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» Vincoli, di Kent Haruf

recensione

 

« E voglio pensare che fu bello come può esserlo certe volte, quando sei con la persona giusta e sei la persona giusta per l’altro, quando stare insieme è bello per tutti e due, perché Edith meritava anche quello. »

~ Vincoli, Kent Haruf ~

 

Vincolo.
Laccio.
Un legame particolarmente stretto di natura affettiva, morale, sociale. 
Un limite a una libertà.

È con la definizione di vincolo che apro la mia recensione a questo splendido libro con il quale ho dato avvio alle letture del 2019. Un libro meraviglioso, un’altra importante conferma della scrittura e del talento di Kent Haruf.
Autore che ho conosciuto con la Trilogia della Pianura, per poi continuare con il dolce e malinconico “Le nostre anime di notte”.
Vincoli. Il romanzo d’esordio di un autore che ormai posso dire veramente di amare, perché non mi ha mai delusa, ma anzi, è riuscito a conquistarmi sempre.

Vincoli.  Un titolo perfetto.

Tornare a Holt, per me è come tornare a casa.
Un territorio lontano dalla mia realtà, ma nel quale trovare sempre un rifugio speciale.
Quando torni nella campagna del Colorado sai che devi preparare il tuo cuore a diverse emozioni: alcune belle, altre tristi e piene di rabbia. Perché Haruf continua a descrivere scene di vita quotidiana, a scandagliare l’animo umano, a narrarti le vicende di persone semplici ma che hanno tanto da raccontare, da donare a te, lettore. Ed è facile amare tanto alcuni personaggi, ma anche odiare o disprezzarne altri.
In questo primo romanzo però abbiamo un Haruf in un certo senso diverso. Ai suoi inizi.
Non c’è più quello stile “scarno” al quale mi ero pian piano abituata. Quello stile essenziale, preciso. Con poche frasi che comunque arrivano dritte al punto, che evocano un mondo che sta poi a noi immaginare. In questo romanzo d’esordio le descrizioni si fanno più attente e minuziose, eppure, si avverte sempre l’essenza dell’autore, quel suo modo particolare di farci scoprire l’animo umano, le tradizioni, e le scelte di vita senza giudicare mai, quel suo modo unico di mescolare la cattiveria dell’animo umano a quei gesti colmi di gentilezza che sono come una lieve carezza sul cuore.

 

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» “Le nostre anime di notte” di Kent Haruf

Recensione (4)

 

Ci sono autori che ti colpiscono in modo particolare e di cui vorresti leggere tutte le opere.
Kent Haruf è uno di questi.
L’ho scoperto navigato in rete. Ho visto i commenti entusiastici di molti lettori, e mi sono fatta prestare – ma conto di comprare presto – la Trilogia della Pianura. Lì mi sono persa tra storie che hanno il sapore del quotidiano, della vita semplice, con i suoi sprazzi di luce e di buio. Storie di persone con i loro rimpianti, le gioie, i dolori, le difficoltà e la speranza. Quella voglia di ricominciare quando tutto ormai sembra perso, e di riprendere a vivere. Attimi di vite tratteggiate con uno stile semplice ma, per me, speciale.

Con frasi semplici e leggere, e l’uso massiccio di dialoghi, Haruf ci trascina con sé ad Holt una piccola cittadina dove va in scena… la vita.
Sì, quella di tutti i giorni. Ma in un territorio piccolo e anche chiuso, dove tutti sanno tutto, dove le chiacchiere scorrono velocemente, e spesso il cervello resta chiuso di fronte ad altre “aperture”. Troviamo anziani colpiti da malattie che portano alla morte, che si ritrovano a far un viaggio indietro nella propria esistenza, cercando di affrontare quei momenti di ombra, quelle scelte sbagliate. Rimpianti e rimorsi e la ricerca di una speranza finale.
Donne sole e ormai anziane che soffrono per amori sbagliati e scelte che hanno fatto loro del male, ma che riscoprono in una bambina e nelle piccole cose di tutti i giorni il piacere, quel pizzico di gioia che dà sapore alla vita.
Troviamo una ragazza incinta, cacciata di casa, che trova riparo proprio nel luogo più inconsapevole e strano: in una casa in cui vivono due uomini, due fratelli (quanto li ho adorati! Quanto ho pianto!), scapoli e dediti solo alla loro fattoria, alla loro terra e ai loro animali. Quella che apparirà come una cosa strana e assurda, diventerà un motivo per cambiare la propria vita, per uscire fuori dal guscio, per ritrovare un motivo di riscatto. E poi cambiamenti, difficoltà, incomprensioni. Mancanza di apertura nei confronti del prossimo, ma anche teneri gesti che fanno ancora credere nella bontà dell’essere umano, nonostante tutto.

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Libri, Riflessioni

» Uno sguardo alle letture dell’anno passato…

 

Riassumendoil 2017...

 

 

Lo so, il 2018 è iniziato da quasi un mese e io arrivo sempre tardi.
Vorrei poter dare tutta la colpa della mia assenza a motivi esterni, ma la verità è che nel prendere questo blog come una passione, più che un lavoro (perché del resto, purtroppo per ora così non è), rimando sempre ogni possibile post e mi ritrovo con la testa piena di pensieri, mille idee da scrivere e nulla di concreto pubblicato.
Dovrei forse modificare il mio pensiero. Vederlo come una sorta di lavoro, e iniziare a scrivere realmente ogni giorno, come consiglia anche King nel suo “On Writing” la mia ultima, splendida, lettura. Anche di questa dovrei parlare, ma partiamo con ordine.

Se penso al 2017 mi vedo soprattutto con una reflex tra le mani, pronta a cercare di catturare emozioni. Sì. Perché sono sempre più convinta che lo scopo di una foto (così come di altre forme di arte e creatività) sia quello di trasmettere qualcosa. Ed è quello che ho cercato di fare e che continuo a tentare. Ho fotografato tanto: luoghi, spettacoli, danza, eventi. Ho cercato di catturare sguardi, emozioni, istanti, ricordi. Ho ricevuto complimenti ma, allo stesso tempo, anche critiche da me stessa. Perché c’è sempre quella voglia di migliorare, di scoprire gli errori – più tecnici – e di far qualcosa di buono, migliore.

È stato l’anno in cui mi sono messa un po’ in gioco. In cui ho deciso di affrontare piccole paure e di provare. In cui ho affrontato un piccolo viaggio da sola pur di avverare un sogno fatto di musica, ma anche uno più lungo per cercare di uscire dal mio guscio.
L’anno di nuove conoscenze, di amicizie approfondite, di emozioni, tanta musica, un pizzico di teatro e nuovi luoghi da ammirare. Scoprendo così ancora di più quanto sia bella la nostra Italia.

Sul fronte letture, mi sono accorta che negli ultimi anni non sono riuscita a leggere tantissimo, però il 2017 mi ha regalato anche molti libri belli e posso dire nessuna delusione grave.
Ho letto 28 libri in totale (molto pochi rispetto ad altri bookblogger, lo so), ma molti ne consiglio. Mi sono tolta alcune curiosità, non sono riuscita ad apprezzare – purtroppo – fin in fondo libri ritenuti capolavori, ma… sono soddisfatta. Anche se avrei voluto leggere di più. Spero che il 2018 mi dia la possibilità di recuperare diverse letture che ho tra la libreria cartacea e quella digitale.

Ma veniamo a noi. Ecco la mia lista di libri letti, con un breve pensiero. Inizio da quelli più amati!

Nella Top 5 rientrano sicuramente questi:

 

 

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