Libri, Riflessioni

» Amatevi, piccole anime. Siate sempre forti, non lasciate mai sfiorire il vostro sorriso

auguri, donne

 

Avrei voluto preparare un post per questa giornata, ma in realtà mi è sorta l’idea solo stamattina quando, guardando quei piccoli ramoscelli di mimosa, mi sono messa a pensare a quali grandi donne della letteratura e non solo mi hanno accompagnata un po’ in questi anni.
Poi il sole, che non vedevo da giorni, ha rubato tutto il mio tempo e solo ora ho un po’ l’occasione di riversare pensieri su un’altra pagina bianca di questo blog.

Ci sono feste che per me ormai sono diventate un mero motivo commerciale: arrivano, spendi soldi più perché si deve fare che per una reale voglia, e poi il giorno seguente si torna alla solita vita. Un esempio è stato San Valentino, un altro è l’8 marzo, festa delle donne. Ma ce ne sono altri, ovviamente.

È come se il mondo e il genere umano stiano perdendo sempre di più i sentimenti, a mio modesto parere.
La festa dell’amore sembra spingerti ad amare la tua donna o il tuo uomo solo in quella giornata. A far un regalo solo perché si deve. A farla o farlo felice solo perché è stabilito. Ma quanto sono più belli i regali improvvisi? Fatti davvero con il cuore? Quelli che non ti aspetti, quelli che apparentemente non hanno molto senso, ma in realtà hanno la forma del sentimento vero. Dell’amore reale e non commerciale.

E poi c’è la festa della donna. Ogni anno si leggono le solite frasi. Le solite accuse – che spesso condivido, in verità -, ma si perde la realtà: la donna dovrebbe essere amata e festeggiata sempre, così come l’uomo. Con un’unica differenza: la donna ancora oggi, così come in passato, deve sempre lottare un po’ di più.

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Libri

» “Villette” di Charlotte Brontë

villette

 

 

Il sole sorpassa l’equinozio, le giornate si accorciano, le foglie si fanno secche; ma… sta arrivando.

Amo i classici. Credo che siano le letture più belle, quelle che anche a distanza di numerosi anni riescono a darti emozioni, a farti riflettere e hanno ancora qualcosa da dire, da comunicare.
Allo stesso tempo, però, sono anche quelle letture di cui è più arduo parlare, forse perché le più studiate, le più analizzate, soprattutto da persone più esperte, che magari hanno studiato in maniera approfondita alcuni autori, e che forse sono più competenti. Infatti, ogni volta per me diventa difficile esprimere i miei pensieri, eppure sono anche dell’idea che ognuno debba essere libero di condividere il proprio parere, giusto o sbagliato che sia. La bellezza dei libri sta nelle emozioni che ti provocano, nella ricerca e magia della parola, in cio’ che gli autori sanno trasmettere con la loro penna.

Di Charlotte Brontë avevo letto solo il suo romanzo più famoso: Jane Eyre. Un’opera che ho profondamente amato e che mi ha spinta ad amare la scrittura della stessa autrice. Attraverso la lettura anche di Villette, posso assolutamente confermare che Charlotte sia diventata una delle mie autrici preferite, al pari della cara Jane Austen.
Di Charlotte amo prima di tutto lo stile. Non saprei definirlo bene, ma adoro il suo modo di descrivere non solo i luoghi ma soprattutto gli stati d’animo ed emotivi dei personaggi. Lei sembra davvero analizzare i suoi personaggi, con delicatezza ma anche trasmettendo l’aspetto più impetuoso dell’animo umano. È come se fosse un’attenta osservatrice delle persone, e cercasse di trasportare su carta la loro essenza; oltre ovviamente a tratteggiare la società nella quale vive e in un certo senso a “criticarla”, mettendola così in mostra.

Di Charlotte però amo anche la sua voglia di rendere protagonisti dei personaggi che non sono belli e perfetti, ma anzi, hanno sfumature più cupe, e non sono dotati di questa grande bellezza fisica che spesso compare nelle letture più “moderne” e contemporanee. Come Jane Eyre, infatti, Lucy Snowe potrebbe apparire tranquillamente sullo sfondo, osservando la vita che scorre veloce, come mera spettatrice di persone molto più in vista, più belle. La loro bellezza fisica e civettuola, la loro determinazione, spiccano nonostante la frivolezza dei modi e dei pensieri, l’ignoranza e la superficialità nei rapporti e nei confronti della vita.

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Libri

Le nostre nature hanno strane predilezioni e antipatie: ci sono persone dalle quali ci allontaniamo istintivamente e che vorremmo evitare, per quanto la ragione le giudichi bene; ce ne sono altre, con difetti di carattere e d’altro genere abbastanza evidenti, accanto alle quali viviamo volentieri,  come se l’aria che le circonda facesse bene. 

~¤ Villette,  Charlotte Brontë. (Fazi Editore) ¤~

Libri

» I Pacchetti de L’Orma Editore: William Shakespeare e Charlotte Brontë

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Quanti di voi amano ancora le lettere e le cartoline?
Quanti di voi ancora ne scrivono e inviano?
In un tempo in cui la tecnologia ha preso il sopravvento e i messaggi possono essere inviati velocemente attraverso uno smartphone o internet, il profumo della carta, la scrittura a mano, l’invio e l’attesa trepidante di una risposta si sono un po’ perse, sfortunatamente.

Eppure, c’è una casa editrice, che ho scoperto solo di recente, che ha inventato qualcosa di utile e delizioso, piccoli libricini graziosi nella forma e nel contenuto, che possono essere spediti come fossero delle cartoline: I Pacchetti, un’ottima idea regalo per chi ancora non ha perso l’amore per la carta, l’attesa, le lettere…

I Pacchetti, come si può leggere sul sito della casa editrice L’Orma Editore (che vi consiglio di conoscere!), sono dei libri da chiudere, affrancare (con un francobollo da 1,50) e imbucare in una qualsiasi cassetta postale (infrangendo il tabù di scrivere sui libri, ma niente paura, è solo la sovraccoperta…). I Pacchetti racchiudono le più originali, sconosciute, umane e quotidiane lettere dei massimi pensatori, artisti e uomini politici di tutti i tempi e riscoprono il gusto del dono implicito in ogni lettera di carta, a rischio estinzione in questi anni digitali.

Il loro prezzo? Solo 5 euro!

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