Libri

» Piccole Fiabe per Grandi Guerrieri di Matteo Losa

Recensione (6)

 

 

 

Quando vedete questo libro giallo negli scaffali di una libreria, vi invito a non passare oltre. Prendetelo tra le vostre mani, sfogliatelo, guardate le illustrazioni e, se avete tempo, leggete la prefazione. Poi portatelo a casa, e lasciatevi rapire il cuore da quelle fiabe che nascondono molto di più. Messaggi profondi, intrisi di speranza, una sorta di aiuto contro il male. Un male molto radicato nella nostra epoca: il cancro.

 

Matteo Losa sa bene cosa sia questa malattia, perché combatte contro questo “lupo cattivo” da ben 11 anni. Operazioni, dolore, difficoltà che molti di noi – io in primis – non possiamo comprendere a fondo, ma solo provare a immaginare. Sin dalla prefazione comprendiamo bene il messaggio che vuole far passare. Perché ha scelto proprio le fiabe come forma letteraria per parlare di una tale malattia?
Perché le fiabe non si fermano a raccontare l’esistenza di un drago, ma insegnano ai bambini – e agli adulti – che quel mostro può essere sconfitto. O, perlomeno, donano una speranza. 
Una parola così importante per tutti noi, ma in particolare per chi cerca di sopravvivere a un male che cerca di abbatterli, di fermare la vita, la propria esistenza, i propri sogni…

 

 

Perché ciò che fa davvero la differenza nella vita è sognare un lieto fine che dia significato alle sofferenze e coltivare la speranza di raggiungerlo.

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Libri, Riflessioni

» Uno sguardo alle letture dell’anno passato…

 

Riassumendoil 2017...

 

 

Lo so, il 2018 è iniziato da quasi un mese e io arrivo sempre tardi.
Vorrei poter dare tutta la colpa della mia assenza a motivi esterni, ma la verità è che nel prendere questo blog come una passione, più che un lavoro (perché del resto, purtroppo per ora così non è), rimando sempre ogni possibile post e mi ritrovo con la testa piena di pensieri, mille idee da scrivere e nulla di concreto pubblicato.
Dovrei forse modificare il mio pensiero. Vederlo come una sorta di lavoro, e iniziare a scrivere realmente ogni giorno, come consiglia anche King nel suo “On Writing” la mia ultima, splendida, lettura. Anche di questa dovrei parlare, ma partiamo con ordine.

Se penso al 2017 mi vedo soprattutto con una reflex tra le mani, pronta a cercare di catturare emozioni. Sì. Perché sono sempre più convinta che lo scopo di una foto (così come di altre forme di arte e creatività) sia quello di trasmettere qualcosa. Ed è quello che ho cercato di fare e che continuo a tentare. Ho fotografato tanto: luoghi, spettacoli, danza, eventi. Ho cercato di catturare sguardi, emozioni, istanti, ricordi. Ho ricevuto complimenti ma, allo stesso tempo, anche critiche da me stessa. Perché c’è sempre quella voglia di migliorare, di scoprire gli errori – più tecnici – e di far qualcosa di buono, migliore.

È stato l’anno in cui mi sono messa un po’ in gioco. In cui ho deciso di affrontare piccole paure e di provare. In cui ho affrontato un piccolo viaggio da sola pur di avverare un sogno fatto di musica, ma anche uno più lungo per cercare di uscire dal mio guscio.
L’anno di nuove conoscenze, di amicizie approfondite, di emozioni, tanta musica, un pizzico di teatro e nuovi luoghi da ammirare. Scoprendo così ancora di più quanto sia bella la nostra Italia.

Sul fronte letture, mi sono accorta che negli ultimi anni non sono riuscita a leggere tantissimo, però il 2017 mi ha regalato anche molti libri belli e posso dire nessuna delusione grave.
Ho letto 28 libri in totale (molto pochi rispetto ad altri bookblogger, lo so), ma molti ne consiglio. Mi sono tolta alcune curiosità, non sono riuscita ad apprezzare – purtroppo – fin in fondo libri ritenuti capolavori, ma… sono soddisfatta. Anche se avrei voluto leggere di più. Spero che il 2018 mi dia la possibilità di recuperare diverse letture che ho tra la libreria cartacea e quella digitale.

Ma veniamo a noi. Ecco la mia lista di libri letti, con un breve pensiero. Inizio da quelli più amati!

Nella Top 5 rientrano sicuramente questi:

 

 

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Libri

» “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli”

Prima di iniziare con le mie riflessioni su quello che ritengo un libro bellissimo che tutti dovrebbero avere nelle proprie librerie, vi invito – se vi va – a seguirmi sui miei canali social. In realtà li trovate anche sulla barra a destra di questo blog, ma anche nella mia presentazione.

Da pochi giorni, però, ho deciso di aprire un secondo account Instagram, il social che uso maggiormente e che quindi mi permetterà di essere più attiva (purtroppo per il blog ho poco tempo e modo, ma torno sempre!) e di condividere con voi tutte le mie letture e i sogni che rendono la vita meno amara. Mi trovate qui: @M.Sognatrice ! Io vi aspetto, ma anche sulla pagina facebook e sul mio twitter!

Ma ora passiamo al libro!
Sicuramente rispetto ad altri arrivo – come al solito – tardi. Però ve ne devo parlare, assolutamente! Io ve lo stra-consiglio. Non solo per i vostri bambini (sì, perché non farlo leggere anche ai maschietti per educarli al meglio al rispetto delle donne fin da piccoli?), ma anche per gli adulti.
Personalmente l’ho acquistato per fare un regalo alla luce della mia vita: la mia nipotina! È la persona che amo di più e per la quale farei di tutto – o quasi! -. Una bambina adorabile e intelligente alla quale auguro di credere sempre con forza ai suoi sogni, perché – come insegnano anche le storie vere di questo libro – se vuoi davvero qualcosa, la puoi ottenere! Basta essere determinati, crederci davvero, non permettere a nessuno di tarparvi le ali e la vostra libertà, e soprattutto essere sempre curiosi.

 

 

bimberibelli

 

 

 

Alle bambine ribelli di tutto il mondo:

sognate più in grande,
puntate più in alto,
lottate con più energia.
E nel dubbio ricordate:
avete ragione voi.

 

 

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Libri

» L’arte di essere fragili, di Alessandro D’Avenia

davenia

Ci sono libri che ti chiamano a sé e che rappresentano un valido rifugio dove rintanarti, una mano amica pronta ad alleviare le sofferenze, i dolori, e a farti aprire gli occhi, regalando al tuo cuore tenere emozioni e una sorta di slancio, di incoraggiamento ad osservare la vita con sguardo diverso.
A inizio anno non stavo bene. Ho deciso di seguire le emozioni negative, buttandomi su una lettura bellissima quanto densa di sofferenza, almeno per me. Perché nelle parole di Sylvia Plath, e nei suoi diari, io mi sono così ritrovata, da cadere in una sorta di limbo dal quale non riuscivo ad uscire.
Ve ne avrei voluto parlare nel blog, ma… non riesco a riprendere quel libro tra le mie mani. È la prima volta che segno così tante frasi. La prima volta che sento mie tante sue parole, sofferenze, paure. Tanti pensieri. La Plath non ha avuto una vita facile. Né una morte felice. Ed io mi sono sentita così in sintonia con lei, da sprofondare in un momento di vera angoscia. Forse perché entro in forte empatia con quello che leggo, il che non sempre è un bene.

Comunque questa premessa è solo per dire che poi ho deciso di affidarmi alle parole di D’Avenia e alle sue lettere al mio caro Leopardi.
Molti di voi potranno dire: Leopardi? Il poeta della tristezza e della depressione? Bel modo per tirarti su!

Ma io l’ho sempre amato. E D’Avenia te lo fa conoscere meglio, ti mostra una visione diversa di questo povero poeta così bistrattato. Leopardi in realtà amava la vita. Giacomo e Alessandro sono riusciti ad aiutarmi a uscire da quel periodo complicato, facendomi riscoprire ciò che più amo: l’arte delle piccole cose e che non importa quanto tu sia fragile. Da quelle paure e insicurezze, puoi trovare una luce, delle ali per svoltare la tua vita e vederla densa di nuovi colori. Perché è proprio dietro quella fragilità che si nasconde, in realtà, una grande forza.

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Libri

» Amiche di Penna, di Marosella Di Francia e Daniela Mastrocinque

Buon 2017 a tutti!
Allora, come avete iniziato questo nuovo anno? Concerto in piazza, cenone e ballo, o semplicemente a casa, al caldo e al tepore degli affetti?
Io quest’anno sono riuscita finalmente a fare di nuovo un capodanno come piace a me: pur dovendo affrontare il freddo – che io non sopporto! – mi sono buttata in piazza, più precisamente a San Benedetto del Tronto per andare ad assistere al concerto dei La Rua. Lo so, ne parlo anche troppo in questo blog, ma quando un gruppo, degli artisti, sono capaci di donarti tanto, ti aggrappi con forza alla loro musica, ai loro sorrisi, alla loro follia, energia, passione, per ritrovare il sorriso che purtroppo troppo spesso svanisce.
Ho passato una bella serata/nottata con una delle mie amiche più care, e con la loro musica. Posso solo dire loro grazie. Un grazie immenso.
Se poi un solo “Ciao Marta” scalda così tanto il cuore…

Tuttavia questo nuovo anno ancora fa fatica a iniziare bene per me. Mi sono posta l’obiettivo di non programmare troppo – visto gli ultimi eventi, che mi hanno portata a vedere svanire tutti i miei progetti – ma a vivere il momento, con un pizzico di avventura e speranze. Però non so trovare ancora felicità. Nè quella spinta giusta per prendere la vita e renderla un capolavoro. Mi manca il coraggio di fare, la voglia, dovrei eliminare la pigrizia e la tristezza, l’insicurezza e la rabbia, e far qualcosa di buono… per me…

Comunque, iniziamo il nuovo anno con una nuova recensione, o meglio, come dico sempre, una semplice chiacchierata, espressione dei miei pensieri sui libri letti.

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Libri

» La Spia del Mare, di Virginia de Winter

Ieri avevo scritto un articolo ma, con la mia solita fortuna, la mia connessione ha avuto problemi e ho perso tutto.
Non ricordo esattamente ciò che avevo buttato giù, ma spero di riuscire a scrivere di nuovo e in maniera sensata i miei pensieri su una della mie recenti letture.
Queste ultime settimane sono state dense di problemi e impegni, per non parlare anche dell’influenza che dopo anni ha deciso di colpirmi, ma ho letto, e difatti ho alcuni libri su cui vorrei esprimere i miei pensieri e condividerli con voi. Oggi, in particolare, voglio parlarvi di un’autrice italiana – Virginia de Winter – che mi ha molto colpita per la sua saga “Black Friars” – le cui recensioni potete trovare QUI, QUI, QUI e QUI -, soprattutto per la capacità che ha di mischiare insieme più elementi e donarci storie piene di azione ed emozione. In particolare, però, quello che ho sempre apprezzato nei suoi romanzi e anche ne “La spia del mare” pubblicato da Mondadori, è la sua cura nelle descrizioni, la sua attenzione per la storia, i luoghi, e le leggende che è capace di rielaborare in modo adeguato alle sue trame. E il suo stile, raffinato, elegante, a tratti lirico.

La Spia del Mare mi ha colpito leggermente meno della saga di Black Friars, forse perché ho trovato delle somiglianze soprattutto tra i personaggi, con questa “eroina” forte e coraggiosa, circondata da un gruppo di affascinanti uomini, verso i quali è impossibile non provare attrazione. Però mi è piaciuto, e ve lo consiglio per una serie di motivi che via via esporrò.

 

 

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Libri

» “La Fattoria degli Animali” di George Orwell

Il 2016 non si sta dimostrando per niente un anno facile. Non dirò che non ci siano stati dei bei momenti, ma… dal punto di vista delle emozioni negative, non è stato per nulla semplice. Non solo moti che turbano l’animo a causa di persone che dopo anni hanno rivelato la loro vera natura, pugnalandoti alle spalle, ma anche problemi più gravi che non hanno ragione però di essere rivelati in questo blog, e il terremoto che mi ha scombussolato il cuore e la mente. La mia amatissima regione – Le Marche -, insieme all’Umbria e Lazio sono state sconvolte da diverse forti scosse che hanno deteriorato quella parvenza di sicurezza e tranquillità che pensavo di aver riacquistato dopo quella di agosto. Non è facile, non lo è per niente. Perché di fronte a questi eventi capisci quanto in realtà noi esseri umani possiamo essere spazzati via in pochi secondi, quanto la nostra vita – che possiamo amare o meno – possa essere distrutta da una natura feroce che non guarda in faccia a nessuno.

Comunque non voglio rinunciare al mio spazio, la vita va avanti, e in questo angolo virtuale io voglio regalare al mondo un pezzettino non solo di me, ma anche di quella bellezza che può rendere più dolce la vita.

Torno dunque a parlare di libri, portando su “carta” i miei pensieri su un libro molto conosciuto e studiato, sicuramente da molti, e che merita di essere letto da chi ancora è in dubbio o non ha avuto il modo di farlo. Sto parlando, come si evince dal titolo, di “La fattoria degli animali” di George Orwell.

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