Riflessioni

» Note di bellezza: Ottobre

 

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Sì, lo so, lo so.
Siamo a metà Novembre (tempo, la smetti di volare così in fretta? Non riesco a starti dietro!), ma io mi stavo completamente dimenticando di questa mia piccola rubrica tesa a scrivere su carta le cose belle accadute ogni mese… A forza di rimandare, stavo per far passare Novembre senza pensare a Ottobre. E questo non va assolutamente bene!

Quindi, perdonatemi, ma… vado subito e velocemente a recuperare il post, perché ci tengo, e perché devo smetterla di non essere costante con le mie idee. Me lo sono promessa: voglio essere più precisa, più determinata, e non voglio perdere subito questa sfida con me stessa – che poi non ho articoli pronti, e non posso lasciare il mio blog troppo vuoto (che volete farci, io ci metto le ore a scrivere, non dieci minuti…).

Ergo, per me e per voi, le mie Note di Bellezza del mese di Ottobre:

 

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Libri, Una Marchigiana a Torino

» Aspettando il Salone: presentazione del libro “Lungo petalo di mare” di Isabel Allende

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Continuano gli incontri con gli autori a Torino nel programma di Aspettando il Salone, e io ho avuto la possibilità di assistere anche alla presentazione dell’ultimo libro di Isabel Allende: “Lungo petalo di mare”, pubblicato da Feltrinelli.
Cerco di condividere con voi, lettori del mio blog, anche questo resoconto della serata.

L’incontro si è tenuto presso Nuvola Lavazza. Isabel Allende in dialogo con Rosella Postorino ci ha raccontato un po’ del suo ultimo lavoro, ma anche qualche aneddoto della sua vita personale, dall’amore all’inizio della sua carriera come scrittrice, senza tralasciare la situazione attuale e quella del “suo” Cile.

 

 

 

 

 

hdrIl libro: Lungo petalo di mare.

L’ultimo romanzo di Isabel Allende racchiude al suo interno una storia di umanità, di poesia, di memoria collettiva, di donne forti, d’amore, ma anche e soprattutto di rifugiati. È uno di quei libri, come dice anche la Postorino, che racchiude la forza della letteratura: la capacità di creare una sorta di stordimento perché pur essendo ambientato nel secolo scorso (nel 1939), sembra parlare anche del nostro tempo, della realtà in cui viviamo.

Lungo petalo di mare nasce da una storia vera, quella di un amico della Allende, Victor Pey – omaggiato nel protagonista del romanzo Victor Dalmau -. L’autrice dice di aver conosciuto la storia del Winnipeg – questa nave che nel 1939 trasportò i rifugiati spagnoli in Cile, per scappare dal Regime di Franco – quando anche lei era un esiliata in Venezuela. La conosce quindi da 40 anni, ma ha deciso di parlarne solo oggi, perché la parola rifugiato, richiedente asilo, la sentiamo molto forte in questi tempi.

Grazie all’amicizia con Victor ha potuto conoscere molti dettagli che non vengono narrati nei libri di storia: da quel che mangiavano, alle sofferenze causate dal freddo, dalla distanza, al terrore. Con lui ha tenuto una corrispondenza fino al suo ultimo giorno di vita: Victor morì sei giorni prima che lei potesse inviargli il manoscritto, all’età di 103 anni!

Nel romanzo, quindi, si parla di questi rifugiati spagnoli che scappano dalla guerra civile in Spagna e dalla vittoria di Franco. C’è questa corrispondenza con il nostro presente, anche pensando al fatto che cercarono di fuggire in Francia, ma quest’ultima chiuse le frontiere e li lasciò in dei campi di concentramento dove morirono in tanti, con condizioni igieniche pessime.
Grazie all’iniziativa di Pablo Neruda arrivano in Cile, ma anche qui non è facile.

In Cile c’era, infatti, una retorica della destra della Chiesa Cattolica che era contro i rifugiati: visti come comunisti, anarchici, atei, violentatori di suore, ladri di chiese… era molto ostile; al contrario la popolazione li accolse a braccia aperte. La differenza tra i rifugiati del 1939 e quelli di oggi, è che i primi riuscirono a inserirsi nella società cilena, vennero integrati, oggi no, è molto più complicato.
I discendenti di quei rifugiati sono musicisti, scrittori, artisti, filosofi, scienziati e l’apporto che diedero al Cile fu enorme.

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Libri, Una Marchigiana a Torino

» Aspettando il Salone: presentazione del libro “Kentuki” di Samanta Schweblin

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Sono diversi giorni che qui a Torino piove e c’è un cielo grigio che turba sempre il mio animo. Per fortuna non fa freddo, almeno quello, anche se so che non è molto normale come clima. Comunque mi spiace, posso accettare anche il freddo – anche se sto male – ma la pioggia mai. A meno che non puoi stare chiusa in casa, con un bel camino acceso, una tazza di bevanda bollente e un buon libro. Sì, immagine stupenda, ma… non è meglio un bellissimo cielo azzurro che calma un po’ la tua anima in subbuglio?

Lasciando da parte il clima, ieri ho avuto la possibilità di partecipare a un altro incontro di #AspettandoIlSalone e sono andata ad ascoltare un’autrice di un libro che ho letto di recente: Samanta Schweblin e il suo Kentuki, pubblicato in Italia da Edizioni SUR. Per sapere cosa ne penso del libro vi rimando alla mia recensione.
Oggi, invece, come sempre vi racconto un po’ quello che è stato detto e le mie brevi impressioni.

 

Ieri, in verità, la giornata è partita male. Dolori ovunque, malesseri che mi hanno portata a distendermi a letto e… a far dannatamente tardi! Perché se io non sono ritardataria e non devo correre per raggiungere un evento non sono contenta. Aggiungiamo la pioggia, la metro che si blocca due fermate prima della tua, l’ansia che mi ha colto, la corsa per arrivare alla Biblioteca Natalia Ginzburg – luogo a me non noto, anche perché sono a Torino da appena un anno, e diciamo che non è una città tanto piccola! -. Corsa, sudata, paura di non fare in tempo e poi… l’autrice era lì fuori, e io ho potuto rilassarmi, trovando posto ed esultando ma anche mandandomi a quel paese per il mio solito far tardi.

Samanta Schweblin mi ha subito colpita. In verità credo che abbia creato un romanzo – anche se lo definirei quasi una raccolta di racconti con un tema comune – davvero originale, ma ha raccontato anche diverse cose molto molto interessanti, sull’Argentina – la sua terra – e anche sulle riflessioni che l’hanno portata a scrivere i suoi libri. Ottima la traduttrice, Giulia Zavagna, e il dialogo si è svolto con Fabio Geda.

 

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Riflessioni

» Note di Bellezza: Settembre

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Stavo dimenticando questo appuntamento con le mie “Note di bellezza” del mese di Settembre, ma la devo smettere di essere incostante! E quindi, eccomi qui, un po’ di fretta – perché a breve devo uscire – a buttarle giù. Ultimamente, in effetti, tendo a dimenticare troppe cose… alcune anche importanti e, a volte, ho quasi la tentazione di essere una brutta persona. La realtà è diversa: sono svampita. Ho mille pensieri che mi frullano nella testa, spesso rimando le cose, e poi non c’è più tempo!
Ahimè, quanto è complicato essere me.

Ma basta chiacchiere, e pensiamo alle note positive del mese appena trascorso (anche se per me è assurdo quanto sia trascorso veloce Settembre! Volato via…).

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Libri, Riflessioni, Una Marchigiana a Torino

» Aspettando il Salone: presentazione del libro “Un dolore così dolce” di David Nicholls

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Ieri non è stata una giornata delle migliori. Sapete quando iniziate con il piede storto, l’umore pessimo, l’ansia di vivere e tutte queste cose carine e deliziose che ti fanno solo pensare “quando finisce questo giorno? Passiamo a domani?” – che poi, quando vivi con l’ansia, anche il domani non è facile -.
Poi, però, sono andata avanti e la sera ho potuto assistere a un’altra presentazione del libro con autore, sempre nel progetto di “Aspettando il Salone”, una rassegna che nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Circolo dei lettori, l’associazione Torino, la città del libro, COLTI – Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti, Biblioteche Civiche Torinesi, Torino ReteLibri, Rete delle Case del Quartiere e la Scuola Holden, dove si è tenuto questo incontro.
Questa volta dell’autore – David Nicholls – sapevo un po’ di più, o meglio, conoscevo Un Giorno, anche se – per ora – soltanto grazie al film. Uno di quelli che ti fanno innamorare ma che, allo stesso tempo, ti spezza un po’ il cuore. Ho il libro a casa, e ieri abbiamo portato a casa il suo ultimo lavoro “Un dolore così dolce” pubblicato di recente da Neri Pozza.

Come sempre la presentazione è stata molto interessante, ma soprattutto è stato bello ascoltare la voce dell’autore, conoscere un po’ di lui, e di come ha scritto i suoi libri. Come ho già fatto per la presentazione del libro di Valeria Luiselli, cercherò di riportarvi un po’ quanto si è detto, quanto mi è rimasto.

 

 

David_Nicholls
© Una Valigia ricca di Sogni – Marta Peroni

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Libri, Riflessioni, Una Marchigiana a Torino

» Aspettando il Salone: presentazione del libro “Archivio dei bambini perduti” di Valeria Luiselli

 

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Pochi giorni fa mi sono iscritta in biblioteca, qui a Torino. Avevo voglia di leggere un libro e ho colto l’occasione giusta per fare la tessera. Quando vivevo in Ascoli i momenti più belli li ho trascorsi proprio lì, con magiche lezioni-spettacolo di Cesare Catà, ricerche per la tesi, ma soprattutto tanti libri, alcuni dei quali sono tornati a casa con me, per un mese, ma mi hanno donato tanto.
Amo acquistare libri, ma… per chi ama così tanto leggere e circondarsi di questi preziosi amici ma non ha tutti questi soldi diventa difficile. E così le biblioteche ci vengono in aiuto (o anche i mercatini dell’usato!).

Comunque tutto questo discorso per dire che, ieri sono tornata in biblioteca, per un incontro con autore nel programma “Aspettando il Salone”. Amo Torino perché la vedo davvero come la città del libro. Ogni volta che esco non riesco a resistere, e mi intrufolo in librerie, o percorro i portici alla ricerca di titoli che vorrei. E poi qui ce ne sono tanti di incontri con l’autore!

L’autrice in questione in verità non la conoscevo. Ammetto la mia ignoranza.
Però, leggendo la trama del suo libro, sono rimasta così colpita e colma di curiosità che ho deciso di andarla a sentire. Purtroppo non ho preso il libro, per il motivo scritto poco fa, ma appena avrò la possibilità sicuramente ne porterò a casa una copia. Il motivo? Penso che sia una lettura molto molto importante, una di quelle che fanno riflettere tantissimo sulla nostra realtà, o comunque su un mondo non distante dal nostro, e anche come romanzo possa dare tanto. Alla conclusione di questo articolo vi lascio la trama, così potete farvi anche voi un’idea.

 

Terzo nome del programma è stata, quindi, Valeria Luiselli che ci ha parlato del suo nuovo libro “Archivio dei bambini perduti”, pubblicato da La Nuova Frontiera. Vederla mi ha trasmesso subito una bella sensazione. È molto semplice, ma sembra anche molto forte. Dalle sue parole è evidente la sua voglia di far aprire gli occhi su un tema importantissimo, donare la sua voce e il suo aiuto, in qualche modo. O almeno questo mi ha trasmesso.

Ma veniamo all’incontro.

 

 

 

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