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» La lettrice di tarocchi, di Jeanne Kalogridis – Recensione

Recensione (1)

Prima di iniziare con l’articolo, volevo lasciarvi il link alla mia ultima recensione scritta per il sito Letsbook.org: vi parlo di Efemeridi, di Cesare Catà, un libro che ho profondamente amato e consiglio a tutti gli amanti della letteratura moderna.

 

Oggi, invece, torno sul blog per parlarvi dell’ultimo romanzo letto: La lettrice di Tarocchi, di Jeanne Kalogridis. 
È un’autrice di cui ho letto molto, ma non tutto, in passato, e che amo moltissimo per due motivi: per lo stile, tra i miei preferiti, ma anche per la sua voglia di far emergere le figure femminili, traendole spesso dalla storia rinascimentale italiana. Di lei ho letto, “I diari della famiglia Dracula”, “Il labirinto delle streghe”, “L’enigma della Gioconda” e “La regina Maledetta”. Tutte letture che avevo apprezzato moltissimo anni fa. Nella mia libreria restava un solo titolo: La lettrice di tarocchi e, complice una challenge – #unannoconlastoria – sui romanzi storici su Instagram, ho deciso di recuperarlo.

Però… o sono cresciuta e cambiata io, o questo libro non arriva per nulla alla bellezza degli altri. E mi dispiace molto dirlo. Quando un’autrice che ami ti delude un po’, non è facile.

Comunque ora ve ne parlo e spiego anche i motivi per cui non mi ha convinta del tutto.

 

Non posso dimenticare l’espressione di Caterina in quell’istante: trionfante, sublime, assolutamente viva. Fino a quel momento non le avevo creduto del tutto quando affermava d’esser nata per comandare truppe in battaglia, ma la prova era là, nelle grida d’esultanza dei soldati, nella pura e semplice gioia che illuminava il volto della mia signora.

 

hdrIl romanzo storico si apre nella Rocca di Ravaldino, nel dicembre del 1499. Caterina Sforza chiusa nella sua fortezza apprende dell’arrivo del Valentino, Cesare Borgia, che dopo aver preso Imola, si volge verso Forlì. Insieme a lei, c’è Dea, la sua dama di compagnia, voce narrante della storia, che inizia a ricordare il loro percorso.

C’è quindi un ritorno al passato. Andiamo a Milano, presso la corte degli Sforza, guidata dal violento Duca Galeazzo Maria Sforza, padre di Caterina, e si ripercorre pian piano tutta la storia della donna dalla sua vita a Milano, ai suoi matrimoni, dal soggiorno a Roma, a quello di Forlì ed Imola. Tutto è narrato dalla voce di Almadea, Dea, che resterà quasi sempre al fianco della sua Signora.
Dea è una ragazza orfana che gli Sforza hanno adottato, e che scopre ben presto di avere un dono particolare: quando posa le mani sui tarocchi, sente una strana sensazione di calore, ed è come se fosse sempre stata capace di leggere quelle carte. Dea legge il futuro a diversi uomini della Storia, da Galeazzo Maria Sforza, a Lorenzo de Medici, ma anche alla stessa Caterina, alla quale, ben presto si scoprirà strettamente legata. Due Trionfi in particolare compaiono spesso: l’Impiccato e la Torre, carte foriere di presagi, di sacrifici, di cadute, di scelte da prendere.
È un lungo percorso che ci riporterà di nuovo all’incipit del romanzo. Alle loro storie s’intrecceranno anche altre figure storiche realmente esistite: i Medici, i Borgia, i Riario, gli Orsi, Niccolò Machiavelli, Marsilio Ficino, catapultandoci totalmente in quei mondi rinascimentali, fatti di intrighi, di feste, di assassini, di vendette, di sangue… Un mondo che per certi versi affascina, per altri spaventa.

Alla storia, eventi realmente accaduti, s’intreccia anche qui una componente magica, esoterica, mistica, che si lega soprattutto alla figura di Dea, vera protagonista del romanzo. Un elemento che, personalmente, amo moltissimo, ma che a mio avviso, in questo caso non è sapientemente inserito. Soprattutto riguardo alla figura di quest’Angelo che risulta alla fine un po’ inutile, rimane un po’ in sospeso, o comunque a me non ha detto poi molto. Mentre, per quanto riguarda la lettura dei tarocchi, ne sono rimasta come sempre molto affascinata.

I due punti che caratterizzano i romanzi storici della Kalogridis infatti sono questi: da un lato si focalizza sulla figura della Donna, donandole uno spessore che soprattutto in quei periodi non ha veramente mai avuto. Donne forti, coraggiose e passionali che sono esistite realmente nella grande Storia, soprattutto nel Rinascimento Italiano, epoca che ha preso in considerazione e che tenta di ricostruire in maniera più o meno fedele. Dall’altra l’esistenza di una componente magica, esoterica, un elemento soprannaturale per costruire un intreccio più particolare e in taluni casi avvincente.

Questi due elementi li ritroviamo anche in questo romanzo, ma a mio avviso ci sono alcune cose che non vanno. Innanzitutto la figura di Caterina Sforza appare molto spesso in secondo piano, rispetto a Dea. In fondo, noi vediamo tutto dalla visione di quest’ultima, che racconta delle scelte – spesso inopportune – della sua Signora, e che mostra questa donna molto forte, coraggiosa, che non si arrende così facilmente, e che ama moltissimo il combattimento – ponendosi molte volte in prima linea con armi e armature -. Una donna che non si abbassa al potere degli uomini, che combatte fino alla fine, anche quando sa che la situazione è pessima. Tutto ciò, in verità, traspare… ma da un lato sarebbe stato meglio forse sentire la voce stessa di Caterina in modo da… “far stupire il mondo”.

Dall’altro, come dicevo, l’elemento magico/esoterico non mi ha colpita più di tanto, mi aspettavo qualcosa di diverso forse, un utilizzo più presente dei tarocchi, lasciando da parte l’immagine dell’Angelo.

Resta però la bellezza dello stile, molto descrittivo: la Kalogridis si sofferma anche molto sulla descrizione degli abiti; se da un lato può risultare eccessivo, dall’altro per me aiuta ancor di più ad accedere totalmente a quel mondo lontano, ma sempre affascinante. Mi piace molto poi questa voglia di porre in luce le figure femminili, che non si abbassano sempre al potere degli uomini, ma sono capaci di sollevare la testa, e dimostrare che non sono da meno.

Se però siete alla ricerca di un libro dove la Storia è perfettamente raccontata, vi freno un attimo. Si vede bene la ricerca effettuata, ma molte parti e personaggi mancano – andando poi a far ricerche -, quindi questo può essere un primo approccio al tema, da arricchire poi in seguito con volumi più sicuri e approfonditi. È una lettura piacevole e scorrevole, un bel romanzo da leggere senza troppe pretese. Molti eventi sono realmente accaduti, altri sono infarciti di un tocco di fantasia e passione – son sincera le scene di sesso in certi casi potevano essere eliminate -, ma ci sono anche episodi che prendono vita dalle leggende: come quando Caterina solleva le gonne, mostrando il suo sesso agli Orsi che minacciano di ucciderle i figli, e dice “fate pure! Non vedete, idioti, che ho i mezzi per farne altri?”.
(Che donna!).

 

Di Caterina però ho letto che si occupò anche di alchimia, erboristeria, medicina e cosmetica, creando anche un vero e proprio ricettario di bellezza. Ecco, tutto questo manca nel libro, mentre io lo avrei trovato davvero interessante. Ma del resto, nelle vicende è assente tutto il periodo dopo la caduta nelle mani di Cesare Borgia (c’è una postfazione nella quale si spiegano gli eventi successivi). E anche la sua vendetta sanguinaria – non essendo presente tutta la parte del suo secondo matrimonio con Giacomo Feo.

Insomma, alla fine, è stata una lettura tra alti e bassi: in alcuni momenti ho trovato molta bellezza, mi sono sentita più coinvolta, per altri aspetti ho provato noia e una sorta di fastidio e delusione. Non è un libro da buttare, però. Io la Kalogridis la consiglio lo stesso, anche se in questo caso non è riuscita a convincermi in maniera totale.

Se cercate comunque una lettura “leggera” sull’Italia del Rinascimento, potete leggerlo – anche se vi consiglio di più gli altri suoi romanzi -, per poi – però – approfondire la figura di Caterina Sforza con altri libri più precisi storicamente parlando.

 

Fa paura vedere persone ignoranti e superstiziose sedute nelle sale del governo.

 


la_lettrice_di_tarocchi
La lettrice di tarocchi,
di Jeanne Kalogridis
Casa editrice: TEA (dal catalogo Longanesi)
Traduzione di: Adria Tissoni
Pagine: 496
Prezzo: 10 euro
Anno di pubblicazione: 2014

Voto: ♥♥♥.5

2 pensieri su “» La lettrice di tarocchi, di Jeanne Kalogridis – Recensione”

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