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» Monstress Volume Quattro. La Prescelta, di Marjorie Liu e Sana Takeda – Recensione

Recensione (14)

Siamo giunti all’ultimo volume della serie Monstress – La Presceltapubblicato in Italia da Mondadori Oscar Vault, che mi ha lasciata con molti dubbi e mi è piaciuto meno dei precedenti – pur apprezzandolo per molti aspetti! -.
Cercherò, come sempre, di parlarne con attenzione, e condividerò le mie personali riflessioni sul motivo per cui non mi ha convinto completamente – pur donandogli un buon voto, soprattutto per i disegni che per me restano meravigliosi! -.

 

Il sangue è potere!

4.1Nel precedente volume il finale lasciava senza fiato, soprattutto per la sorte di uno dei personaggi principali al quale è impossibile non affezionarsi: Kippa.
La mezza-volpe è stata rapita per essere portata incolume da un misterioso Dottore. Alla sua ricerca partono Maika e Corvin, attraversando città colpite da una follia disumana, a causa di un fatto terribile – ma fortunatamente bloccato – accaduto nel Volume Tre. Uno squarcio tra le due realtà ha permesso a uno dei Vecchi Dei di accedere nel Mondo Conosciuto, e l’umanità sembra essere impazzita. Assistiamo, impotenti, all’emergere di anime assetate di violenza e di sangue, razze che fino a poco fa erano amiche, che si annientano.
Si tratta di una follia che porta a un impulso incontrollabile di uccidere e nutrirsi, a un totale squilibrio mentale, a forme di cannibalismo.

In verità questo quarto volume si apre con una dolcissima Kippa neonata, che sembra attirare sin da subito l’interesse di questo Dottore. Si traccia, già, un ruolo importante di questo personaggio, dominata da una strana luce che illumina i suoi occhi. È un capitolo dove non va solo avanti la storia di Maika e della sua famiglia, ma anche Kippa cresce, e da piccola bambina innocente desiderosa di protezione, cerca di farsi coraggio e affrontare i problemi con le sue forze, con la sua luce interiore. E percorrendo la sua strada, incontra anche un’antica creatura, affascinante, e che a me ha ricordato molto un drago: un Dracul, che solo Kippa sembra poter comprendere.

 

La disperazione costringe anche le anime più pie a uscire dalla propria pelle e a dimenticare quanto hanno di più caro.

 

Intanto Maika continua la ricerca della piccola amica, e verrà interrotta da un misterioso personaggio che in verità appare sempre in maniera celata anche nei precedenti volumi: il fantomatico Dottore, che si rivelerà essere una persona a lei fin troppo vicina, uniti da un legame molto forte, e la porterà con sé presso la Corte del Sangue.

S’introduce quindi una terza Corte, oltre a quella del Crepuscolo e dell’Alba – che tramite un’unione importante suggellano un legame anche politico – e alla Federazione Umana. Una corte apparentemente nascosta, che si basa sul potere del Sangue. L’introduzione di questo personaggio ci aiuta a rispondere a molte domande, ma… ne crea anche altre. Questo avviene soprattutto nel finale, che ancora una volta, lascia con tanti dubbi e la volontà di proseguire nella lettura, per capire chi siano certi personaggi, cosa celino altri, e comprendere meglio non solo il passato di Maika, ma anche quello del Monstrum a lei collegato, Zinn.
Anche Ren, il gatto nekomancer, si rivela per quello che è veramente. Se prima mostrava un grande ambiguità, qui finalmente si comprendono i suoi atteggiamenti e le sue azioni.

 

Fidati solo di chi versa il suo sangue per te.

4.5Può essere considerato un volume di transizione, un po’ come il primo era molto introduttivo, che apre e porta alla Guerra ormai praticamente scoppiata. Tutti i potenti vogliono questo conflitto, un nuovo scontro tra le Razze, ma solo Maika sembra comprendere che c’è un pericolo molto più grande contro cui combattere: il possibile arrivo di altri Vecchi Dei nel Mondo Conosciuto, che in verità in alcune forme sono già in mezzo a loro – oltre a quello a lei legato -. Questi esseri diabolici, possono spingere alla follia e al cannibalismo, alla distruzione dell’intera realtà in cui vivono.
Ma Maika non deve combattere solo con il mondo esterno, ma anche con il suo io interiore, con il pericolo sempre più evidente di perdere davvero la sua umanità, con la fame insaziabile che la spinge a voler sempre più carne umana.

Il finale lascia di nuovo senza parole. Avviene qualcosa di molto importante e pericoloso, e ci sono dettagli che incutono un po’ di timore per la vita di personaggi che pian pian stai imparando ad amare.

In sostanza cosa ne penso di questo quarto volume?
Come dicevo da principio, mi è piaciuto meno degli altri, perché purtroppo l’ho trovato ancor più confusionario dei precedenti. Se da un lato ci sono alcune risposte molto interessanti, dall’altro secondo me l’autrice ha voluto mettere troppa carne al fuoco, troppi dettagli, troppi elementi che il lettore deve riuscire a unire insieme, e non sempre è così facile – a mio parere -. E tutto ciò potrebbe portare a deluderlo.
Se da un lato tutte le sottotrame, gli intrighi, i vari personaggi e i loro segreti, attirano e incuriosiscono il lettore – e personalmente li ho molto apprezzati finora – questo continuo senso di apertura e sospensione rischiano di confonderlo troppo e alla lunga di annoiarlo.

4.2Sono comunque fiduciosa e molto curiosa di comprendere come l’autrice, Marjorie Liu, riuscirà a chiudere in maniera adeguata e magari originale tutte le linee narrative, senza lasciare più dubbi, e sorprendendo il lettore! Diciamo che inizio ad avere alte aspettative, che spero non verranno deluse nei prossimi volumi!

Io continuo lo stesso a consigliarlo per diversi motivi:

  • per i suoi disegni meravigliosi – adoro il tratto di Sana Takeda!ricchi di dettagli, di cura, di bellezza, anche nei momenti più violenti.
  • per l’originalità nel descrivere moltissimi personaggi femminili che rivestono tantissimi ruoli che in molti fantasy o letteratura in generale sono occupati dagli uomini. Questo lo ritengo molto importante, e uno dei punti che più ho amato.
  • ma anche per molti temi interessanti: dall’importanza della famiglia e dell’amicizia, all’emancipazione femminile – donne non più sottoposte agli uomini o messe al margine, ma con ruoli molto importanti -; alla guerra non solo esterna ma soprattutto interiore, per non perdere la propria umanità, e c’è anche la presenza di tematiche lgbt con relazioni tra donne.
    Poi ho adorato l’inserimento di particolari del folclore soprattutto giapponese (come il Nekomata, il gatto a due – o più – code che ricorda moltissimo la razza dei Gatti in questa serie). Non essendo espertissima sulla cultura del Giappone, forse non sono neanche riuscita a cogliere altri particolari, ma per gli amanti, magari potrà essere interessante provare a trovarne.

Il mio consiglio è di non leggerlo con troppa superficialità. È una serie complessa, ricca di spunti, sempre aperta e con tanti punti di domanda. Ci sono moltissime cose da comprendere, da collegare, quindi ci vuole un po’ più di attenzione, altrimenti si rischia di smarrirsi.

Io non vedo l’ora di proseguire il viaggio! Ormai devo sapere.

 

 

 


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Monstress Volume Quattro. La prescelta, di Marjorie Liu e Sana Takeda
Casa editrice: Mondadori Oscar Vault – Oscar Ink
Traduzione di: Alessandra di Luzio
Pagine: 176
Prezzo: 19 euro
Anno di pubblicazione: 2020

Voto: ♥♥♥♥

 

 

 

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2 pensieri su “» Monstress Volume Quattro. La Prescelta, di Marjorie Liu e Sana Takeda – Recensione”

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