Fotografia

» La mia esperienza più che positiva con Lalalab

Il pacco con cui sono arrivate le mie foto!

 

 

I ricordi sono preziosi.
Proprio per questo, oltre a conservarli nel cuore e nella mente, mi piace scattare foto, avere qualcosa di materiale da guardare nei momenti in cui la nostalgia ti assale.

Sono una di quelle persone che ama, a volte, fare un tuffo nel passato. Quante volte cercando di sistemare un cassetto mi sono ritrovata ad accedere a un mondo fatto di emozioni, parole, foto e pensieri? Quanti sospiri, quanti sorrisi, e spesso lacrime per qualcosa che è passata e non potrà più tornare, ma che può anche averti dato tanto, insegnato molto. Ricordi importanti che non vanno mai dimenticati.

 

 

 

Artisti di Musical.

 

 

Negli ultimi tempi c’è stato un grande ritorno alla polaroid, il cui fascino ha sempre colpito anche me. Non avendo però questo tipo di macchinetta fotografica, ho cercato un sito che mi potesse permettere di stampare foto in questo formato un po’ vintage, che colpisce e incanta.
Avevo voglia di far un regalo alla mia nipotina, permettendole di avere tra le mani le foto fatte con un gruppo della mia città di cui ho parlato tanto e che adoro (La Rua), ma anche realizzare qualcosa per me. Nel corso di questi anni, infatti, ho avuto la possibilità di incontrare, conoscere e poter conservare un ricordo con molti artisti del mondo teatrale (in modo particolare del musical), ma anche musicale. E perché no, anche foto più personali, legate alle persone a me più care. Più importanti.

 

 

Amici, sorelle, nipotina preziosa!

 

Ed è così che ho trovato Lalalab, un sito davvero carino che ti permette di far stampare le tue foto in vari formati e grandezze. In verità puoi farlo anche comodamente dal tuo cellulare tramite l’app apposita.

Personalmente ho voluto provare a stampare i miei ricordi con il formato “vintage” e sono totalmente soddisfatta del prodotto che proprio oggi è arrivato a casa!
Puntuali, rapidi, e molto chiari. Accedendo al sito potete fare la vostra scelta tra foto vintage, stampe normali, photo book, calendari, ma anche magneti, quadri e molto altro ancora! Inoltre al mio primo acquisto ho potuto usufruire di un codice sconto che mi ha permesso di risparmiare un poco e me ne hanno donato uno da condividere con i miei amici.

 

 

La musica che mi piace.

 

 

Ho deciso di condividerlo anche qui, con tutti voi. Se vi ho convinti, il sito vi ispira, e volete far stampare le vostre foto nei modi più diversi, potete inserire il mio codice sconto al momento dell’acquisto:

PGQ2D0XF

 

 

 

 

Voi lo conoscete già?
Che ne pensate?

Buon inizio autunno!

(anche se personalmente non è una stagione che amo, pur essendo nata ad Ottobre)

 

 

 

 

 

 

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Libri

» La fine della solitudine, di Benedict Wells

La solitudine in noi si può combattere solo insieme.

 

 

Recensione (5)

 

 

Tornare a scrivere di libri non è facile. Soprattutto se si tratta di letture concluse diverso tempo fa, ma di cui non ho avuto modo di parlare sul blog. In verità avrei voluto fare una sorta di unico post riassuntivo, ma questo libro mi è stato inviato dalla casa editrice Salani e mi sembra doveroso spendere delle parole in più e creare un articolo apposito.
Innanzitutto ringrazio ancora una volta per avermi dato la possibilità di leggerlo, e mi scuso se ci ho messo più del previsto per stendere i miei pensieri a riguardo.

Il libro di cui vi parlo, come si deduce dal titolo del post, è “La fine della solitudine” di Benedict Wells, un giovane autore tedesco che con quest’opera si è aggiudicato il prestigioso Premio Europeo per la Letteratura nel 2016 e pero oltre un anno si è imposto al vertice delle classifiche tedesche.

Io l’ho trovata una bella lettura. Commuove, coinvolge, emoziona e fa riflettere. Perché quella affrontata in questo libro può essere la storia di tutti. Una storia di vita. E molte frasi le ho sentite mie, affini ai miei pensieri, alla mia anima.

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Libri

» “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli”

Prima di iniziare con le mie riflessioni su quello che ritengo un libro bellissimo che tutti dovrebbero avere nelle proprie librerie, vi invito – se vi va – a seguirmi sui miei canali social. In realtà li trovate anche sulla barra a destra di questo blog, ma anche nella mia presentazione.

Da pochi giorni, però, ho deciso di aprire un secondo account Instagram, il social che uso maggiormente e che quindi mi permetterà di essere più attiva (purtroppo per il blog ho poco tempo e modo, ma torno sempre!) e di condividere con voi tutte le mie letture e i sogni che rendono la vita meno amara. Mi trovate qui: @M.Sognatrice ! Io vi aspetto, ma anche sulla pagina facebook e sul mio twitter!

Ma ora passiamo al libro!
Sicuramente rispetto ad altri arrivo – come al solito – tardi. Però ve ne devo parlare, assolutamente! Io ve lo stra-consiglio. Non solo per i vostri bambini (sì, perché non farlo leggere anche ai maschietti per educarli al meglio al rispetto delle donne fin da piccoli?), ma anche per gli adulti.
Personalmente l’ho acquistato per fare un regalo alla luce della mia vita: la mia nipotina! È la persona che amo di più e per la quale farei di tutto – o quasi! -. Una bambina adorabile e intelligente alla quale auguro di credere sempre con forza ai suoi sogni, perché – come insegnano anche le storie vere di questo libro – se vuoi davvero qualcosa, la puoi ottenere! Basta essere determinati, crederci davvero, non permettere a nessuno di tarparvi le ali e la vostra libertà, e soprattutto essere sempre curiosi.

 

 

bimberibelli

 

 

 

Alle bambine ribelli di tutto il mondo:

sognate più in grande,
puntate più in alto,
lottate con più energia.
E nel dubbio ricordate:
avete ragione voi.

 

 

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Libri

» L’arte di essere fragili, di Alessandro D’Avenia

davenia

Ci sono libri che ti chiamano a sé e che rappresentano un valido rifugio dove rintanarti, una mano amica pronta ad alleviare le sofferenze, i dolori, e a farti aprire gli occhi, regalando al tuo cuore tenere emozioni e una sorta di slancio, di incoraggiamento ad osservare la vita con sguardo diverso.
A inizio anno non stavo bene. Ho deciso di seguire le emozioni negative, buttandomi su una lettura bellissima quanto densa di sofferenza, almeno per me. Perché nelle parole di Sylvia Plath, e nei suoi diari, io mi sono così ritrovata, da cadere in una sorta di limbo dal quale non riuscivo ad uscire.
Ve ne avrei voluto parlare nel blog, ma… non riesco a riprendere quel libro tra le mie mani. È la prima volta che segno così tante frasi. La prima volta che sento mie tante sue parole, sofferenze, paure. Tanti pensieri. La Plath non ha avuto una vita facile. Né una morte felice. Ed io mi sono sentita così in sintonia con lei, da sprofondare in un momento di vera angoscia. Forse perché entro in forte empatia con quello che leggo, il che non sempre è un bene.

Comunque questa premessa è solo per dire che poi ho deciso di affidarmi alle parole di D’Avenia e alle sue lettere al mio caro Leopardi.
Molti di voi potranno dire: Leopardi? Il poeta della tristezza e della depressione? Bel modo per tirarti su!

Ma io l’ho sempre amato. E D’Avenia te lo fa conoscere meglio, ti mostra una visione diversa di questo povero poeta così bistrattato. Leopardi in realtà amava la vita. Giacomo e Alessandro sono riusciti ad aiutarmi a uscire da quel periodo complicato, facendomi riscoprire ciò che più amo: l’arte delle piccole cose e che non importa quanto tu sia fragile. Da quelle paure e insicurezze, puoi trovare una luce, delle ali per svoltare la tua vita e vederla densa di nuovi colori. Perché è proprio dietro quella fragilità che si nasconde, in realtà, una grande forza.

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Libri

» Letture forti, ma consigliate #2: “Io non mi chiamo Miriam” di Majgull Axelsson

Recensione (2)

Torno a parlare di un libro con una tematica forte.
Una lettura conclusa qualche mese fa, ma di cui ancora non ho avuto la possibilità di parlare.
Un libro che ha subito attirato la mia attenzione e che consiglio a tutti di leggere.
Perché? Perché è originale, ben scritto, e nonostante parli di campi di concentramento, di una delle pagine più tristi della storia umana, riesce a entrare nel cuore, grazie a uno stile tale che ti trascina nella storia di una donna che per tutta la vita ha dovuto lottare per sopravvivere anche a costo di dover nascondere la sua vera identità, di appropriarsi del nome e della vita di un’altra, per poter andare avanti. 

“Io non mi chiamo Miriam” è un’opera di Majgull Axelsson, pubblicata pochi mesi fa dalla casa editrice Iperborea. Narra la storia di Miriam, un’anziana signora svedese che il giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, dopo aver ricevuto come regalo un bracciale d’argento, un pezzo di artigianato zingaro, rivela una frase che turba i suoi famigliari: “Io non mi chiamo Miriam”, appunto.

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Libri

» Gilgi, una di noi • Irmgard Keun

Giorni di neve che viene e va.
Giorni di freddo, ma di un’insolita magia.
Le mani si fanno gelate, e la voglia di uscire lascia il posto a quella di restare comodi, sotto coperte ben calde e vicini al calore di un camino, magari in compagnia di un bel libro e di un tazza di qualche buon té o cioccolata.

Qualche settimana fa ho concluso una nuova lettura di cui avrei voluto parlare prima, ma si sa, ogni volta che la sottoscritta si organizza, salta tutto. Spero di riuscire ancora a poter parlare con cura di questo libro.

Oggi ho voglia di farvi conoscere la piccola Gilgi, una ragazza normale, che è un po’ simile a tutti noi, o forse no. C’è chi si riconosce in lei in un primo momento, chi in seguito, ma appare come una sorta di vita ordinaria, fatta di lavoro e  divertimento, in cui accadono cose che stravolgono un po’ i progetti e voleri originari.
Il libro di cui vi parlo, per cui voglio esprimere i miei pensieri è: Gilgi, una di noi, di Irmgard Keun, edito da L’Orma Editore.

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