Riflessioni, Una Marchigiana a Torino

» #UnaMarchigianaaTorino: i miei (quasi) 9 mesi qui

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È da un po’ che non racconto più delle mie avventure a Torino.
Non so bene perché. Forse perché avevo altre cose da scrivere, forse perché rimandavo sempre. Oggi, però, volevo lasciare un attimo da parte i libri e concedermi uno spazio forse più personale. Chi ama scrivere, a volte, ha voglia anche di raccontarsi, o semplicemente far fluire i troppi pensieri che affaticano la mente.

Sono quasi 9 mesi che sono arrivata qui e avevo voglia di riflettere un po’.
Come vanno le cose? Mi sto integrando con questo “profondo e lontano” nord? Provo meno nostalgia?

E soprattutto, sono felice?

 

Domande complicate, in verità. Perché nella vita non è tutto bianco o tutto nero. Ci sono varie sfumature. Momenti sì e momenti no.
Ieri, ad esempio, è stato uno di quegli attimi di profonda difficoltà che mi hanno spinta a chiedermi: ma ho fatto davvero la scelta giusta?
È una questione che può far star male chi mi è vicino, lo so. Ma seppur io stia dimostrando una grande forza, mi sento molto molto fragile.

 

Ci si può ammalare di ricordi?

 

Sono una persona che ha sempre dovuto ponderare moltissimo sulle sue scelte. Riflettere, stabilire i pro e i contro, e poi decidere. Anche se ho sempre una gran difficoltà. Per una volta, invece, mi sono buttata. La domanda era semplice: voglio continuare questa storia? Sì. E allora vai. Perché la distanza non era più sopportabile e non volevo ripetere esperienze negative passate.

 

 

 

 

Come mi trovo a Torino?

Torino è una città che mi affascina molto, l’ho sempre detto. Ma pian piano mi sto accorgendo che tutto il mondo è paese. Ho sempre visto il nord come una parte dell’Italia più avanzata, o almeno è quello che ci vogliono sempre imporre, e se per alcune cose è effettivamente avanti, per altre mi sono ritrovata un po’ a ridere. Come l’organizzazione di alcuni eventi. Non sempre così riuscita, anzi. Ultimamente ci son state molte piccole delusioni e note stonate.
Torino però ha tutto, o comunque offre tantissime attività ed eventi che nella mia piccola Ascoli non potevo avere. Provo una maggior libertà qui, potendomi muovere facilmente con i mezzi – anche se a volte ti chiedi dove siano finiti autobus e tram – ma allo stesso tempo devo imparare a gestire meglio spazi e orari.
Una delle maggiori difficoltà che provo – ma è una questione prettamente personale – è vivere in città. Attualmente stiamo in un piccolo appartamento che si affaccia su un grande parcheggio. Potete capire bene che è un continuo di auto, rumori, polvere, e per chi vive sul piano rialzato non è affatto facile. Sento ogni discorso delle persone che si fermano proprio sotto le mie finestre, e in un certo senso non mi sento neanche libera di girare in casa con le finestre aperte. C’è meno privacy della campagna. Affacciandomi, poi, c’è un bellissimo palazzone che quasi mi impedisce la visione del cielo. Ecco, non è così facile per una persona che viene dalla campagna e che ogni volta che apriva la finestra vedeva tanto verde: le sue montagne e colline tanto amate. E si godeva il silenzio, interrotto solo dai suoni della natura, degli uccelli o al massimo del gallo.
E lo so, che è normale. Ma, dopo nove mesi, devo ammettere che ancora non riesco ad abituarmi a tutto ciò.
A volte mi sento soffocare.
E ammetto che sopporto anche molto meno il caldo. Forse anche perché qui siamo più chiusi, c’è l’asfalto, e il simpaticissimo smog. Problemi di ogni città, chiaro. Infatti non sono contro Torino, questo spero sia chiaro.

Da settembre, comunque, dovremo pensare a una soluzione diversa. E… rullo di tamburi: io odio prendere decisioni importanti. E ora come ora non so come fare. Da un lato vorrei allontanarmi dal centro, per andare in qualche luogo più “aperto”, più calmo, più lontano dal caos cittadino. Dall’altro non vorrei spingermi troppo lontano, perché non guidando – e visto che ne ho il terrore, farlo in una città simile, mi getta ancora più nel panico – devo muovermi con i mezzi e non voglio perdermi troppe cose, ritrovandomi come in passato (vivevo in un paesino dove se la sera devi uscire, devi per forza muoverti in macchina).
Ahhh, quanto odio scegliere.

 

 

 

 

Come va con la nostalgia?

Non benissimo. Ci sono momenti in cui la nostalgia di casa si fa molto forte, che vorrei prendere il primo treno e tornare giù, pur sapendo che per alcuni versi a casa non stavo bene e mi sentivo soffocare per motivi diversi. Però mi accorgo sempre più che vivere distanti dai propri affetti non è facile. Perché non puoi sempre correre giù quando ti pare, e per forza di cose sei costretta a perdere anche eventi importanti. Come il saggio di danza di tua nipote, ad esempio. Uno dei momenti in cui cercavo sempre di esserci e, invece, quest’anno l’ho potuto vivere solo attraverso dei video. O pranzi e cene condivisi con tutta la famiglia. O l’affetto delle mie gattine adorate. O quel concerto speciale che qui è molto più difficile vivere – essendo un gruppo delle mie zone che ancora, purtroppo, non ha questo gran successo (anche se, dita incrociate, potrei rivederli presto) -. Sono tutte piccole cose che fanno un po’ male.

Ci sono momenti in cui avresti quella voglia assurda di sdraiarti sul letto con la tua gattina di fianco, o magari trascorrere del tempo con tua madre, ad esempio. O anche con altri membri della tua famiglia. Perché sì, sono sempre più consapevole che la distanza se da un lato fa male, dall’altro ti aiuta con i rapporti. Giù, c’erano spesso litigi. Ora ho un rapporto diverso, forse migliore. E capisco molto di più che in realtà, anche se non sono sempre – o meglio quasi mai – capace di dimostrare il mio affetto, io voglio molto bene alla mia famiglia.

È difficile. Perché se anche qui hai molta libertà, e comunque ci sono molti aspetti che ti rendono felice, è complicato non vedere luoghi e persone con le quali sei cresciuta. A volte ti senti ancor di più la pecora nera… Anche se poi, con piccoli gesti, cerchi di far capire che anche se distante, ci sei.

Faccio ancora fatica a guardare l’album delle foto, lo ammetto. Le lacrime vengono giù velocemente, ma poi ricordo quanto mi sentivo stretta in un mondo distante da me. Anche se era la mia città, Ascoli – o meglio gli ascolani – mi soffocavano.

Dite che troverò mai veramente il posto giusto per me?

 

 

 

 

Nuove idee, se non perdo la costanza!

Sto pensando a una cosa carina che potrebbe anche farmi bene. Visto che ho la tendenza a focalizzarmi sugli aspetti negativi, senza riuscire a concentrarmi su quelli positivi, pensavo di raccogliere alla fine di ogni mese le cose belle che ho vissuto. Una sorta di raccolta della bellezza, da fissare, non perdere, e tornare a leggere ogni volta che quella nuvoletta oscura torna a cancellare ogni traccia di luce. Senza un numero preciso.
Se riesco potrei creare – vai con il secondo tentativo – una newsletter dove condividere tutto ciò. Ci devo pensare bene, perché non voglio perdere tale costanza (e la prima volta non è andata così bene). Altrimenti, lo posterò qui.

Intanto inizio subito, con una sorta di riepilogo di questi mesi.
Magari scorrere le cose belle, mi permetterà di allontanare da me la negatività che sento. Poi giuro che smetto con questo papiro infinito.


 

Ottobre 2018

  • Reggia di Venaria in notturna: dovrò tornare a vederla, perché c’era troppa gente. Ma è stato bello.
  • Palazzina di Caccia di Stupinigi: meravigliosa. Mi ha colpito tantissimo.
  • Balon e Gran Balon: un salto ce lo facciamo sempre, impossibile per noi resistere alla ricerca di libri.

 

 

 

Novembre 2018

 

  • CioccolaTò: cioccolato, io? Nooo, non lo mangio mai.
  • Lucca Comics: prima esperienza. Complicata, ma non male.
  • Cappella della Sacra Sindone
  • Pub Parsifal: questo lo inserisco perché era proprio un bel posto e ho bevuto 7 birre (se non ricordo male) di tutti i tipi (ovviamente piccine).
  • Musical: Peter Pan -> Bello, bello!
  • Luis Sepùlveda: un incontro con questo scrittore. Davvero interessante!
  • Teatro: Shakespeare in Love -> Bellissimo!
  • MiagolaCaffè: ho fatto più di un salto in questi luoghi. Gatti e caffè. Dovrei tornarci presto!
  • Riprese di un film con Morelli e De Luigi: scoperti per caso, ma è stato bello vedere come girano un film.
  • Una mole tutta illuminata: vista per caso in un momento in cui stavo un po’ giù. Ha acceso il mio cuore di magia.

 

 

 

Dicembre 2018

 

 

  • Babbo Natale in forma: un’esperienza nuova, di solidarietà. Mi sono commossa nel vedere quei piccini malati dalle finestre dell’ospedale, incantati e sorpresi di fronte a tutti quei babbi natale e supereroi che scendevano a salutarli.
  • MAO: Museo d’arte orientale. Davvero interessante, soprattutto la parte giapponese!
  • Matrimonio in Sicilia: il primo volo insieme ad assistere a un grande amore di due amici che adoro. Magico.
  • Ritorno a casa, Natale in famiglia. Il primo ritorno. Un po’ di respiro, di calore. Di voglia di riabbracciare le persone care.
  • Capodanno d’amore, noi due soli. A volte non servono grandi cose. Basta una cena a lume di candela con il tuo amato, e tutto diventa meraviglioso.
  • Mercatini e luci di natale: anche se sono un po’ Grinch, ho ritrovato un po’ di magia.

 

 

 

Gennaio 2019

 

 

  • Museo del Risorgimento Italiano – Palazzo Carignano: un museo davvero interessante, nel palazzo forse più bello di Torino.
  • Mercatino antiquariato Asti – Mostra Chagall: un salto alla ricerca di libri e poi a una mostra nuova per me.
  • Mostra Sandy Skoglund. Visioni Ibride: una mostra fotografica molto molto carina.
  • Alla ricerca della Street Art: passeggiate in solitaria, alla ricerca di una forma d’arte che amo. Dovrò riprendere il mio percorso perché Torino ne ha molta molta di più, tutta da scoprire e ammirare.

 

 

 

Febbraio 2019

 

 

  • Inizio collaborazione lavorativa. Dopo diversi mesi in cui mi sentivo un peso, trovare questo piccolo lavoro mi ha aiutata a star meglio.
  • Giro per Corso Francia: Casa Fenoglio, Palazzo con i Draghi, Parco della Tesoriera -> uno dei miei giri in solitaria per la città. Quelle passeggiate che fanno bene al cuore.
  • Concerto dei Negramaro: da quanto lo sognavo? Troppo, troppo tempo. Concerto stupendo, a pochi metri dal palco!

 

 

Marzo 2019

 

 

  • Torino incontra il mondo: un evento particolare e molto bello a Lingotto Fiere. Un mix di culture diverse. Magari non un’ottima organizzazione, ma mi è piaciuto.
  • Ritorno a casa: compleanno nonnino! Una delle giornate più belle. A casa, in famiglia, a festeggiare un uomo che amo, con accanto un altro uomo che amo.
  • Concerto Ermal Meta: a teatro. Pura magia.

 

 

 

Aprile 2019

 

  • Incontro con Gordon alla Mondadori: scoprire un ragazzo davvero simpatico e profondo, e fare un regalo speciale a una cara amica.
  • Palazzo Madama e Mostra McCurry: Leggere –> Amo, amo le fotografie di McCurry. Non potevo perderlo!
  • Pasqua con la famiglia di Ale: in mezzo alla mia seconda famiglia. Con due bimbe adorabili.
  • Salto a Bologna con i miei: Bologna è sempre bellissima. Un salto veloce che però ha regalato emozioni al cuore.
  • Ritorno a casa: mare, relax, famiglia. Nonostante il tempo cattivo, e qualche problema, avevo bisogno di tornare un po’ nella mia campagna.

 

Maggio 2019

 

  • BLUE il Musical: uno spettacolo totalmente improvvisato. Mi ha stupito, mi ha fatto ridere, sono meravigliosi!
  • Salone del Libro: un sogno che si avvera. Tre giorni in mezzo a una moltitudine di libri. Acquisti pazzi, incontri importanti. Tanta bellezza e gioia.
  • La partita del cuore: avrei tanto voluto vedere un artista per me importante, ma è stato bello partecipare a un altro evento solidale.

 

 

 

Giugno 2019

 

  • Compleanno amore mio: perché lui resta una delle persone più importanti della mia vita. Ed io voglio renderlo felice.
  • Salone del Caffè: insieme al cioccolato cosa ama Marta? Ma il caffè! E se è gratis, che fai non lo prendi?
  • Incontro con Alberto Angela: un altro sogno realizzato. Nonostante la pioggia e il nervoso, alla fine, sentirlo parlare è stato così bello che il mio umore è cambiato. Lo ascolterei parlare per ore. Che uomo!
  • Salone dell’Auto: macchine al Valentino! Magari non sono proprio il mio interesse più grande, ma è stato comunque un bell’evento.
  • La festa della Musica: non organizzato bene. Purtroppo hanno messo troppo vicini due artisti con musica del tutto differente, quindi era molto complicato ascoltare bene. Però ho anche scoperto un gruppo davvero, davvero, interessante: i The Gamblers!
  • Festa di San Giovanni – Farò, sfilata: piaciuta per certi versi, odiata per altri. Nonostante il gran caldo è stato bello poter vedere il ballo risorgimentale, la sfilata storica, e il farò con la caduta del toro. Mentre i droni non mi hanno entusiasmata per nulla. Anche qui, altra nota stonatissima dal punto di vista dell’organizzazione!
  • Concerto Dardust: tornare alla sua musica è come tornare a casa. Mi sono commossa, era come non essere più a Torino, ma in tutti quei luoghi in cui sono stata seguendo il suo percorso. Dardust è sempre pura magia.
  • Sale san Giovanni e campi di lavanda: altra fatica, altra giornata piena di sole e caldo, ma… alla fine, ne è valsa la pena. Adoro la lavanda, e sognavo da tempo di vedere uno di questi campi. Bellissimi.

 

 

 

Note ed eventuali: Tante letture, nuovi libri (anche molte collaborazioni con Case Editrici, per mia scelta ma anche per loro proposte!), e tanto cinema.

 

 

Torno presto a parlarvi delle mie avventure a Torino. Voglio ritrovare quella voglia di scoprire la città – caldo permettendo – e di muovere i miei passi verso una serenità che merito.

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