Libri

» “On Writing” di Stephen King

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King.

Io non leggerò mai, King.

Dicevo. Ma oramai ho imparato che non si deve mai dire mai nella vita. Perché all’improvviso qualcosa succede e ti spinge ad andare oltre quel “mai”.
Sono una persona curiosa e, anche se dopo molto pensare, sono capace di andare oltre i miei dubbi e pregiudizi. Che poi nel caso del re dell’horror non sono stati i pregiudizi a frenarmi ma… la paura. Non amo molto il genere. Anche se da bambina vedevo molti film che ora, in modo assurdo non avrei il coraggio di rivedere. (Ma posso essere fatta così male?). E appunto, quando ero ancora molto piccola sono stata traumatizzata da IT. Ora, in molti dicono che il film non è come il libro (come spesso accade), però quel trauma ha molto bloccato la mia voglia di leggere le sue opere.
Poi sono cresciuta. Durante l’adolescenza non amavo leggere libri con troppe pagine e quando ho visto proprio quel titolo a casa di un’amica mi dicevo “No, non potrei mai leggerlo”.
Gli anni sono passati e io ho iniziato a leggere volumoni, provando piacere nel tuffarmi tra tutte quelle mille e più pagine. Bene. Sempre coerente con il mio pensiero.

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Libri

» “Che la forza sia con te! – Esercizi di popsophia” di Lucrezia Ercoli

Recensione (3)

 

 

A volte mi capita di leggere dei saggi.
Questo libricino l’ho preso dopo aver assistito a due giornate di un evento nella mia città che mi ha molto colpita e sul quale ho scritto il mio primo articolo per un corso di giornalismo a cui ho partecipato e che potete trovare sulla Gazzetta di Ascoli.

Il 23 e 24 febbraio, infatti, si è svolto nel bellissimo Teatro Ventidio Basso di Ascoli PicenoCinesophia“, il festival nazionale dedicato alla “Filosofia del Cinema”, con interventi di numerosi filosofi, giornalisti, musicisti e artisti che hanno affrontato il tema del Realismo Magico partendo dalle opere di due grandi registi: Ingmar Bergman e Federico Fellini.
Vi assicuro che è stato davvero interessante e mi ha dato anche modo di conoscere film che ammetto di non aver ancora mai visto. Ovviamente ogni persona che è intervenuta ha portato altri riferimenti, contaminazioni con altre opere che in un modo o nell’altro affrontano questo viaggio tra realtà e finzione, tra sogno e veglia. Per concludere poi la serata con momenti di parole e musica. Due giornate piene ma davvero piacevoli.
Quando ho visto questo libro, di Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di PopSophia e Cinesophia, ho deciso di prenderlo. E anche in questo caso ho trovato interessante ogni argomento affrontato.

 

 

Popsophia.
Si tratta di una filosofia mutante che unisce spudoratamente universi antagonisti: la cultura pop e la riflessione filosofica.
[…]
Si confronta aspramente e sfacciatamente con le continue trasformazioni dei “fenomeni pop” che pervadono l’attualità.

Analizzare i fenomeni del presente senza rimpiangere quell’età dell’oro premoderna e pretecnologica, ma una filosofia che attraverso l’analisi dei “miti e riti” delle nuove generazioni, dalle fiction, ai programmi tv, ai fumetti, ai reality show, alla musica cerca di porsi nuove domande, nuovi strumenti, nuovi linguaggi, nuove idee. Un confronto anche tra passato e presente. Ed è questo ciò che si compie all’interno di questo libricino. Attraverso questi “esercizi di popsophia” l’autrice indaga, tramite la filosofia, sui vari fenomeni televisivi, cinematografici, musicali della nostra attualità, ponendosi domande, alimentando idee e linguaggi nuovi.

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Libri

» “Momo” di Michael Ende

Recensione (2)

Giorni non proprio felici, giorni in cui la pioggia e il maltempo non se ne vogliono andare e rischiano anche di guastarmi il weekend, piccoli sogni sui quali avevo fantasticato per ritrovare il sorriso perso. E allora trovo rifugio in quello che può farmi bene: le parole, il mio blog e un libro di cui parlare e condividere.

Oggi, in particolare, vi parlo della piccola, tenera, Momo di Michael Ende. Ebbene sì, lo stesso autore di quel prezioso libro “La Storia Infinita”, che ancora una volta è riuscito a conquistare il mio cuore e farmi riflettere.

 

Se dovessi riassumere in poche righe Momo mi soffermerei sulla parola Tempo.
E potrei aggiungere che, ancora una volta, quello che può sembrare un mero racconto per bambini in realtà è molto più adatto agli adulti, e alla loro vita sempre più frenetica, sempre con quella voglia di risparmiare il tempo, di correre, correre, spesso dietro a un lavoro e a delle regole imposte dalla società, perdendo molto, lasciando dietro di sé i veri valori, la vera bellezza della vita.

È un libro che dietro la fantasia di una bambina, Momo, e alcuni elementi fantastici, in realtà invita il lettore a fare una vera riflessione, con se stesso, con la società, con il tempo stesso, con la propria vita.
Correre per restare al passo, lavorare sempre di più e in poco tempo per vivere. Ma poi, stai davvero vivendo?
Una critica o forse un monito contro una società moderna dedita sempre più al consumismo, alle semplici “cose materiali”, alla frenesia del vivere, perdendo di vista i valori più importanti, la felicità delle persone, quegli aspetti più “umani” che rendono la vita veramente degna di essere vissuta. La fantasia, l’immaginazione, l’arte, il contatto umano quasi si perdono, impedendo all’uomo di vivere le piccole cose che rendono la vita speciale.

 

 

 

momo
© Una Valigia Ricca di Sogni

 

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Libri

» Piccole Fiabe per Grandi Guerrieri di Matteo Losa

Recensione (6)

 

 

 

Quando vedete questo libro giallo negli scaffali di una libreria, vi invito a non passare oltre. Prendetelo tra le vostre mani, sfogliatelo, guardate le illustrazioni e, se avete tempo, leggete la prefazione. Poi portatelo a casa, e lasciatevi rapire il cuore da quelle fiabe che nascondono molto di più. Messaggi profondi, intrisi di speranza, una sorta di aiuto contro il male. Un male molto radicato nella nostra epoca: il cancro.

 

Matteo Losa sa bene cosa sia questa malattia, perché combatte contro questo “lupo cattivo” da ben 11 anni. Operazioni, dolore, difficoltà che molti di noi – io in primis – non possiamo comprendere a fondo, ma solo provare a immaginare. Sin dalla prefazione comprendiamo bene il messaggio che vuole far passare. Perché ha scelto proprio le fiabe come forma letteraria per parlare di una tale malattia?
Perché le fiabe non si fermano a raccontare l’esistenza di un drago, ma insegnano ai bambini – e agli adulti – che quel mostro può essere sconfitto. O, perlomeno, donano una speranza. 
Una parola così importante per tutti noi, ma in particolare per chi cerca di sopravvivere a un male che cerca di abbatterli, di fermare la vita, la propria esistenza, i propri sogni…

 

 

Perché ciò che fa davvero la differenza nella vita è sognare un lieto fine che dia significato alle sofferenze e coltivare la speranza di raggiungerlo.

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Libri, Riflessioni

» Uno sguardo alle letture dell’anno passato…

 

Riassumendoil 2017...

 

 

Lo so, il 2018 è iniziato da quasi un mese e io arrivo sempre tardi.
Vorrei poter dare tutta la colpa della mia assenza a motivi esterni, ma la verità è che nel prendere questo blog come una passione, più che un lavoro (perché del resto, purtroppo per ora così non è), rimando sempre ogni possibile post e mi ritrovo con la testa piena di pensieri, mille idee da scrivere e nulla di concreto pubblicato.
Dovrei forse modificare il mio pensiero. Vederlo come una sorta di lavoro, e iniziare a scrivere realmente ogni giorno, come consiglia anche King nel suo “On Writing” la mia ultima, splendida, lettura. Anche di questa dovrei parlare, ma partiamo con ordine.

Se penso al 2017 mi vedo soprattutto con una reflex tra le mani, pronta a cercare di catturare emozioni. Sì. Perché sono sempre più convinta che lo scopo di una foto (così come di altre forme di arte e creatività) sia quello di trasmettere qualcosa. Ed è quello che ho cercato di fare e che continuo a tentare. Ho fotografato tanto: luoghi, spettacoli, danza, eventi. Ho cercato di catturare sguardi, emozioni, istanti, ricordi. Ho ricevuto complimenti ma, allo stesso tempo, anche critiche da me stessa. Perché c’è sempre quella voglia di migliorare, di scoprire gli errori – più tecnici – e di far qualcosa di buono, migliore.

È stato l’anno in cui mi sono messa un po’ in gioco. In cui ho deciso di affrontare piccole paure e di provare. In cui ho affrontato un piccolo viaggio da sola pur di avverare un sogno fatto di musica, ma anche uno più lungo per cercare di uscire dal mio guscio.
L’anno di nuove conoscenze, di amicizie approfondite, di emozioni, tanta musica, un pizzico di teatro e nuovi luoghi da ammirare. Scoprendo così ancora di più quanto sia bella la nostra Italia.

Sul fronte letture, mi sono accorta che negli ultimi anni non sono riuscita a leggere tantissimo, però il 2017 mi ha regalato anche molti libri belli e posso dire nessuna delusione grave.
Ho letto 28 libri in totale (molto pochi rispetto ad altri bookblogger, lo so), ma molti ne consiglio. Mi sono tolta alcune curiosità, non sono riuscita ad apprezzare – purtroppo – fin in fondo libri ritenuti capolavori, ma… sono soddisfatta. Anche se avrei voluto leggere di più. Spero che il 2018 mi dia la possibilità di recuperare diverse letture che ho tra la libreria cartacea e quella digitale.

Ma veniamo a noi. Ecco la mia lista di libri letti, con un breve pensiero. Inizio da quelli più amati!

Nella Top 5 rientrano sicuramente questi:

 

 

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Libri

» Diari di donne in panchina, Fiorella Carcereri

Mi vergogno un po’, lo ammetto.
Lasciare il blog per così tanto tempo mi fa sentire sempre un po’ in colpa. E non starò a giustificarmi troppo. Ognuno ha i suoi tempi, i suoi problemi, ma giuro che vorrei riuscire a donare più spazio a questa mia passione, a questa mia voglia di condividere pensieri e parole con altri.
Eppure di argomenti ne avrei tanti, ma mi manca il tempo e spesso l’ispirazione giusta, così come sovente arrivano problemi vari a bloccarmi, o gente a disturbarmi mentre scrivo facendomi poi perdere il filo del discorso!

 

Recensione (1)

 

Comunque eccomi di nuovo qui per parlare di libri. In particolare di una lettura conclusa nel giro di poche ore e che mi è stata gentilmente inviata dall’autrice stessa, che ringrazio. Sto parlando di una raccolta di racconti intitolata “Diari di donne in panchina” di Fiorella Carcereri edita da Arpeggio Libero.

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Libri

» La misura della felicità, di Gabrielle Zevin

Prima di iniziare a parlarvi di una delle mie ultime letture, vorrei chiarire una cosa: sto ricevendo diverse e-mail da parte di autori esordienti che mi chiedono di segnalare o parlare dei loro libri. Non so se lo leggerete, ma mi spiace, non posso. Non ho tempo neanche di aggiornare il blog quanto vorrei, e qui – a differenza dell’altro spazio virtuale in cui scrivevo – non ho alcuna intenzione di fare segnalazioni. Voglio solo parlare dei libri che ho letto e che ho scelto, e di altre mie passioni.
Nulla più.
Quindi, per favore, non continuate a mandarmi e-mail. Grazie.

 

 

 

 

Recensione

 

 

 

 

 

Island Books

Fornitore esclusivo di buona lettura ad Alice Island dal 1999

Nessun uomo è un’isola; ogni libro è un mondo.

 

 

Ci sono letture di cui hai proprio il bisogno.
Dopo un libro che non mi ha preso quanto avrei voluto e che ho portato avanti solo per curiosità e segno di rispetto per chi me lo ha inviato (e di cui vi parlerò prossimamente), avevo voglia di leggere qualcosa che mi trasmettesse una sorta di tenerezza. Di una lettura più facile, più dolce. E tutto questo l’ho trovato ne “La misura della felicità” di Gabrielle Zevin.
Già dalla semplice ma bellissima copertina ho avvertito una piacevole sensazione. La figura stilizzata di un uomo che solleva una bambina che tiene tra le mani un aquilone.
Un aquilone particolare però: perché ha la forma di un bellissimo libro aperto.
Libri che si notano, uno sopra all’altro, anche sul pavimento.

Una cover che rappresenta, a mio parere, benissimo lo spirito del libro. Una lettura che mi ha trasmesso un forte senso di tenerezza e amore, ma che lascia sul finale anche una punta di malinconia. Uno stile semplice, che coinvolge totalmente il lettore. Un libro che si legge velocemente, regalandoti sorrisi ma anche occhi lucidi.

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