Libri

» La fine della solitudine, di Benedict Wells

La solitudine in noi si può combattere solo insieme.

 

 

Recensione (5)

 

 

Tornare a scrivere di libri non è facile. Soprattutto se si tratta di letture concluse diverso tempo fa, ma di cui non ho avuto modo di parlare sul blog. In verità avrei voluto fare una sorta di unico post riassuntivo, ma questo libro mi è stato inviato dalla casa editrice Salani e mi sembra doveroso spendere delle parole in più e creare un articolo apposito.
Innanzitutto ringrazio ancora una volta per avermi dato la possibilità di leggerlo, e mi scuso se ci ho messo più del previsto per stendere i miei pensieri a riguardo.

Il libro di cui vi parlo, come si deduce dal titolo del post, è “La fine della solitudine” di Benedict Wells, un giovane autore tedesco che con quest’opera si è aggiudicato il prestigioso Premio Europeo per la Letteratura nel 2016 e pero oltre un anno si è imposto al vertice delle classifiche tedesche.

Io l’ho trovata una bella lettura. Commuove, coinvolge, emoziona e fa riflettere. Perché quella affrontata in questo libro può essere la storia di tutti. Una storia di vita. E molte frasi le ho sentite mie, affini ai miei pensieri, alla mia anima.

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Libri

» Il valzer degli alberi e del cielo, di Jean-Michel Guenassia

Recensione (4)

Amare l’arte significa anche ricercarla nei romanzi. Quando mi è stato proposto un libro sugli ultimi giorni della vita di Van Gogh, ho subito avanzato la mia voglia di leggerlo e lasciare la mia più onesta opinione.
L’ho concluso proprio ieri, e oggi ve ne parlerò!

Intanto ringrazio la casa editrice Salani, per avermi concesso questa opportunità!

 

 

Vincent non era disposto a lasciarsi amare. Mi amava a modo suo, e io non lo capivo e non lo accettavo. Avrei voluto che mi amasse più della pittura, e questo era impensabile. Non poteva sacrificare la pittura per me; era semplicemente inconcepibile. Nella sua vita non c’era posto per una donna e la pittura. Si è sforzato ma, di fronte a un campo di grano, un tetto di paglia o un pagliaio, io non contavo niente.

Nella mia memoria ho serbato soltanto i momenti allegri, Vincent non era triste o arcigno, era come un bambino che scopre il mondo, avevamo milioni di cose da dirci. Ma lui sapeva che il nostro tempo era contato. Io no. Lui sapeva, d’istinto, molto prima che io l’ammettessi, che siamo soli sulla Terra e che contro questo non possiamo far nulla. Soli di fronte a noi stessi. Soli in mezzo agli altri. Qualunque cosa ci si possa inventare per far credere il contrario.

E Vincent è riuscito a dipingere proprio la bellezza di questa profonda solitudine.

Ho voluto esordire con questo brano perché è quello che mi è rimasto più impresso.
Vincent è riuscito a dipingere proprio la bellezza di questa profonda solitudine.
È una frase che mi ha molto colpita. E non mi sento poi così distante da questo pensiero. Certo, nella vita i rapporti sono molto importanti, ma molto spesso nelle scelte da prendere e in molte occasioni ti ritrovi a scontrarti con te stesso. Sei tu di fronte al mondo o, ancor peggio, a te stesso.

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