Libri

» Letture forti, ma consigliate #2: “Io non mi chiamo Miriam” di Majgull Axelsson

Recensione (2)

Torno a parlare di un libro con una tematica forte.
Una lettura conclusa qualche mese fa, ma di cui ancora non ho avuto la possibilità di parlare.
Un libro che ha subito attirato la mia attenzione e che consiglio a tutti di leggere.
Perché? Perché è originale, ben scritto, e nonostante parli di campi di concentramento, di una delle pagine più tristi della storia umana, riesce a entrare nel cuore, grazie a uno stile tale che ti trascina nella storia di una donna che per tutta la vita ha dovuto lottare per sopravvivere anche a costo di dover nascondere la sua vera identità, di appropriarsi del nome e della vita di un’altra, per poter andare avanti. 

“Io non mi chiamo Miriam” è un’opera di Majgull Axelsson, pubblicata pochi mesi fa dalla casa editrice Iperborea. Narra la storia di Miriam, un’anziana signora svedese che il giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, dopo aver ricevuto come regalo un bracciale d’argento, un pezzo di artigianato zingaro, rivela una frase che turba i suoi famigliari: “Io non mi chiamo Miriam”, appunto.

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Arte, Fotografia, Libri, Musica, Teatro, Viaggi

» Un 2016 difficile, e tante speranze per il nuovo anno.

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San Benedetto del Tronto ♦ Foto di Marta Peroni

Quando ho bisogno di riflettere o semplicemente di staccare la mente, solitamente guardo il mare o un tramonto. Per questo ho deciso di inserire questa foto, fatta qualche settimana fa a San Benedetto del Tronto, luogo in cui trascorrerò proprio le ultime ore di quest’anno non proprio facile, soprattutto dal punto di vista emotivo.

Più leggo e sento parlare le persone e più mi accorgo che il 2016 è stato un anno duro un po’ per tutti – o quasi! Ci sono stati comunque i soliti fortunati, beati loro! – e finalmente sta finendo… ma non diciamolo troppo forte, mancano ancora due giorni, e i rischi sono ancora alti! (Corna a volontà, tiè!).

Gli ultimi giorni di dicembre sono i momenti giusti per fare ordine, per fermarsi un attimo e ripensare ai mesi passati. Non so se succede anche a voi, ma io mi sento molto più stanca, come se tutto il peso dell’anno mi crollasse sulle spalle, per poi svanire pian piano con l’avvento del nuovo. Ho un po’ paura per quello che sarà il 2017, ma spero che possa regalarmi qualcosa di bello, anche se ad essere sincera non sprizzo una grande positività. Di progetti se ne fanno tanti ma, il 2016 mi ha anche insegnato che spesso programmare la vita non serva a granché, perché improvvisamente succede qualcosa che ti ferma, ti impedisce di portare realmente a termine quanto avevi programmato.

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Libri

» Fiabe Islandesi

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L’Islanda è uno dei luoghi che mi piacerebbe vedere un giorno, affascinata dai suoi paesaggi, da quella terra di ghiaccio e di fuoco che affascina e sorprende. I paesi nordici hanno sempre destato in me una grande curiosità, una gran voglia di prendere e partire, per poter passeggiare non solo tra le strade delle città, ma anche e soprattutto nella natura, in quei vasti spazi che credo possano regalare molto all’anima. Purtroppo ancora non ho avuto questa fortuna, ma… restano ancora lì, impressi nei miei pensieri, all’interno di una speranza che spero di poter rendere realtà un giorno.
Proprio per questo mio amore, quando ho scoperto – purtroppo, come al solito tardi! – la casa editrice Iperborea, qualcosa è scattato subito. Curiosità, interesse, passione, voglia di ampliare le mie letture, di allargare i miei interessi, per scoprire anche la scrittura, i classici, le fiabe e le opere di questi paesi. Iperborea fa proprio questo. È una casa editrice specializzata in uno scopo importante: far conoscere la letteratura dell’area nord-europea nella nostra Italia. Svezia, Danimarca, Norvegia, Islanda, Estonia, Olanda, Belgio.
Tra Narrativa, Saggi e anche Gialli ci sono anche le leggende e i miti di queste zone. E io ho subito richiesto le “Fiabe Islandesi”, curiosa di saperne di più, di perdermi tra quelle pagine e scoprire il folclore di quella terra meravigliosa.

Ringrazio di cuore la casa editrice per questa opportunità!

Solitamente non do una grande attenzione alle copertine, o meglio, penso che l’occhio voglia la sua parte, quindi una copertina può attirare molto, ma è anche vero che se poi il contenuto non è così interessante, poco importa la bellezza “esteriore”. Ma in questo caso, oltre al contenuto, ho adorato immensamente anche come il libro è “rivestito”.

Non le ritengo molto fiabe per bambini, ma così come non lo sono quelle più classiche e maggiormente conosciute. Se si va a pensare alla loro vera essenza, non hanno delle immagini così belle e gioiose come la Disney ha mostrato. Però allo stesso tempo, come tutte le storie del genere hanno un insegnamento da regalare. All’interno ci sono immagini forse un po’ forti: da squartamenti, a bambini uccisi appena nati, e altre morti; seppur tutto sia scritto con la consueta semplicità.

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