Fotografia, Viaggi

» Tra le luci di… Roma!

 

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“Io mi ricorderò di te, tra le luci di Roma…”

 

 

Canta uno dei miei cantautori preferiti. Certo, lui però parlava di una storia finita, io, invece, tra quelle luci ho fatto un passo avanti in una relazione che mi sta donando davvero tanto.

Voi cosa ne pensate delle storie d’amore a distanza?
Io ci ho provato una volta, poi ho detto il famoso “MAI PIU'” e ora… ne sto vivendo un’altra. Sono coerente, vero?
Ve lo dico con tutta sincerità (in realtà lo sto ripetendo in questo blog, lo so), non dite “MAI” nella vostra vita, che non sempre quel mai resta immobile, soprattutto se finite per scontrarvi con l’amore. Quel sentimento che arriva all’improvviso, quando meno te lo aspetti, spesso per la persona a cui non pensavi, e ti abbatte tutti i muri.
Che cosa ne penso io?
Che non è per niente facile. Perché i giorni passati insieme sono splendidi. Stai così bene che non vorresti mai separarti. Poi torni a casa, e ci sono giornate cupe in cui vorresti mollare tutto, perché la persona che ami non è lì con te e tu non sei con lui. E vorresti un abbraccio, uno di quelli che scacciano via tutte le paure e le incertezze. E ti chiedi se sei veramente pronta ad affrontare di nuovo certi momenti. Se poi siete persone insicure, con un passato amoroso per nulla facile, le paure si moltiplicano.

Però. Ebbene sì, c’è un però. Anche qui conta molto l’altro. Se quella persona riesce a tranquillizzarti, a infonderti sicurezze anche a distanza, se è pronta a non nasconderti un bel nulla, a parlarti il più possibile, allora… può tornare il sereno. E sì, le difficoltà restano sempre, ma… è anche una prova. Una prova per capire la solidità dei tuoi sentimenti e per… migliorare. Sì.
È questo in realtà quello che voglio fare.

Ma in tutto ciò, cosa c’entra Roma?
Torniamo nella diritta via e veniamo al post!

Ho da recuperare un po’ di viaggi, pensieri, emozioni. Nella mia valigia sempre più ricca di sogni – realizzati – oggi vi parlo di ricordi preziosi e bellissimi: del mio ritorno nella Città Eterna, una delle città che amo di più al mondo. Roma, nonostante nel corso degli anni non sia più così curata, resta uno degli angoli più belli del nostro Paese. O forse potrei azzardare con un bel… del Mondo! Purtroppo, però, io il mondo l’ho visto poco… quindi non ho grandi termini di paragone. Ma Roma è Roma, insomma!

Tornare è stato magico. Camminare per le strade, tra quei monumenti ricchi di storia, di bellezza, è stato sì faticoso (tre giorni tuttiii a piedi!), ma non sapete la gioia che ho provato dentro. Soprattutto se al mio fianco c’era colui che ormai ha rubato il mio cuore.

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Libri

» Novecento, di Alessandro Baricco

 

Recensione (7)

 

 

Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento.
Un nome particolare per una figura altrettanto particolare e degna di nota.
Un nome dato a un bambino trovato su una nave – Virginian – diretta in America. Quel luogo tanto sognato, pieno di speranze, di una nuova vita.
Un bambino lasciato sopra un pianoforte. Uno strumento che diventerà parte integrante della sua anima, un prolungamento del suo corpo, la realizzazione della poesia che si annida nel suo cuore.

Ogni volta che entravo in libreria scorrevo con gli occhi i vari titoli di Alessandro Baricco. Ammetto, in tutta sincerità, di non aver mai letto nulla di suo prima di ora, ma sono sempre stata curiosa. Tentata. E finalmente ho potuto sanare un po’ di curiosità, prendendo due titoli dalla libreria del mio ragazzo. Novecento, che ho divorato nel giro di pochissimo, e Seta (che, invece, devo ancora leggere).
Di Novecento sapevo la storia perché incantata dalla trasposizione cinematografica che, ora posso dirlo, rappresenta al meglio – almeno per me – quanto scritto in quelle pagine. Ho amato il film. Totalmente. È difficile che un film possa ricreare tutte le sfumature di un libro, ma a mio avviso con La Leggenda del Pianista sull’Oceano ci sono riusciti!
Ho amato il libro. E ogni volta che scorrevo quelle righe rivedevo le immagini del film, come se la voce stessa degli attori risuonasse nelle mie orecchie.

Più che un romanzo, è un lungo racconto teatrale che scorre in maniera veloce ma che profuma di emozioni, storia, sentimenti e soprattutto… musica.
Una musica che puoi provare a immaginare, che scorre tra quelle parole, e prende vita.

La musica Jazz. 

 

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Viaggi

» Tornare in Trentino, una regione che mi ha rubato il cuore

La mia incostanza può risultare insopportabile, lo so. Ma queste settimane mi hanno vista lontana da casa e non ho avuto il tempo, né modo o volontà di aggiornare il blog. Ho vissuto due settimane splendide con una persona che è riuscita a scalfire quel muro che avevo alzato e farmi credere di nuovo nell’amore, nonostante alcuni spettri del passato possono ancora pesare nella mia vita. Credevo di restare sola per sempre, ma il destino così non ha voluto.
Io non lo so come andrà. So solo che voglio costruire qualcosa di importante un passo dopo l’altro, un tassello alla volta. E non lasciare sfuggire la felicità che sento di meritare. Scegliere di passare così tanto tempo insieme – che in realtà è volato! – è stato anche un modo, almeno per me, per capire alcune cose. E ora so che voglio davvero provarci. Perché sono stata davvero bene, perché ho provato quella libertà che spesso in casa non riesco a sentire, perché sono riuscita – nonostante i miei problemi nel dire a voce le cose e non tramite un foglio scritto – a liberarmi di alcuni miei pensieri negativi. E ho trovato comprensione. Apertura. Amore.
Insomma, spero che questa sia la storia giusta.

E quindi sono tornata in Trentino Alto Adige, una terra che ho amato sin dal mio arrivo, e che mi era mancata e mancherà quando il mio ragazzo tornerà a Torino. Chi mi conosce sa quanto io sia affezionata alle mie Marche, una delle regioni più belle, per me. Ma in Trentino mi sono sentita a casa. Come se non fossi poi così distante. E poi, come già detto in questo post, adoro la gente amichevole del luogo. Adoro quelle montagne, i paesaggi, le città, il cibo. È stato bello poter passeggiare anche da sola tra le vie della piccola Rovereto, o rivedere Trento. Riuscire a scorgere qualcosa di nuovo, luoghi che non avevo avuto tempo di vedere in quell’occasione. Partecipare allo street food in compagnia del mio amore, sentirmi a casa. Davvero.

Ho visto poco di questa regione, ma ve la consiglio con tutto il mio cuore. So che ci sono altri luoghi meravigliosi, ma quel “poco” a me ha donato davvero tanto.

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Libri

» “On Writing” di Stephen King

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King.

Io non leggerò mai, King.

Dicevo. Ma oramai ho imparato che non si deve mai dire mai nella vita. Perché all’improvviso qualcosa succede e ti spinge ad andare oltre quel “mai”.
Sono una persona curiosa e, anche se dopo molto pensare, sono capace di andare oltre i miei dubbi e pregiudizi. Che poi nel caso del re dell’horror non sono stati i pregiudizi a frenarmi ma… la paura. Non amo molto il genere. Anche se da bambina vedevo molti film che ora, in modo assurdo non avrei il coraggio di rivedere. (Ma posso essere fatta così male?). E appunto, quando ero ancora molto piccola sono stata traumatizzata da IT. Ora, in molti dicono che il film non è come il libro (come spesso accade), però quel trauma ha molto bloccato la mia voglia di leggere le sue opere.
Poi sono cresciuta. Durante l’adolescenza non amavo leggere libri con troppe pagine e quando ho visto proprio quel titolo a casa di un’amica mi dicevo “No, non potrei mai leggerlo”.
Gli anni sono passati e io ho iniziato a leggere volumoni, provando piacere nel tuffarmi tra tutte quelle mille e più pagine. Bene. Sempre coerente con il mio pensiero.

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Riflessioni

» Il fascino delle lettere non tramonta mai

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Oggi giornata di riflessioni.
Fiori piove, non c’è lo spirito giusto per uscire o fare qualcosa, e così l’alternativa è stare a casa, leggere, o scrivere.
Quanto mi manca la scrittura. Creare personaggi con le loro precise caratteristiche e storie differenti. Ideare ambientazioni, scegliere periodi storici o lasciar vagare del tutto la fantasia, fare ricerche, provare a cercare immagini da cui trarre maggiori spunti. Darsi un programma ben preciso e poi scrivere, scrivere, scrivere. Buttare giù parole, riempire pagine, oltrepassare le difficoltà nel definire i dialoghi, scegliendo i giusti toni, le diverse sfumature, per non far apparire tutti uguali, tutto troppo piatto. E ricercare quel briciolo di originalità che non è mai facile trovare, visto che oramai tutti hanno scritto di tutto.
Ecco. Vorrei tanto riuscire a scrivere ancora, come un tempo. Vorrei riprendere mano a quel romanzo chiuso in un cassetto per apportar modifiche che possano essere più attinenti alla me di ora. O magari scrivere di altro. Ma cosa? Vorrei avere la giusta ispirazione e il tempo necessario per essere sola e poter buttar giù idee senza interruzioni.

Oggi mi sono svegliata con questi pensieri e… con la voglia di ritrovare la macchina da scrivere che avevamo un tempo.
Alla fine non l’ho trovata. Forse, con mia disperazione, non l’abbiamo più (ne voglio assolutamente una per provare a scrivere lì, e magari scattare qualche foto più bella e particolare per inserirle su instagram). Però, ho trovato altro.

Delle lettere.
Le lettere dei miei genitori.

 

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Musica

» Non mi avete fatto niente!

Parliamo di... (1)

 

 

Guardando le ultime immagini di guerre inutili non posso fare a meno di pensare ancora a questa canzone. Un testo spesso travisato da molti italiani incapaci di andare oltre le semplici parole, e capirne il vero significato.

Guardare il video girato da Michele Placido significa comprendere. Perché non si possono ignorare certe scene, certi occhi, certe azioni. Tanti pugni nello stomaco che fanno affiorare lacrime, o farti sentire male. Perché il nostro mondo è sempre più macchiato, sempre più sporco, sempre più triste. Siamo quasi abituati a certe immagini, quasi come se guardassimo un film e non la vita reale. Sembra essersi quasi perso quel labile confine tra realtà e fantasia. INVECE, quei bambini che urlano, che piangono, che muoiono in maniera anche atroce, sono REALI. Le ultime immagini che provengono dalla Siria mi hanno spezzato ancora di più il cuore, ma spesso ci si ritrova inermi. Mi chiedo sempre… che cosa posso fare io? Cosa? Come può l’essere umano essere così tanto insensibile, così tanto Mostro?

 

 

10

Questa canzone condanna tutto questo, c’è un grido di rabbia, e un altro di lamento. Ma c’è anche la speranza, rappresentata dal sorriso di un bambino. Quella flebile fiammella che non andrebbe mai spenta, perché l’odio, la guerra, l’orrore possono spazzar via la tua felicità, quella gioia non può più tornare, ma non devono impedirci di vivere. Non devono vincere. Anche se non è facile, anche se la paura resta tanta. Anche se il dolore pulsa in maniera molto forte sotto pelle, nel tuo cuore.

Ed io oggi ne voglio parlare meglio sul mio blog. Perché spesso le canzoni possono aiutare a riflettere, a star meglio, a trovare risposte o anche quella minima forza di andare avanti. Ovviamente lo “analizzerò” dal mio punto di vista. Con immagini e parole. Non essendo una critica musicale non mi addentro troppo nella tecnica.

 

Quando leggo ancora diverse persone prendere in giro una canzone accusata – erroneamente – di plagio, ammetto che mi sale il nervoso, soprattutto per quella pochezza di mente e cuore che si avverte. Gente che pur di diventare “famosa sui social” e attirare like e condivisioni, spara a zero senza sapere, spesso con frasi inutili e ridicole. Quando, invece, questo brano deve arrivare a sempre più persone. E infatti, all’estero, ne capiscono molto di più. Proprio ieri ho visto un video di un ragazzo ucraino che piangeva vedendo queste immagini. Che capiva. E spero con tutto il cuore che con la partecipazione di Ermal Meta e Fabrizio Moro all’Eurovision, il 12 maggio prossimo, possa volare ancora più in alto. La mia speranza è che vinca, non per “patriottismo”, ma per il messaggio che vuole trasmettere. Ma anche se così non fosse, sarà importante la condivisione con un pubblico molto più vasto.

 

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Libri, Riflessioni

» Un piccolo estratto di “Anime di Luce”

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Qualche giorno fa ho trovato un interessante articolo su Facebook che mi ha fatta emozionare e un po’ tornare indietro nel tempo.

Mi rivedo lì, davanti a un pc, a cercare immagini dalle quali trarre ispirazione per una storia da scrivere. Un breve racconto, fatto di luce e di ombra, di una bambina e la sua solitudine, e un percorso da intraprendere per capire chi sia in verità.
Poi ho trovato delle foto, che mi hanno incantata e subito è scattata la scintilla. Quell’ispirazione che ti coglie e devi prendere al volo. E ho scritto, scritto, scritto. Di loro, personaggi che hanno preso vita tramite le mie parole.

C’è un luogo magico in Inghilterra, dove statue riposano sul terreno. Dove la natura regala giochi di colore e incanto. Dove una dama riposa, e un buffo gnomo sembra osservarti con i suoi grandi occhi blu. Magia. Incanto. Fantasia. Tutte chiavi importanti presenti nei miei racconti.

Ho deciso così, grazie a queste immagini, di donarvi un piccolo estratto di uno dei miei racconti. Spero che possa piacervi e incuriosirvi. E se così fosse, alla fine dell’articolo troverete i link tramite i quali potrete comprare il mio libro, in formato cartaceo o ebook!

Ah, intanto questo è il sito di questi meravigliosi giardini. Se riuscite ad andarci, potrete vederli con i vostri occhi, no?

http://heligan.com

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