvero. Il tipico uomo che si crede chissà chi e vuole conquistare tutte, incurante dei sentimenti. Usa le parole senza pensare al vero significato e non accetta un no che si scontra con il suo ego.

Alessia e Riccardo – Lo sposato innamorato. Innamorato? Ma di chi? Alle volte devi correre il rischio di fare una scelta, per star bene tu, per far star bene le persone che ti amano.

 

Sì, caro Diario, mi sono fatta di nuovo fregare, stavolta in modo vergognosamente subdolo, da un soggetto all’apparenza innocuo, da un manipolatore di anime nella ricerca, vana, dell’Amore, quello sempre sognato e mai incontrato, quello che a noi, “generazione di mezzo”, hanno fatto credere esista e hanno raffigurato come un nobile cavaliere pronto ad issarci sul suo destriero per portarci verso lidi di felicità inimmaginabile. A volte, ci hanno detto, occorre cercarlo ostinatamente perché si presenta sotto mentite spoglie.

 

 

 

Devo essere sincera. A una prima lettura sono rimasta molto perplessa. Un po’ per lo stile che seppur sia sottoforma di diario non mi ha colpita particolarmente, un po’ per quelli che sono i sentimenti espressi da queste donne. Mi sono sembrati assurdi, a volte esagerati. Ero incredula. Mi appariva tutto davvero troppo. E poi si usa davvero il “ti amo” in modo troppo semplice, svilendo il valore importante di tali parole.

In un secondo momento però mi sono fermata a pensare. A riflettere. Ed è questo secondo me il punto fondamentale di questa raccolta: ti fa pensare. Ti fa riflettere sulle relazioni uomo-donna. Ti fa anche fare i conti con la debolezza delle donne, con le loro fragilità, ma anche con la forza che devono avere per uscire fuori dall’ennesima delusione. E allo stesso tempo ti invita a fermarti un attimo, a cercare di non buttarti subito in una relazione, ad aprire gli occhi di fronte a certi atteggiamenti strani, a non accettare sempre le bugie. Ti spinge a seguire più spesso quella vocina che ti invita, con insistenza, a bloccarti prima di compiere quel passo in più che potrebbe gettarti in un baratro senza fine. Quel sesto senso che molto spesso si cerca di zittire, e che invece era subito pronto a darti i primi segnali.

 

 

 

E, a quel punto, ho compreso che purtroppo non c’è nulla di esagerato. Sono scene che potrebbero essere reali. Racconti di donne, i loro pensieri che vengono riversati su un diario, su quella pagina bianca che spesso è una cara amica nei momenti di sconforto. Perché attraverso la scrittura possiamo riversare i nostri pensieri più intimi e trovare una sorta di valvola di sfogo, un modo per cercare anche di far luce sui nostri problemi.
Per me, buttare fuori i pensieri che ho nel cuore è un modo per riuscire a comprendermi maggiormente e affrontare, così, i miei dubbi, le mie incertezze. Uno stimolo per migliorarmi, un aiuto concreto.

In queste donne, purtroppo, mi sono un po’ rivista.
Non ho ovviamente intenzione di dire pubblicamente quello che ho dovuto affrontare, ma rileggendo le parole di Paola, Ilaria, Antonella, Claudia e Alessia, ci ho visto un po’ me e altre persone che conosco.
Con l’unica differenza, forse, che io mi sono fermata da sola prima di farmi veramente male.
Sono una sognatrice ma la vita mi ha portato diverse delusioni. Sia in amore sia in amicizia.
Cicatrici che sono rimaste impresse sul mio cuore e che mi hanno spinta a bloccarmi un po’, rintanandomi nel mio guscio, piena di paure. Quando ero molto giovane e sognavo il mio primo grande amore, ho trovato il mio Arturo, Fabio, Gianluca, Stefano e Riccardo. O forse un mix tra Fabio e Stefano, pur essendo libero e non sposato/divorziato. Quella persona che all’apparenza ti regala un fiume di complimenti, dice di amarti, quando è con te ti tratta così bene, e poi alle tue spalle fa i suoi porci comodi. Ti ferisce, umilia, tradisce e magari offende.
È l’ingenuità che spesso ti frega. Quella voglia di credere alla persona amata e non alle persone intorno, alle voci insistenti, a quel… sesto senso che ti mostrava i segnali evidenti. Ed è lì che anche io mi sono sentita molto masochista. Assurda. Mi sono sentita come Claudia, incapace di stare sola. Non volevo tornare da sola e così spesso mi facevo andare bene cose assurde, mentre dentro morivo ogni giorno un po’ di più.
Poi sono cresciuta. Sono diventata forse più cinica, più attenta. E dopotutto, questa brutta esperienza mi ha anche permesso di non fare un altro passo falso che mi sarebbe costato davvero caro.

 

 

 

Caro Diario, mi giungono le prime esalazioni nauseabonde di delusione. Eh sì, proprio quella roba là, che sa di tristi ricordi non ancora seppelliti, di cuore raggelato, di labbra tremule per lo stupore, di rabbia ferina, di voglia di spaccare la testa a qualcuno.  Non credevo mi sarebbe successo di nuovo così presto.

 

 

Leggere questi diari, mi ha fatto quindi rivivere momenti spiacevoli. Lo ammetto. Ma era una lettura che desideravo e che mi ha portata a riflettere.
Se da un lato ci sono donne “deboli” che credono così tanto di amare e che spesso pur di non stare sole sopportano, con masochismo, le bugie, le cattiverie, gli atteggiamenti assurdi degli uomini, dall’altro lato quest’ultimi sanno davvero essere crudeli. Non tutti, ovvio. Voglio sperare che ci siano ancora uomini capaci di amare e di comprendere. Capaci di non ferire l’altro. E in realtà ne conosco, per fortuna.
Ma alcuni “esemplari” ti lasciano davvero senza parole. Io resto allibita. Spiazzata ogni volta da quanta crudeltà possa esserci nell’animo umano.
Alcuni di loro sanno bene dove colpire. Prima cercano di conoscerti e quando hanno capito chi sei e come “conquistarti” per i loro fini, sanno usare le parole giuste.
Ed ecco che di fronte ai tuoi occhi arriva quella persona che sa comprenderti quando il resto del mondo non sa farlo, che trova le parole giuste, che passa ore ad ascoltare i tuoi problemi e spesso riesce a farti sorridere. Non sono esagerata, ve lo giuro. Ne ho conosciuti e so.
So quanto possano essere capaci di farti del male e non provare neanche un po’ di colpa. Anzi, spesso cercano di girare la frittata per fare sentire te, donna, in colpa. Perché in fondo non ti hanno puntato una pistola alla testa, potevi dire no, giusto? Eppure sanno manipolarti benissimo. Sanno usare così bene le parole, che ti ritrovi a provare tu quel senso di colpa e vedi in lui una persona stupenda quando in realtà dentro ha solo il marcio.

Per alcune donne spesso non è facile uscirne. Restano in quella situazione anche se fa male. Anche se in fondo sanno di sbagliare. Di passare più tempo a soffrire che star bene. Ma quando stanno insieme a lui stanno così bene, che è impossibile ragionare. Vogliono amarlo a tutti i costi. E sperano che un giorno quel “posto da titolare” nella sua vita diventi realtà.
Altre, forse perché hanno affrontato già situazioni simili, decidono di dare finalmente retta al proprio sesto senso e di fermarsi in tempo.

 

 

Dovrebbero vietarle, le favole!
Dovrebbero abolire per legge, le favole!
Dovrebbero dare l’ergastolo a chi le racconta ancora e torturare chi le sta ad ascoltare!

 

 

A me non piace fare recensioni essenziali, ormai lo sapete. Preferisco lasciare scorrere i miei pensieri, quelli che le letture, la musica, il teatro, o un film riescono a farmi sgorgare dal cuore.

Questa raccolta di racconti è consigliata per tutte quelle donne che hanno avuto incertezze o che hanno attraversato queste situazioni, o magari le stanno vivendo. Un modo per riflettere e cercare di uscire da una relazione sbagliata che può solo far del male. Capire cosa significa veramente Amare e soprattutto il RISPETTO.

Donne. Amare non significa soffrire. Non significa star male per un uomo. Accettare le sue bugie e le sue umiliazioni. Non significa restare con qualcuno solo perché si ha paura di star sole. Se quell’uomo sposato dice di amarvi ma allo stesso tempo non lascia sua moglie, significa che proprio innamorato non lo è (di entrambe, però!). Purtroppo alle volte può accadere di provare sentimenti per qualcuno già impegnato, ma ricordatevi che se qualcuno prova veramente amore farà di tutto per stare con voi. Non tradisce, lascia e poi va con la persona amata. È questa non è una favola, ma è la realtà dei fatti.
Non lasciatevi svilire. Non lasciatevi far del male. Non lasciatevi “violentare” le emozioni. Fatevi rispettare. Sempre.
Cercate anche di capire che spesso quello che provate magari non è vero amore, ma soltanto una sensazione piacevole ma non reale, che in quel momento vi fa sentire comprese, che vi fa star bene, ma è solo apparenza.

Non credete alle favole, vivete la realtà e aprite gli occhi.

A volte è meglio stare sole ma bene con se stesse, che stare per forza con qualcuno che in realtà ci fa stare solo male. Non dovete provare ad amare a tutti i costi.

Volete davvero restare donne in panchina, in attesa di giocare un posto da titolare nella vita dell’uomo che pensate di amare? E se quel momento non dovesse mai arrivare? Non vi va di lasciare il posto a una felicità vera? L’Amore è altro. Molto altro.

Ma potrebbe anche essere una lettura per gli uomini, per riflettere un po’ su quanto certi atteggiamenti siano sbagliati. A quegli uomini che – come dice anche l’autrice stessa – non si rispecchiano in questi atteggiamenti. Anche perché è pur vero che certi soggetti non capiranno mai quanto la loro anima sia putrida e marcia.

 

 


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Diari di donne in panchina, di Fiorella Carcereri
Editore: Arpeggio Libero
Pagine: 96
Prezzo: 10 euro

Voto: ♥♥♥/5

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