Riflessioni, Una Marchigiana a Torino, Viaggi

» #UnaMarchigianaATorino: il Balon e Gran Balon

 

Dal diario di una Sognatrice

 

 

 

Un computer. La mia musica del cuore e ritrovo un po’ il mio spazio.
La prima settimana a Torino è passata e ovviamente ci sono stati alti e bassi, almeno per quanto riguarda il mio umore. Essere una persona sensibile non aiuta, e mi sono accorta di quanto sia vero che se non muti dentro di te, se non cerchi di star bene con te stessa, puoi andare anche dall’altra parte del mondo ma non starai meglio. E questo è il mio scopo ora. Cercare di star bene con me stessa. Altrimenti questa vita non ha senso.

In questi primi giorni ho scoperto nuove piccole realtà di Torino, una città che mi appare come una signora elegante, apparentemente algida, ma dal cuore romantico, forse un po’ malinconica e dal sapore vintage. Una città che sa regalare emozioni profonde, viva. Immensa, ma allo stesso tempo non ti stritola in maniera soffocante, anzi, con i suoi grandi spazi ti permette di respirare, di sollevare lo sguardo e di vedere che il cielo è ancora lì, sopra di te, sopra tutti quei palazzi. E che se anche la malinconia ti spezza il cuore, puoi guardare in alto e ritrovare un po’ il sorriso.

 

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Fotografia, Riflessioni, Una Marchigiana a Torino

» Una Marchigiana a Torino: l’inizio di una nuova vita

Diario di una Sognatrice

 

 

 

A volte capita di dover fare delle scelte molto grandi, che spaventano e ti riempiono la testa di mille dubbi. Scelte di vita che ti spingono ad allontanarti da casa, a fare km e km, separandoti – almeno fisicamente e per certi periodi – dal luogo in cui sei cresciuta e in cui hai vissuto gran parte della tua esistenza, e da affetti importanti – che siano umani o animali -.
In realtà sono molto sorpresa da me stessa.
Per tutta la vita ho avuto sempre grandi difficoltà a prendere delle decisioni. Ho sempre aspirato a volar via da un luogo che,  seppur amato, non riusciva a donarmi quello di cui avevo bisogno e mi spingeva a sopravvivere più che a vivere, ma non ho mai avuto la forza e quel coraggio necessario per compiere quel passo.
Poi dal nulla è arrivato l’Amore.
È arrivato un uomo che è tornato a farmi credere in questo sentimento, a spingermi a buttarmi di nuovo nonostante le paure. A compiere quel salto. E che salto!
Ho lasciato la mia Ascoli Piceno per volare a Torino. Una città grande, che ha colpito subito il mio cuore questa estate, ma che mi spaventava – e un po’ spaventa anche ora – perché non ho mai vissuto in una realtà simile e ci vorrà del tempo per abituarmi e ambientarmi.
Però l’ho fatto. E anche se la mancanza di casa e di quelle persone – comprese le mie gattine adorate – si sente molto forte e a volte mi spinge a piangere un po’, sono contenta e sì, anche fiera di me.

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Libri

» Sfumature di Sogni: pillole di pensieri su Sylvia Plath

 

plath
© Una valigia ricca di Sogni – Foto anche nel mio Instagram!

 

 

 

 

~ • Ho conosciuto Sylvia Plath leggendo un libro in cui si parlava di scrittrici morte suicide (Il libro delle verità nascoste di Amy Gail Hansen). Venivano citate la Woolf, altre ancora e lei.
Subito ho voluto cercare qualcosa, e in libreria il primo libro che ho portato a casa con me è stato il romanzo semibiografico “La Campana di Vetro”. Purtroppo la poesia è un qualcosa che non riesco a comprendere fin in fondo, per questo ho deciso di buttarmi su quel libro.
Sono stata travolta. Totalmente coinvolta nella sua storia. Sì, perché anche se i nomi sono diversi, quella è una parte della sua storia.

Ho deciso quindi di buttarmi sui Diari e… Sylvia è come un fuoco con me. Mi attrae e spinge a sé, anche se, come il fuoco, può far male. Ho letto i suoi diari in un periodo non facile, e sono sprofondata ancora più in una sorta di depressione. Ho sottolineato tantissimo. Troppe frasi mi ricordavano miei pensieri. La capivo. La capisco. E la cosa mi ha fatto e fa ancora un po’ paura. Perché Sylvia nonostante abbia dimostrato più volte di essere forte e coraggiosa, capace di affrontare tantissimi momenti duri, alla fine non ce l’ha fatta… Completamente svuotata da un nuovo abbandono. Dall’assenza di un amore nel quale credeva molto.

A questi libri se ne sono aggiunti altri… Una raccolta di poesie e, l’ultimo – “Sylvia. Il racconto della vita di Sylvia Plath” di Stefania Caracci, un racconto di tutta la vita di Sylvia Plath, dalla morte del padre – il primo grande abbandono che non riuscirà mai a dimenticare – alla sua morte. Narrati non dal suo punto di vista, ma comunque da uno sguardo attento e minuzioso, che mi ha ugualmente travolta di nuovo.

E ancora una volta sento di comprenderla così tanto, da star quasi male. Ma la ammiro anche tanto. Perché nonostante alcuni rifiuti delle sue opere, Sylvia ha continuato ogni giorno a lottare per la sua scrittura ed essere ammirata per le sue parole; e ha amato tantissimo. E per me il gesto finale per i suoi figli dimostra davvero un grande amore per loro. Non li ha portati con sé, nel suo oblio, ma ha permesso comunque loro di vivere.
Certo, forse avrebbe dovuto lottare un po’ di più, almeno per loro. Ma… Non è facile. Non lo è davvero.

Comunque, per me Sylvia va letta a piccole dosi, per non crollare.
E io la adoro.

 

«Sylvia ha bisogno di sostegno nelle scelte. Vuole essere la figlia brava e inappuntabile che sua madre predilige e la donna forte che sopporta la separazione da un marito amato profondamente. Nel segreto del suo animo aspira a essere accettata per quella che è, con i suoi deliri appassionati, gli orrori cosmici che la attraversano, la disperata solitudine esistenziale e la controddittorietá del suo sentire. Compreso l’odio per quella Sylvia che ha costruito diligentemente per gli altri, che riconosce come una nemica dalle unghie affilate e letali.»

 

~Sylvia. Il racconto della vita di Sylvia Plath. di Stefania Caracci.

 

 

Ovviamente vi consiglio tutti i libri citati. E personalmente non vedo l’ora di recuperare tutti gli altri che mi mancano, sia le varie lettere, che altri lavori di altri autori che hanno cercato di analizzare questa figura fragile ma bellissima, e quella di suo marito Ted Hughes.

 

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Riflessioni

» Scivola via Settembre, e Ottobre porta un nuovo inizio. Sei pronta?

 

Dal diario di una Sognatrice

“Quale strada facile? Non esiste una strada facile…”

“… Tu che cosa vuoi?”

 

Nel mio bulletjournal avevo segnato molti articoli da scrivere sul blog, ma se da un lato tendo a organizzarmi molto le attività e la vita, dall’altro non riesco sempre a rispettare tutto. Soprattutto perché nella scrittura molto va a ispirazione e sensazioni del momento.

C’è una domanda che si fa molto spesso più per gentilezza che per conoscere il vero stato d’animo delle persone: “Come stai?”. 
È quello che mi ripeto spesso. Come stai, Marta?
Vorrei dire di star bene, di essere felice e piena di entusiasmo perché, ehi gente, ho finalmente preso una decisione importante e coraggiosa!
Ma la verità è che ultimamente sono più forti l’ansia e la paura, ed è una cosa mi che rattrista. Perché io sono sicura di aver fatto la scelta giusta e sono anche consapevole che se per qualsiasi motivo le cose non dovessero andare per il verso giusto potrei sempre tornare indietro, ma non è facile.
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Libri

» Sfumature di Sogni: piccoli pensieri su “Sotto il Burqa” e “Hoka Sapiens”

Sono giorni un po’ strani. Si oscilla tra la voglia di fare mille cose, e la paura di un nuovo inizio. Ci sono giorni in cui mi sento carica, altri in cui vengo assalita da mille dubbi. Non è facile iniziare un nuovo ciclo, una nuova vita, non lo è per niente. Ma in fondo sento che sto seguendo la strada giusta. Devo solo non perdermi durante il tragitto, non lasciare che le paure prendano il sopravvento.

Non parlo di libri da un po’ di tempo, ma ne sto leggendo diversi. Attualmente, in effetti, ne ho iniziati almeno tre – e di solito tendo a leggerne uno alla volta – ma complici due bancarelle dell’antiquariato ho portato a casa due titoli a cui tenevo molto. Da un lato “Le ore” di Michael Cunningham, e dall’altro – proprio domenica scorsa – “Sylvia, il racconto della vita di Sylvia Plath” di Stefania Caracci per Edizioni e/o.

Virginia Woolf e Sylvia Plath.
Due nomi molto forti. Potenti.
Della prima devo ancora leggere altro. Ammetto di aver letto poco e niente, pur sapendo la sua storia. Alla seconda sono in un certo qual senso affezionata, perché dopo aver letto i suoi Diari l’ho sentita molto affine a me e ai miei pensieri. Quindi, non posso non acquistare ogni opera che parla di lei.

Ho in lettura questi due titoli, oltre ad Anna Karenina. Un grande tomo che cerco di leggere pian piano, per assaporare meglio tutta la storia, con attenzione.

Di recente, invece, ho concluso due libriccini per cui vorrei spendere alcune parole: Sotto il Burqa di Deborah Ellis, per Fabbri Edizioni, e Hoka Sapiens di Poul Anderson e Gordon R. Dickson dell’Urania.

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Film

» Mamma mia! Ci risiamo.

Mamma Mia

 

 

Domenica sono tornata al Cinema da sola.
Non mi dispiace andarci anche senza compagnia, anzi! A volte lo preferisco, perché mi sento anche più libera di vivermi totalmente il film scelto.

Sono andata a vedere “Mamma Mia! Ci risiamo” e, pur essendo partita con un po’ di paura, ne sono uscita soddisfatta. Mi è piaciuto tanto. Ho preferito il primo, ma anche questo sequel/prequel mi ha trasmesso tante emozioni: sono passata facilmente dalle risate alla lacrime e poi, di nuovo, alla risate. Sì, forse ci sono state ripetizioni – che però hanno un senso – e forse ho trovato superflua la presenza di due personaggi, ma per il resto è stato come chiudere un cerchio circa una storia che avevo tanto amato, e allo stesso tempo poter vedere meglio il passato di Donna, che fino a quel momento si poteva solo immaginare.

Quando vai a vedere il secondo film di un grande classico hai sempre un po’ la paura di essere delusa. Ma ero troppo curiosa, e dopo aver sentito che mia sorella aveva pianto come una bambina, ho deciso di provarci! Inutile dire, che questa Marta un po’ troppo sensibile, si è ritrovata in almeno due casi a piangere. Impossibile trattenere le lacrime di fronte a certe immagini e sentimenti!

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Riflessioni

» Di pensieri e cartoline

cartoline
© Una Valigia Ricca di Sogni

 

 

– Articolo che trovate anche sul mio Instagram! ~ Seguitemi se vi va! –

 

Qualche settimana fa giravo per Torino alla ricerca di un piccolo regalo per le mie amiche. Non sapevo bene che fare, ma un pensiero volevo spedirlo. E mi sono bloccata sulle cartoline.
Da quanto tempo non ne spedivo una! Da quanto non ne ricevo!
Il mondo va avanti. La tecnologia ha invaso ormai le nostre vite, e la carta spesso viene abbandonata lì.
Non si scrivono più lettere, cartoline, messaggi su fogli di carta.
Ora è tutto più semplice, veloce, ma molto spesso… Freddo.
Non si vive più l’attesa. Non siamo più capaci di attendere…
Eppure erano momenti bellissimi.
Quando aprivi la posta e trovavi anche un piccolo messaggio di una persona che mentre era in vacanza, aveva pensato a te. Anche solo un “saluti da…” scaldava il cuore.

Qualche giorno fa, cercando tra i ricordi (sono una che non butta mai niente), ho ritrovato tante Cartoline. Molte erano state da me acquistate durante i miei viaggi, ma ce ne erano alcune anche scritte. Parole, pensieri, ricordi di persone che un tempo erano molto importanti e che mi hanno fatta sorridere.
I ricordi sono importanti, ti aiutano a vedere come eri e quanti passi avanti hai fatto. Ti fanno sorridere o piangere, ma restano un bagaglio prezioso in questo viaggio che è la vita.

A me mancano queste cose…
Scrivere lettere, inviare cartoline (anche se a volte le poste le perdono per strada 😖), provare quell’attesa e poi sentire il cuore più caldo per quel piccolo ma importante gesto di affetto.
Chissà. Magari un giorno tornerò a scrivere lettere… Perché adoro farlo.

E voi? Le spedite ancora le cartoline? 😊 .