Libri

» Il Mago di Oz, di L. Frank Baum

Recensione (10)

 

 

– E che mi dici del mio coraggio? – intervenne il Leone.
– Sono certo che ne hai da vendere, – replicò Oz.  – Ti serve solo un po’ di fiducia in te stesso. Non esiste creatura vivente che non abbia paura di fronte al pericolo; il vero coraggio sta proprio nell’affrontarlo pur essendone spaventato, e di questo genere di coraggio ne hai in abbondanza.

 

 

 

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© Una valigia ricca di Sogni

Penso che l’essenza di questo libro stia tutta qui. Nelle parole che il Mago di Oz riserva a ogni membro della “compagnia” di Dorothy, in modo particolare al Leone: bisogna avere fiducia in se stessi, credere nelle proprie capacità, perché sono solo la paura e la sfiducia a farci credere di non avere cuore, cervello, e coraggio.
Siamo spesso alla ricerca di qualcosa che ci manca, di quello che potrebbe renderci più felici di quanto siamo, ma che in realtà non ci accorgiamo di avere già. Proprio vicino a noi, dentro di noi.

Non mi va di analizzare questo libro andando a cercare i possibili riferimenti politici che potrebbe avere. Se volete scoprire qualcosa di più, capire cosa l’autore volesse inserire tra quelle righe, avete il web a disposizione e persone con molta più conoscenza di me a riguardo.
Voglio prenderlo come una semplice fiaba, come un racconto per bambini, ma che allo stesso tempo può essere importante anche per gli adulti.

È uno di quei libri che volevo leggere da sempre. Stava lì, nella libreria del mio ragazzo, e non ho resistito. Volevo andare in quel mondo al di là dell’arcobaleno, volevo seguire la piccola Dorothy e i suoi amici lungo il percorso – spesso non facile – che li avrebbe portati dal grande e potente – quanto ciarlatano – Mago di Oz per ottenere quelle quattro cose che potessero renderli veramente felici.
Un cervello per lo Spaventapasseri.
Un cuore per il Taglialegna di Latta.
Il coraggio per il Leone Codardo.
E il ritorno a casa, nel Kansas per Dorothy.

 

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Libri

» Follia, di Patrick McGrath!

Recensione (9)

 

Ma scusa, provai a dirle, in cosa credi che consista il tradimento? Nell’andare a letto con qualcuno, o nella possibilità di distruggere, andandoci, la felicità di qualcun altro? Non è mai il fatto nudo e crudo, sono le conseguenze che avrebbe se si venisse a sapere: l’atto in sé è insignificante.

 

Chi può stabilire cosa sia la follia? Chi sia folle o meno?
Cosa si intende per follia
Domande, riflessioni, turbamenti.
Tutto ciò scaturisce dalla lettura di questo bellissimo quanto perturbante romanzo di Patrick McGrath.
Cresciuto durante l’infanzia nel manicomio criminale dove lavorava suo padre, il tema della follia non può non essere di suo interesse. Ed è perfettamente analizzato in questo libro, il cui narratore è proprio uno psichiatra, Peter Cleave, che guarda e descrive la storia con occhio clinico, apparentemente distaccato. Ma dobbiamo tenere gli occhi ben aperti su questo personaggio!

Ho notato diverse volte questo libro, ho sentito molte persone consigliarlo e, infine, complice un mercatino dell’usato ho deciso di portarlo a casa con me. L’ho letto qualche settimana fa e sono stata totalmente coinvolta dalla storia, tanto da non riuscire davvero ad abbandonarla. Lo stile di McGrath infatti ti trascina totalmente nella psiche dei personaggi, e ti spinge a indagare, a comprendere, e cercare di trovare la risposta a molti quesiti, a immaginare la soluzione di certe scelte, come piccoli detective curiosi.

Follia è caratterizzato da una forte tensione narrativa, da una sorta di senso di soffocamento, e di ansia. Almeno per me.

 

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Libri

» Efemeridi, storie, amori e ossessioni di 27 grandi scrittori, di Cesare Catà

Recensione (8)

 

«Sono promessa, John, non possiamo più vederci. Mi sposo tra sei mesi con un altro»;
«Allora perché sei qui?»;
«Perché ero troppo curiosa di sapere come finisce la storia».
«Quando Beren morì, Lúthien cantò per notti innumerevoli il suo dolore, con un canto talmente triste e sublime da commuovere persino Manwë, il signore della morte. Il quale concesse a Lúthien due vie per smettere di soffrire: rimanere un’elfa, dimenticando per sempre Beren e quanto sofferto finora, in un oblio di pace; oppure scegliere una vita con Beren, ma una vita mortale, senza certezza né di gioia né di dolore. La principessa degli Elfi scelse la seconda possibilità, e visse con il suo amore molti anni felici, sino a che entrambi morirono, l’uno al fianco dell’altra. Come si erano promessi tanto tempo prima, nel bosco, la prima volta che si videro».

Nel cimitero di Wolvercote, poco fuori Oxford, timidamente si mostra la lapide sobria e raffinatamente ornata di fiori di una donna chiamata Edith Bratt Tolkien Lúthien, morta nel 1971; e, a fianco ad essa, una seconda lapide, di un uomo deceduto appena diciannove mesi più tardi, chiamato John Ronald Reuel Tolkien Beren – professore, scrittore, geniale cantore, inventore di mondi.

 

 

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Libri, Riflessioni

» Sfumature di Sogni, i miei pensieri su più libri!

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Il tempo scorre veloce, come sabbia che scivola tra le mani. 
Impossibile da trattenere. Impossibile da conservare, fermare, bloccare. 
Ed io non ho trovato il modo di tornare prima qui, accumulando post su post, idee varie, e diversi libri che ho letto in questi ultimi mesi e di cui vorrei parlare. Ho attraversato un periodo non facile, e non voglio giustificarmi sempre. Ma tra malesseri fisici, emotivi, foto da sistemare, nipotina meravigliosa a cui donare il mio tempo, non ho avuto proprio la testa di mettermi al pc e aggiornare con costanza questo spazio.

Ma questi, forse, sono giorni di tranquillità dove posso quantomeno sperare di recuperare un po’!

Voglio iniziare con una sorta di nuova rubrica, o meglio, non avendo il tempo materiale di creare diversi post su ogni libro letto, ne creo uno con delle “pillole” di pensieri su diverse letture che mi hanno tenuto compagnia negli ultimi mesi. Poche chiacchiere, pensiamo ai libri!

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Libri

» Novecento, di Alessandro Baricco

 

Recensione (7)

 

 

Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento.
Un nome particolare per una figura altrettanto particolare e degna di nota.
Un nome dato a un bambino trovato su una nave – Virginian – diretta in America. Quel luogo tanto sognato, pieno di speranze, di una nuova vita.
Un bambino lasciato sopra un pianoforte. Uno strumento che diventerà parte integrante della sua anima, un prolungamento del suo corpo, la realizzazione della poesia che si annida nel suo cuore.

Ogni volta che entravo in libreria scorrevo con gli occhi i vari titoli di Alessandro Baricco. Ammetto, in tutta sincerità, di non aver mai letto nulla di suo prima di ora, ma sono sempre stata curiosa. Tentata. E finalmente ho potuto sanare un po’ di curiosità, prendendo due titoli dalla libreria del mio ragazzo. Novecento, che ho divorato nel giro di pochissimo, e Seta (che, invece, devo ancora leggere).
Di Novecento sapevo la storia perché incantata dalla trasposizione cinematografica che, ora posso dirlo, rappresenta al meglio – almeno per me – quanto scritto in quelle pagine. Ho amato il film. Totalmente. È difficile che un film possa ricreare tutte le sfumature di un libro, ma a mio avviso con La Leggenda del Pianista sull’Oceano ci sono riusciti!
Ho amato il libro. E ogni volta che scorrevo quelle righe rivedevo le immagini del film, come se la voce stessa degli attori risuonasse nelle mie orecchie.

Più che un romanzo, è un lungo racconto teatrale che scorre in maniera veloce ma che profuma di emozioni, storia, sentimenti e soprattutto… musica.
Una musica che puoi provare a immaginare, che scorre tra quelle parole, e prende vita.

La musica Jazz. 

 

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Libri

» “On Writing” di Stephen King

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King.

Io non leggerò mai, King.

Dicevo. Ma oramai ho imparato che non si deve mai dire mai nella vita. Perché all’improvviso qualcosa succede e ti spinge ad andare oltre quel “mai”.
Sono una persona curiosa e, anche se dopo molto pensare, sono capace di andare oltre i miei dubbi e pregiudizi. Che poi nel caso del re dell’horror non sono stati i pregiudizi a frenarmi ma… la paura. Non amo molto il genere. Anche se da bambina vedevo molti film che ora, in modo assurdo non avrei il coraggio di rivedere. (Ma posso essere fatta così male?). E appunto, quando ero ancora molto piccola sono stata traumatizzata da IT. Ora, in molti dicono che il film non è come il libro (come spesso accade), però quel trauma ha molto bloccato la mia voglia di leggere le sue opere.
Poi sono cresciuta. Durante l’adolescenza non amavo leggere libri con troppe pagine e quando ho visto proprio quel titolo a casa di un’amica mi dicevo “No, non potrei mai leggerlo”.
Gli anni sono passati e io ho iniziato a leggere volumoni, provando piacere nel tuffarmi tra tutte quelle mille e più pagine. Bene. Sempre coerente con il mio pensiero.

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Libri, Riflessioni

» Un piccolo estratto di “Anime di Luce”

AnimediLuce_IlMioLibro

Qualche giorno fa ho trovato un interessante articolo su Facebook che mi ha fatta emozionare e un po’ tornare indietro nel tempo.

Mi rivedo lì, davanti a un pc, a cercare immagini dalle quali trarre ispirazione per una storia da scrivere. Un breve racconto, fatto di luce e di ombra, di una bambina e la sua solitudine, e un percorso da intraprendere per capire chi sia in verità.
Poi ho trovato delle foto, che mi hanno incantata e subito è scattata la scintilla. Quell’ispirazione che ti coglie e devi prendere al volo. E ho scritto, scritto, scritto. Di loro, personaggi che hanno preso vita tramite le mie parole.

C’è un luogo magico in Inghilterra, dove statue riposano sul terreno. Dove la natura regala giochi di colore e incanto. Dove una dama riposa, e un buffo gnomo sembra osservarti con i suoi grandi occhi blu. Magia. Incanto. Fantasia. Tutte chiavi importanti presenti nei miei racconti.

Ho deciso così, grazie a queste immagini, di donarvi un piccolo estratto di uno dei miei racconti. Spero che possa piacervi e incuriosirvi. E se così fosse, alla fine dell’articolo troverete i link tramite i quali potrete comprare il mio libro, in formato cartaceo o ebook!

Ah, intanto questo è il sito di questi meravigliosi giardini. Se riuscite ad andarci, potrete vederli con i vostri occhi, no?

http://heligan.com

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