Riflessioni

» Il fascino delle lettere non tramonta mai

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Oggi giornata di riflessioni.
Fiori piove, non c’è lo spirito giusto per uscire o fare qualcosa, e così l’alternativa è stare a casa, leggere, o scrivere.
Quanto mi manca la scrittura. Creare personaggi con le loro precise caratteristiche e storie differenti. Ideare ambientazioni, scegliere periodi storici o lasciar vagare del tutto la fantasia, fare ricerche, provare a cercare immagini da cui trarre maggiori spunti. Darsi un programma ben preciso e poi scrivere, scrivere, scrivere. Buttare giù parole, riempire pagine, oltrepassare le difficoltà nel definire i dialoghi, scegliendo i giusti toni, le diverse sfumature, per non far apparire tutti uguali, tutto troppo piatto. E ricercare quel briciolo di originalità che non è mai facile trovare, visto che oramai tutti hanno scritto di tutto.
Ecco. Vorrei tanto riuscire a scrivere ancora, come un tempo. Vorrei riprendere mano a quel romanzo chiuso in un cassetto per apportar modifiche che possano essere più attinenti alla me di ora. O magari scrivere di altro. Ma cosa? Vorrei avere la giusta ispirazione e il tempo necessario per essere sola e poter buttar giù idee senza interruzioni.

Oggi mi sono svegliata con questi pensieri e… con la voglia di ritrovare la macchina da scrivere che avevamo un tempo.
Alla fine non l’ho trovata. Forse, con mia disperazione, non l’abbiamo più (ne voglio assolutamente una per provare a scrivere lì, e magari scattare qualche foto più bella e particolare per inserirle su instagram). Però, ho trovato altro.

Delle lettere.
Le lettere dei miei genitori.

 

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Musica

» Non mi avete fatto niente!

Parliamo di... (1)

 

 

Guardando le ultime immagini di guerre inutili non posso fare a meno di pensare ancora a questa canzone. Un testo spesso travisato da molti italiani incapaci di andare oltre le semplici parole, e capirne il vero significato.

Guardare il video girato da Michele Placido significa comprendere. Perché non si possono ignorare certe scene, certi occhi, certe azioni. Tanti pugni nello stomaco che fanno affiorare lacrime, o farti sentire male. Perché il nostro mondo è sempre più macchiato, sempre più sporco, sempre più triste. Siamo quasi abituati a certe immagini, quasi come se guardassimo un film e non la vita reale. Sembra essersi quasi perso quel labile confine tra realtà e fantasia. INVECE, quei bambini che urlano, che piangono, che muoiono in maniera anche atroce, sono REALI. Le ultime immagini che provengono dalla Siria mi hanno spezzato ancora di più il cuore, ma spesso ci si ritrova inermi. Mi chiedo sempre… che cosa posso fare io? Cosa? Come può l’essere umano essere così tanto insensibile, così tanto Mostro?

 

 

10

Questa canzone condanna tutto questo, c’è un grido di rabbia, e un altro di lamento. Ma c’è anche la speranza, rappresentata dal sorriso di un bambino. Quella flebile fiammella che non andrebbe mai spenta, perché l’odio, la guerra, l’orrore possono spazzar via la tua felicità, quella gioia non può più tornare, ma non devono impedirci di vivere. Non devono vincere. Anche se non è facile, anche se la paura resta tanta. Anche se il dolore pulsa in maniera molto forte sotto pelle, nel tuo cuore.

Ed io oggi ne voglio parlare meglio sul mio blog. Perché spesso le canzoni possono aiutare a riflettere, a star meglio, a trovare risposte o anche quella minima forza di andare avanti. Ovviamente lo “analizzerò” dal mio punto di vista. Con immagini e parole. Non essendo una critica musicale non mi addentro troppo nella tecnica.

 

Quando leggo ancora diverse persone prendere in giro una canzone accusata – erroneamente – di plagio, ammetto che mi sale il nervoso, soprattutto per quella pochezza di mente e cuore che si avverte. Gente che pur di diventare “famosa sui social” e attirare like e condivisioni, spara a zero senza sapere, spesso con frasi inutili e ridicole. Quando, invece, questo brano deve arrivare a sempre più persone. E infatti, all’estero, ne capiscono molto di più. Proprio ieri ho visto un video di un ragazzo ucraino che piangeva vedendo queste immagini. Che capiva. E spero con tutto il cuore che con la partecipazione di Ermal Meta e Fabrizio Moro all’Eurovision, il 12 maggio prossimo, possa volare ancora più in alto. La mia speranza è che vinca, non per “patriottismo”, ma per il messaggio che vuole trasmettere. Ma anche se così non fosse, sarà importante la condivisione con un pubblico molto più vasto.

 

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Libri

» “La Soglia” di Ursula K. Le Guin

Recensione (6)

 

A volte sono i libri a sceglierti.
A volte sei tu che vuoi percorrere un determinato sentiero di lettura.
E poi, ci sono quei consigli che decidi di seguire.

Il libro di cui vi parlo oggi rientra proprio in quest’ultima categoria. Mi è stato consigliato da chi ha fatto breccia nel mio cuore, e lo ringrazio. Non conoscevo la Le Guin, anche se essendo considerata come la “madre del fantasy e della fantascienza” e avendo vinto numerosi riconoscimenti e premi, mi sento un bel po’ ignorante. Però, non è mai tardi per recuperare, no?

E così ho portato a casa con me questo libro: La Soglia e ci ho messo un po’ ad entrare nella storia, lo ammetto. Trovo sempre – o quasi – un piccolo ostacolo, ma… superato il primo capitolo la curiosità è scattata e ho voluto saperne sempre di più, rispondere alle domande, conoscere meglio i protagonisti e le loro scelte, capire le loro sorti. E alla fine sono rimasta soddisfatta. Ammetto che subito dopo la conclusione mi sono ritrovata con un sorriso ma anche con un grosso punto interrogativo, ma… ci vuole un po’, a volte, per mettere insieme i pezzi e comprendere.
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Libri

» “Che la forza sia con te! – Esercizi di popsophia” di Lucrezia Ercoli

Recensione (3)

 

 

A volte mi capita di leggere dei saggi.
Questo libricino l’ho preso dopo aver assistito a due giornate di un evento nella mia città che mi ha molto colpita e sul quale ho scritto il mio primo articolo per un corso di giornalismo a cui ho partecipato e che potete trovare sulla Gazzetta di Ascoli.

Il 23 e 24 febbraio, infatti, si è svolto nel bellissimo Teatro Ventidio Basso di Ascoli PicenoCinesophia“, il festival nazionale dedicato alla “Filosofia del Cinema”, con interventi di numerosi filosofi, giornalisti, musicisti e artisti che hanno affrontato il tema del Realismo Magico partendo dalle opere di due grandi registi: Ingmar Bergman e Federico Fellini.
Vi assicuro che è stato davvero interessante e mi ha dato anche modo di conoscere film che ammetto di non aver ancora mai visto. Ovviamente ogni persona che è intervenuta ha portato altri riferimenti, contaminazioni con altre opere che in un modo o nell’altro affrontano questo viaggio tra realtà e finzione, tra sogno e veglia. Per concludere poi la serata con momenti di parole e musica. Due giornate piene ma davvero piacevoli.
Quando ho visto questo libro, di Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di PopSophia e Cinesophia, ho deciso di prenderlo. E anche in questo caso ho trovato interessante ogni argomento affrontato.

 

 

Popsophia.
Si tratta di una filosofia mutante che unisce spudoratamente universi antagonisti: la cultura pop e la riflessione filosofica.
[…]
Si confronta aspramente e sfacciatamente con le continue trasformazioni dei “fenomeni pop” che pervadono l’attualità.

Analizzare i fenomeni del presente senza rimpiangere quell’età dell’oro premoderna e pretecnologica, ma una filosofia che attraverso l’analisi dei “miti e riti” delle nuove generazioni, dalle fiction, ai programmi tv, ai fumetti, ai reality show, alla musica cerca di porsi nuove domande, nuovi strumenti, nuovi linguaggi, nuove idee. Un confronto anche tra passato e presente. Ed è questo ciò che si compie all’interno di questo libricino. Attraverso questi “esercizi di popsophia” l’autrice indaga, tramite la filosofia, sui vari fenomeni televisivi, cinematografici, musicali della nostra attualità, ponendosi domande, alimentando idee e linguaggi nuovi.

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Musica

» Sull’orlo di una crisi d’amore…

 

Parliamo di...

 

 

 

Userò la notte per farti luce
userò il silenzio per alzare la mia voce
quando dici di valere meno di questa canzone
io ti dico che tu vali più di un miliardo di persone
anche la neve a settembre è soltanto acqua in un bicchiere
se non ci sei tu.

 

 

 

Sono tornati.
L’attesa è stata lunga ma… il loro ritorno mi ha fatta sentire di nuovo a casa.
Potrò anche affezionarmi a nuovi Artisti, alla loro musica e parole, ma poi quando tornano i La Rua io mi lascio di nuovo accarezzare dalla loro Arte. E con la mente vago sempre a quel giugno di tre anni fa quando li ho scoperti per caso in un piccolo concerto vicino casa. Da quel giorno sono arrivati dritti al mio cuore e da lì non si schiodano mai. Ricordo come ho preso subito il loro primo cd e da quel momento in poi la loro musica non ha smesso di risuonare in casa mia.
E mi sono affezionata tantissimo a quei sei ragazzi. Non ho sempre condiviso certe scelte, ma… non posso allontanarmi da loro, perché non sanno il bene che mi fanno. Casa. Sì, mi sento sempre a casa con loro.

Da Venerdì 23 marzo, infatti, è in rotazione radiofonica e disponibile negli store digitali e sulle piattaforme streaming il singolo “Sull’orlo di una crisi d’amore”, brano scritto da Dario Faini, Alessandro Raina e Daniele Incicco (leader dei La Rua) e la produzione di Dario Faini con i La Rua.
E alla voce di Daniele si unisce quella di Federica Carta.

 

LARua
screen dal video “Sull’Orlo di una Crisi d’Amore” VEVO

 

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Libri

» “Momo” di Michael Ende

Recensione (2)

Giorni non proprio felici, giorni in cui la pioggia e il maltempo non se ne vogliono andare e rischiano anche di guastarmi il weekend, piccoli sogni sui quali avevo fantasticato per ritrovare il sorriso perso. E allora trovo rifugio in quello che può farmi bene: le parole, il mio blog e un libro di cui parlare e condividere.

Oggi, in particolare, vi parlo della piccola, tenera, Momo di Michael Ende. Ebbene sì, lo stesso autore di quel prezioso libro “La Storia Infinita”, che ancora una volta è riuscito a conquistare il mio cuore e farmi riflettere.

 

Se dovessi riassumere in poche righe Momo mi soffermerei sulla parola Tempo.
E potrei aggiungere che, ancora una volta, quello che può sembrare un mero racconto per bambini in realtà è molto più adatto agli adulti, e alla loro vita sempre più frenetica, sempre con quella voglia di risparmiare il tempo, di correre, correre, spesso dietro a un lavoro e a delle regole imposte dalla società, perdendo molto, lasciando dietro di sé i veri valori, la vera bellezza della vita.

È un libro che dietro la fantasia di una bambina, Momo, e alcuni elementi fantastici, in realtà invita il lettore a fare una vera riflessione, con se stesso, con la società, con il tempo stesso, con la propria vita.
Correre per restare al passo, lavorare sempre di più e in poco tempo per vivere. Ma poi, stai davvero vivendo?
Una critica o forse un monito contro una società moderna dedita sempre più al consumismo, alle semplici “cose materiali”, alla frenesia del vivere, perdendo di vista i valori più importanti, la felicità delle persone, quegli aspetti più “umani” che rendono la vita veramente degna di essere vissuta. La fantasia, l’immaginazione, l’arte, il contatto umano quasi si perdono, impedendo all’uomo di vivere le piccole cose che rendono la vita speciale.

 

 

 

momo
© Una Valigia Ricca di Sogni

 

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Libri, Riflessioni

» Amatevi, piccole anime. Siate sempre forti, non lasciate mai sfiorire il vostro sorriso

auguri, donne

 

Avrei voluto preparare un post per questa giornata, ma in realtà mi è sorta l’idea solo stamattina quando, guardando quei piccoli ramoscelli di mimosa, mi sono messa a pensare a quali grandi donne della letteratura e non solo mi hanno accompagnata un po’ in questi anni.
Poi il sole, che non vedevo da giorni, ha rubato tutto il mio tempo e solo ora ho un po’ l’occasione di riversare pensieri su un’altra pagina bianca di questo blog.

Ci sono feste che per me ormai sono diventate un mero motivo commerciale: arrivano, spendi soldi più perché si deve fare che per una reale voglia, e poi il giorno seguente si torna alla solita vita. Un esempio è stato San Valentino, un altro è l’8 marzo, festa delle donne. Ma ce ne sono altri, ovviamente.

È come se il mondo e il genere umano stiano perdendo sempre di più i sentimenti, a mio modesto parere.
La festa dell’amore sembra spingerti ad amare la tua donna o il tuo uomo solo in quella giornata. A far un regalo solo perché si deve. A farla o farlo felice solo perché è stabilito. Ma quanto sono più belli i regali improvvisi? Fatti davvero con il cuore? Quelli che non ti aspetti, quelli che apparentemente non hanno molto senso, ma in realtà hanno la forma del sentimento vero. Dell’amore reale e non commerciale.

E poi c’è la festa della donna. Ogni anno si leggono le solite frasi. Le solite accuse – che spesso condivido, in verità -, ma si perde la realtà: la donna dovrebbe essere amata e festeggiata sempre, così come l’uomo. Con un’unica differenza: la donna ancora oggi, così come in passato, deve sempre lottare un po’ di più.

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