Libri

» Cyrano de Bergerac, di Edmond Rostand – Recensione

Recensione (1)

 

 

Cirano: Un bacio – ma che cos’è un bacio? Un giuramento un po’ più vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca una conferma, un punto rosa sulla i di «ti amo», un segreto soffiato in bocca invece che all’orecchio, un frammento d’eternità che ronza come l’ali d’un’ape, una comunione che sa di fiore, un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell’anima!

 

 

 

Conoscevo la storia di Cyrano ma mai avevo letto l’opera. Complice un’iniziativa su instagram, nella quale occorre leggere un libro per vari generi letterari, mi sono fiondata sul teatro, un genere che amo ma di cui ho letto ancora troppo poco. È stata l’occasione giusta per recuperare questo grande classico teatrale, molto conosciuto, molto amato. E il mio amore per la storia di Cyrano e il suo buon cuore, i suoi nobili ideali, si è fatto ancor più forte.

Cyrano de Bergerac (in italiano Cirano di Bergerac) è una commedia eroica teatrale in cinque atti, pubblicata nel 1897 dal poeta francese Edmond Rostand e ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, filosofo, scrittore, drammaturgo e soldato francese del Seicento. L’opera fu rappresentata per la prima volta al Théâtre de la Porte Saint-Martin di Parigi con Benoît Constant Coquelin come protagonista e ottenne un notevole successo.

Inizialmente composta in versi e tradotta in Italia nel 1898 da Mario Giobbe, ne è stata poi tratta una traduzione in prosa ad opera di Franco Cuomo, (che è quella che ho letto).

 

 

 

 

 

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Film, Libri

» La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, di Audrey Niffenegger – Recensione

Recensione

 

 

È dura rimanere indietro. Aspetto Henry senza sapere dov’è e se sta bene. È dura essere quella che rimane.

[…]

Tanto tempo fa, quando gli uomini andavano per mare, le donne li aspettavano sulla spiaggia, scrutavano l’orizzonte in cerca della piccola imbarcazione. Adesso io aspetto Henry. Lui scompare senza preavviso e involontariamente. Io lo aspetto. Ogni minuto di attesa dura un anno, un’eternità. Ogni minuto scorre lento, trasparente come vetro. Attraverso ogni minuto vedo un’infinità di minuti in fila, in attesa. Perché se ne va dove io non posso seguirlo?

 

 

 

Avere la capacità di viaggiare nel tempo è davvero una cosa così bella ed emozionante?
Forse sì, se… puoi controllarlo, puoi scegliere tu di farlo, e soprattutto non ti ritrovi completamente nudo in una destinazione che non conosci, rischiando anche la vita.

Henry DeTamble però non ha scelta.
Infatti, è il primo uomo affetto da cronoalterazione una grave malattia genetica che lo porta a compiere questi viaggi nel tempo involontariamente.
Il suo viaggio accade per caso, spesso per via di fonti di stress, rumori forti, luci improvvise. Un attimo è comodamente seduto sul divano a leggere un libro e l’istante dopo non c’è più; si ritrova nel futuro o nel passato, a vivere costantemente immagini e ricordi dolorosi. Può star via per alcuni minuti, ma anche per ore, o giorni, o settimane. Non può gestire questo suo problema, e si ritrova a compiere azioni non legali pur di sopravvivere.

Ma è anche in uno di questi viaggi nel tempo che incontra Clare. Il suo punto di riferimento, uno dei due fulcri principali: da un lato sua madre e la sua tragica morte che è costretto a vedere troppe volte senza poter cambiare le cose, dall’altro la donna che ama. Clare incontra per la prima volta Henry quando ha sei anni e lui trentasei. Henry la incontra di nuovo quando hanno venti e ventotto anni. Lui non sa nulla di lei, lei invece conosce perfettamente quell’uomo che andava a trovarla spesso, e di cui si è innamorata.

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Arte, Film, Fotografia, Le Mie Marche, Libri, Musica, Riflessioni, Teatro, Una Marchigiana a Torino, Viaggi

» Arrivederci 2018, ciao 2019

Blog - Post Generali (3)

 

Tempo di bilanci, di ricordi e di nuovi propositi.
E così, finalmente, trovo il tempo di tornare sul blog.
Quest’anno ho deciso di dedicare tutto il mio tempo agli affetti, per questo non ho scritto nulla prima.
Vivere lontana dalla mia famiglia mi ha fatto comprendere ancor di più quello che almeno per me è il vero senso del Natale: passare del tempo con i propri cari, donarne il più possibile, perché la vita scorre in fretta e le occasioni diventano sempre più poche, soprattutto ora che la distanza ci separa.
E nonostante un po’ di – solito – nervosismo a casa, ho trascorso dei bei giorni di festa. È stato bello tornare, nonostante la stanchezza – e l’ansia! – per il lungo viaggio da sola (quasi 10 ore di treno, con tre cambi). Ho rivisto i miei genitori, le mie sorelle, nonni, zii, cugini, e la mia amatissima nipotina. Ho ricevuto di nuovo l’affetto e le fusa delle mie gatte, che mi erano mancate tantissimo – vivere senza queste creature è davvero dura, ma spero che nel futuro io possa avere la possibilità di averne un altro -.

Mi sono innamorata di nuovo dei paesaggi Marchigiani, ho osservato ogni istante del mio ultimo tramonto – almeno del 2018! – giù, e mi sono emozionata fino alle lacrime. Il cielo si è trasformato in un bellissimo dipinto, come se un pittore iniziasse a gettar colori sulla tela, sfumando, e regalando tantissime emozioni. Dall’azzurro è passato al rosa, e poi a un rosso acceso, come un fuoco nel cielo. È stato magico, ma la magia è stata accompagnata anche da un po’ di malinconia. È dura stare lontana da un luogo che amo così tanto, e in cui ho vissuto per più di 30 anni. Però nella vita si fanno delle scelte, e se qualcosa mi ha donato questo anno ormai andato, è sicuramente quella voglia di iniziare a vivere e smetterla finalmente di sopravvivere.

Sono tornata a Torino da pochi giorni, e ho trascorso un Capodanno speciale accanto al mio compagno. Quei momenti in cui non occorre fare grandi cose, ma assaporare la bellezza delle piccole cose che però diventano grandi se fatte insieme. Abbiamo preparato una bella cena, insieme. E l’abbiamo assaporata a lume di candela. Uno di quei piccoli sogni nascosti nel mio cuore, che è diventato reale, grazie a lui. Per una volta non mi è importato restare a casa, anzi, volevo farlo. Perché almeno quest’anno volevo stare sola con la persona che amo. Senza altre ansie. Senza il pericolo di rovinarmi tutto.
Ed è stato bello. Bellissimo.
Sono felice accanto a lui.

Ma ora voglio ripercorrere con chi avrà voglia di leggermi – preparatevi al papiro! – questo lungo anno, che mi ha donato tanto, e a cui potrei donare una parola o forse due: Cambiamento e Coraggio.

 

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Una Marchigiana a Torino

» #UnaMarchigianaaTorino: il MiagolaCaffé!

Blog - Post Generali (2)

 

 

Oggi guardavo le foto della mia gattina e ho avuto un attacco di tristezza.
Lei sta bene, è felice a casa, circondata dall’affetto della mia famiglia e dalla compagnia dell’altra micia, e ha tutta la campagna dove correre e giocare. Però a me manca tantissimo.
Quando vivi per tutta la vita con almeno un animale – quasi sempre un gatto – in casa e ora ti ritrovi senza, avverti un gran vuoto, come se nonostante la felicità e l’amore, avvertissi una mancanza.
I gatti sono esseri speciali. Oltre a essere creature meravigliose, che attraggono non solo per l’evidente bellezza esteriore, ma anche per il mistero che sempre aleggia su di loro, sanno donarti tantissimo. Molti sono i cliché su di loro. C’è chi si ostina a vederli come esseri che portano sfortuna – se neri – o chi pensa che possano dare minor affetto rispetto ai cani. Io so bene che sono tutte cavolate. Con i gatti puoi creare il medesimo legame, e anzi, spesso anche più profondo. Sì, possono sembrare più indipendenti, più “stronzetti” e altezzosi, ma in verità se si crea quel “rapporto” unico, resterà sempre dentro di te anche quando purtroppo non ci sono più o, nel mio caso, vivono a tanta distanza da te.
Non so se qui a Torino avrò mai la possibilità di averne uno, ma so che il mio legame con Luna era – ed è – meraviglioso. Quella gattina è sempre riuscita a donarmi tutto l’affetto di cui avevo bisogno, a far affiorare un sorriso quando ero avvolta dall’oscurità. I gatti proteggono. I gatti sanno amare profondamente. E a me Luna – e anche Molly – mancano tantissimo.
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Riflessioni

» Vivi bene, semplicemente vivi.

 

Blog - Post Generali (3)

 

 

 

La vita ti dà nuove opportunità, sta a te saperle coglierle e sfruttare al meglio.
Vivi bene, semplicemente vivi.

 

 

 

Ieri ho visto per l’ennesima volta Io Prima di Te, un film (e libro) che ho molto amato. Non per la storia d’amore in sé, quanto per il messaggio di fondo, che sembra essere rivolto anche un po’ a me.
Mi sento per certi versi molto simile alla folle, adorabile, Lou.

Lou per tutta la vita si è dedicata alla sua famiglia, ponendola al primo posto, prima di se stessa. Lei c’è sempre stata per loro, ma anche per il suo fidanzato piuttosto egoista, così fissato con se stesso e le sue passioni da non riuscire a scorgere altro in lei, ad andare oltre, ad amarla veramente. Lou ha del potenziale, ma si limita quasi a sopravvivere in quella piccola località, pensando di stare bene, ma sapendo in verità molto poco del mondo e di se stessa. Conoscendo Will, Lou cambia, o forse semplicemente apre finalmente gli occhi. E mentre la storia sembra voler intendere che sia Lou a lottare per salvare Will, in realtà è proprio quest’ultimo a salvare lei. A spingerla a guardare dentro se stessa, ad aiutarla andando oltre le sue paure e il suo mondo forse un po’ ristretto. Will la sprona a vivere e a non limitarsi a sopravvivere.
Ecco, in questo mi sono sentita proprio come lei.

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Riflessioni, Senza categoria

» Regala la tua stella: un dono simbolico ma unico e speciale!

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Ho sempre amato le stelle. Quei corpi luminosi che, insieme all’incantevole luna che muta costantemente il suo volto, illuminano il cielo notturno. Notte, fedele amica dei sogni, dei sospiri, dei pensieri.
Una delle notti che preferisco di più dell’anno, è quella di San Lorenzo, quando ognuno cerca il suo angolo silenzioso – da solo o in compagnia di persone care – dove poter sperare di veder cadere una stella ed esprimere il suo desiderio.
Stelle che illuminano il tuo cammino e che non ti fanno sentire sola nel buio della notte.

Ho sentito parlare spesso della possibilità di regalare una stella e ne sono sempre stata attratta, incuriosita. Quando Natacha di Etoilez-moi.com mi ha contattata per propormi una collaborazione a riguardo, ne ho subito approfittato per fare un regalo speciale alla stella più luminosa della mia vita: la mia nipotina!
Oggi le farò questo dono. Un dono simbolico, certamente, ma speciale, unico e spero apprezzato! Anche se la stella non ti appartiene, credo che in molti guardando il cielo siano andati sempre alla ricerca della nostra stella. Quella stella da seguire. Quella a cui affidare i nostri sogni. E Nicole, la mia piccolina adorata, ora ne avrà una con il suo nome.

Credo che sia un bellissimo regalo per le anime più romantiche e sognatrici. Per chi ha voglia di lasciare da parte un po’ dello scetticismo che potrebbe provocare una simile idea, e far dono di qualcosa di unico.

Ora vi spiego subito tutto quanto e vi invito, ovviamente, ad andare sul sito per saperne di più e scoprire tutte le varie offerte che vengono proposte! Ce ne sono davvero diverse, ognuna con il suo costo, ma adatte a ogni occasione!

 

 

 

 

 

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