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» Il racconto della vecchia balia, di Elizabeth Gaskell

Siamo ormai entrati nella settimana più “oscura” dell’anno e a me piace ancor di più far letture a tema. In verità, la letteratura gotica in particolar modo, ma anche negli ultimi tempi quella dell’orrore, mi hanno sempre affascinata molto. Cerco di leggerne ogni volta che mi è possibile. Ma tra ottobre e novembre credo ci sia ancor di più l’atmosfera giusta per questi generi.
Quando penso a letture più tetre, e da brividi, subito lo sguardo ricade in quella parte di libreria che accoglie quei piccoli scrigni realizzati con cura e attenzione dalla casa editrice ABEditore, una delle mie preferite. Ho ancora diversi volumi da leggere, ma oggi inizio a parlavi di quello che ho recuperato pochi giorni fa.

È un racconto breve che si legge in un soffio, di una scrittrice che mi aveva particolarmente colpita con il suo romanzo “Nord e Sud” e di cui ho di nuovo apprezzato lo stile e i temi trasmessi: Elizabeth Gaskell. Tramite la voce di una balia, assisteremo a un racconto in cui fantasmi vendicativi tornano dal passato, ma anche una storia familiare triste, colma di sensi di colpa, di abusi e crudeltà, di azioni che ormai sono impossibili da riparare, e che rischiano di mettere in pericolo una bambina.



[…] si stava lanciando verso la porta per aprirla quando all’improvviso, sopra di noi, il grande organo risuonò forte e tuonante, abbastanza da farmi tremare; e tremai ancor di più quando ricordai che, anche nella quiete di quell’aria gelida, non avevo sentito alcun rumore di mani che battevano sul vetro della finestra, nonostante la Bambina Fantasma avesse dato prova di tutta la sua forza; e, sebbene l’avessi vista gemere e piangere, non il minimo suono mi aveva sfiorato l’udito.

© una valigia ricca di sogni – marta.sognatrice

Una balia racconta a dei bambini la storia della piccola Rosamond – la loro madre – che, rimasta ben presto orfana di entrambi i genitori, viene spedita da Lord Furnivall, cugino materno, in una dimora desolata in cui abitano solo due anziane signore – la fredda e rigida Signorina Furnivall e la sua amica e domestica Signora Stark – e alcuni domestici. Da principio la vecchia casa, immensa, e di forma irregolare, buia e cupa per gli alberi non curati che sfiorano le finestre, spaventa la giovane balia Hester e la bambina, ma ben presto diventa un posto conosciuto. La dolce Rosamond svolazza leggera come un uccellino, e riesce con la sua purezza e la sua gioia a rallegrare anche le anziane e fredde signore. Tutti si affezionano facilmente a lei. La balia descrive con accuratezza le tante stanze di cui la casa è dotata, soprattutto quelle dell’ala ovest, così piene di oggetti preziosi, pesanti e polverosi tomi, e quadri antichi con ritratti della famiglia Furnivall. Tra questi spicca quello della giovane Signorina Furnivall, ma una domestica si lascia sfuggire della bellezza ben più evidente della sorella maggiore. Hester, curiosa, la convince a mostrarle il quadro, ma non deve farne parola con nessuno. Altro aspetto denso di mistero è l’impossibilità di accedere all’ala est della dimora, costantemente chiusa.

Le giornate scorrono tranquille, fino a quando accadono due fatti che lasciano presagire qualcosa di oscuro: qualche volta, soprattutto nelle notti più tempestose, a Hester pare di udire il suono del grande organo del salone, e all’improvviso, in una fredda giornata invernale, la piccola Rosamond scompare, attratta dalla voce e dai gemiti di una bambina disperata che la prende per mano e la conduce con sé nel boschetto nei pressi della casa, da una signora che vuole cullarla.

Chi è questa bambina fantasma? E la donna? E chi suona quell’organo ormai logoro?

Il racconto della vecchia balia fu pubblicato nel 1852 sul periodico settimanale Household Words edito da Charles Dickens. Sembra che lo stesso Dickens esortò l’autrice a completarlo colpito dalla sua scrittura.
Questo breve scritto ha tutte le caratteristiche per una perfetta “storia di fantasmi classica”: una vecchia magione desolata e infestata, paesaggi innevati, cieli tempestosi, o in cui affiora la luce della luna, famiglie maledette e vendette che hanno echi dal passato, fantasmi che vagano nella brughiera, le colpe dei padri o degli avi che ricadono sulle nuove generazioni. Tanti elementi che si trovano costantemente nelle narrazioni di questo genere. Eppure, la sua scrittura è riuscita a colpirmi profondamente, sia per le immagini evocate che riescono perfettamente a trasmettere l’ansia e l’inquietudine degli avvenimenti soprannaturali, sia perché nasconde qualcosa di più profondo. Queste manifestazioni che provengono dall’aldilà, da un mondo altro al reale, la storia stessa che il lettore pian piano scopre, sono il simbolo di aspetti più concreti. Elizabeth Gaskell nei suoi romanzi e racconti cerca di commentare in maniera critica la società del suo tempo, soprattutto ciò che concerne la figura della donna e quella dei bambini, i maltrattamenti e gli abusi che colpivano i rami più vulnerabili dell’età Vittoriana. Ed è forse questo aspetto più concreto a rendere questo racconto ancor più prezioso. E una domanda sorge spontanea: l’orrore viene da quelle presenze o dalle azioni malvagie che l’essere umano è capace di compiere anche a un membro della propria famiglia?

Interessante e da approfondire – non posso farlo qui per non svelare nulla di più del racconto – è sicuramente la postfazione di Annarita Tranfici, che ha curato anche la traduzione di questo racconto, nella quale viene spiegato appunto l’aspetto simbolico che va oltre la semplice storia di fantasmi. Vi invito a leggerla, perché io l’ho trovata davvero molto utile per approfondire ancor di più il testo e la scrittura di Elizabeth Gaskell, un’autrice di cui vorrei leggere ancor di più!

Rischio di ripetermi, lo so. Ma insieme alla bellezza del testo tradotto, c’è anche l’incanto relativo al materiale e alle illustrazioni (copertina e interni) che come sempre sono uno dei punti di forza di ABEditore. La loro qualità e cura spiccano rispetto a tante altre novità editoriali, e li rendono perfettamente riconoscibili (come del resto è accaduto anche al Salone del Libro, il loro è stato ancora una volta uno degli stand più belli). La copertina con quel mix di delicatezza dei fiori bianchi, ma anche di inquietudine nell’emergere di crani, mandibole e occhi, secondo me riesce a creare un legame bellissimo con il contenuto. Insomma, un altro piccolo gioiello da collezionare.



Il racconto della vecchia balia, di Elizabeth Gaskell
Casa editrice: ABEditore
Traduzione di: Annarita Tranfici
Anno di pubblicazione: 2021
Pagine: 92
Prezzo: 6.90 euro

Voto: ♥♥♥♥

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1 pensiero su “» Il racconto della vecchia balia, di Elizabeth Gaskell”

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