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» Non dimenticare i fiori, di Kawamura Genki

Lettura di Aprile per #LeggerelAsia di samlibrary94, Ire_chan_ e withcoffeeandbooks su Instagram, alla scoperta della letteratura Giapponese.

Questo libro mi attraeva con forza e ho avuto la splendida opportunità di leggerlo grazie alla mia collaborazione con Let’s Book. Sul loro sito trovate già da alcuni giorni la mia recensione ma, come sempre, ho voglia di condividere qualche pensiero anche qui.
Negli ultimi mesi sto cercando di scoprire un po’ quella che è la cultura orientale, in modo particolare la letteratura giapponese. Tuttavia, ho voglia di estendere la mia curiosità e l’interesse verso altre culture. Ecco che entra in gioco un perfetto Gruppo di Lettura di tre ragazze su Instagram che di volta in volta ci proporranno un titolo – a rotazione – della Letteratura Giapponese, Cinese e Coreana, più alcuni bonus. La mia speranza è di riuscire a seguirle, per scoprire un po’ questi mondi lontani ma densi di fascino.

Con Non dimenticare i fiori di Kawamura Genki – pubblicato di recente da Einaudi – voliamo in Giappone, quindi, con una storia che amo definire profonda come il mare ma delicata come i petali di un fiore. Come ho avuto già modo di scorgere nella lettura di Le Ricette della signora Tokue, i Giapponesi – o perlomeno alcuni autori – hanno la capacità di affrontare argomenti molto forti in una maniera così delicata che sì fa commuovere, ma non risulta mai eccessiva o pesante. E sto scoprendo che questo tratto – nonostante tutte le letture pesantissime che ho sempre fatto – mi piace.

… forse perdere qualcosa significa crescere.

 

 

una valigia ricca di sogni – marta.sognatrice

Non dimenticare i fiori è la storia di un rapporto non facile tra una madre e un figlio: Yuriko e Izumi. Ma anche la descrizione di una malattia che a poco a poco fa perdere tutti i ricordi: l’Alzheimer.
Ma, ancora, la difficoltà di un uomo di diventare padre, quando una figura simile non l’ha mai potuta avere. Sarà un buon genitore per il figlio che sta arrivando? Come si fa a essere un padre?

Izumi è alle soglie dei quarant’anni. Ha un buon lavoro nel reparto discografico, una moglie (Kaori), e sono in attesa di un figlio. Tutto sembra andare bene se non fosse per due elementi che minano questa situazione apparentemente idilliaca. Da una parte la paura di non essere all’altezza del ruolo di padre, non avendo avuto una figura di riferimento, dall’altra i comportamenti sempre più strani di sua madre Yuriko.
La donna, infatti, sembra essere smarrita. Compra alimenti più del necessario, lascia un disastro in casa, non ricorda dei suoi appuntamenti di lavoro (continua a insegnare ancora a suonare il pianoforte), ed è facile trovarla su un’altalena, sola, vestita leggera, come se si sentisse persa.
Izumi e Yuriko hanno quasi sempre avuto un rapporto particolare: sua madre, infatti, è stata abbandonata da tutti nel metterlo al mondo, ma ha speso la sua vita per dedicarsi a lui. C’è un anno, però, che ha in parte spezzato il loro legame. Un anno che hanno preferito rimuovere dai ricordi, come quella zuppa di miso che suscita la nausea, perché legata a quel periodo. Un anno in cui, Yuriko senza una spiegazione se ne è andata di casa, lasciando suo figlio da solo. E poi, all’improvviso, è tornata, riprendendo la loro vita insieme. Ma cosa è successo? Perché la donna ha compiuto un atto simile?

E cosa sta succedendo ora a Yuriko?


Si infilò prontamente in taxi e comunicò all’autista di condurlo alla stazione. Nell’istante stesso in cui chiuse la porta, vide che le labbra di Yuriko si stavano muovendo. Forse gli stava dicendo qualcosa, ma la vettura partì senza che lui potesse sentirla. Izumi guardò dallo specchietto retrovisore, e intanto che osservava la sua figura rimpicciolirsi in lontananza ebbe l’impressione di udire la sua voce, come se Yuriko gli stesse sussurrando all’orecchio. Non dimenticare i fiori.

È una storia di vita che tratteggia diversi temi con tanta delicatezza.
Io non posso comprendere come sia vivere un’esperienza simile, eppure immaginare una madre che perde pian piano ogni ricordo, anche il tuo volto, mi spaventa.

I ricordi.
Quanto sono importanti?
Sono forse uno degli elementi fondamentali di questo romanzo.
Un filo invisibile lega i due personaggi: se da un lato, inizialmente, è Yuriko a ricordare e Izumi a sentirsi smarrito perché i ricordi del passato sono nascosti da una spessa nebbia, pian piano, andando avanti con la narrazione, le cose s’invertono. Yuriko si allontana sempre di più dal mondo, da suo figlio, anche se in lei sfuggono parole e richieste apparentemente incomprensibili, come quei fuochi d’artificio a metà che sono tra le immagini più belle e commoventi del libro; Izumi, invece, via via recupera ogni momento che forse aveva volutamente rimosso, comprendendo forse un po’ di più sua madre, e provando una sorta di senso di colpa per non esserle stato sempre vicino quanto avrebbe voluto.

Una storia di sensi di colpa, anche. Quelli di un madre che è scappata per seguire qualcosa che in quel momento sentiva per lei importante; quelli di un figlio che forse non è mai riuscito davvero a comprenderla, dopo un simile fatto, ma che ora può recuperare un po’ il tempo perduto.

Un libro incantevole e commovente, che profuma di prelibatezze giapponesi che Yuriko cucina sempre con amore a suo figlio; della bellezza di quell’unico fiore che un giorno il bambino regala a sua madre per il compleanno, e che diventa una sorta di rituale per lei. Un solo, unico, fiore in un vaso, quasi a monito di quel momento, di quel legame. E poi come sottofondo la musica di un pianoforte, che fa risuonare le note del malinconico Träumerei di Robert Schumann; o il suono incantevole del mare.

Forse alcuni potrebbero avere difficoltà con lo stile dell’autore che, per quanto semplice e scorrevole, appare troppo spezzettato. I numerosi salti temporali, senza uno stacco netto e chiaro, potrebbero turbare almeno inizialmente, ma una volta entrati in piena sintonia con questo modo di narrare, si viene totalmente rapiti – a mio parere – dalla storia.

Una storia intima e struggente, densa di musica, di malinconia e bellezza, ma anche di dolore e incomprensione, di sensi di colpa ma anche nuove possibilità, prima che sia troppo tardi.

Una lettura che consiglio non solo agli amanti della letteratura Giapponese ma a chi ha voglia di trovare un libro – come dicevo – profondo come il mare, delicato come un fiore.

Ho sentito dire che tutti sogniamo la notte, semplicemente non ce lo ricordiamo. Quanti sogni andati perduti. Chissà cosa contenevano.

 

 

 



Non dimenticare i fiori, di Kawamura Genki
Casa editrice: Einaudi
Traduzione di: Anna Specchio
Pagine: 328
Prezzo: 17 euro cartaceo – 8.99 euro ebook.
Anno di pubblicazione: 2021

Voto: ♥♥♥♥

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