Libri

» La fine della solitudine, di Benedict Wells

La solitudine in noi si può combattere solo insieme.

 

 

Recensione (5)

 

 

Tornare a scrivere di libri non è facile. Soprattutto se si tratta di letture concluse diverso tempo fa, ma di cui non ho avuto modo di parlare sul blog. In verità avrei voluto fare una sorta di unico post riassuntivo, ma questo libro mi è stato inviato dalla casa editrice Salani e mi sembra doveroso spendere delle parole in più e creare un articolo apposito.
Innanzitutto ringrazio ancora una volta per avermi dato la possibilità di leggerlo, e mi scuso se ci ho messo più del previsto per stendere i miei pensieri a riguardo.

Il libro di cui vi parlo, come si deduce dal titolo del post, è “La fine della solitudine” di Benedict Wells, un giovane autore tedesco che con quest’opera si è aggiudicato il prestigioso Premio Europeo per la Letteratura nel 2016 e pero oltre un anno si è imposto al vertice delle classifiche tedesche.

Io l’ho trovata una bella lettura. Commuove, coinvolge, emoziona e fa riflettere. Perché quella affrontata in questo libro può essere la storia di tutti. Una storia di vita. E molte frasi le ho sentite mie, affini ai miei pensieri, alla mia anima.

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Musica, Riflessioni

» Speciale… come il sole a mezzanotte: Ermal Meta allo Sferisterio di Macerata.

Chi non muore si rivede.
Pensavo di aver più tempo per scrivere in estate e, invece, questi mesi sono volati via così velocemente che rimane un po’ di tristezza nello scoprire che pian piano ci stiamo avvicinando all’autunno.
Ho pensato spesso al mio povero blog lasciato deserto, ma solo ora trovo il tempo per tornare e lo faccio, parlando di musica. E che Musica!

Quest’anno tra i vari artisti del panorama musicale italiano sicuramente spicca Ermal Meta. 
Mi aveva incuriosita molto all’ultimo Sanremo con un testo tanto bello e profondo come “Vietato Morire”, e poi sorpresa ed emozionata con la sua cover di “Amara Terra Mia”. Così ho iniziato a far ricerche e ho scoperto un mondo! Un mondo fatto di musica e parole che si intrecciano sinuosamente tra di loro, regalando emozioni molto forti. Un passato, in un gruppo (La Fame di Camilla) che ha regalato pezzi davvero splendidi (i miei preferiti? “Come il sole a mezzanotte”, “Niente che ti assomigli”, “Due Lacrime”, “L’Altra metà” e “Buio e Luce”), e poi un presente in cui la sua luce è finalmente emersa. Un tour estivo lunghissimo che ha toccato quasi tutta l’Italia (auguro ai sardi di poterlo avere presto anche nella loro splendida isola!), e che a Novembre si sposterà in Europa e anche oltreoceano. Tappe che hanno riscontrato più volte soldout. Amicizie nate, permettendo a persone di varie città di conoscersi e vivere insieme le emozioni. Affetto, tanto. E Musica e Parole che arrivano al cuore. Di tutti.

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Riflessioni

» Sulla mancanza di rispetto e altre riflessioni (attenzione: è lungo, e mi sfogo un po’)

Oggi ritorno sul blog per lasciare una delle mie tante riflessioni, non so se con un senso o meno, ma a volte si ha voglia di esprimere un po’ quello che si prova, lasciando fluire i pensieri nel modo più chiaro possibile. O almeno ci provo.

Sono una persona curiosa, forse troppo.
Mi piace osservare le persone, leggere commenti e storie sui vari social, scoprire di più sui personaggi noti o anche meno noti, come nel tentativo di farmi una mia idea, ma anche saziare la mia curiosità.

Ma sempre più spesso mi accorgo di quanto i social, se usati in maniera errata, diventino un riflesso negativo del genere umano.

Mi spiego meglio. Tutti hanno la libertà di esprimere la propria opinione, ma… sempre nel pieno rispetto del pensiero altrui, delle altre persone. I social, però, hanno dato voce a troppa gente che spesso dovrebbe imparare a tacere prima di digitare assurdità tramite i propri smartphone o pc, e magari fare anche un bel corso della nostra bella lingua italiana. Vi giuro, io non voglio fare la maestrina, perché può capitare di scrivere male, di sbagliare qualche verbo, qualche congiuntivo. Ci può stare. Capita anche a me. Inutile negarlo. Ma spesso leggo cose che mi danno un fastidio tremendo. Vorrei cavarmi gli occhi. Davvero. Ma un po’ di italiano corretto? Un po’ di punteggiatura messa anche al posto giusto? Ma un po’ di dignità?

Ultimamente poi, seguendo i presunti fan di un Artista che pian piano con la sua musica (e la personalità che lascia emergere dai social, dai video, ma anche dal vivo) si è insinuato pian piano nella mia anima, resto un po’ sconvolta. Anche se so che certe cose non accadono solo ai suoi concerti, solo con lui. Ma con tanti altri artisti, e molti atteggiamenti a mio avviso sbagliati e irritanti li ho visti anche dal vivo, ai concerti di persone che seguo da tempo e che adoro.

Personalmente cerco sempre di respirare, contare fino a mille, e cercare di non dar peso a certe cose, perché so che nel momento in cui me la prenderò molto e butterò giù stati o tweet potrei rischiare di litigare, e di farmi il sangue amaro per persone con la mente chiusa, e quindi taccio. Uno spreco di tempo.

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Libri

» “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli”

Prima di iniziare con le mie riflessioni su quello che ritengo un libro bellissimo che tutti dovrebbero avere nelle proprie librerie, vi invito – se vi va – a seguirmi sui miei canali social. In realtà li trovate anche sulla barra a destra di questo blog, ma anche nella mia presentazione.

Da pochi giorni, però, ho deciso di aprire un secondo account Instagram, il social che uso maggiormente e che quindi mi permetterà di essere più attiva (purtroppo per il blog ho poco tempo e modo, ma torno sempre!) e di condividere con voi tutte le mie letture e i sogni che rendono la vita meno amara. Mi trovate qui: @M.Sognatrice ! Io vi aspetto, ma anche sulla pagina facebook e sul mio twitter!

Ma ora passiamo al libro!
Sicuramente rispetto ad altri arrivo – come al solito – tardi. Però ve ne devo parlare, assolutamente! Io ve lo stra-consiglio. Non solo per i vostri bambini (sì, perché non farlo leggere anche ai maschietti per educarli al meglio al rispetto delle donne fin da piccoli?), ma anche per gli adulti.
Personalmente l’ho acquistato per fare un regalo alla luce della mia vita: la mia nipotina! È la persona che amo di più e per la quale farei di tutto – o quasi! -. Una bambina adorabile e intelligente alla quale auguro di credere sempre con forza ai suoi sogni, perché – come insegnano anche le storie vere di questo libro – se vuoi davvero qualcosa, la puoi ottenere! Basta essere determinati, crederci davvero, non permettere a nessuno di tarparvi le ali e la vostra libertà, e soprattutto essere sempre curiosi.

 

 

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Alle bambine ribelli di tutto il mondo:

sognate più in grande,
puntate più in alto,
lottate con più energia.
E nel dubbio ricordate:
avete ragione voi.

 

 

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Riflessioni

» Una valigia ricca di sogni che tornerò a riempire e condividere. Promesso!

 

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Foto di mia proprietà.

 

Quasi due mesi in cui non scrivo qui.
Eppure la mia valigia di sogni è stata pienissima. Tante cose da raccontare, molte letture ed eventi di cui parlare.
Ma non ho avuto il tempo né l’ispirazione giusta. E i giorni sono passati, uno dietro l’altro, scorrendo troppo rapidamente. A volte vorrei riuscire a bloccare il tempo e a fare il pieno di energie per raggiungere tutti i miei obiettivi e non lasciare indietro nulla.
Lo so. Molta gente che apre un blog lo aggiorna in maniera assidua. Io, invece, tendo a perdermi. Forse perché se non ho il mio amato silenzio e l’ispirazione giusta, non riesco a scrivere e se mi sforzo so già che andrò a rileggere qualcosa che non mi piace, che non è in linea con i miei pensieri e il mio stile.
Per questo preferisco prendere tempo e trovare l’occasione giusta. E poi tornare qui, in questo angolo virtuale che è un po’ come la mia casa. Il mio diario di viaggio ed emozioni in cui riverso parole e pensieri.

Dove sono finita?

Mi sono buttata nella mia vita. Mi sono messa in gioco e ho fotografato, tanto. E ancora oggi non ho concluso. Ho ancora diverse foto da sistemare, a cui dare la forma precisa delle mie emozioni. Ne ho ancora altre da fare, anche se l’ansia è molta. Perché in ogni cosa che faccio ci metto tutto il cuore, l’impegno e l’anima stessa. 
E il problema è che non sono mai del tutto soddisfatta.
Però ho ascoltato, proprio ieri, delle parole di un grande fotografo italiano che mi hanno fatto sorridere. Non le ricordo in maniera precisa, ma il succo del discorso è che se non ti senti soddisfatta del tuo lavoro, ma anzi pensi di dover e voler sempre migliorare, significa che sei sulla strada giusta per diventare un buon fotografo. O forse lo sei già. 
Okay, io ancora in verità non mi ci sento. Ho così tanta strada da fare ancora. Tecniche da imparare. Ho ancora così tanti errori da correggere, però non posso non ammettere che sono migliorata e che ricevere molti complimenti fa davvero bene al cuore. Un balsamo importante per la mia anima confusa e insicura.
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Libri

» L’arte di essere fragili, di Alessandro D’Avenia

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Ci sono libri che ti chiamano a sé e che rappresentano un valido rifugio dove rintanarti, una mano amica pronta ad alleviare le sofferenze, i dolori, e a farti aprire gli occhi, regalando al tuo cuore tenere emozioni e una sorta di slancio, di incoraggiamento ad osservare la vita con sguardo diverso.
A inizio anno non stavo bene. Ho deciso di seguire le emozioni negative, buttandomi su una lettura bellissima quanto densa di sofferenza, almeno per me. Perché nelle parole di Sylvia Plath, e nei suoi diari, io mi sono così ritrovata, da cadere in una sorta di limbo dal quale non riuscivo ad uscire.
Ve ne avrei voluto parlare nel blog, ma… non riesco a riprendere quel libro tra le mie mani. È la prima volta che segno così tante frasi. La prima volta che sento mie tante sue parole, sofferenze, paure. Tanti pensieri. La Plath non ha avuto una vita facile. Né una morte felice. Ed io mi sono sentita così in sintonia con lei, da sprofondare in un momento di vera angoscia. Forse perché entro in forte empatia con quello che leggo, il che non sempre è un bene.

Comunque questa premessa è solo per dire che poi ho deciso di affidarmi alle parole di D’Avenia e alle sue lettere al mio caro Leopardi.
Molti di voi potranno dire: Leopardi? Il poeta della tristezza e della depressione? Bel modo per tirarti su!

Ma io l’ho sempre amato. E D’Avenia te lo fa conoscere meglio, ti mostra una visione diversa di questo povero poeta così bistrattato. Leopardi in realtà amava la vita. Giacomo e Alessandro sono riusciti ad aiutarmi a uscire da quel periodo complicato, facendomi riscoprire ciò che più amo: l’arte delle piccole cose e che non importa quanto tu sia fragile. Da quelle paure e insicurezze, puoi trovare una luce, delle ali per svoltare la tua vita e vederla densa di nuovi colori. Perché è proprio dietro quella fragilità che si nasconde, in realtà, una grande forza.

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Arte

» Tracce di arte in città!

L’arte mi è sempre piaciuta.
Non tutti i generi, ovvio. Però, ad essere sincera, non sono per nulla un’esperta e quindi non potrei mai soffermarmi ad analizzare un’opera nei minimi dettagli, negli aspetti tecnici, nel messaggio che si vuole comunicare. Anche se, credo, che soprattutto per quest’ultimo, ogni visitatore dovrebbe essere capace di interpretare l’opera a suo modo. No?
Quando vado a vedere una mostra, che sia di autori conosciuti o di altri locali, lo faccio per curiosità e per… emozionarmi.
Esatto. Io cerco sempre di trovare l’emozione. Non importa sia essa bella o brutta, ma l’opera deve colpirmi, deve provocare qualcosa all’interno della mia anima. Deve smuoverla in qualche modo. Sia che mi turbi in maniera negativa, sia che mi spinga alle lacrime o quasi per la sua bellezza. Mi è capitato spesso di innamorarmi di un’opera. Di restare del tempo ad osservarla, di sentire il cuore battere più forte. Di commuovermi e sentire gli occhi lucidi. Altre volte ho provato una profonda tenerezza, o anche tristezza. Di restare sgomenta di fronte a certi temi proposti.
Di sicuro però non so mai descrivere a parole le opere che vedo. Ne ho sempre una grande difficoltà. Perché mi piace quell’opera? Non saprei dire i motivi, ma… risponderei un semplice “perché mi emoziona”. Forse è sbagliato come concetto, ma questo è il mio pensiero.
Ci sono casi in cui, invece, certe opere proprio non mi piacciono, altri (soprattutto con certa arte contemporanea) che non capisco per nulla. Non critico, ma ammetto che certe cose forse non fanno proprio per me.
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