Libri

» Letture forti, ma consigliate #2: “Io non mi chiamo Miriam” di Majgull Axelsson

Recensione (2)

Torno a parlare di un libro con una tematica forte.
Una lettura conclusa qualche mese fa, ma di cui ancora non ho avuto la possibilità di parlare.
Un libro che ha subito attirato la mia attenzione e che consiglio a tutti di leggere.
Perché? Perché è originale, ben scritto, e nonostante parli di campi di concentramento, di una delle pagine più tristi della storia umana, riesce a entrare nel cuore, grazie a uno stile tale che ti trascina nella storia di una donna che per tutta la vita ha dovuto lottare per sopravvivere anche a costo di dover nascondere la sua vera identità, di appropriarsi del nome e della vita di un’altra, per poter andare avanti. 

“Io non mi chiamo Miriam” è un’opera di Majgull Axelsson, pubblicata pochi mesi fa dalla casa editrice Iperborea. Narra la storia di Miriam, un’anziana signora svedese che il giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, dopo aver ricevuto come regalo un bracciale d’argento, un pezzo di artigianato zingaro, rivela una frase che turba i suoi famigliari: “Io non mi chiamo Miriam”, appunto.

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Libri

» Letture forti, ma consigliate #1: “Il bambino con il pigiama a righe”.

recensione-1

Ci sono letture che risultano così forti da non essere affrontate da tutti. In molti, quando si parla di Olocausto o argomenti simili, preferiscono allontanarsi, dedicandosi ad altre letture forse più leggere, almeno dal punto di vista delle emozioni.
Io, invece, adoro conoscere, informarmi, o anche affrontare romanzi che cercano di far aprire gli occhi, attraverso diversi punti di vista, su quella che è la Storia, sull’orrore che è capace di commettere l’essere umano, ma… rivelando anche altro. Altri rapporti, altre sensazioni, altri problemi che non hanno smesso di esistere. Che sono attuali.

Ho sempre letto e guardato molto sull’Olocausto, e anche quest’anno, in occasione della Giornata della memoria, ho deciso di buttarmi su due letture e la scelta è ricaduta su “Il bambino con il pigiama a righe” di John Boyne, pubblicato da BUR, (di cui ho visto il film), e un libro di più recente uscita che mi ha subito colpita molto: “Io non mi chiamo Miriam” di Majgull Axelsson, edito Iperborea.

Si tratta di due storie diverse, con protagonisti differenti, ma che mi hanno coinvolto profondamente. Due storie non facili da affrontare, ma che a mio parere meritano di entrare nel proprio “bagaglio culturale” e di cui voglio parlarvi. Oggi vi parlerò del primo, ma prossimamente arriveranno i miei pensieri anche sulla storia di Miriam!

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