Arte, Film, Fotografia, Le Mie Marche, Libri, Musica, Riflessioni, Teatro, Una Marchigiana a Torino, Viaggi

» Arrivederci 2018, ciao 2019

Happy liberation day!

 

Tempo di bilanci, di ricordi e di nuovi propositi.
E così, finalmente, trovo il tempo di tornare sul blog.
Quest’anno ho deciso di dedicare tutto il mio tempo agli affetti, per questo non ho scritto nulla prima.
Vivere lontana dalla mia famiglia mi ha fatto comprendere ancor di più quello che almeno per me è il vero senso del Natale: passare del tempo con i propri cari, donarne il più possibile, perché la vita scorre in fretta e le occasioni diventano sempre più poche, soprattutto ora che la distanza ci separa.
E nonostante un po’ di – solito – nervosismo a casa, ho trascorso dei bei giorni di festa. È stato bello tornare, nonostante la stanchezza – e l’ansia! – per il lungo viaggio da sola (quasi 10 ore di treno, con tre cambi). Ho rivisto i miei genitori, le mie sorelle, nonni, zii, cugini, e la mia amatissima nipotina. Ho ricevuto di nuovo l’affetto e le fusa delle mie gatte, che mi erano mancate tantissimo – vivere senza queste creature è davvero dura, ma spero che nel futuro io possa avere la possibilità di averne un altro -.

Mi sono innamorata di nuovo dei paesaggi Marchigiani, ho osservato ogni istante del mio ultimo tramonto – almeno del 2018! – giù, e mi sono emozionata fino alle lacrime. Il cielo si è trasformato in un bellissimo dipinto, come se un pittore iniziasse a gettar colori sulla tela, sfumando, e regalando tantissime emozioni. Dall’azzurro è passato al rosa, e poi a un rosso acceso, come un fuoco nel cielo. È stato magico, ma la magia è stata accompagnata anche da un po’ di malinconia. È dura stare lontana da un luogo che amo così tanto, e in cui ho vissuto per più di 30 anni. Però nella vita si fanno delle scelte, e se qualcosa mi ha donato questo anno ormai andato, è sicuramente quella voglia di iniziare a vivere e smetterla finalmente di sopravvivere.

Sono tornata a Torino da pochi giorni, e ho trascorso un Capodanno speciale accanto al mio compagno. Quei momenti in cui non occorre fare grandi cose, ma assaporare la bellezza delle piccole cose che però diventano grandi se fatte insieme. Abbiamo preparato una bella cena, insieme. E l’abbiamo assaporata a lume di candela. Uno di quei piccoli sogni nascosti nel mio cuore, che è diventato reale, grazie a lui. Per una volta non mi è importato restare a casa, anzi, volevo farlo. Perché almeno quest’anno volevo stare sola con la persona che amo. Senza altre ansie. Senza il pericolo di rovinarmi tutto.
Ed è stato bello. Bellissimo.
Sono felice accanto a lui.

Ma ora voglio ripercorrere con chi avrà voglia di leggermi – preparatevi al papiro! – questo lungo anno, che mi ha donato tanto, e a cui potrei donare una parola o forse due: Cambiamento e Coraggio.

 

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Arte

» Tracce di arte in città!

L’arte mi è sempre piaciuta.
Non tutti i generi, ovvio. Però, ad essere sincera, non sono per nulla un’esperta e quindi non potrei mai soffermarmi ad analizzare un’opera nei minimi dettagli, negli aspetti tecnici, nel messaggio che si vuole comunicare. Anche se, credo, che soprattutto per quest’ultimo, ogni visitatore dovrebbe essere capace di interpretare l’opera a suo modo. No?
Quando vado a vedere una mostra, che sia di autori conosciuti o di altri locali, lo faccio per curiosità e per… emozionarmi.
Esatto. Io cerco sempre di trovare l’emozione. Non importa sia essa bella o brutta, ma l’opera deve colpirmi, deve provocare qualcosa all’interno della mia anima. Deve smuoverla in qualche modo. Sia che mi turbi in maniera negativa, sia che mi spinga alle lacrime o quasi per la sua bellezza. Mi è capitato spesso di innamorarmi di un’opera. Di restare del tempo ad osservarla, di sentire il cuore battere più forte. Di commuovermi e sentire gli occhi lucidi. Altre volte ho provato una profonda tenerezza, o anche tristezza. Di restare sgomenta di fronte a certi temi proposti.
Di sicuro però non so mai descrivere a parole le opere che vedo. Ne ho sempre una grande difficoltà. Perché mi piace quell’opera? Non saprei dire i motivi, ma… risponderei un semplice “perché mi emoziona”. Forse è sbagliato come concetto, ma questo è il mio pensiero.
Ci sono casi in cui, invece, certe opere proprio non mi piacciono, altri (soprattutto con certa arte contemporanea) che non capisco per nulla. Non critico, ma ammetto che certe cose forse non fanno proprio per me.
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Arte, Fotografia

» I Fiori del Male: mostra foto-documentaria.

Io non ho bisogno di denaro,
ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti.

Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

(Alda Merini, Terra d’amore: poesie, racconti, aforismi. )

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Il catalogo della mostra.

 

 

Due giorni fa sono andata all’inaugurazione di una mostra fotografica e documentaria nella mia città. Ero subito rimasta colpita dal tema trattato, forte, ma molto interessante a mio parere.

Il tema: “I fiori del male”- donne in manicomio nel regime fascista, a cura di Annacarla Valeriano e Costantino di Sante.

Lo so è un tema molto importante e non adatto forse a tutti. Io però l’ho trovato degno di interesse, anche perché sono sempre stata “affascinata” da queste donne che per la loro forte sensibilità, per le loro paure, o per altri assurdi motivi sono state ritenute pazze e internate in manicomi. Ho particolarmente apprezzato il tentativo dei curatori di voler restituire voce e umanità alle tante recluse che furono estromesse e marginalizzate dalla società dell’epoca.

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Arte, Fotografia, Libri, Musica, Teatro, Viaggi

» Un 2016 difficile, e tante speranze per il nuovo anno.

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San Benedetto del Tronto ♦ Foto di Marta Peroni

Quando ho bisogno di riflettere o semplicemente di staccare la mente, solitamente guardo il mare o un tramonto. Per questo ho deciso di inserire questa foto, fatta qualche settimana fa a San Benedetto del Tronto, luogo in cui trascorrerò proprio le ultime ore di quest’anno non proprio facile, soprattutto dal punto di vista emotivo.

Più leggo e sento parlare le persone e più mi accorgo che il 2016 è stato un anno duro un po’ per tutti – o quasi! Ci sono stati comunque i soliti fortunati, beati loro! – e finalmente sta finendo… ma non diciamolo troppo forte, mancano ancora due giorni, e i rischi sono ancora alti! (Corna a volontà, tiè!).

Gli ultimi giorni di dicembre sono i momenti giusti per fare ordine, per fermarsi un attimo e ripensare ai mesi passati. Non so se succede anche a voi, ma io mi sento molto più stanca, come se tutto il peso dell’anno mi crollasse sulle spalle, per poi svanire pian piano con l’avvento del nuovo. Ho un po’ paura per quello che sarà il 2017, ma spero che possa regalarmi qualcosa di bello, anche se ad essere sincera non sprizzo una grande positività. Di progetti se ne fanno tanti ma, il 2016 mi ha anche insegnato che spesso programmare la vita non serva a granché, perché improvvisamente succede qualcosa che ti ferma, ti impedisce di portare realmente a termine quanto avevi programmato.

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Arte, Musica, Teatro

» Chiacchiere in libertà: Natale 2016 ~ Prima Parte.

Quanti di voi amano il Natale?
Io ammetto che da qualche anno non riesco a trovare quello spirito natalizio come vorrei. Quest’anno volevo provarci, volevo andare alla ricerca di emozioni per ritrovarlo, ma gli ultimi avvenimenti in casa mi hanno portata ad avere una battuta d’arresto. Non che in casa mia questa festa sia molto sentita, in verità. Non si sa perché, in un periodo in cui si dovrebbe essere “tutti più buoni” e magari felici, accada l’opposto. Il nervosismo cresce anche di più, e anche una piccola cosa bella – come decorare un albero natalizio – diventa fonte di stress e litigi.
Però, io spero di trovare il tempo e la voglia di andare in giro, a comprare alcuni regali o semplicemente a vagare per le piazze della mia città alla ricerca di emozioni. Magari, chissà, riuscirò a portarle a casa anche sotto forma di scatti fotografici. Se riesco, ve ne parlerò e ve li mostrerò.

Oggi ho voluto creare un primo post sul Natale, una sorta di chiacchierata con tutti voi che avete il piacere di leggermi e seguirmi.
In verità quest’anno non vorrei creare solo un elenco di consigli che vi do, ma vorrei tentare di fare qualcosa di diverso. Unire ai consigli di libri letti, o oggetti comprati, anche qualcosa che desidero avere o comprare. Mescolare così i consigli ai sogni/desideri, e magari se vi va anche voi potete condividere i vostri con me. Che ne dite?

In questa prima parte vorrei parlarvi di Arte: da qualche consiglio teatrale, ad alcune mostre che mi hanno colpito e spero di poter vedere, concludendo con i miei consigli su musica e dvd (sempre su musical e una serie tv molto amata).

Nella seconda parte, che spero di scrivere nei prossimi giorni, vi parlerò invece più di Libri e cultura, unendo qualche altro pensiero sempre per gli amanti del tempo libero, della lettura e piccoli regali che possono scaldare il cuore.

Poi ci sarà un extra, di cui vi parlerò più avanti.

Vedremo come sviluppare il tutto! Ma ora ho parlato anche troppo, quindi procediamo!

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Arte, Fotografia, Le Mie Marche, Viaggi

» San Benedetto del Tronto, tra arte, mare e pesca

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Monumento al Pescatore – Foto di Marta Peroni

Il 26 giugno ho avuto la possibilità di partecipare al mio secondo #photowalk, organizzato da Regione Marche, Social Media Team Marche, Vodafone e dai Comuni che hanno aderito all’iniziativa. Questa passeggiata fotografica ci ha permesso di scoprire San Benedetto del Tronto, con le sue palme (più di 8000!), il suo mare, l’arte e le tradizioni popolari, soprattutto dedicati alla cultura marinara, permettendoci di vedere (e poi assaggiare!) in diretta la realizzazione del noto Brodetto Sambenedettese.

Nonostante sia il “mio mare” ed abbia visto più volte questa realtà costiera che, insieme a Grottammare e Cupra Marittima, forma la cosiddetta “Riviera delle Palme“, ho potuto scoprire cose nuove e vedere tutto con uno sguardo più attento e tanta curiosità.

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Arte, Fotografia, Le Mie Marche, Viaggi

» Castignano, il paese dei Templari

 

 

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Veduta da Castignano ©Marta Peroni

Ho voluto attendere di proposito prima di scrivere un nuovo post. L’intenzione era quella di partecipare al mio primo Photo Walk per poi aver tutti gli elementi utili per parlarne qui.
Di cosa si tratta?

Ho scoperto per caso, e purtroppo solo quest’anno, un’interessante iniziativa proposta dalla Regione Marche, da Social Media Team Marche, Vodafone Italia e i Comuni interessati e ho deciso di partecipare.
Si tratta di un “Photo Walk”, una passeggiata fotografica che permette di conoscere di volta in volta un paese diverso della nostra splendida regione, le Marche, e non soltanto scoprire le bellezze storiche, artistiche, culturali e paesaggistiche, ma anche degustazioni di prodotti tipici, e mettere in gioco se stessi e la passione per la fotografia!

Ho voluto partecipare con mia madre, una mia amica e i suoi genitori, e l’esperienza – pioggia a parte – è stata davvero fantastica! Sicuramente da ripetere. Infatti, il 26 Giugno sono molto propensa a visitare San Benedetto del Tronto, guardandola con nuovi occhi, e buttandomi totalmente nella mia grande passione: immortalare luoghi, eventi e persone con il mio occhio fotografico (che è ancora tutto da migliorare, ovviamente, essendo io alle prime basi e imparando tutto da sola).

Oggi vi narrerò un po’ questa esperienza, nella speranza di donarvi curiosità e magari spingervi a visitare un bellissimo borgo denso di storia e di arte: Castignano, e la frazione di Ripaberarda.

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