Fotografia, Viaggi

» 4 Giorni in Veneto: Padova, Venezia, Treviso e Vicenza

Ricordi del...

 

 

 

 

Sabato ed io sto in casa.
Ma non mi pesa.
Sono i pensieri a pesarmi, e quindi faccio qualcosa di utile per tenerli lontani da me, almeno per qualche tempo.

Torno a parlare di viaggi, ma non essendo io un’esperta nel campo né una travel blogger, mi limito solo a esprimere i miei pensieri, sperando di coinvolgervi e magari portarvi con me in quei luoghi visitati e forse, chi lo sa, spronarvi ad andarci di persona, se ancora non lo avete fatto.

Se torno indietro ai ricordi del mio viaggio in Veneto, sorrido.
Abbiamo organizzato tutto all’ultimo momento, scegliendo pochi giorni prima della partenza un albergo a Padova. Da lì, di volta in volta, un giorno dopo l’altro – a seconda anche del meteo – abbiamo scelto quale altra città vedere. Da Padova siamo quindi andati nella splendida e unica Venezia, poi a Treviso con la sua curiosa fontana, e infine a Vicenza, perla Palladiana, dove ho potuto realizzare uno dei miei piccoli sogni: vedere finalmente il meraviglioso Teatro Olimpico.
Il Veneto è una regione che regala piccole perle meravigliose. Città che stupiscono per la bellezza e nelle quali è facile perdersi.
In verità mi accorgo sempre di più che non mi va di seguire un percorso ben preciso ma, avendo almeno una base dei siti artistici e culturali da vedere, cercare di vivere la città perdendosi tra le sue vie, tra le calli, scoprendo il più possibile e riempiendo il cuore di emozioni.

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Fotografia, Viaggi

» Tra le luci di… Roma!

 

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“Io mi ricorderò di te, tra le luci di Roma…”

 

 

Canta uno dei miei cantautori preferiti. Certo, lui però parlava di una storia finita, io, invece, tra quelle luci ho fatto un passo avanti in una relazione che mi sta donando davvero tanto.

Voi cosa ne pensate delle storie d’amore a distanza?
Io ci ho provato una volta, poi ho detto il famoso “MAI PIU'” e ora… ne sto vivendo un’altra. Sono coerente, vero?
Ve lo dico con tutta sincerità (in realtà lo sto ripetendo in questo blog, lo so), non dite “MAI” nella vostra vita, che non sempre quel mai resta immobile, soprattutto se finite per scontrarvi con l’amore. Quel sentimento che arriva all’improvviso, quando meno te lo aspetti, spesso per la persona a cui non pensavi, e ti abbatte tutti i muri.
Che cosa ne penso io?
Che non è per niente facile. Perché i giorni passati insieme sono splendidi. Stai così bene che non vorresti mai separarti. Poi torni a casa, e ci sono giornate cupe in cui vorresti mollare tutto, perché la persona che ami non è lì con te e tu non sei con lui. E vorresti un abbraccio, uno di quelli che scacciano via tutte le paure e le incertezze. E ti chiedi se sei veramente pronta ad affrontare di nuovo certi momenti. Se poi siete persone insicure, con un passato amoroso per nulla facile, le paure si moltiplicano.

Però. Ebbene sì, c’è un però. Anche qui conta molto l’altro. Se quella persona riesce a tranquillizzarti, a infonderti sicurezze anche a distanza, se è pronta a non nasconderti un bel nulla, a parlarti il più possibile, allora… può tornare il sereno. E sì, le difficoltà restano sempre, ma… è anche una prova. Una prova per capire la solidità dei tuoi sentimenti e per… migliorare. Sì.
È questo in realtà quello che voglio fare.

Ma in tutto ciò, cosa c’entra Roma?
Torniamo nella diritta via e veniamo al post!

Ho da recuperare un po’ di viaggi, pensieri, emozioni. Nella mia valigia sempre più ricca di sogni – realizzati – oggi vi parlo di ricordi preziosi e bellissimi: del mio ritorno nella Città Eterna, una delle città che amo di più al mondo. Roma, nonostante nel corso degli anni non sia più così curata, resta uno degli angoli più belli del nostro Paese. O forse potrei azzardare con un bel… del Mondo! Purtroppo, però, io il mondo l’ho visto poco… quindi non ho grandi termini di paragone. Ma Roma è Roma, insomma!

Tornare è stato magico. Camminare per le strade, tra quei monumenti ricchi di storia, di bellezza, è stato sì faticoso (tre giorni tuttiii a piedi!), ma non sapete la gioia che ho provato dentro. Soprattutto se al mio fianco c’era colui che ormai ha rubato il mio cuore.

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Viaggi

» Tornare in Trentino, una regione che mi ha rubato il cuore

La mia incostanza può risultare insopportabile, lo so. Ma queste settimane mi hanno vista lontana da casa e non ho avuto il tempo, né modo o volontà di aggiornare il blog. Ho vissuto due settimane splendide con una persona che è riuscita a scalfire quel muro che avevo alzato e farmi credere di nuovo nell’amore, nonostante alcuni spettri del passato possono ancora pesare nella mia vita. Credevo di restare sola per sempre, ma il destino così non ha voluto.
Io non lo so come andrà. So solo che voglio costruire qualcosa di importante un passo dopo l’altro, un tassello alla volta. E non lasciare sfuggire la felicità che sento di meritare. Scegliere di passare così tanto tempo insieme – che in realtà è volato! – è stato anche un modo, almeno per me, per capire alcune cose. E ora so che voglio davvero provarci. Perché sono stata davvero bene, perché ho provato quella libertà che spesso in casa non riesco a sentire, perché sono riuscita – nonostante i miei problemi nel dire a voce le cose e non tramite un foglio scritto – a liberarmi di alcuni miei pensieri negativi. E ho trovato comprensione. Apertura. Amore.
Insomma, spero che questa sia la storia giusta.

E quindi sono tornata in Trentino Alto Adige, una terra che ho amato sin dal mio arrivo, e che mi era mancata e mancherà quando il mio ragazzo tornerà a Torino. Chi mi conosce sa quanto io sia affezionata alle mie Marche, una delle regioni più belle, per me. Ma in Trentino mi sono sentita a casa. Come se non fossi poi così distante. E poi, come già detto in questo post, adoro la gente amichevole del luogo. Adoro quelle montagne, i paesaggi, le città, il cibo. È stato bello poter passeggiare anche da sola tra le vie della piccola Rovereto, o rivedere Trento. Riuscire a scorgere qualcosa di nuovo, luoghi che non avevo avuto tempo di vedere in quell’occasione. Partecipare allo street food in compagnia del mio amore, sentirmi a casa. Davvero.

Ho visto poco di questa regione, ma ve la consiglio con tutto il mio cuore. So che ci sono altri luoghi meravigliosi, ma quel “poco” a me ha donato davvero tanto.

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Riflessioni

» Il fascino delle lettere non tramonta mai

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Oggi giornata di riflessioni.
Fiori piove, non c’è lo spirito giusto per uscire o fare qualcosa, e così l’alternativa è stare a casa, leggere, o scrivere.
Quanto mi manca la scrittura. Creare personaggi con le loro precise caratteristiche e storie differenti. Ideare ambientazioni, scegliere periodi storici o lasciar vagare del tutto la fantasia, fare ricerche, provare a cercare immagini da cui trarre maggiori spunti. Darsi un programma ben preciso e poi scrivere, scrivere, scrivere. Buttare giù parole, riempire pagine, oltrepassare le difficoltà nel definire i dialoghi, scegliendo i giusti toni, le diverse sfumature, per non far apparire tutti uguali, tutto troppo piatto. E ricercare quel briciolo di originalità che non è mai facile trovare, visto che oramai tutti hanno scritto di tutto.
Ecco. Vorrei tanto riuscire a scrivere ancora, come un tempo. Vorrei riprendere mano a quel romanzo chiuso in un cassetto per apportar modifiche che possano essere più attinenti alla me di ora. O magari scrivere di altro. Ma cosa? Vorrei avere la giusta ispirazione e il tempo necessario per essere sola e poter buttar giù idee senza interruzioni.

Oggi mi sono svegliata con questi pensieri e… con la voglia di ritrovare la macchina da scrivere che avevamo un tempo.
Alla fine non l’ho trovata. Forse, con mia disperazione, non l’abbiamo più (ne voglio assolutamente una per provare a scrivere lì, e magari scattare qualche foto più bella e particolare per inserirle su instagram). Però, ho trovato altro.

Delle lettere.
Le lettere dei miei genitori.

 

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Musica

» Non mi avete fatto niente!

Parliamo di... (1)

 

 

Guardando le ultime immagini di guerre inutili non posso fare a meno di pensare ancora a questa canzone. Un testo spesso travisato da molti italiani incapaci di andare oltre le semplici parole, e capirne il vero significato.

Guardare il video girato da Michele Placido significa comprendere. Perché non si possono ignorare certe scene, certi occhi, certe azioni. Tanti pugni nello stomaco che fanno affiorare lacrime, o farti sentire male. Perché il nostro mondo è sempre più macchiato, sempre più sporco, sempre più triste. Siamo quasi abituati a certe immagini, quasi come se guardassimo un film e non la vita reale. Sembra essersi quasi perso quel labile confine tra realtà e fantasia. INVECE, quei bambini che urlano, che piangono, che muoiono in maniera anche atroce, sono REALI. Le ultime immagini che provengono dalla Siria mi hanno spezzato ancora di più il cuore, ma spesso ci si ritrova inermi. Mi chiedo sempre… che cosa posso fare io? Cosa? Come può l’essere umano essere così tanto insensibile, così tanto Mostro?

 

 

10

Questa canzone condanna tutto questo, c’è un grido di rabbia, e un altro di lamento. Ma c’è anche la speranza, rappresentata dal sorriso di un bambino. Quella flebile fiammella che non andrebbe mai spenta, perché l’odio, la guerra, l’orrore possono spazzar via la tua felicità, quella gioia non può più tornare, ma non devono impedirci di vivere. Non devono vincere. Anche se non è facile, anche se la paura resta tanta. Anche se il dolore pulsa in maniera molto forte sotto pelle, nel tuo cuore.

Ed io oggi ne voglio parlare meglio sul mio blog. Perché spesso le canzoni possono aiutare a riflettere, a star meglio, a trovare risposte o anche quella minima forza di andare avanti. Ovviamente lo “analizzerò” dal mio punto di vista. Con immagini e parole. Non essendo una critica musicale non mi addentro troppo nella tecnica.

 

Quando leggo ancora diverse persone prendere in giro una canzone accusata – erroneamente – di plagio, ammetto che mi sale il nervoso, soprattutto per quella pochezza di mente e cuore che si avverte. Gente che pur di diventare “famosa sui social” e attirare like e condivisioni, spara a zero senza sapere, spesso con frasi inutili e ridicole. Quando, invece, questo brano deve arrivare a sempre più persone. E infatti, all’estero, ne capiscono molto di più. Proprio ieri ho visto un video di un ragazzo ucraino che piangeva vedendo queste immagini. Che capiva. E spero con tutto il cuore che con la partecipazione di Ermal Meta e Fabrizio Moro all’Eurovision, il 12 maggio prossimo, possa volare ancora più in alto. La mia speranza è che vinca, non per “patriottismo”, ma per il messaggio che vuole trasmettere. Ma anche se così non fosse, sarà importante la condivisione con un pubblico molto più vasto.

 

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Libri, Riflessioni

» Anime di Luce, i miei racconti, pezzi di me

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Ho sempre amato scrivere ma, come dice qualcuno, sono una fifona.
Lo sono sempre stata. Lotto da una vita contro me stessa: dovrei credere di più nelle mie capacità, dovrei smetterla di chiedermi cosa ne potranno pensare gli altri, e creare così pensieri esagerati che diventano emanazioni delle mie paure e mi impediscono di sognare e… tentare.

C’è stato un periodo della mia vita, in particolare, dove non avevo altre passioni da coltivare. Le persone amate erano lontane, e l’unica cosa che restava era quella pagina bianca da riempire con il frutto della mia fantasia. Anche un modo per esorcizzare le paure, il dolore.

E durante quei mesi ho iniziato a buttar giù storie e personaggi. A creare mondi. E mi faceva star bene.
Poi, all’improvviso, mi sono fermata. Sono arrivate altre passioni, come la fotografia e il Musical (in maniera più forte), nuove amicizie, nuove difficoltà e pensieri. Anche se ho sempre continuato a scrivere perlomeno i miei pensieri o recensioni varie su altri blog.

Qualche mese fa… la nostalgia si è fatta sentire. Ho ripreso quei racconti e li ho fatti leggere alla mia nipotina, la mia piccola e preziosa luce. Ho visto il suo sorriso, scorto il suo interesse. Quando mi ha detto di farne un libro, subito quell’idea si è insinuata nella mia mente.
Qualcuno che ha bussato alla porta del mio cuore ed è riuscito a passarci oltre, ha insistito tanto, mi ha spronato a smettere di essere fifona e buttarmi.

 

Be’, tutta questa premessa per dire che… mi sono buttata.

E questo è quello che è uscito fuori.

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Questo libricino qui è il frutto di tante giornate di rabbia e frustrazione per non riuscire a fare le cose per bene come dicevo io, ma anche di gioia. Perché non c’è niente di più bello che vedere una propria opera reale, tra le mie mani, vera e tangibile. Un piccolo sogno che ho trasformato da sola in realtà. Un piccolo regalo non solo per la mia nipotina e quella persona che ha creduto tanto in me, ma anche per me stessa. Perché potrò avere mille paure, potrò essere una fifona, potrò lagnarmi per giorni perché ci saranno delle imperfezioni – che vedo soprattutto io con la mia mania di essere perfettina – ma è tutto frutto del mio impegno, del mio cuore, del mio lavoro.

Di una ragazza che non è grafica, ma ha lo stesso modificato quella immagine e creato quella copertina che mi piace sempre di più nella sua semplicità.
Di una ragazza che non è scrittrice, ma ha voluto comunque buttarsi in questo progetto non affidandosi a nessuno, ma facendo leva solo sulle sue capacità. Anche se questo può comportare errori.

E quindi ve lo affido. A voi lettori che vorrete leggerlo, e sprofondare nei cinque racconti che parlano di luce e di ombre, di errori e paure, di speranza e amore e forse racchiudono messaggi che dovrei imprimere con forza nella mia mente e nel mio cuore, perché in ogni pagina c’è un po’ di me. E chissà, magari anche un po’ di voi.

Chi non ha mai incontrato il buio nella propria vita? Ma poi… dopo tanta oscurità, torna sempre la luce. Basta crederci, basta non smettere mai di sperare e di sognare.

Anime di Luce raccoglie al suo interno cinque racconti. Personaggi diversi, storie e mondi differenti, ma tutti uniti da un messaggio di speranza che spero possa arrivare anche a voi.

 

A tutti i bambini, ma anche a quegli adulti che non perdono mai la bellezza dei sogni.

 

 

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Viaggi

» Ricordi che profumano di… Trentino Alto Adige

Cosa fare durante una giornata di pioggia e freddo in pieno inverno?
Restare in casa e riempire il tempo con le tue passioni. E allora sali al pc, metti la musica e lasci che colmi un po’ il vuoto che a volte senti. Leggi un libro, cercando di vagare altrove… Oppure, cerchi di scrivere un po’. Parole ed emozioni.
Parole e ricordi.
Ricordi speciali di una settimana trascorsa in una regione che ha rubato un pezzo del mio cuore: il Trentino Alto Adige.

 

Ricordi del...

 

 

Non serve neanche riguardare le foto. Quei momenti sono impressi tutti lì nella mente e dentro l’anima. Giornate in cui ho provato quella felicità che non è sempre facile da raggiungere.
Come ho già detto in passato, ho concluso l’anno vecchio e iniziato il nuovo provando emozioni speciali e riuscendo a fare un po’ quello che amo. Conoscere nuovi luoghi, fotografare gli istanti, sorridere, ridere e non pensare almeno per un po’ alle difficoltà della vita.

Se penso al Trentino Alto Adige mi vengono subito in mente le montagne. Al mio primo arrivo a Rovereto ne sono rimasta incantata. Io le amo particolarmente, ma in quelle zone sono rimasta estasiata. Non smettevo di osservarle.

Ma penso anche ai tanti mercatini di Natale. Nonostante la festa fosse trascorsa, tra Rovereto, Trento, Riva del Garda e Bolzano (le città che ho visitato) si avvertiva ancora il suo profumo, quell’atmosfera magica che ti spinge un po’ a tornare bambina e a credere che qualcosa di bello possa ancora accadere.

E poi sono rimasta rapita dalla bontà delle persone. O perlomeno io ho davvero avvertito tanta gentilezza e simpatia. Mi hanno scaldato il cuore e fatto ricredere un po’ sull’umanità. Potrei essere esagerata, ma io tra quei luoghi mi sono trovata davvero bene. Forse – sicuramente – anche perché al mio fianco avevo qualcuno che è diventato molto importante per me.

E il cibo dove lo lasciamo? Canederli, speck, salamini, mortandela, carne salada… da amante dei salumi quale sono, sono rimasta estasiata da tutti quei sapori. Ho mangiato benissimo, ovunque, e… avrei voluto portare a casa di tutto e di più.

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