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» Non esistono piccole storie, di Johannes Bückler

Tempo fa avevo trovato per caso un account davvero molto interessante su Twitter: quello di Johannes Bückler. Un nome fittizio, dietro il quale non si sa bene chi ci sia, ma che riesce a donare qualcosa di importante in quel social fatto di brevi frasi, e molto spesso – almeno nell’ultimo periodo – di odio e turbamento: le storie.
Storie più note, ma soprattutto meno conosciute. Persone del passato a cui viene data voce. Una voce coinvolgente, appassionante, come se attraverso le parole fosse ancora possibile far emergere chi non c’è più, ricordarlo, non dimenticare mai quella scintilla che hanno potuto donare al mondo. Vite molto spesso semplici, che però non dovrebbero mai passare in secondo piano. Perché non esistono piccole storie. O meglio, anche quelle storie vere apparentemente piccole, hanno un significato e un’importanza enorme.
Quando ho scoperto che la casa editrice People avrebbe raccolto alcune di queste vite in un libro, non ho resistito. È stata la prima lettura di quest’anno. Semplicemente, bellissima. Se volete, è stato pubblicato anche un secondo volume “Non esistono piccole donne” che si concentra su figure femminili della storia e che io non vedo l’ora di acquistare e leggere.

Perché c’è sempre bisogno di un primo passo per ottenere qualcosa. Non importa quanto lungo. A volte, basta anche solo il piccolo passo di una bambina.

© una valigia ricca di sogni – marta.sognatrice

È possibile riuscire a emozionare in 280 caratteri il pubblico di twitter?

Con questa domanda viene presentato questo primo volume di Johannes Bückler: Non esistono piccole storie. Io mi unisco alla successiva risposta: Assolutamente sì.
E ora, con questo libro, potrà emozionarsi non solo chi naviga su quel social, ma tutti coloro che avranno voglia di aprire occhi e cuore, di provare a riflettere, soprattutto in questi tempi sempre più difficili dove l’odio e l’eco di un triste passato sembrano risuonare con forza.
Questo volume racchiude tante storie che non sono per nulla piccole, anzi.
L’autore scrive in prima persona, donando di volta in volta, voce a quell’uomo, donna, o bambino – o gatto, sì c’è anche un gatto! -, in modo tale da riemergere dalla polvere o dalle ombre di un passato che forse li ha resi invisibili e facilmente dimenticabili. Le loro voci risuonano con una tale intensità da smuovere, a mio parere, qualsiasi lettore pronto ad ascoltarle, senza pregiudizi, senza disprezzo, ma anche con la pura e necessaria curiosità di riempire vuoti, che spesso neanche sapevamo di avere.

Il libro è diviso in dieci sezioni a seconda dei vari temi:

  • FASCISMO
  • NAZISMO
  • NEOFASCISMO
  • PROPAGANDA
  • MIGRANTI DI IERI E DI OGGI
  • RAZZISTI DI SEMPRE
  • MAFIA
  • TERRORISMO
  • VITTIME
  • MUSICA, ARTE, SPORT, SCIENZA E ALTRE STORIE

Temi forti e importanti, che Bückler affronta in un modo toccante, ma anche in un certo senso diretto, con frasi che fanno riflettere, interrogare noi stessi anche per il nostro presente.
Accanto a storie più conosciute, o di cui io avevo sentito parlare o letto, ce ne sono molte altre che erano a me totalmente ignote. Storie che fanno commuovere, ma anche arrabbiare, che fanno riflettere ed emozionare. Il tutto narrato con un notevole grado di coinvolgimento. La nebbia del passato si dirada, ed ecco quell’uomo, quella donna, quei bambini che sono pronti a narrare la propria vita. Brevi pagine, frutto di qualche tweet, che arrivano al cuore. Ti fermi lì ad ascoltare, in silenzio, con rispetto. E il cuore freme, la rabbia ti accende, la tristezza ti logora dentro. L’indignazione per un presente che non sembra aver tratto nessun insegnamento dal passato è molto forte.

Vittime.
Una serie di vittime, spesso invisibili, a cui viene donata attenzione. Vittime di dittature che hanno annullato le loro esistenze, i loro sogni, il loro futuro, solo perché non si accettano i loro assurdi credi politici, o si è semplicemente parte di etnie diverse, non considerate pure.
Partigiani che si opposero al fascismo, andando spesso incontro alla morte per fucilazione, o a terribili torture.
Bambini, donne e uomini ebrei o rom, che persero la loro vita in un campo di concentramento o, se riuscirono a sopravvivere, non sempre ottennero una vera pace interiore, ormai turbati, segnati profondamente.
Vittime invisibili di una nuova forma di fascismo o di terrorismi e mafie di vario tipo. Ancora una volta non contano i colori politici, ma quanto la violenza sia assurda, senza senso, e spesso tesa a rovinare le vite di persone del tutto innocenti.

E ancora il razzismo, un tema piuttosto attuale, con un viaggio a ritroso nel tempo. Una forma di odio e violenza che non colpisce solo le persone di colore, ma che un tempo colpiva anche noi italiani. Perché provare odio per qualcuno diverso da noi? Perché non capire che chi scappa dal proprio paese, lo fa per avere un possibile futuro?
Conoscete ad esempio i “fenicotteri” Italiani?
Erano emigranti, sì, proprio così. Clandestini che rischiavano la vita – e in molti casi l’hanno persa – per raggiungere la Francia o la Svizzera. Per cosa? Per ottenere una nuova vita, un nuovo futuro, la pace.

Allora vi svelerò un segreto: in questo mondo ci sono tante, troppe differenze. Però c’è una cosa che accomuna molti ragazzi come noi, neri, bianchi, africani, asiatici, americani o europei. Quella di non avere un futuro. Quindi, datevi una mossa.
Ma se proprio non avete una soluzione, lasciateci almeno la speranza. Almeno quella. E pure qualche forma di pazzia.

Altre storie fanno molto riflettere sul grande impatto che media e fake news riescono a infondere soprattutto nelle menti più ignoranti, o comunque in chi decide di non informarsi in maniera più esaustiva. Su quanto le immagini e le parole che le televisioni, i giornali, o in questo presente anche i social possano riuscire a costruire qualcosa di distorto, non vero, o a fomentare ancora di più l’odio.

Parliamo ad esempio di Jessica Lynch e dell’incredibile strategia di marketing tutta Americana per riuscire a vendere la guerra in Iraq, e trovare una storia eroica da dare in pasto al pubblico. Giovane soldato americano, Jessica fu catturata dall’esercito iracheno. Secondo la storia che circolava, fu torturata e violentata, ma grazie ai soldati americani riuscì a tornare sana e salva in patria. Ma la realtà era molto, molto diversa.

E cosa dire del “più bel bambino ariano” o del “soldato tedesco ideale”? La propaganda nazista utilizzava le loro foto per fomentare quest’idea dell’individuo perfetto, al di sopra degli altri, e… non si rendeva conto di farlo proprio con quelle persone tanto odiate e disprezzate: gli ebrei.

… l’arma più forte e più potente di tutte rimane sempre la menzogna.

Quello che ho molto apprezzato, tra le altre cose, è il soffermarsi su quelle vittime invisibili che ci sono dietro anche ai casi più conosciuti: come l’attentato a Paolo Borsellino, che tutti conosciamo, ma… qui viene narrata la vicenda di una figura diversa, ma in un certo qual modo connessa a lui.
O ancora, accanto a vicende di razzismo note: come la storia di Ruby Bridges la prima bambina afroamericana a entrare in una scuola di soli bianchi; ce ne sono molte altre meno note, ma altrettanto importanti, necessarie, non solo per non essere dimenticate, ma anche per ampliare le nostre conoscenze, per conoscere, sapere, e così imparare a essere più aperti.
Soprattutto, comprendere che no, qualcuno non ha fatto anche cose buone.
Che no, il razzismo non è solo attuale ma affonda le radici nel passato.
Che no, non solo gli africani sono emigranti che vogliono venire a invadere la nostra Italia, ma lo sono stati anche gli Italiani. Clandestini, tutti. E non per il differente colore della pelle, ma con la voglia di cercare un futuro che in patria non sempre si riesce a trovare.

E tanto, altro.
Per gli amanti di scienza, sport, musica, ci sono anche storie a riguardo, quasi sempre improntate comunque su quanto l’odio possa spezzare vite, o quanto sia importante fare il primo passo e resistere di fronte a certi regimi e imposizioni.

Io conoscevo alcune storie, ad esempio quella di Andra e Tatiana e del loro cuginetto Sergio, ma molte altre erano ai miei occhi sconosciute. Quindi, sono felice di aver recuperato finalmente questo volume. E ringrazio chiunque ci sia dietro il nome di Johannes Bückler per il suo grande lavoro nel donare voce a chi a lungo è rimasto invisibile, nel trasmettere messaggi così importanti, facendo prevalere le emozioni e i sentimenti.

Non mi dilungo troppo e non voglio farvi perdere la possibilità di scoprire da soli le tante vite racchiuse in questo bellissimo libro. Vi invito, però, a prenderlo e leggerlo. Acquistatelo, e ve lo dico perché c’è anche un nobilissimo motivo dietro, che viene spiegato nell’ultima importante storia narrata da Johannes Bückler.
Leggetelo, ragionate, aprite la mente, non dimenticate mai quello che è accaduto.
Perché qui non è neanche più una questione di diversi colori politici, ma… di quanto l’odio possa far male, distruggere tutto, spezzare anche moltissime vite innocenti.

Storie che ti scuotono dentro, ma che non vanno MAI, mai dimenticate.


Non esistono piccole storie, di Johannes Bückler
Casa editrice: People
Pagine: 207
Prezzo: 15 euro
Anno di pubblicazione: 2020

Voto: ♥♥♥♥♥

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1 pensiero su “» Non esistono piccole storie, di Johannes Bückler”

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