Libri

» “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli”

Prima di iniziare con le mie riflessioni su quello che ritengo un libro bellissimo che tutti dovrebbero avere nelle proprie librerie, vi invito – se vi va – a seguirmi sui miei canali social. In realtà li trovate anche sulla barra a destra di questo blog, ma anche nella mia presentazione.

Da pochi giorni, però, ho deciso di aprire un secondo account Instagram, il social che uso maggiormente e che quindi mi permetterà di essere più attiva (purtroppo per il blog ho poco tempo e modo, ma torno sempre!) e di condividere con voi tutte le mie letture e i sogni che rendono la vita meno amara. Mi trovate qui: @M.Sognatrice ! Io vi aspetto, ma anche sulla pagina facebook e sul mio twitter!

Ma ora passiamo al libro!
Sicuramente rispetto ad altri arrivo – come al solito – tardi. Però ve ne devo parlare, assolutamente! Io ve lo stra-consiglio. Non solo per i vostri bambini (sì, perché non farlo leggere anche ai maschietti per educarli al meglio al rispetto delle donne fin da piccoli?), ma anche per gli adulti.
Personalmente l’ho acquistato per fare un regalo alla luce della mia vita: la mia nipotina! È la persona che amo di più e per la quale farei di tutto – o quasi! -. Una bambina adorabile e intelligente alla quale auguro di credere sempre con forza ai suoi sogni, perché – come insegnano anche le storie vere di questo libro – se vuoi davvero qualcosa, la puoi ottenere! Basta essere determinati, crederci davvero, non permettere a nessuno di tarparvi le ali e la vostra libertà, e soprattutto essere sempre curiosi.

 

 

bimberibelli

 

 

 

Alle bambine ribelli di tutto il mondo:

sognate più in grande,
puntate più in alto,
lottate con più energia.
E nel dubbio ricordate:
avete ragione voi.

 

 

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Libri

» L’arte di essere fragili, di Alessandro D’Avenia

davenia

Ci sono libri che ti chiamano a sé e che rappresentano un valido rifugio dove rintanarti, una mano amica pronta ad alleviare le sofferenze, i dolori, e a farti aprire gli occhi, regalando al tuo cuore tenere emozioni e una sorta di slancio, di incoraggiamento ad osservare la vita con sguardo diverso.
A inizio anno non stavo bene. Ho deciso di seguire le emozioni negative, buttandomi su una lettura bellissima quanto densa di sofferenza, almeno per me. Perché nelle parole di Sylvia Plath, e nei suoi diari, io mi sono così ritrovata, da cadere in una sorta di limbo dal quale non riuscivo ad uscire.
Ve ne avrei voluto parlare nel blog, ma… non riesco a riprendere quel libro tra le mie mani. È la prima volta che segno così tante frasi. La prima volta che sento mie tante sue parole, sofferenze, paure. Tanti pensieri. La Plath non ha avuto una vita facile. Né una morte felice. Ed io mi sono sentita così in sintonia con lei, da sprofondare in un momento di vera angoscia. Forse perché entro in forte empatia con quello che leggo, il che non sempre è un bene.

Comunque questa premessa è solo per dire che poi ho deciso di affidarmi alle parole di D’Avenia e alle sue lettere al mio caro Leopardi.
Molti di voi potranno dire: Leopardi? Il poeta della tristezza e della depressione? Bel modo per tirarti su!

Ma io l’ho sempre amato. E D’Avenia te lo fa conoscere meglio, ti mostra una visione diversa di questo povero poeta così bistrattato. Leopardi in realtà amava la vita. Giacomo e Alessandro sono riusciti ad aiutarmi a uscire da quel periodo complicato, facendomi riscoprire ciò che più amo: l’arte delle piccole cose e che non importa quanto tu sia fragile. Da quelle paure e insicurezze, puoi trovare una luce, delle ali per svoltare la tua vita e vederla densa di nuovi colori. Perché è proprio dietro quella fragilità che si nasconde, in realtà, una grande forza.

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Libri

» Letture forti, ma consigliate #2: “Io non mi chiamo Miriam” di Majgull Axelsson

Recensione (2)

Torno a parlare di un libro con una tematica forte.
Una lettura conclusa qualche mese fa, ma di cui ancora non ho avuto la possibilità di parlare.
Un libro che ha subito attirato la mia attenzione e che consiglio a tutti di leggere.
Perché? Perché è originale, ben scritto, e nonostante parli di campi di concentramento, di una delle pagine più tristi della storia umana, riesce a entrare nel cuore, grazie a uno stile tale che ti trascina nella storia di una donna che per tutta la vita ha dovuto lottare per sopravvivere anche a costo di dover nascondere la sua vera identità, di appropriarsi del nome e della vita di un’altra, per poter andare avanti. 

“Io non mi chiamo Miriam” è un’opera di Majgull Axelsson, pubblicata pochi mesi fa dalla casa editrice Iperborea. Narra la storia di Miriam, un’anziana signora svedese che il giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, dopo aver ricevuto come regalo un bracciale d’argento, un pezzo di artigianato zingaro, rivela una frase che turba i suoi famigliari: “Io non mi chiamo Miriam”, appunto.

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Libri

» Gilgi, una di noi • Irmgard Keun

Giorni di neve che viene e va.
Giorni di freddo, ma di un’insolita magia.
Le mani si fanno gelate, e la voglia di uscire lascia il posto a quella di restare comodi, sotto coperte ben calde e vicini al calore di un camino, magari in compagnia di un bel libro e di un tazza di qualche buon té o cioccolata.

Qualche settimana fa ho concluso una nuova lettura di cui avrei voluto parlare prima, ma si sa, ogni volta che la sottoscritta si organizza, salta tutto. Spero di riuscire ancora a poter parlare con cura di questo libro.

Oggi ho voglia di farvi conoscere la piccola Gilgi, una ragazza normale, che è un po’ simile a tutti noi, o forse no. C’è chi si riconosce in lei in un primo momento, chi in seguito, ma appare come una sorta di vita ordinaria, fatta di lavoro e  divertimento, in cui accadono cose che stravolgono un po’ i progetti e voleri originari.
Il libro di cui vi parlo, per cui voglio esprimere i miei pensieri è: Gilgi, una di noi, di Irmgard Keun, edito da L’Orma Editore.

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Libri

» Bruges, la Morta di Georges Rodenbach

Oggi fa di nuovo molto freddo.
Per fortuna tra le cose buone dell’inverno c’è il fuoco. Rimarrei ore accanto al caminetto ad osservare le fiamme, quel contorcersi delicato di quella linfa di luce, di calore. Però, ecco, avere il camino non è sempre una cosa ottima, perché poi è difficile lasciarlo, e fare qualcosa di utile.
Non sono un’amante del freddo, quindi potete capire bene che trascorrerei volentieri ore a letto, sotto caldi piumoni, o accanto al fuoco. Ma la vita scorre, va avanti, e non puoi restare immobile. Purtroppo.
Chiacchiere a parte, oggi voglio parlarvi di una lettura che mi ha sorpresa e incantata, soprattutto per lo stile, perché diciamolo la trama o meglio il suo finale è fin troppo chiaro sin dall’inizio. Sto parlando di un’opera di Georges Rodenbach: “Bruges, la Morta” nelle versione pubblicata da Fazi Editore.

L’ho scelto perché attirata non solo dalla consueta bellissima copertina – quanto adoro quelle realizzate da questa casa editrice? Troppo! – ma anche e soprattutto – come è chiaro – per la trama. E poi avevo voglia di leggere un autore nuovo per me, qualcosa di diverso. Ho sentito quella vocina insistente del libro e ho risposto. Ringrazio infinitamente la Fazi per avermi concesso questa opportunità!

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Libri

» La Spia del Mare, di Virginia de Winter

Ieri avevo scritto un articolo ma, con la mia solita fortuna, la mia connessione ha avuto problemi e ho perso tutto.
Non ricordo esattamente ciò che avevo buttato giù, ma spero di riuscire a scrivere di nuovo e in maniera sensata i miei pensieri su una della mie recenti letture.
Queste ultime settimane sono state dense di problemi e impegni, per non parlare anche dell’influenza che dopo anni ha deciso di colpirmi, ma ho letto, e difatti ho alcuni libri su cui vorrei esprimere i miei pensieri e condividerli con voi. Oggi, in particolare, voglio parlarvi di un’autrice italiana – Virginia de Winter – che mi ha molto colpita per la sua saga “Black Friars” – le cui recensioni potete trovare QUI, QUI, QUI e QUI -, soprattutto per la capacità che ha di mischiare insieme più elementi e donarci storie piene di azione ed emozione. In particolare, però, quello che ho sempre apprezzato nei suoi romanzi e anche ne “La spia del mare” pubblicato da Mondadori, è la sua cura nelle descrizioni, la sua attenzione per la storia, i luoghi, e le leggende che è capace di rielaborare in modo adeguato alle sue trame. E il suo stile, raffinato, elegante, a tratti lirico.

La Spia del Mare mi ha colpito leggermente meno della saga di Black Friars, forse perché ho trovato delle somiglianze soprattutto tra i personaggi, con questa “eroina” forte e coraggiosa, circondata da un gruppo di affascinanti uomini, verso i quali è impossibile non provare attrazione. Però mi è piaciuto, e ve lo consiglio per una serie di motivi che via via esporrò.

 

 

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