Libri, Una Marchigiana a Torino

» Aspettando il Salone: presentazione del libro “Lungo petalo di mare” di Isabel Allende

Blog - Post Generali (1)

 

Continuano gli incontri con gli autori a Torino nel programma di Aspettando il Salone, e io ho avuto la possibilità di assistere anche alla presentazione dell’ultimo libro di Isabel Allende: “Lungo petalo di mare”, pubblicato da Feltrinelli.
Cerco di condividere con voi, lettori del mio blog, anche questo resoconto della serata.

L’incontro si è tenuto presso Nuvola Lavazza. Isabel Allende in dialogo con Rosella Postorino ci ha raccontato un po’ del suo ultimo lavoro, ma anche qualche aneddoto della sua vita personale, dall’amore all’inizio della sua carriera come scrittrice, senza tralasciare la situazione attuale e quella del “suo” Cile.

 

 

 

 

 

hdrIl libro: Lungo petalo di mare.

L’ultimo romanzo di Isabel Allende racchiude al suo interno una storia di umanità, di poesia, di memoria collettiva, di donne forti, d’amore, ma anche e soprattutto di rifugiati. È uno di quei libri, come dice anche la Postorino, che racchiude la forza della letteratura: la capacità di creare una sorta di stordimento perché pur essendo ambientato nel secolo scorso (nel 1939), sembra parlare anche del nostro tempo, della realtà in cui viviamo.

Lungo petalo di mare nasce da una storia vera, quella di un amico della Allende, Victor Pey – omaggiato nel protagonista del romanzo Victor Dalmau -. L’autrice dice di aver conosciuto la storia del Winnipeg – questa nave che nel 1939 trasportò i rifugiati spagnoli in Cile, per scappare dal Regime di Franco – quando anche lei era un esiliata in Venezuela. La conosce quindi da 40 anni, ma ha deciso di parlarne solo oggi, perché la parola rifugiato, richiedente asilo, la sentiamo molto forte in questi tempi.

Grazie all’amicizia con Victor ha potuto conoscere molti dettagli che non vengono narrati nei libri di storia: da quel che mangiavano, alle sofferenze causate dal freddo, dalla distanza, al terrore. Con lui ha tenuto una corrispondenza fino al suo ultimo giorno di vita: Victor morì sei giorni prima che lei potesse inviargli il manoscritto, all’età di 103 anni!

Nel romanzo, quindi, si parla di questi rifugiati spagnoli che scappano dalla guerra civile in Spagna e dalla vittoria di Franco. C’è questa corrispondenza con il nostro presente, anche pensando al fatto che cercarono di fuggire in Francia, ma quest’ultima chiuse le frontiere e li lasciò in dei campi di concentramento dove morirono in tanti, con condizioni igieniche pessime.
Grazie all’iniziativa di Pablo Neruda arrivano in Cile, ma anche qui non è facile.

In Cile c’era, infatti, una retorica della destra della Chiesa Cattolica che era contro i rifugiati: visti come comunisti, anarchici, atei, violentatori di suore, ladri di chiese… era molto ostile; al contrario la popolazione li accolse a braccia aperte. La differenza tra i rifugiati del 1939 e quelli di oggi, è che i primi riuscirono a inserirsi nella società cilena, vennero integrati, oggi no, è molto più complicato.
I discendenti di quei rifugiati sono musicisti, scrittori, artisti, filosofi, scienziati e l’apporto che diedero al Cile fu enorme.

 

 

Isabel_Allende_2
© Marta Peroni – Una Valigia Ricca di Sogni

 

 

 

 

Cile.

È anche un romanzo sull’identità spezzata, frammentata, sullo sradicamento.
Questo è un problema delle persone che sono costrette a fuggire dalla propria terra e cercare di affondare nuove radici da un’altra parte, e se non ci si riesce, ci si sente in qualche modo spezzati, frammentati, privi di una qualche radice.

Isabel non ha radici fisiche da nessuna parte. Nata in Perù, ha vissuto pochi anni in Cile e oggi vive negli Stati Uniti. Non sa perché si senta Cilena, ma ogni volta che glielo domandano, lei risponde che è Cilena. Forse perché il Cile ha un magnetismo speciale. Anche oggi che sta vivendo un momento difficile ha ancora questo fascino. Molte persone che arrivano in Cile, poi ci restano.
I passeggeri del Winnipeg erano stati avvisati di stare attenti alle donne cilene, perché erano molto autoritarie e seducenti.

Disuguaglianza.

Il Cile secondo le statistiche – fino a poco tempo fa –  è stato visto come un paese molto prospero e stabile dal punto di vista economico e politico, ma non riflettevano la forte disuguaglianza economica e di opportunità. Il paese è in mano a poche persone che detengono quasi tutto il potere economico e politico. Rimane ben poco agli altri.
Quello che sta accadendo oggi nel paese non ha una ragione ideologica o politica, bensì è una rivolta popolare spinta dalla rabbia. Ciò si verifica un po’ in tutto il mondo. Sono rivolte mosse dai giovani.

 

 

Il mondo deve cambiare.

 

 

Il sistema economico attuale non funziona. E lo stanno chiedendo da tante parti.

La Allende prende a riferimento le Rivoluzioni Francese e Russa, che sono nate proprio da questo concetto di disuguaglianza: se tutti sono poveri la situazione si può controllare, ma se pochi hanno tutto e molti non hanno nulla, allora è facile che possano scoppiare rivoluzioni.

La Storia si ripete. – Nel romanzo si può fuggire da una dittatura per ritrovarsi davanti a un’altra dittatura.

Memoria collettiva.

 

Per uno scrittore è meraviglioso poter frugare nella storia e trarre il riflesso del presente.

 

 

 

Possiamo studiare il nostro presente tenendo memoria del nostro passato.

 

 

 

Isabel_Allende
© Marta Peroni – Una Valigia Ricca di Sogni

 

 

 

 

Amore.

Spesso le chiedono: come è innamorarsi alla tua età?
La sua risposta è che innamorarsi alla sua età è uguale a quando ti innamori a 18 anni, ma con una sensazione di urgenza, non hai più tempo per pensare alla gelosia, alle piccolezze, alle meschinità.

Ha conosciuto l’ultimo amore a 72 anni, dopo aver divorziato dal marito precedente, e pensò di trascorrere il resto della sua vita senza un uomo al suo fianco. Comprò una casa piccola, da condividere con il suo cane, però un signore vedovo di New York – Roger – la sentì parlare in radio e iniziò a scriverle ogni giorno, di mattina e di sera, per 5 mesi. Quando si trovò a New York per un impegno, decise di conoscerlo, e durante un pranzo, mise subito in chiaro di non aver tempo da perdere, e di spiegarle immediatamente le sue intenzioni. Pensava che sarebbe fuggito, ma invece è rimasto.

 

 

 

“Un consiglio alle donne: prendete l’iniziativa, attacco frontale!”

 

 

Il risultato di questo attacco frontale, fu che lui vendette la sua casa, regalò le sue cose, e andò a vivere con lei con due biciclette e i vestiti (che lei buttò perché brutti e antiquati). Le cose sono andate molto bene nei successivi mesi e quindi si sono sposati.

I suoi romanzi parlano moltissimo d’amore, e in questo si parla di amore in molte sfaccettature.
Per Isabel Allende in amore il segreto per una buona relazione sta nel rinnovarsi, nel riscoprirsi continuamente, in un amore capace di rinascere.

Donne.

Le donne nei suoi romanzi sono sempre personaggi molto forti.
La protagonista, Roser, è una donna che ha subito molte cose burrascose dalla vita: abbandonata da bambina, cresciuta nella povertà, affronta la guerra, perde l’uomo che ama, e tutto ciò crea in lei una grande forza, una resistenza.
In contrasto, Ofelia nasce nel privilegio, in una classe sociale alta, ha accesso a tutto, e questo fa sì che non si formi in lei questa forza, questa resistenza che ha Roser. Ofelia e sua madre sono vittime del patriarcato.

Tra il 1936 al 1939 nella Spagna Repubblicana c’è un cambiamento, una parte della società rifiuta l’ideologia della Chiesa Cattolica e della classe privilegiata, quindi le donne miliziane avevano affrontato di tutto e sono più emancipate di quelle altolocate.

 

 

 

Isabel_Allende_3
© Marta Peroni – Una Valigia Ricca di Sogni

 

 

 

 

 

 


Pablo Neruda.

Il titolo del romanzo deriva da un verso di una poesia di Neruda che descrive il Cile come “un Lungo petalo di mare, vino e neve”. Questa storia non poteva essere scritta senza Neruda. Amava la Spagna, aveva amici spagnoli e fu sua l’idea di noleggiare una nave, chiedere al governo del Cile di appoggiarlo, selezionare i vari rifugiati e riuscire a portarli in Cile.

Alla fine dell’incontro, la Allende ci rivela un aneddoto con Neruda.
Lui era un vincitore del Premio Nobel e lei una giovane reporter cilena, anche se lei si riteneva la migliore del paese. Fu invitata a casa di Neruda, pensando di poterlo intervistare. Alla fine del pranzo, però, Neruda le disse che non ci sarebbe stata nessuna intervista perché per lui lei era la peggiore giornalista del paese: non era obiettiva, poneva sempre al centro se stessa, inventava storie, e questi sono difetti nel giornalismo ma potrebbero essere virtù nella letteratura. Ed è lì che la spinse a orientarsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

[N.B.] Le foto sono di mia proprietà. Si prega di non utilizzarle, se non con un’opportuna citazione al mio nome e mio blog. Grazie. © Marta Peroni – Una Valigia Ricca di Sogni

Pubblicità

3 pensieri su “» Aspettando il Salone: presentazione del libro “Lungo petalo di mare” di Isabel Allende”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.