Libri

» Bruges, la Morta di Georges Rodenbach

Oggi fa di nuovo molto freddo.
Per fortuna tra le cose buone dell’inverno c’è il fuoco. Rimarrei ore accanto al caminetto ad osservare le fiamme, quel contorcersi delicato di quella linfa di luce, di calore. Però, ecco, avere il camino non è sempre una cosa ottima, perché poi è difficile lasciarlo, e fare qualcosa di utile.
Non sono un’amante del freddo, quindi potete capire bene che trascorrerei volentieri ore a letto, sotto caldi piumoni, o accanto al fuoco. Ma la vita scorre, va avanti, e non puoi restare immobile. Purtroppo.
Chiacchiere a parte, oggi voglio parlarvi di una lettura che mi ha sorpresa e incantata, soprattutto per lo stile, perché diciamolo la trama o meglio il suo finale è fin troppo chiaro sin dall’inizio. Sto parlando di un’opera di Georges Rodenbach: “Bruges, la Morta” nelle versione pubblicata da Fazi Editore.

L’ho scelto perché attirata non solo dalla consueta bellissima copertina – quanto adoro quelle realizzate da questa casa editrice? Troppo! – ma anche e soprattutto – come è chiaro – per la trama. E poi avevo voglia di leggere un autore nuovo per me, qualcosa di diverso. Ho sentito quella vocina insistente del libro e ho risposto. Ringrazio infinitamente la Fazi per avermi concesso questa opportunità!

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Libri

» “Figlie Sagge” di Angela Carter

Finalmente eccomi di ritorno sul blog!
Avevo così tanti progetti e idee, ma la vita all’improvviso ti frena, un po’ perché la tecnologia a un certo punto ti va contro (ma ora ho di nuovo il mio bel pc!), un po’ per problemi importanti che non ti danno neanche un attimo di respiro o che comunque non ti permettono di avere tempo e modo di creare un articolo che abbia senso, valore.
Però, l’importante è aver pazienza e così eccomi di nuovo qui per parlarvi oggi di libri, ma nei prossimi giorni anche del Natale!

In queste ultime settimane ho concluso due libri: “Figlie Sagge” di Angela Carter e “La Spia del Mare” di Virginia de Winter. Due letture completamente diverse, che però mi sono molto piaciute e vi consiglio. Dell’opera della De Winter vi parlerò in un altro momento, perché oggi voglio concentrarmi su un libro che mi ha colpita e stupita, tanto che davvero non immaginavo di trovarmi di fronte a una lettura simile. Pensavo di leggere altro, e in dei momenti mi sono ritrovata sia a sorridere sia a spalancare gli occhi per l’incredulità di alcuni avvenimenti ma, tutto sommato, alla fine l’ho trovata una lettura deliziosa, frizzante, briosa, particolare e originale!
Ringrazio la casa editrice Fazi per l’opportunità di leggerlo e recensirlo!

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Libri

» “Villette” di Charlotte Brontë

villette

 

 

Il sole sorpassa l’equinozio, le giornate si accorciano, le foglie si fanno secche; ma… sta arrivando.

Amo i classici. Credo che siano le letture più belle, quelle che anche a distanza di numerosi anni riescono a darti emozioni, a farti riflettere e hanno ancora qualcosa da dire, da comunicare.
Allo stesso tempo, però, sono anche quelle letture di cui è più arduo parlare, forse perché le più studiate, le più analizzate, soprattutto da persone più esperte, che magari hanno studiato in maniera approfondita alcuni autori, e che forse sono più competenti. Infatti, ogni volta per me diventa difficile esprimere i miei pensieri, eppure sono anche dell’idea che ognuno debba essere libero di condividere il proprio parere, giusto o sbagliato che sia. La bellezza dei libri sta nelle emozioni che ti provocano, nella ricerca e magia della parola, in cio’ che gli autori sanno trasmettere con la loro penna.

Di Charlotte Brontë avevo letto solo il suo romanzo più famoso: Jane Eyre. Un’opera che ho profondamente amato e che mi ha spinta ad amare la scrittura della stessa autrice. Attraverso la lettura anche di Villette, posso assolutamente confermare che Charlotte sia diventata una delle mie autrici preferite, al pari della cara Jane Austen.
Di Charlotte amo prima di tutto lo stile. Non saprei definirlo bene, ma adoro il suo modo di descrivere non solo i luoghi ma soprattutto gli stati d’animo ed emotivi dei personaggi. Lei sembra davvero analizzare i suoi personaggi, con delicatezza ma anche trasmettendo l’aspetto più impetuoso dell’animo umano. È come se fosse un’attenta osservatrice delle persone, e cercasse di trasportare su carta la loro essenza; oltre ovviamente a tratteggiare la società nella quale vive e in un certo senso a “criticarla”, mettendola così in mostra.

Di Charlotte però amo anche la sua voglia di rendere protagonisti dei personaggi che non sono belli e perfetti, ma anzi, hanno sfumature più cupe, e non sono dotati di questa grande bellezza fisica che spesso compare nelle letture più “moderne” e contemporanee. Come Jane Eyre, infatti, Lucy Snowe potrebbe apparire tranquillamente sullo sfondo, osservando la vita che scorre veloce, come mera spettatrice di persone molto più in vista, più belle. La loro bellezza fisica e civettuola, la loro determinazione, spiccano nonostante la frivolezza dei modi e dei pensieri, l’ignoranza e la superficialità nei rapporti e nei confronti della vita.

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Libri

Le nostre nature hanno strane predilezioni e antipatie: ci sono persone dalle quali ci allontaniamo istintivamente e che vorremmo evitare, per quanto la ragione le giudichi bene; ce ne sono altre, con difetti di carattere e d’altro genere abbastanza evidenti, accanto alle quali viviamo volentieri,  come se l’aria che le circonda facesse bene. 

~¤ Villette,  Charlotte Brontë. (Fazi Editore) ¤~