Libri, Riflessioni

» Uno sguardo alle letture dell’anno passato…

 

Riassumendoil 2017...

 

 

Lo so, il 2018 è iniziato da quasi un mese e io arrivo sempre tardi.
Vorrei poter dare tutta la colpa della mia assenza a motivi esterni, ma la verità è che nel prendere questo blog come una passione, più che un lavoro (perché del resto, purtroppo per ora così non è), rimando sempre ogni possibile post e mi ritrovo con la testa piena di pensieri, mille idee da scrivere e nulla di concreto pubblicato.
Dovrei forse modificare il mio pensiero. Vederlo come una sorta di lavoro, e iniziare a scrivere realmente ogni giorno, come consiglia anche King nel suo “On Writing” la mia ultima, splendida, lettura. Anche di questa dovrei parlare, ma partiamo con ordine.

Se penso al 2017 mi vedo soprattutto con una reflex tra le mani, pronta a cercare di catturare emozioni. Sì. Perché sono sempre più convinta che lo scopo di una foto (così come di altre forme di arte e creatività) sia quello di trasmettere qualcosa. Ed è quello che ho cercato di fare e che continuo a tentare. Ho fotografato tanto: luoghi, spettacoli, danza, eventi. Ho cercato di catturare sguardi, emozioni, istanti, ricordi. Ho ricevuto complimenti ma, allo stesso tempo, anche critiche da me stessa. Perché c’è sempre quella voglia di migliorare, di scoprire gli errori – più tecnici – e di far qualcosa di buono, migliore.

È stato l’anno in cui mi sono messa un po’ in gioco. In cui ho deciso di affrontare piccole paure e di provare. In cui ho affrontato un piccolo viaggio da sola pur di avverare un sogno fatto di musica, ma anche uno più lungo per cercare di uscire dal mio guscio.
L’anno di nuove conoscenze, di amicizie approfondite, di emozioni, tanta musica, un pizzico di teatro e nuovi luoghi da ammirare. Scoprendo così ancora di più quanto sia bella la nostra Italia.

Sul fronte letture, mi sono accorta che negli ultimi anni non sono riuscita a leggere tantissimo, però il 2017 mi ha regalato anche molti libri belli e posso dire nessuna delusione grave.
Ho letto 28 libri in totale (molto pochi rispetto ad altri bookblogger, lo so), ma molti ne consiglio. Mi sono tolta alcune curiosità, non sono riuscita ad apprezzare – purtroppo – fin in fondo libri ritenuti capolavori, ma… sono soddisfatta. Anche se avrei voluto leggere di più. Spero che il 2018 mi dia la possibilità di recuperare diverse letture che ho tra la libreria cartacea e quella digitale.

Ma veniamo a noi. Ecco la mia lista di libri letti, con un breve pensiero. Inizio da quelli più amati!

Nella Top 5 rientrano sicuramente questi:

 

 

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Libri

» L’arte di essere fragili, di Alessandro D’Avenia

davenia

Ci sono libri che ti chiamano a sé e che rappresentano un valido rifugio dove rintanarti, una mano amica pronta ad alleviare le sofferenze, i dolori, e a farti aprire gli occhi, regalando al tuo cuore tenere emozioni e una sorta di slancio, di incoraggiamento ad osservare la vita con sguardo diverso.
A inizio anno non stavo bene. Ho deciso di seguire le emozioni negative, buttandomi su una lettura bellissima quanto densa di sofferenza, almeno per me. Perché nelle parole di Sylvia Plath, e nei suoi diari, io mi sono così ritrovata, da cadere in una sorta di limbo dal quale non riuscivo ad uscire.
Ve ne avrei voluto parlare nel blog, ma… non riesco a riprendere quel libro tra le mie mani. È la prima volta che segno così tante frasi. La prima volta che sento mie tante sue parole, sofferenze, paure. Tanti pensieri. La Plath non ha avuto una vita facile. Né una morte felice. Ed io mi sono sentita così in sintonia con lei, da sprofondare in un momento di vera angoscia. Forse perché entro in forte empatia con quello che leggo, il che non sempre è un bene.

Comunque questa premessa è solo per dire che poi ho deciso di affidarmi alle parole di D’Avenia e alle sue lettere al mio caro Leopardi.
Molti di voi potranno dire: Leopardi? Il poeta della tristezza e della depressione? Bel modo per tirarti su!

Ma io l’ho sempre amato. E D’Avenia te lo fa conoscere meglio, ti mostra una visione diversa di questo povero poeta così bistrattato. Leopardi in realtà amava la vita. Giacomo e Alessandro sono riusciti ad aiutarmi a uscire da quel periodo complicato, facendomi riscoprire ciò che più amo: l’arte delle piccole cose e che non importa quanto tu sia fragile. Da quelle paure e insicurezze, puoi trovare una luce, delle ali per svoltare la tua vita e vederla densa di nuovi colori. Perché è proprio dietro quella fragilità che si nasconde, in realtà, una grande forza.

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